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Sito d'Informazione Comparto Difesa e Sicurezza
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In piedi: CIAVARELLI Antonio, BELLOMO, LOFFREDO Seduti: ANSELMI, VIETRI GIAMPAOLO MANCANTI: S.GIORGIO DOMENICO e PALMA |
Scrivi al COCER
*obbligatorio
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e discuti con loro
NELLA PAGINA
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6.7.2011 COCER MARINA Delibera richiesta convocazione con le Commissioni Parlamentari in merito alla MANOVRA FINANZIARIA IN ARRIVO |
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COMUNICATO STAMPA
L’impegno che il Presidente Gasparri ha profuso per la modifica del
decreto legge 31/05/2010 n° 78 nel suo cammino di conversione in
legge ha riportato un po’ di serenità negli equipaggi della Marina
Militare, infatti nel maxi emendamento collegato alla manovra
economica correttiva che questa mattina il Senato ha licenziato con
il voto di fiducia sono anemizzati gli effetti negativi del decreto
che inficiavano pesantemente sulle buste paga dei militari.
Proprio in forza della specificità militare sono stati
ripristinati per il triennio gli aumenti legati agli accessori
stipendiali: assegno funzionale, operative e omogeneizzazione.
Certo anche i militari supporteranno i sacrifici dei rigori
della manovra, rinunciando ai fondi stanziati per la ricostruzione
carriere ed agli aumenti legati alla dinamicità contrattuale, ma con
effetti decisamente meno drammatici rispetto a quanto era previsto
sul decreto.
Il Presidente del COCER Marina C.F. Alessio ANSELMI Delegato dei Sottufficiali Luogotenente Claudio PALMA Delegato dei Graduati Sottocapo 1 cl Antonino BELLOMO
16.7.2010 |
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COMUNICATO STAMPA
IL COCER
MARINA MILITARE |
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13.05.2010 DELIBERA COCER MARINA: Condizione personale militare femminile. Marinaie costrette A SUBIRE BACI, CAREZZE E PALPEGGIAMENTI |
Condizione del Personale femminile |
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29.04.2010 COCER MARINA DELIBERA e COMUNICATO STAMPA Sulla legge salva generali. "Il Cocer Marina esprime forte disappunto per la caparbietà con cui la Camera dei Deputati ancora una volta ha licenziato a maggioranza l’articolo 20 del collegato lavoro usuranti che in pratica esonera l’azione giudiziaria con cui, i marinai, colpiti da malattie asbesto correlate, vedevano l’unica possibilità di avere risarcimenti, in mancanza di una legislazione in materia. La formulazione incompleta, mancanza di risarcimenti alle vittime, nell’articolo in parola, era una delle cause che aveva indotto il Capo dello Stato a rimandare alle Camere il provvedimento legislativo “lavoro usuranti"...segue |
Legge salvagenerali | |
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10.04.2010 DELIBERA: RICHIESTA LA PARTECIPAZIONE DEL MINISTRO DEI TRASPORTI ALLA CONCERTAZIONE. Le Capitanerie di Porto hanno anche la dipendenza dal Ministero dei Trasporti |
concertazione | |
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07.04.2010 DELIBERA “Disposizioni applicative sull’orario di servizio e sul compenso per il lavoro straordinario – edizione 2006 |
orario di servizio | |
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COMUNICATO STAMPA : Mancano i fondi per pagare il Compenso Forfettario d'Impiego: Questo Cocer esprime forte preoccupazione per le ripercussioni che il mancato pagamento avrà sul morale del personale e, comunque, nella peggiore delle ipotesi, |
C.F.I. | |
| 04.03.2010 COCER MARINA COMUNICATO STAMPA Amianto: Approvato Decreto per i lavori usuranti: "..Con l’approvazione di ieri da parte del Senato del collegato lavori usuranti è confermato che non ci saranno colpevoli per la morte di centinaia di Marinai esposti all’amianto sulle navi Militari.." | AMIANTO | |
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11.02.2010
AUDIZIONE IN IV COMMISSIONE DIFESA
DEL SENATO DEL COCER INTERFORZE: I DOCUMENTI CONSEGNATI DAI
COCER EI, GDF, AERONAUTICA, MARINA. Gli interventi AUDIO dei Delegati.
Un caos totale, un
polpettone di richieste, spesso divergenti e poco
lungimiranti. Il solito muro del pianto. - IL DOCUMENTO CONSEGNATO IN COMMISSIONE - IL RESOCONTO AUDIO DEGLI INTERVENTI IN COMMISSIONE |
INDAGINE CONOSCITIVA CONDIZIONE MILITARE | |
28.01.10
DELIBERA N° 144/X in data
28.01.2010
IL Co.Ce.R. MARINA DELIBERA Il seguente comunicato stampa: Ieri la Camera ha votato la delega al governo sui lavori usuranti, un disegno di legge che teoricamente doveva essere approvato nella primavera 2009 ma, per volerlo fare omnicomprensivo, ha continuato ad ingrossarsi a suon di nuovi articoli ed emendamenti. Purtroppo tra gli
articoli celati - quelli
quasi incomprensibili, se non per gli addetti ai lavori - ce ne è
uno che sta particolarmente a cuore ai marinai: si tratta
dell’articolo 21, presentato
dal Senatore
Saltamartini, ex sindacalista, che di fatto interpreta, ora per
allora - ed era il 1955
- una legge che di fatto rilegge le responsabilità di un certo
numero di vertici militari accusati di omicidio colposo dal
tribunale di Padova, quale atto dovuto per i marinai deceduti per
essere stati esposti sulle navi pregne di amianto. Ora, nulla contro la revisione delle
responsabilità dei vertici, ad onor del vero anche loro vittime
inconsapevolmente esposte all’amianto per lunghi anni; purtroppo,
però, ancora una volta il nostro personale è stato beffato da chi
vuole negare il riconoscimento dello “status” di vittime del dovere
ai marinai morti per amianto, nonché dei benefici previdenziali
previsti; per il quale da anni questo Consiglio si batte in ogni
sede istituzionale. Tutto ciò a causa del parere con cui la
Commissione Bilancio della Camera, invocando una presunta mancanza
di copertura finanziaria, ha pretestuosamente dichiarato non
ammissibili gli emendamenti che chiedevano di equiparare le vittime
militari per amianto alle vittime del dovere, con volontà
bipartisan, da maggioranza e opposizione. Di fatto si è venuto a creare ancora una volta un
odiosa discriminazione tra vittime del dovere tutelate
(quelle dell’uranio impoverito) e vittime di eguale dovere
abbandonate a se stesse (quelle dell’amianto). Unica colpa di queste
ultime, l’aver dimostrato il proprio rispetto per le Istituzioni e
non aver affidato quello che è il loro dramma alla satira di
“Striscia”. L’assurdità di tale situazione appare ancor più
evidente se si considera che la copertura finanziaria - di cui è
stata lamentata la mancanza - in realtà esiste ed è data dalle
risorse stanziate dalla Legge 266/2005 (Legge Finanziaria 2006) in
favore di tutte le vittime del dovere, senza distinzione tra esse;
tenuto anche conto del fatto che la spesa effettiva non supererebbe,
probabilmente, il milