DIRITTI  &  ROVESCI

Sito di Informazione per il Comparto Difesa e Sicurezza

 

Dirittie & Rovesci - Nei Diritti ci sono anche i  Rovesci

Le AGENZIE e la Rassegna STAMPA

 
 

- BERLINO, 26 OTT 2011

Per via della crisi, l'esercito tedesco dovra' subire una seria cura dimagrante: il governo della cancelliera Angela Merkel ha approvato, stamani, la chiusura di 31 caserme, circa l'8% del totale, e il drastico ridimensionamento di altri 90 presidi militari.

In tutto saranno dunque coinvolte nello snellimento 121 delle circa 400 caserme presenti sul territorio nazionale. A dare una misura del valore complessivo della riforma e' soprattutto un dato: il numero dei posti di guardia ogni mille abitanti si riduce dagli attuali 9,2 a 5,4.

Il nuovo dislocamento si sarebbe reso necessario 'anche per via del consolidamento del bilancio federale', e' scritto nel progetto di riforma. Complessivamente il numero dei militari tedeschi scendera' da 250mila a 185mila, mentre i dipendenti civili verranno ridotti da 76mila a 55mila.

La decisione sulla chiusura delle caserme - che sara' presentata nel pomeriggio dal ministro della Difesa Thomas de Maiziere (Cdu) - e' arrivata al termine di mesi di trattative tra il governo e i sindaci sul cui territorio si trovano i presidi. Con lo snellimento delle caserme si realizza l'ultima parte del piano per rinnovare l'esercito federale che aveva gia' visto abolire, pochi mesi fa, la leva obbligatoria. (ANSA).


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  AGENPARL) - Roma, 06 giu - Il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Domenico ROSSI, riceverà oggi, in Campidoglio a Roma, la “rosa” in bronzo del “Premio Simpatia”. Come attesta la motivazione, il Generale Rossi è stato premiato per la capacità di ‘’stabilire con l’Amministrazione Comunale e con il tessuto sociale romano relazioni e rapporti di assoluto rilievo, presupposti che hanno consentito, in piena collaborazione, il raggiungimento di obiettivi di elevata importanza tra le varie parti interessate’’. Il Generale di Corpo d’Armata Domenico ROSSI, che ricopre anche l’incarico di Presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare dell’Esercito ed Interforze (COCER), ha saputo dare corpo all’importanza della presenza sul territorio della risorsa Esercito, per intervenire con sempre efficace prontezza ove necessario, meritando quest’anno il riconoscimento in virtù del suo servizio come Comandante della Regione Militare Centro e Comandante Militare della Capitale dal 2007 al 2010. Il premio, a cura del Comitato Romano Incremento Attività Cittadine, giunto alla sua XLI Edizione, per statuto è assegnato a coloro che sappiano esprimere per nobiltà di azioni un’immagine viva di simpatia e di successo civile.

TRATTO DA... http://www.agenparl.it
 
 
 
Scissione all’interno del Co.Ce.R  Esercito?

I comparti difesa e sicurezza costituiscono, per definizione, i gangli vitali del sistema paese sia in Italia sia altrove. Questo significa che l’attenzione dei media e di riflesso dell’opinione pubblica è molto elevata. Questa premessa è d’obbligo perché esiste in Italia un particolare feeling che lega il mondo militare con la gente. In altri termini gli italiani hanno sempre amato e rispettato le forze armate e tenuto in grande stima il loro spirito di servizio, la loro dedizione e quella forma di disciplina che li induce spesso a tacere anche quando uno sfogo non solo è naturale ma anche legittimo.
Ora con la cessazione della ferma obbligatoria e il passaggio a quella volontaria ciò che cambia non è certo la considerazione popolare ma la misura del rapporto interno sul piano strettamente “lavorativo” che per ciascun addetto significa avere dei contrappesi come possono essere i sindacati. I vertici delle forze armate e, in questo caso anche dei carabinieri e della guardia di finanza, hanno pensato che non sono maturi i tempi per introdurre il ruolo dei sindacati ma che qualcosa di alternativo andava fatto ideando una rappresentanza il cui acronimo è C.O.C.E.R.
Ora questo organismo sembra, per taluni, andato in tilt. La critica maggiore è che è poco autonomo e, di conseguenza, non libero nel giudicare certe scelte politiche, economiche e comportamentali che vanno dalla guida politica a quella amministrativa e burocratica della linea di comando.
Questo si percepisce attraverso molti segnali che sarebbero da improvvidi non rilevarli poiché dovrebbero preoccupare più se non espressi che spiattellati senza timori. Il fuoco sotto la cenere è più insidioso della fiamma vivida. Questa si vede e si può controllare, l’altra è subdola.
Ma scendiamo nei dettagli per ciò che è dato di sapere. Il tema ricorrente è la mancanza di risorse. Da ciò si fa ricadere la diversa applicazione trasformando dei professionisti, altamente preparati, in addetti ai vettovagliamenti, alla guardiania, alla manovalanza, alla pulizia delle aree comuni e via di questo passo.
E’ questo il senso da dare ad una circolare diramata dallo Stato maggiore dell'Esercito lo scorso 3 febbraio e che riguarda, tra l’altro, i reduci dalle zone di combattimento nei vari teatri esteri, e taluni di essi hanno anche famiglia. Ma potrebbe pure essere accettato qualche sacrificio se non prendessimo atto dei tanti sprechi come si evince dal libro “Caro Armato” di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca per Altreconomia edizioni. Da loro sappiamo, ad esempio, che nonostante la crisi nel 2010 le spese militari hanno superato i 23 miliardi di euro e che il numero dei "comandanti" - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali- supera quello dei "comandati". Potremmo ironicamente affermare che in Italia abbiamo un esercito di “generali” e di “colonnelli” mentre a farne le spese sono, manco a dirlo, le fasce più basse che oltre ad essere mal retribuite sono i primi a pagare in termini di vite umane (36 morti solo in Afghanistan). Queste cose, è bene dirlo, non sono un segreto militare.
Lo dobbiamo oltre alle battaglie condotte da alcuni rappresentanti del C.O.C.E.R. come Girolamo Foti prima con una sua dichiarazione sul Venerdì di Repubblica e poi in occasione dell’audizione in commissione difesa al Senato che lo vide lasciare l’aula delle audizioni parlamentari in seguito ad un acceso battibecco con il Presidente della commissione difesa Sen. Cantoni (PDL) e il Senatore Torra (Lega Nord). Vi fu poi una interrogazione parlamentare al Ministro La Russa dell’Italia dei Valori, primo firmatario l’On. Paladini, che denunciava il sottoimpiego dei militari e ancora dopo una risposta poco esaustiva del Capo di Stato Maggiore Gen. C.A. Valotto che riportava la problematica all’attenzione del Capo di Stato Maggiore Difesa, il CMCS Bitti scriveva al Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa cercando di richiamare la sua attenzione sullo stesso tema. E il ministro, manco a dirlo, fece orecchio da mercante. L’impegno dei due delegati alla fine ha aperto una breccia alle titubanze di altri delegati come Filippo Scicchitano e Davide Salma e di quasi tutti quelli della categoria C, presentando un documento unitario in merito all’applicazione del nuovo ruolo previsto per legge e dalla circolare di Persomil ai volontari in servizio permanente. Mi chiedo, a questo punto,  come potrà gestire questa probabile crisi, l'attuale  presidente del cocer   Gen.c.a. Domenico Rossi  trovandosi  tra due fuochi:  dar conto  e ragione alle richieste della base e dar conto e ragione ai massimi vertici militari?  Ma il disagio non si può smentire o sottacere.
C’è e va compreso.
E occorre, a mio avviso, evitare di esasperare le tensioni valutando pacatamente, ma con spirito costruttivo, le legittime aspettative di coloro che rappresentano non un interesse personale ma, semmai, lo inquadrano in quello di una categoria, il ruolo dei graduati, che costituisce l’asse portante della struttura militare e che si attende non privilegi ma giusti e adeguati riconoscimenti. In questo senso vanno i siti www.graduati.net allestito da Foti, da Bitti e da altri e graduati.net che in mezza giornata ha superato i mille visitatori.
(Riccardo Alfonso - fidest)
Preghiera di pubblicazione/diffusione del presene articolo ....


ALTRI ARTICOLI  sulla "Specificità"

 

 
 

TUTELA DEL MILITARE CONGEDATO

Voglio far sapere l'esistenza di una legge esistente che tutela i militari Vfb (volontari in ferma breve), congedati o riformati senza demerito. Questa normativa consiste nel non abbandonare più il militare volontario qualora venisse riformato o congedato senza demerito, ma seguito e aiutato nell'inserimento del mondo del lavoro civile da parte della Difesa verso il militare stesso che ha servito la patria!
Nonostante sia una normativa di legge importantissima, purtroppo i militari volontari, che sappiamo sono la colonna portante dell'esercito professionistico (il 70%) non ne sono a conoscenza come invece dovrebbero!
Voglio poi fare una vera e propria denuncia pubblica attraverso il Messaggero dell'inefficace operato delle strutture della difesa verso chi ha servito la patria venendogli negato quelli che gli spetta di diritto! Strutture che dovrebbero avere la massima attenzione e considerazione verso problemi di militari veramente seri e gravi.
Il mio intento nel fare questo appello-sfogo è quello di cercare tramite la stampa di smuovere le coscienze di chi di dovere nella Difesa rendendo pubblico quello che a stento si possa credere che accade, che i lettori, i giovani, tutti che sappiano, sperando che qualcosa si smuova e la Difesa faccia i suoi passi dovuti.
A tutt'oggi sto lottando per farmi riconoscere ciò che è mio di diritto e mi spetta... il riconoscimento causa di servizio e pensione priveligiata, in quanto lo stato militare mi ha riformato con l'art.5 permanentemente non idoneo al servizio militare con la seguente diagnosi: "Grave Forma di Broncopatia ostruttiva", quindi dalla riforma stessa si evince che la commissione medica militare ha sancito di fatto un patologia invalidante permanentemente.
Ora in sostanza avendo accusato la patologia grave in servizio che ha scaturito la riforma, dove ho rischiato di morire perchè ho respirato sostanza altamente tossica sprigionata dall'uso di vernice scaduta, e quindi rimanendo senza respiro per interminabili e lunghi secondi, ho chiesto il riconoscimento causa di servizio e pensione privilegiata.
Ma il Ministero della Difesa-Direzione generale delle pensioni militari, ha risposto emettendo un decreto negativo e quindi respinto la mia domanda di pensione, negandomi quello che mi spetta e che è di mio diritto con assoluta superficialità.
Dopo il verdetto assurdo della direzione generale pensioni militari, ho fatto appello al Presidente della Repubblica in qualita di comandante supremo delle forze armate di annulare tale verdetto nei miei confronti, in quanto decisione presa dalla difesa non corretta su elementi di valutazione non corretti, chiedendo la riesamina e valutazione della mia pratica nel modo completo, con documentazione completa, stesso appello fatto al Ministro della Difesa.
Voglio giustizia perchè tutto ciò è accaduto per mancanza di responsabilità, la difesa si deve prendere le propie responsabilità e pagare quando commette errori! Io servendo lo stato militare ci ho rimesso la salute avendo un quadro polmonare grave permanentemente compromesso a vita che mi comporta mille difficoltà a vivere quotidianamente con la bombola di ossigeno sempre dietro a soli 32 anni e mi fermo qui! La Difesa mi ripaga dandomi il ben servito in questo modo,continuerò a lottare finchè avrò vita! 

Mantella Federico
Caporal Maggiore dei Paracadutisti in Cong.Ass. 

(8 novembre 2010) fonte il MESSAGGERO


Federico Mantella 

 
 
Quelli del pubblico impiego trattati meglio dei soldati

ItaliaOggi
Numero 246  pag. 7 del 16/10/2010 

di Piero La Porta prlprt@gmail.com  

Due settimane fa, Silvio Berlusconi scrisse:«Il lavoro straordinario dei nostri soldati merita di essere conosciuto, considerato e di ricevere il plauso di tutto il nostro paese». Nelle stesse ore la commissione difesa del senato riceveva dal governo, il documento DFP 2011/2013 (Decisione di Finanza Pubblica), per darne un parere. La maggioranza in commissione, alquanto imbarazzata, s'è detta favorevole, raccomandando tuttavia di inserirvi le iniziative del Governo a favore dei militari «concretamente realizzate», come: il riconoscimento della «specificità»; il diverso trattamento delle assenze per malattia rispetto agli altri statali; 60 milioni di euro per agevolazioni fiscali ai redditi fino a 35.000 euro; 80 milioni per perequare il congelamento del trattamento economico; 100 milioni per il contratto 2008-2009; cioè 240 milioni complessivi.

La «specificità» ancora non è legge (e siamo alla quarta lettura) mentre i 240 milioni spalmati su 600 mila uomini (dei quali una piccola minoranza di militari e la più gran parte di polizie), concernono gestioni finanziarie superate. Il futuro è invece sotto la manovra finanziaria estiva che ha colpito il pubblico impiego su tre punti: congelati gli stipendi, bloccati gli incrementi dovuti alle promozioni, ristrette liquidazioni ed età pensionabile. I militari sono stati toccati in altri quattro punti: indennità operative, funzionali, di trasferimento e tagli conseguenti sulla buonuscita. Il riordino funzionale, inoltre, costato 770 milioni, è pagato con il decurtamento del budget militare, con ulteriori danni economici. I militari sono dunque colpiti in misura almeno doppia rispetto al pubblico impiego. È davvero singolare tale visione della «specificità».

L'aspetto più grave è tuttavia il più nascosto. Il Dpf 2011-2013 tratta lo strumento militare come una macchina ferma, che deve solo consumare il meno possibile. È la «vision» della Dc di Cirino Pomicino durante gli anni '80. Si dimentica che i soldati operano in teatri di pace e di guerra, impiegati dallo stesso governo che emana quel Dpf, del tutto privo d'una visione pluriennale per alloggiare, reclutare, addestrare, formare ed equipaggiare, soldati, sottufficiali, ufficiali e reparti. Questa miopia ingravescente da 15 anni ha logorato mezzi, infrastrutture ed equipaggiamenti. Quanto fu consumato non è stato ripristinato, quanto obsoleto non è stato rinnovato, le parti logorate sono sempre meno riparate. Mortificazione del personale e decadimento della struttura portano inesorabilmente a una vulnerabilità critica, il cui approssimarsi i soldati annusano con un istinto inconfondibile, sperimentato dalla concretezza dei rischi operativi.

Martedì, durante i funerali dei quattro alpini, questo sentimento era palpabile. Malessere del personale e logorio della struttura, sotto le sollecitazioni imprevedibili dei teatri di guerra, producono effetti devastanti.


 
 

Quel miraggio del sindacato militare

PRIMO PIANO
Di Piero Laporta

Dopo la Finanziaria necessario rivedere la rappresentatività delle forze armate

La segretezza circonda la manovra finanziaria. I segreti sono gli escrementi della democrazia. Nessun organismo è privo di escrementi. Non è tuttavia saggio farne una ragione di vita. I danni conseguenti al malaccorto uso del segreto avranno conseguenze sulle forze armate: comunque finirà questa manovra finanziaria, alla fine i furbi diranno «avevamo ragione noi» e si imporrà la necessità di un sindacato militare. Vediamo perché.

Le cifre in gioco. Le spese militari erano 1,1 per cento del Pil, quando Antonio Martino divenne ministro. Promise di portarle a 1,5. Quando se ne andò erano quasi 0.8. Oggi sono a 0,9, un'inezia rispetto alla sontuosità della spesa politica e a quello che i soldati danno. Risparmi e spremiture della finanziaria non incideranno più d'uno zero virgola. Per raggiungere pertanto quantità significative dovranno incidere sui gradi medio bassi, già alla fame.

La linea di comando. Il soldato che il 2 giugno sfila ai Fori Imperiali è diviso dal ministro da otto livelli di comando. Nel 1992 i livelli che lo separavano dal ministro erano cinque. Nel 1992 i militari erano 350 mila, oggi sono meno della metà. Tagliate le braccia, è cresciuta la testa, ma è afona. I gradi bassi sono abbandonati a loro stessi, mentre il segreto sulla finanziaria impazza e le altre categorie sono più rappresentate. I soldati professionisti, a conti fatti, sono trattati peggio di quelli di leva.

La rappresentanza militare. Il segreto ne impedisce la funzione principale, quella consultiva. La compartecipazione del Cocer alla concezione dei provvedimenti che ricadono sul personale delle forze armate, è mortificata dai ministri della destra. Fu così con Cesare Previti, peggiorò con Antonio Martino, è sulla stessa strada con Ignazio La Russa. Antonio Martino ebbe una perdita secca di 20mila voti a Roma. Arturo Parisi, al contrario, è ancora ricordato per l'attenzione rispettosa verso il Cocer.

I furbi. Coloro i quali si appropriarono di 4mila case della difesa possono dire «avevamo visto giusto, abbiamo fatto bene». Il taglio delle pensioni e delle buonuscite impedisce ai militari l'acquisto della casa a fine carriera. Quelle case, vendute a prezzi di mercato, 200mila euro ciascuna, avrebbero portato 800 milioni di euro, dieci volte i tagli sulle pensioni militari e due volte quanto Giulio Tremonti regala ogni anno ai suoi funzionari. I furbi avevano visto giusto. I consiglieri intorno a La Russa sogghignano soddisfatti.

La spesa politica. Chi è dentro lo stato, chi conosce i meccanismi dello stato, centrale e periferico, sia quando opera in Italia sia quando opera all'estero, conosce altrettanto perfettamente gli sprechi e le spese della politica, che non sono neppure scalfiti. I militari sono l'antenna più sensibile che lo stato abbia; non corpo separato, come dissero in tempi eversivi; al contrario, collegamento e trasmissione delle istanze della società civile. È pericoloso confondere senso del dovere con stupidità.

La magistratura. L'edificante spettacolo dei magistrati che minacciano lo sciopero, a fronte di sacrifici limitati, è superato solo dall'impavida marcia indietro del governo. Lo stesso governo che, mentre chiede sacrifici ai militari, propone sontuose ristrutturazioni per la magistratura militare, invece di scioglierla. È arduo capire come costoro possano in futuro amministrare giustizia sui militari che esigano il rispetto sinora negato al loro lavoro, alle loro famiglie, a loro stessi.

Il sindacato. Questo porterà inevitabilmente acqua al mulino di quanti vogliono il sindacato dei militari, considerando il Cocer inadeguato, alla prova dei fatti e viste le esibizioni sindacali degli stessi magistrati: l'illusione del sindacato dalla delusione dello stato.

prlprt@gmail.com

 

fonte: ITALIOGGI - Numero 131  pag. 8 del 3/6/2010 | Indietro

Autorizzazione all'utilizzo: Di Piero Laporta

 
   Francia, Grecia, Spagna e Portogallo ed anche l'ITALIA paesi a rischio disordini

Roma, 15 mar. (Apcom) -  
Il “lucido” del capo delle forze armate svizzere parla chiaro: nella sua mappa europea dei “paesi a rischio” figurano anche Italia, Francia, Grecia, Spagna e Portogallo, vale a dire le mete privilegiate del turismo elvetico. Il generale André Blattmann – ha scritto in prima pagina il domenicale elvetico Sonntag titolando il suo articolo: “L’esercito si arma per far fronte a disordini in Europa” – ha presentato la settimana scorsa le sue considerazioni alla Commissione Difesa del Consiglio nazionale (la camera bassa del Parlamento svizzero). Spiega il domenicale che per Blattmann i “paesi a rischio” sono quelli in cui si registrano quattro ordini di problemi: disordini sociali, attentati, problemi con l’Euro, presenza di armi atomiche. La “mappa” di Blattmann ha suscitato polemiche ed è stata definita da alcuni deputati “esplosiva” da un punto di vista di politica estera, ancor più in un momento in cui vi sono già tensioni a proposito di Schengen. “Mi spaventa che il capo dell’Esercito possa giocare con scenari simili”, ha commentato il deputato socialista Maz Chopard. La Grecia, tramite la sua delegazione all’Onu di Ginevra, ha espresso la propria “sorpresa” per questa analisi del capo delle forze armate elvetiche.


 
 
  09-11-09 FINANZIARIA: DOMANI AVVIO VOTAZIONI MA IN SENATO POCO SPAZIO MODIFICHE  

(ASCA) - Roma, 9 nov - La finanziaria entra nel vivo domani in Aula al Senato, dove prenderanno il via le votazioni sugli emendamenti. Molti i nodi da sciogliere intrecciati dalla stessa maggioranza, dal taglio dell'irap, alla graduale introduzione della cedolare secca sui redditi da affitto e contestuale detrazione per gli affittuari, all'universita', alla sicurezza. Ma e' probabile, si apprende da fonti di governo, che gran parte di essi saranno trattati in seconda lettura alla Camera oppure in provvedimenti diversi dalla finanziaria. Prima della fine dell'anno, infatti, sono attesi il decreto milleproroghe e forse il decreto fiscale. Domani, prima dell'inizo della seduta d'Aula, sono previsti incontri e consultazioni tra il governo, il relatore Maurizio Saia e la maggioranza.

Prima di definire il pacchetto di misure che comportano spesa, il governo attende di conoscere l'andamento delle entrate, in particolare i risultati dell'autotassazione e dello scudo fiscale. Dall'operazione rientro dei capitali, come riferito da Giulio Tremonti, il governo attende un gettito di 3-4 miliardi di euro, che potranno pero' essere utilizzati per interventi una tantum, non per misure strutturali, come e' la riduzione dell'irap. Sull'imposta regionale sulle attivita' produttive e' confermata l'ipotesi di intervenire per scorporare le perdite dalla base imponibile, ma per una platea limitata di imprese, probabilmente le piccole e le medie. Sul piatto il governo metterebbe a disposizione una cifra di circa 1 miliardo.

Un primo segnale che potrebbe essere introdotto in finanziaria nel passaggio al Senato riguarderebbe le risorse per il contratto e il riordino delle carriere delle forze di sicurezza. Difficile che si possano reperire risorse aggiuntive, oltre ai 100 milioni gia' indicati dal governo, che si aggiungerebbero alla dotazione prevista in finanziaria ma ritenuta insufficiente. Si tratta di fondi che sono nelle disponibilita' del ministero della pubblica amministrazione e che potrebbero essere sbloccati con una norma ad hoc. Altri questioni aperte sono la proroga degli incentivi auto e la proroga degli sgravi fiscali sul salario di secondo livello.

Occhi puntati anche su un'altra norma gia' stoppata in Commissione Bilancio di Palazzo Madama ma che potrebbe ritornare per l'Aula o alla Camera. E' la disposizione sul processo tributario sponsorizzata dal Presidente del Consiglio Berlusconi ma poi cassata per volere del Presidente della Camera Fini. Consentirebbe di risolvere il risvolto fiscale del caso Mondadori versando soltanto il 5% invece dei 200 milioni previsti. L'atteggiamento di Fini dipendera' anche dall'esito dei colloqui che il Presidente della Camera avra' domani mattina con Berlusconi. Tuttavia resterebbero forti dubbi dell'ex leader di An sulla costituzionalita' di un provvedimento del genere. Domani l'assemblea di Palazzo Madama iniziera' i lavori alle 16,30. Secondo un calendario non ufficiale il via libera dell'Aula dovrebbe essere previsto per giovedi'-venerdi' prossimi, ma queste decisioni saranno assunte dalla conferenza dei capigruppo prevista per domani alle 12.

lsa/rf/lv

 

 
 

  28.10.09 MANIFESTAZIONE SINDACATI POLIZIA E CORPO FORESTALE, COCER GUARDIA DI FINANZA E COCER AM HANNO ESPRESSO SOLIDARIETA' E CONDIVISIONE ALL'EVENTO (e gli altri?).  Un successo inaspettato, stimate oltre 40mila persone partecipanti, tutte le sigle sindacali hanno condiviso l'importanza di essere uniti ed esprimere in modo plateale quanto vanno dicendo da oltre una anno al nuovo Governo. Le precedenti dimostrazioni di malessere non hanno trovato spazio nel mondo mediatico, per lo più sono rimaste conosciute agli addetti ai lavori,  si è tentato di far passare l'idea che i problemi della Sicurezza e Difesa sono speciose lamentele di pochi. In realtà, la partecipazione massiccia ha dimostrato l'esatto contrario. I problemi atavici strutturali, rinviati di governo in governo, si sono acuiti con l'ultima Finanziaria che ha visto cancellare tre miliardi di euro e 40mila unità nei prossimi tre anni. Blocco dei tourn over, età media di 50 anni, carceri sovraffollate e dotazioni mezzi in declino, mancato avvio dei Fondi Pensione, Riordino delle Carriere, sono solo alcune delle sofferenze più evidenti e datate.

Si aggiunga al passato, il ritardo della chiusura contrattuale (biennio 2008-09) e la mancata apertura del nuovo biennio economico (2009-10). Nell'ambito del Comparto Difesa (EI, MM, AM) il Nuovo Modello di Difesa stenta a conoscersi, la previsione della chiusura di Enti, la mancanza di organico in alcuni ruoli e l'esubero di altri pesano sulla motivazione del personale. La mancanza di tutela individuale fa emergere nuove sofferenze come il Mobbing, lo stress pisco fisico, malattie psicosomatiche frutto di un ambiente fortemente gerarchizzato, pieno di doveri e con pochi diritti. Tutto sembra precario e i precari nelle Forze Armate non trovano riparo e speranze.  

Probabilmente, nonostante l'alta affluenza alla manifestazione, i massmedia non daranno sufficientemente lo spazio necessario per evidenziare le incertezze del personale. Staremo a vedere quali telegiornali e giornali daranno la notizia con la dignità che si merita. Senza piagnistei, senza retorica o strumentalizzazioni di parte, occorre una riflessione "laica". Un paese in cui poliziotti,  gli agenti di custodia, le guardie forestali, i militari si lamentano e manifestano in piazza probabilmente le cose stanno messe male, c'è da preoccuparsi. In quest'ottica si capisce perchè la notizia è silenziosamente pubblicata.  

 Di fronte a questo stato di cose, di fronte a problemi comuni del Comparto Difesa e Sicurezza solo il COCER della GDF e dell'AM hanno espresso solidarietà e vicinanza ai "cugini" poliziotti.  Gli altri, Esercito, Carabinieri e Marina hanno preferito glissare l'argomento e pensare ad altro.

Il paradosso è presto fatto, ieri mattina mentre tanti colleghi manifestavano in Piazza per far conoscere le proprie aspettative, il Consiglio dei Ministri approvava un Decreto Legge sulla "PROROGA DEL MANDATO RAPPRESENTATIVO fino al 2011" ai Rappresentanti COBAR, COIR, COCER delle Forze Armate. 

 
 

Afghanistan, il Cocer esercito chiede
alla procura il dissequestro dei Lince

FONTE IL MESSAGGERO

ROMA (9 agosto) - Il Cocer esercito chiede che magistrati facciano con urgenza i sopralluoghi del caso e dissequestrino i Lince dei militari italiani in Afghanistan. Nel Paese intanto ancora attacchi dei talebani: morto un soldato britannico per l'esplosione di una mina, e questa mattina un convoglio tedesco è stato attaccato da un razzo nel nord del Paese.

Cocer: procura dissequestri subito i lince. La richiesta viene dal generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Esercito, a proposito degli 11 blindati Lince che - come scrive il Corriere della sera - sono posti sotto sequestro dalla magistratura perché coinvolti in vari attentati su cui sono in corso altrettante inchieste. Rossi chiede un intervento urgente «affinché sia data l'immediata possibilità per il personale militare in Afghanistan di usufruire dei mezzi sotto sequestro da parte della magistratura, nonché di poter trarre dagli stessi pezzi di ricambio ove necessario». Secondo il presidente del Cocer Esercito, infatti, «la sicurezza del personale, priorità massima della rappresentanza militare, nonché la situazione contingente e la possibile evoluzione a breve-medio termine impongono procedure d'urgenza fino a sollecitare l'immediato invio in Afghanistan dei magistrati responsabili affinché vengano effettuati con l'urgenza del caso gli eventuali sopralluoghi. Tutto ciò - conclude il generale Rossi - ribadisce altresì la necessità di rivedere i codici per adeguarli alla realtà dei nuovi scenari operativi».

 
  SINDACATO POLIZIA, TROPPI SUICIDI TRA UOMINI FORZE ORDINE
(ANSA) - NAPOLI, 22 GIU - Troppi suicidi nelle forze
dell'ordine: l'allarme e' stato lanciato dal sindacato di
categoria 'Polizia Nuova' che in una nota, diffusa a Napoli,
chiede l'intervento del ministro Maroni.
''Nel 2008 in polizia si sono gia' registrati dieci casi
eclatanti di suicidio - rileva Pasquale Di Maria, della
segreteria nazionale di Polizia Nuova - il doppio rispetto a
quelli sia del 2007, sia del 2006 e da gennaio 2009 il dato
comincia a diventare terrificante. E l'anno deve ancora
finire''. Per Polizia Nuova
il ''mobbing delle divise e' uno dei
fattori, mentre determinante
- si legge nella nota - sembra
essere la crisi economica: i poliziotti e le poliziotte al pari
di tutti gli italiani pagano mutui per le case di proprieta'
ricevono prestiti e impegnano il quinto dello stipendio. La
media e' esattamente uguale a quella di chi non lavora nelle
forze dell'ordine. E anche il tasso di disperazione in certi
casi e' uguale se non superiore''.
''Dal 1995 ad oggi - scrive Di Maria - i suicidi in polizia
sono stati complessivamente 132. Quasi tutti con l'arma di
ordinanza. Ma ci sono stati anche sei impiccati ed un suicida
con overdose''. ''Ora arriva la notizia tragica del raddoppio
dei suicidi nell'anno 2008 e il dato del 2009. Per non parlare
dei suicidi nella Polizia Penitenziaria e nelle altre forze di
polizia. Ci sara' qualcuno che cogliera' questi segnali prima
che sia troppo tardi - - conclude - e tutto diventi una grande
emergenza?''. (ANSA).
 
 
 

POL:SICUREZZA
2009-06-15 10:30
SICUREZZA:MARONI, IN PENSIONE FORZE POLIZIA ASSUNTE ANNI'70 ROMA
(ANSA) - ROMA, 15 GIU - "Trenta-trentacinque anni fa, col terrorismo, venivano assunti in blocco 4.000-5.000 poliziotti e carabinieri all'anno; questi adesso andranno in pensione ed ora non possiamo permetterci la spesa facile di allora che tra l'altro determinò il debito pubblico che ancora ci trasciniamo". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso del programma 'parliamo con l'elefanté su Radio24. "Dobbiamo però - ha sottolineato Maroni - affrontare il problema di una progressiva andata in pensione nei prossimi anni di interi contingenti di
poliziotti e carabinieri per capire come fare. E' - ha aggiunto - il piano che stiamo studiando: da una parte con la riorganizzazione sul territorio delle sedi di polizia e carabinieri, dall'altra con la riorganizzazione dei servizi in modo da garantire la stessa sicurezza di oggi, anzi migliorarla, pur in presenza di una progressiva riduzione del numero delle forze dell'ordine". (ANSA).
NE/SAI S0A QBXB

 

 
 

Difesa/ La Russa: Negativo abolire leva. Penso a 'stage' militari

di Apcom

L'idea del ministro: Un periodo di 30 giorni per i futuri soldati

Roma, 24 apr. (Apcom) - L'abolizione del servizio di leva obbligatorio ha avuto "un riflesso negativo" sulla Difesa perché "ha determinato il mancato o il ridotto apporto di soldati". Lo ha rilevato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una cerimonia al Quirinale per i 64 anni dalla Liberazione. La Russa ha quindi annunciato che sta cercando le risorse per "istituire un periodo, anche solo di 30 giorni, in cui i giovani tra i 18 e i 25 anni facciano uno 'stage' atletico-militare di preparazione al futuro volontariato nell'esercito".

 

 
 

Roma, 1 apr. - (Adnkronos) - Dimezzare i costi per consentire di raddoppiare il numero dei militari impiegati in diverse citta' nell'ambito dell''Operazione strade sicure'. E' questo l'obiettivo che indica il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha affrontato il tema nel corso dei lavori della prima riunione dell'alta commissione di consulenza sulla riforma delle forze armate, convocata in mattinata a Palazzo Baracchini.

(ANSA) - ROMA, 1 APR - Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, spera di raddoppiare l'attuale contingente di 3.000 militari schierato nelle citta' italiane. La proroga e l'ampliamento del contingente dell'operazione Strade sicure sono oggetto di un gruppo di lavoro istituito presso il ministero, spiega La Russa, proprio 'per vedere come proseguire l'ottima esperienza della presenza dei militari nei quartieri delle citta' in sostegno di polizia e carabinieri'. E' importante trovare il modo di abbattere i costi.

 
 

DIFESA: TAGLI, A RISCHIO 23MILA VOLONTARI 'IL MESSAGGERO', RIDUZIONE BILANCIO POTREBBE PROVOCARE 'ESODO'

Roma, 16 mar. (Adnkronos) –

A causa della ''continua riduzione del bilancio della Difesa'', sono 23.000 i militari italiani che ''corrono il rischio (altissimo) di deporre le armi e tornarsene a casa. Tutti insieme, in un colpo solo. Se non interviene in extremis qualche fatto a scongiurare l'evento, stiamo per assistere al piu' grande esodo forzato di militari dei tempi moderni''. E' il quotidiano 'Il Messaggero' a sottolinearlo, precisando che ''l''esodo' riguarderebbe i volontari di truppa, quelli che oggi costituiscono il nerbo delle missioni all'estero del nostro Paese (e che sono gli stesso che pattugliano le nostre citta' e che sono stati impegnati per l'emergenza rifiuti in Campania)''. I tagli al bilancio della Difesa ''sono cominciati con la Finanziaria del 2007 (risorse abbattute del 18%), sono leggermente diminuiti nel 2008 ed hanno ripreso quota nel 2009 (nell'anno in corso c'e' un ulteriore taglio del 7%). Ma lo spauracchio -rileva 'Il Messaggero'- e' la previsione per il 2010, che parla di un abbattimento di risorse del 40%! Con meta' soldi a disposizione, la sola via d'uscita e' la riduzione dell'organico''. Il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer (Consiglio centrale di Rappresentanza) Inteforze, si aspetta che la speciale commissione incaricata di ridefinire le risorse delle forze armate e di rivederne i compiti ''preveda specifiche norme di tutela del personale, se i livelli di bilancio non dovessero consentire l'immissione di personale nel servizio permanente''. (Pun/Col/Adnkronos) 16-MAR-09 10:23 NNNN

 

 
 

SICUREZZA: Calipari "Governo ritiri la proposta sulle ronde"

Immagine di ronde scortate da Polizia testimonia loro inutilità

 
 
"L'immagine delle ronde scortate dalla polizia sono il miglior test della loro inutilità, il governo ritiri la proposta”.  Lo sostiene Rosa Villecco Calipari, capogruppo del Pd in commissione Difesa della Camera, la quale sottolinea che “le forze dell’ordine non possono essere umiliate diventando il cane da guardia della propaganda delle destre. Inoltre – conclude - sarebbe un gravissimo segnale da parte del ministro La Russa la sottovalutazione dell'allarme del Cocer dei Carabinieri per i quali le ronde non aumenteranno affatto la sicurezza dei cittadini". 
 
 
 
 
Roma, 2 marzo 2009

 

 
 

16.02.09 Brunetta: troppi corpi di Polizia
"Spesso non sono coordinati tra loro"


"E' necessario avere tanti corpi di Polizia con propri apparati, propria organizzazione e propri sistemi?". Lo chiede il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, a proposito del caso di violenza sessuale accaduto a Roma. "Le forze di polizia molto probabilmente dovrebbero stare molto di più per strada, sul territorio", ha detto. "Sono però troppi i corpi di polizia, spesso non coordinati tra loro", ha aggiunto.
Il ministro ha quindi evidenziato la necessità che anche da parte della magistratura ci sia "più efficienza, operatività e meno solisti", suggerendo che il Parlamento "potrebbe di volta in volta, anche sulla base delle emergenze, dire 'questa è un'emergenza e quindi destiniamo più magistrati, più poliziotti, più risorse', piuttosto che dire che tutti i reati sono sullo stesso piano e quindi vanno perseguiti alla stessa maniera". "Di fronte a questi casi di violenza, bisogna avere indignazione ma anche la freddezza di spacchettare il problema e dare forza

 
 

DDL BRUNETTA: VILLECCO CALIPARI (PD), “SUL RUOLO NEGOZIALE DEL COCER LA MAGGIORANAZA SI TIRA INDIETRO”

 

 La commissione Difesa ha discusso nella seduta di martedì  3 febbraio il “DDL Brunetta” che contiene la  Delega al Governo, in materia di contrattazione per armonizzare i contratti pubblici con quelli privati.

In questo quadro il provvedimento prevede l’introduzione di nuove  norme di raccordo riguardanti anche i procedimenti negoziali  del personale del comparto “Sicurezza e Difesa”. Una questione, quindi, che ci riguarda da vicino. A nome del Partito Democratico ho avanzato la proposta che il parere della Commissione prevedesse nelle norme che il Governo dovrà emanare il riconoscimento dei COCER:

- del riconoscimento di parte sociale;

- la  completa autonomia della Delegazione della Rappresentanza Militare da quella di parte pubblica  ( come noto formata dagli Stati Maggiori);

- e una piena capacità contrattuale.

 

È seguita una discussione al termine della quale la maggioranza ha proposto di esprimere un parere favorevole con la seguente osservazione: “ valutino le Commissioni riunite I e XI l'opportunità di precisare che le norme di raccordo di cui all'articolo 2, comma 2, lettera i), debbono valorizzare adeguatamente il ruolo negoziale dei COCER”.

 

Pur prendendo atto del passo avanti compiuto dal relatore con questa proposta che,  come è evidente accoglie solo in parte le nostre richieste, ritenendo che non vi fossero le condizioni per un voto favorevole ho preannunciato la nostra astensione. La reazione della maggioranza incredibilmente è stata quella di un totale passo indietro proponendo un parere favorevole senza osservazioni.  Naturalmente di fronte a questo parere abbiamo espresso un voto contrario.

 

Trovate il resoconto del bollettino di martedì a questo link:

 

http://www.intra.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/chiscobollt.asp?content=/_dati/leg16/lavori/bollet/framedin.asp?percboll=/_dati/leg16/lavori/bollet/200902/0203/html/04/

 

 

Ancora una volta si è dimostrato che il centrodestra a parole è pronto riconoscere ai COCER il ruolo contrattuale ma quando si tratta di metterlo nero su bianco su qualche provvedimento legislativo fa sempre un passo indietro .

 

 

 


 
Roma, 4 febbraio 2009
 

 

 
 

DIFESA: MARESCIALLO IN SCIOPERO FAME PER DIRITTI MILITARI (ANSA) - ROMA,
7 GEN - Luca Marco Comellini, maresciallo dell'Aeronautica militare, esponente della Dc, ha reso noto di aver cominciato uno sciopero della fame e della sete ''per difendere i diritti costituzionali dei militari''. Comellini - che protesta anche per denunciare ''le illegittimita' e arbitrarieta' che avvengono continuamente nei confronti
dei militari, talvolta nell'assoluta indifferenza delle Istituzioni democratiche e del Governo'' - intende proseguire lo sciopero ad oltranza. Almeno ''fino a quando - afferma - il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e comandante supremo delle Forze armate, non interverra' affinche' gli alti principi di giustizia e
democrazia, fondamenti essenziali della nostra Repubblica, siano riconosciuti anche e soprattutto nei confronti di chi serve la Patria in divisa''. E mentre il sottufficiale si dice ''molto rammaricato'' di essere lasciato solo ''in questa battaglia'' dai vertici della
Democrazia Cristiana, il suo legale, l'avvocato Giorgio Carta, spiega che nei confronti di Comellini e' stata avviata un'azione disciplinare ''volta a sanzionare l'esercizio della liberta' di pensiero e di opinione che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini''. (ANSA).
COM-SV 07-GEN-09 14:41 NNN

MARESCIALLO IN SCIOPERO DELLA FAME PER DIFENDERE DIRITTI (AGI) - Roma 7
gen. - "Per difendere i diritti inviolabili che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini, senza distinzione di stato giuridico o classe sociale, e denunciare l'illegittimita' e l'arbitrarieta' del procedimento di dispensa dal servizio cui e' attualmente sottoposto
nell'assoluta indifferenza delle Istituzioni democratiche e del Governo, il mio assistito, Maresciallo di 1^ classe Luca Marco Comellini, ha deciso di interrompere l'assunzione di cibi solidi e liquidi - dichiara l'Avvocato Giorgio Carta del foro di Roma - fino a quando il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e comandante supremo delle Forze Armate, non interverra' affinche' gli alti principi di giustizia e
democrazia, fondamenti essenziali della nostra Repubblica, siano riconosciuti anche e soprattutto nei confronti di chi serve la Patria in divisa". L'avvocato Carta spiega che "i vertici dell'Aeronautica militare hanno intrapreso nei confronti del mio assistito un'azione disciplinare di stato volta a sanzionare, se del caso anche con la destituzione, l'esercizio della liberta' di pensiero e di opinione che  la Costituzione riconosce al Maresciallo Comellini, come ad ogni altro cittadino. A tal fine, il 28 agosto del 2007 hanno contestato al militare di aver divulgato per iscritto il proprio pensiero, di avere assunto un incarico nell'ambito di un partito politico e di aver presentato una petizione ai Presidenti del Parlamento. Questi addebiti disciplinari - ha concluso Carta - formulati da coloro che hanno solennemente giurato fedelta' alla Repubblica, impegnandosi a difenderne le libere Istituzioni e di osservarne la Costituzione e le leggi, minano la considerazione dello Stato e mettono in discussione i basilari principi democratici sui quali si fonda la nostra societa'". (AGI) Red
071353 GEN 09 NNNN

 

 
 

STRADE SICURE: CALIPARI (PD), LA RUSSA DIMENTICA 49MILA PRECARI ESERCITO

"L'entusiasmo del ministro La Russa per La proroga dell'operazione strade sicure dovrebbe fare anche i conti con La situazione in cui si trova l'esercito. Forse il ministro non tiene conto che tra i volontari di truppa 49 mila sono precari". A sottlolinearlo e' Rosa Villecco Calipari, capogruppo del Pd in commissione Difesa della Camera, dopo l'annuncio del prolungamento per altri sei mesi del decreto per l'utilizzo dei soldati nelle citta'. La deputata del Pd spiega che si tratta di "precari che percepiscono non uno stipendio ma una paga giornaliera, su cui grava anche una trattenuta Irpef e non quella previdenziale, che, in base al grado e all'anzianita' del servizio, va da un minimo di 27 euro al giorno ad un massimo di 32.Questi soldati dovranno riscattarsi di tasca propria, quanto sara' il momento, il trattamento di fine rapporto.

Gran parte dei soldati che La Russa vuole continuare a impegnare nelle nostre citta' sono presi da questo serbatoio di precarieta': ulteriore paradosso e' che 1000 di loro hanno gia' il requisito per essere assunti nelle forze di polizia ma il blocco del turn over disposto dal governo li mantiene in questo limbo. Dunque, non si puo' fare la propaganda sulle spalle del precariato".



Roma, 10 dicembre 2008


 

 
  DIFESA: LA RUSSA,BENE INSERIMENTO COMPARTO SICUREZZA IN BONUS ANTICRISI  

(ASCA) - Roma, 3 dic - ''Anche se si tratta di un piccolo gesto, e' giusto considerare importante il primo concreto atto con cui il governo riconosce ai servitori dello Stato in divisa una particolare specificita' all'interno del comparto pubblico. Questo il commento del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa all'incontro tra il Cocer interforze ed il ministro Renato Brunetta, che si sta svolgendo in queste ore.
La Russa ha voluto anche ringraziare il Cocer per l'apprezzamento relativo all'inserimento del comparto difesa e sicurezza tra i soggetti destinatari del ''bonus anticrisi''.
''Mi corre l' obbligo infine - aggiunge il ministro della difesa - di rassicurare il presidente del Cocer interforze, e con lui gli altri militari dei Cocer, che in questa vicenda il ministro dell' economia ha dimostrato grande capacita' di ascolto delle ragioni da me espresse sino a condividerle pienamente in un clima sempre veramente amichevole e di comune sforzo teso a trovare le migliori soluzioni possibili pur in un quadro generale di scarsita' di risorse noto a tuttI''.
 

 

CRISI: COCER INTERFORZE, BENE BONUS FISCALE A MILITARI E PS (ANSA) - ROMA, 1 DIC - ''Piena soddisfazione'' e' stata espressa dal presidente del Cocer interforze, generale Domenico Rossi, per l'assegnazione del bonus fiscale al personale del comparto difesa e sicurezza. ''Per la prima volta - spiega il generale Rossi - si differenziano i lavoratori con le stellette dal resto dei lavoratori del pubblico impiego. Tale risultato ha un valore grande e ben maggiore del valore intrinseco del riconoscimento finanziario, perche' puo' rappresentare l'inizio di un percorso di pieno riconoscimento di quella specificita' del comparto che questo Governo si e' gia' impegnato a riconoscere per legge''. ''Sull'entita' del valore del bonus e sulle procedure di distribuzione dello stesso - aggiunge il presidente del Cocer - attendo ovviamente di conoscere piu' compiutamente la situazione''. (ANSA). NE 01-DIC-08 16:14 NNN 
 

 
 

LA FINANZIARIA E' IN DIRITTURA D'ARRIVO, STA PASSANDO TRA IL SILENZIO DEI PIU' E GLI SCIOPERI DI ALCUNI SETTORI, I SINDACATI DI POLIZIA CERCANO DI MANTENERE IL LIVELLO D'ATTENZIONE ALTO MENTRE PER QUANTO RIGUARDA  IL COMPARTO DIFESA IL GRIDO DI ALLARME DEI TAGLI HA CEDUTO IL PASSO ALLA RASSEGNAZIONE.   

 

Roma, 26 nov. (Apcom) - "In commissione Difesa, nella discussione sulla legge Finanziaria, la nostra maggioranza ha approvato un parere favorevole con tante e tali condizioni da poter essere considerato, a tutti gli effetti, salvo che per la forma, come un parere contrario. Condizioni che la Lega Nord ritiene troveranno la giusta collocazione nella sensibilità del governo". Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord in commissione Difesa del Senato, Giovanni Torri, secondo il quale "molte delle richieste formulate nella prima fase dell'iter del provvedimento, ritengo siano state disattese". Torri ringrazia il presidente della commissione Difesa Cantoni e il senatore Ramponi per "le puntuali, chiare e comprensibili relazioni presentate in commissione".

Due i fatti secondo la Lega rilevanti: "Il primo è che si trovano soldi per i sistemi d'arma, meno per il personale ed ancor meno per garantire l'addestramento degli effettivi e la manutenzione dei loro equipaggiamenti. Questo non promette nulla di buono sotto il profilo della sicurezza con la quale i nostri soldati operano non solo all'estero ma anche sul territorio nazionale. Il secondo - rileva - è che abbiamo 8 mila uomini impiegati in missioni più o meno complesse fuori del territorio nazionale e già quest'anno sono state messe in atto acrobazie contabili per poterle finanziare". Per questo motivo la Lega Nord in commissione Difesa, aggiunge Torri, ha presentato un ordine del giorno per impegnare il governo ad avviare interventi sulle missioni all'estero "solo se verranno accantonate ingenti somme sull'apposito fondo istituito per legge" anche in previsione di nuovi impegni o di potenziamento di quelle in corso, altrimenti, "si rinunci a queste missioni".

Il parlamentare della Lega auspica, infine, che gli alleati della maggioranza "tengano in considerazione le nostre iniziative anche perchè il sì dato dalla Lega Nord alla Finanziaria questa volta non sarà una cambiale in bianco".

 

 
 

FINANZIARIA: CALIPARI(PD),SCARSO RICONOSCIMENTO FORZE ARMATE

14.11.08 - Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd nella commissione difesa della Camera, critica la finanziaria perche' ''non sostiene la specificita' delle forze armate ed il governo, di fatto, se la cava con 3 euro netti al mese per ciascuno dei 500 mila militari e poliziotti interessati da queste norme''.
Per la parlamentare, quindi, ''va assolutamente ridimensionato l'entusiasmo della maggioranza, in particolare dell'onorevole Ascierto, che vanta grandi sostegni al riconoscimento della specificita' delle forze armate e delle forze di polizia''. Rosa Villecco Calipari critica anche ''il netto rifiuto da  parte della maggioranza a garantire un percorso contrattuale per definire i contenuti della specificita': infatti, e' stato respinto un nostro ordine del giorno che prevedeva una procedura negoziale tra i Cocer e i sindacati di polizia con i ministri da cui funzionalmente dipendono i corpi armati interessati''. ''Un procedimento trasparente - conclude la parlamentare - sul quale insisteremo per dar modo a militari e poliziotti di far valere le proprie ragioni nella sede piu' appropriate''.(ANSA).

 

 
 

FINANZIARIA: 90 MLN SPECIFICITA' POLIZIA-CARABINIERI, 86 MLN A SERVIZI  

(ASCA) - Roma, 10 nov - Novanta milioni di euro per il triennio 2009-2011 a favore del riconoscimento della specificita' della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza. E' quanto prevede un emendamento alla finanziaria presentato in Aula alla Camera dalla Commissione.
In particolare, 6 milioni l'anno per tre anni vengono stanziati per le fiamme gialle, 12 milioni l'anno per tre anni sono destinati alla polizia e ai vigili del fuoco, ulteriori 12 milioni l'anno per tre anni sono poi destinati ai carabinieri.
Con un altro emendamento viene rifinanziato lo Svimez per 500.000 euro per il 2009 (altrettanti ne vengono previsti per il 2010 e il 2011).
Arrivano risorse anche ai servizi segreti. Con un emendamento del relatore al ddl bilancio vengono previsti 86 milioni per il 2009. Un piccolo stanziamento anche per i collegi universitari, 4 milioni.


lsa

ANSA) - ROMA, 11 NOV -
Il governo ha chiesto il ritiro dell'emendamento sul riordino delle carriere delle forze di polizia e delle forze armate - presentato dalla maggioranza alla riforma della pubblica amministrazione, collegata alla legge finanziaria - annunciando la presentazione di un disegno di legge ad hoc.
A dirlo ai membri della prima commissione del Senato, dove e' in discussione il provvedimento, e' stato lo stesso ministro Brunetta sottolineando che l'obiettivo sara' quello di razionalizzare i ruoli e le qualifiche del personale e Contemporaneamente ridefinire il rapporto tra forze di polizia e pubblico impiego in modo da snellire le procedure burocratiche e risparmiare fondi da poter cosi' utilizzare per le esigenze operative. Il disegno di legge sara' finanziato con circa 400 milioni di euro di fondi gia' stanziati dalla finanziaria del 2004, a cui se ne aggiungeranno altri recuperati con la riduzione di alcune qualifiche e l'abolizione dei concorsi per le qualifiche piu' basse. 'C'e' da augurarsi che questa linea annunciata dal governo venga portata a compimento - ha commentato il senatore del Pdl Filippo Saltamartini - perche' le risorse sono a disposizione ormai da anni e perche' i precedenti tentatiti, tutti abortiti, dimostrano ancora di piu' l'urgenza di questa riforma'.(ANSA).

GUI 11-NOV-08 16:18

NNNN
 

 
 
29.10.08 SENATORE MAURO DEL VECCHIO e Onorevole Rosa Maria Calipari

Caro Chinè,

ho attentamente letto la mail che mi ha inviato e condivido pienamente le sue perplessità per un riconoscimento della specificità delle Forze Armate vuota di contenuti reali. A mio modo di vedere, se la norma venisse approvata nei termini indicati dalla maggioranza, sarebbe un'ulteriore prova del fatto che si esaltano la professionalità e il sacrificio dei militari "a parole" senza far seguire comportamenti in armonia con le espressioni proferite. Sembra assurdo che non si voglia concretamente sottolineare la diversità dell'impegno dei militare quanto molto spesso dobbiamo registrare sacrifici incredibili da parte degli uomini e delle donne in uniforme. La tragedia che ha colpito qualche giorno fa l'AM, e con essa tutte le Forze Armate, è l'ultimo segno del "tipo" di impegno che i militari sono chiamati ad assolvere.

Conscio di tutto ciò, cercherò di far conoscere quanto più possibile il reale significato della funzione militare e promuovere normative che diano al personale del comparto quanto gli è dovuto. Al riguardo, le invio il Disegno di legge che ho presentato con oltre 50 firmatari del PD sulla "specificità". Come potrà vedere non è un provvedimento "vuoto", ma un ddl che concretamente sottolinea la diversità dell'impegno dei militari rispetto a quello di  tutti gli altri operatori dello Stato. Allego anche un mio comunicato stampa, che chiaramente "sollecita" la maggioranza a convergere su questo ddl se veramente vuole il bene delle Forze Armate.

 

P.S: forse sarebbe opportuno che tutti i Delegati del COCER fossero a conoscenza del ddl per sostenerlo in ogni occasione possibile.

 

Con grande stima,

Roma 28.10.08 

                                                Sen. Gen. Mauro Del Vecchio

 

29.10.08 Difesa: Calipari (Pd), specificità senza soldi,

gioco di prestigio del Governo

 

“Il governo e la maggioranza hanno liquidato tutta la questione della specificità, attesa da anni dai comparti sicurezza e difesa, con parole vuote e soprattutto senza l’assicurazione di una copertura finanziaria”. Lo afferma l’onorevole Rosa Villecco Calipari, capogruppo in commissione Difesa della Camera.

“Una norma-manifesto in cui hanno stabilito che se la specificità non costa nulla allora si può fare, mentre se ha un costo ci si ferma per cercare le risorse necessarie. Siamo di fronte ad una ‘non soluzione’, ad una norma che rinvia ad un’altra norma, – ha continuato  l’esponente democratica -  proprio per questo motivo in Aula ci siamo astenuti. Non era possibile condividere questo gioco di prestigio preparato dal Governo che dà pericolosamente sostanza ai tanti timori espressi in più occasioni dalle stesse rappresentanze militari.

“Avremmo voluto con i nostri emendamenti porre rimedio alla situazione che si determinerà – ha concluso - garantendo alla norma sulla specificità una copertura con la legge finanziaria e soprattutto la retroattività dei contenuti economici  dalla entrata in vigore della legge. Non è stato possibile, a questo punto dovrà essere il Governo a raccontare ai tanti operatori delle forze dell’ordine e delle forze armate come pensa di riempire di contenuti l’ennesimo spot elettorale”.

Roma, 28 ottobre 2008

 

 

 

 

ALTRI ARTICOLI  sulla "Specificità"

 

 

 
SPECIFICITA' ART. 39-BIS COME è ATTUALMENTE PROPOSTO

04.10.08

DIFESA: DEL VECCHIO, SPECIFICITA' DELLE FORZE ARMATE E DI POLIZIA NON SOLO A PAROLE - 200 MILIONI EURO ANNUI

"Maggioranza converga su proposta PD"

"Il Partito Democratico ritiene necessario ed indilazionabile riconoscere al personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia la specificità che gli deriva dalla funzione svolta e dal ruolo rivestito". Lo afferma il senatore Mauro Del Vecchio componente della commissione Difesa di Palazzo Madama. Per ottenere tale risultato i senatori del PD hanno presentato un Ddl e proposto un emendamento al Ddl di iniziativa governativa, recante delega al governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico (A.S. 847), che prevedono un impegno di risorse finanziarie, pari a 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2009, da assegnare al citato personale.

"Si tratta - sottolinea il senatore Del Vecchio - di manifestazioni di attenzione nei confronti di una categoria di lavoratori troppo spesso trascurata, nonostante svolga una funzione insostituibile per la tutela delle Istituzioni democratiche e la salvaguardia della sicurezza in Italia e all'estero. Gli obblighi aggiuntivi previsti per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia rispetto a quelli di tutti gli altri lavoratori e le limitazioni di alcuni diritti che derivano ad esso dal particolare status che lo contraddistingue meritano d'essere finalmente e concretamente riconosciuti sia sotto l'aspetto ordinamentale, sia sotto quello dei contenuti del rapporto d'impiego".

"Tenuto conto - aggiunge il senatore Del Vecchio - che la maggioranza ha presentato al Senato una serie di emendamenti all'A.S. 847 che prevedono il riconoscimento della specificità delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ma non impegnano risorse per dare concretezza a tale riconoscimento (Art.39-Bis), auspichiamo che si converga sulle proposte avanzate dal Partito Democratico che, al contrario, prevedono lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie.

"E' un atto doveroso - conclude il senatore - di cui lo Stato deve farsi carico se vuole realmente evidenziare considerazione ed apprezzamento verso coloro che giornalmente operano per la sicurezza dei cittadini e per la pace in varie parti del mondo, con grande professionalità e talvolta con il sacrificio della vita".

Notizia tratta da

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=60470

 

 
 
 

Richieste di migliaia di euro. Personale in ferie obbligate per non pagare, servizi a rischio

«Finanzieri, restituite gli straordinari»

Il Consiglio di Stato: gli agenti hanno lavorato oltre il limite fissato

 

MILANO - C'è la vedova del militare della Guardia di Finanza, che si sta preoccupando perché teme di essere lei a dover rimettere mano al portafoglio al posto del marito morto (che certo non potrà barattare i soldi in riposi compensativi). C'è chi, ormai ex finanziere, è andato in pensione o è passato a un'altra amministrazione, e anche lui avrebbe problemi a restituire ciò che ora gli si chiede indietro. E ci sono appartenenti alle Fiamme Gialle per le quali la lettera che si rigirano tra le mani vale l'ansia di dover restituire alla Gdf molte migliaia di euro, legittimamente incassate anni fa a saldo di montagne di ore di straordinario. «Oggetto del procedimento: recupero somme corrisposte a titolo di compenso lavoro straordinario e interessi legali per il periodo 19962000». Comincia così la lettera che in tutta Italia molti finanzieri hanno ricevuto o stanno cominciando a ricevere dai Reparti tecnici logistici amministrativi della Guardia di Finanza, e con la quale l'amministrazione comunica loro di aver «avviato un procedimento amministrativo finalizzato al recupero» dei soldi che i Tar (Tribunali amministrativi regionali) avevano invece riconosciuto loro. Tutto perché, a rovesciare certezze e conseguenze, è la giurisprudenza del Consiglio di Stato. Che si traduce così: per quegli straordinari i finanzieri non hanno diritto ai soldi ricevuti, che dovrebbero dunque restituire; però, al posto dei soldi, hanno diritto a commutare le ore di straordinario non pagato in riposi compensativi.

Con due effetti che, in attesa di chiarimenti dal Comando generale Gdf, destano timori tanto fra i singoli interessati quanto negli Uffici. Gli uni temono di dover restituire consistenti somme di denaro, sulle quali avevano già fatto affidamento, che magari in molti casi hanno già utilizzato, e che sono tanto più rilevanti in rapporto agli stipendi certo non alti di questi appartenenti alle forze dell'ordine. I comandi fanno quattro conti sulla dimensione temporale dei riposi che dovranno assicurare in cambio, e cominciano a temere di non poter facilmente pianificare la normale operatività con personale che si ritroverebbe a dover smaltire settimane o addirittura mesi di assenza. In ballo c'è il diritto o meno di riscuotere in denaro il compenso per lo svolgimento del servizio prestato anche fuori del normale orario di lavoro e oltre i limiti fissati per il lavoro straordinario in quattro anni, dall'ottobre 1996 al dicembre 2000. I finanzieri, di solito concentrati nelle unità più operative, cioè quelle nelle quali era impensabile interrompere un servizio (come un pedinamento, o un lavoro sotto "copertura") che andasse oltre l'orario di lavoro o lo straordinario preventivabile, si erano visti negare dal Ministero dell'Economia-Comando generale della Gdf il pagamento dei soldi perché l'amministrazione assumeva che, per le prestazioni effettuate oltre l'orario obbligatorio ed eccedenti il monte-ore di straordinari ripartito dalla prefettura tra le varie forze di polizia, i militari avrebbero invece dovuto presentare tempestivamente (cioè prima di fare lo straordinario) un'apposita istanza per usufruire di un riposo compensativo.

Nel 2002 il ministero dell'Economia, incalzato dai finanzieri, si trova a dover subire un decreto ingiuntivo. Fa opposizione, ma se la vede respingere nel 2003 dal Tar della Lombardia (e poi di altre regioni). Il Ministero non si arrende e nel 2005 si appella al Consiglio di Stato, che con tre sentenze (l'ultima è recente) accoglie il ricorso e rovescia la decisione dei Tar. Nel presupposto che le casse sono vuote: «In considerazione dei ristretti limiti di stanziamento per liquidare il lavoro straordinario, vanno valutate positivamente le misure che, per far fronte ad indifferibili e persistenti esigenze di servizio, prevedano in alternativa la possibilità di riposi compensativi ».

Luigi Ferrarella
23 settembre 2008

 

dal Corriere della Sera >

 

Dal Sito Giustizia Amministrativa Sentenza del CDS

Altra Sentenza

 
 

LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA

 

DELLA POLIZIA DI STATO

SIULP – SAP - SILP PER LA CGIL – SIAP/ANFP -  CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/UGL - COISP - UILPS

 

DELLA  POLIZIA PENITENZIARIA

SAPPE - CGIL FP – CISL FPS - UIL Penitenziari - SINAPPE – USPP

 

DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

SAPAF -CGIL FP - CISL FPS - UIL PA – UGL-FESIFO

 

LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA

 COCER CARABINIERI - COCER GUARDIA DI FINANZA

 

LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA

COCER ESERCITO - COCER MARINA MILITARE - COCER AERONAUTICA MILITARE
 

 

 

Roma, 30 luglio 2008

 

On. Silvio Berlusconi

Presidente del Consiglio

Palazzo Chigi

R o m a

 

                                                      e, p.c.           On. Roberto Maroni

                                                                           Ministro dell'Interno

Palazzo Viminale

R o m a

 

On. Renato Brunetta

Ministro per la Pubblica Amministrazione

e l’Innovazione

Palazzo Vidoni

R o m  a

Signor Presidente,

 

            le sottoscritte Organizzazioni Sindacali in rappresentanza della totalità degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa, hanno appreso che sono state apportate importanti modifiche, durante la conversione in legge, al decreto legge 25 giugno 2008, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico.

            Attesa la particolare disponibilità del Suo Esecutivo a venire incontro alla legittime rivendicazioni provenienti da più settori del mondo del lavoro, le sottoscritte Organizzazioni confidano nel Suo autorevole intervento affinchè nel prosieguo dei lavori trovino accoglimento, nel provvedimento in narrativa, anche la detassazione del lavoro straordinario degli operatori del Comparto Sicurezza e Difesa, nonché l’abolizione della decurtazione stipendiale in caso di  malattia e del collocamento “coatto” in pensione per anzianità contributiva.

            Confidando nella Sua sensibilità,  porgono distinti saluti.

 

Roma, 30.07.08

 

 
 
 

SINDACATI E COCER SODDISFATTI PER LA MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO,

SI ASPETTANO ORA SEGNALI DECISIVI DAL GOVERNO

 

            17, Luglio 2008

 

Tutte le rappresentanze sindacali e militari del Comparto Sicurezza e Difesa hanno manifestato stamattina a Roma in Piazza Montecitorio e in tutta Italia davanti alle Prefetture contro i tagli alla sicurezza contenuti in un recente decreto collegato alla finanziaria del Governo.

            Massima è la soddisfazione per la riuscita del volantinaggio: numerosi i parlamentari e i senatori che hanno di fatti manifestato la propria vicinanza alle rivendicazioni degli uomini in divisa assicurando il proprio sostegno in sede legislativa per far si che in fase di conversione il decreto 112 venga opportunamente corretto.

            Ma soprattutto per la solidarietà espressa da migliaia di cittadini che hanno voluto testimoniare la piena condivisione dei motivi della protesta.

            Piccoli segnali positivi inducono ad una positiva valutazione degli intenti “correttivi” della maggioranza: la Commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato degli emendamenti con i quali vengono cancellate alcune delle penalizzazioni previste per le forze dell’ordine.

            Rimane invece il grosso problema di un taglio da tre miliardi di euro sui bilanci delle amministrazioni interessate alla gestione della sicurezza interna ed internazionale.

            Unica nota stonata la dichiarazione di qualche esponente della maggioranza che, ponendo a serio il rischio la propria credibilità personale, insiste nell’affermare che “i presunti” tagli non ci sarebbero, e che anzi i tre miliardi in meno per le spese della sicurezza e della difesa sarebbero da intendere un “potenziamento di investimenti”.

            Permane lo stato di mobilitazione delle organizzazioni sindacali, e si preannunciano, in caso di mancate risposte, ulteriori iniziative di protesta contro una politica che mette a repentaglio le capacità operative dell’intero apparato sicurezza e difesa.

LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA

 DELLA POLIZIA DI STATO

SIULP – SAP - SILP PER LA CGIL – SIAP/ANFP -  CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/UGL - COISP - UILPS

 

DELLA  POLIZIA PENITENZIARIA

SAPPE - CGIL FP – CISL FPS - UIL Penitenziari - SINAPPE – USPP

 

DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO

SAPAF -CGIL FP - CISL FPS - UIL PA – UGL-FESIPO

 

LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA

 COCER GUARDIA DI FINANZA

 

LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA

COCER ESERCITO   - COCER MARINA MILITARE    - COCER AERONAUTICA MILITARE

 

ALTRE AGENZIE STAMPA

 

 

 
 
 

Davanti alla Prefettura tutte le sigle sindacali protesteranno contro i tagli, sulla sicurezza, previsti dal Governo.

A Roma il volantinaggio davanti al Senato e alla Camera dei Deputati.

ALLARME SICUREZZA
Sindacati di polizia e Co.Ce.R.
uniti contro l’azione del Governo
LE RAGIONI DELLA PROTESTA
DOCUMENTO CONGIUNTO
DI TUTTI I RAPPRESENTANTI SINDACALI
DELLE FORZE DI POLIZIA E DELLE FORZE ARMATE



Con il recente Decreto Legge nr. 112 emanato dal Governo il 25 giugno scorso riguardante la manovra correttiva del bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, sono state assunte decisioni che pongono a rischio la possibilità di continuare a mantenere livelli accettabili di sicurezza e di tutela per i cittadini.
Per la prima volta nella storia, tutti i sindacati delle Forze di Polizia E Co.Ce.R. dell’intero Comparto sicurezza e difesa, in rappresentanza dei 500.000 operatori della sicurezza e della difesa italiani, protestano contro l’operato del Governo:

1. PERCHE’ sono stati previsti “tagli” nel triennio per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della “sicurezza” e della "difesa" delle Amministrazioni dello Stato. Questi “tagli” impediranno l’acquisto di autovetture, di mezzi, di strumenti utili per svolgere il servizio nonché la possibilità di avere risorse sufficienti e necessarie per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per rinnovare le armi in dotazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici e delle infrastrutture, in particolare quelle di accesso al pubblico, che diventeranno sempre più fatiscenti.
2. PERCHE’ è stata prevista la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle Forze di Polizia e delle Forze Amate di circa 40.000 operatori dovuta sia al mancato turn over del personale che alla “nefasta” previsione di sospensione volontaria dal servizio e/o collocamento “coatto” in pensione per anzianità “contributiva. Di conseguenza saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli ed una oggettiva riduzione della capacità operativa e d’intervento sul territorio delle forze dell’ordine e delle forze armate;
3. PERCHE’ vengono emanati nuovi provvedimenti legislativi che attribuiscono nuove incombenze alle forze dell’ordine e alle forze armate e contemporaneamente si adottano solo “tagli”di spesa;
4. PERCHE’ è prevista la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per remunerare le indennità direttamente connesse all’operatività, che come è noto incidono direttamente sui servizi in strada e sul controllo del territorio, per la sicurezza interna ed internazionale del Paese, mentre si conferma la mancata previsione di interventi di detassazione del lavoro straordinario, già concesso al settore privato, e/o delle indennità accessorie;
5. PERCHE’ è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria in caso di malattia, anche per infortuni sul lavoro con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti;
6. PERCHE’ non sono previsti il riconoscimento per legge né il finanziamento della “specificità” degli appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate, né risorse per la formazione e per la riforma ordinamentale del personale;
7. PERCHE’ il provvedimento contiene decisioni che vanno in netta controtendenza con l’obbiettivo dichiarato di collocare sicurezza e difesa in cima alle priorità dell’azione di governo, quale indispensabile premessa della possibilità di sviluppo di questo Paese.

Per questa ragione, per ripristinare condizioni di piena funzionalità operativa degli apparati e continuare a garantire la sicurezza dei cittadini:
C H I E D I A M O

1. il riconoscimento per legge ed il finanziamento della “specificità” del Comparto sicurezza e difesa;
2. adeguate risorse economiche per il rinnovo del contratto di lavoro del Comparto sicurezza e difesa;
3. l’eliminazione per il 2009 dei “tagli” per la sicurezza e la difesa con la conseguente apertura di un tavolo di confronto per razionalizzare in prospettiva futura la spesa e per introdurre riforme organizzative che possano eliminare gli attuali sprechi gestionali;
4. la copertura totale del “turn over”nelle forze di polizia ed una diversa modalità applicativa del collocamento a riposo d’Ufficio in prossimità del raggiungimento dei limiti d’età rispetto a quello che si intende prevedere per il pubblico impiego;
5. un trattamento diverso per gli operatori della sicurezza e della difesa per le assenze per malattia che al momento si vedrebbero decurtare la retribuzione giornaliera fino alla metà, tra l’altro anche per assenze connesse a fatti accaduti in servizio;
6. l’eliminazione del taglio sulle risorse per la professionalizzazione;
7. il mantenimento della contrattazione e la detassazione della retribuzione accessoria;
8. il riordino delle funzioni e delle carriere necessario per conseguire un sistema più efficiente, in grado di garantire maggiori operatività e produttività;
9. l’attuazione della previdenza complementare per gli operatori dell’intero Comparto sicurezza e difesa, la sanatoria del pregresso ed il mantenimento dei trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendenti da causa di servizio;
10. la riforma della Dirigenza del Comparto.

Premesso quanto sopra, è doveroso per noi tutti lanciare un grido d’allarme, nella speranza che il senso dello Stato induca il Governo a cambiare subito e radicalmente la propria politica sulla sicurezza e sulla difesa, modificando in sede di conversione in legge il contenuto del decreto.
Altrimenti i sindacati del comparto saranno costretti ad una imponente, motivata, giustificatissima manifestazione di protesta.

Roma,17 luglio 2008

ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA
DELLA POLIZIA DI STATO
SIULP – SAP - SILP PER LA CGIL - SIAP/ANFP – CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/ UGL – COISP - UILPS
DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
SAPPE - OSAPP - CGIL FP – CISL FP – UIL PA - SINAPPE – SIAPPE – USPP (UGL-CLPP-LISIAP)
DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
SAPAF - CGIL FP - CISL FP - UIL PA - UGL – FESIFO (SAPECOFS-CISAL-DIRFOR)
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA
COCER CARABINIERI - COCER GUARDIA DI FINANZA
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA
COCER ESERCITO - COCER MARINA MILITARE - COCER AERONAUTICA MILITARE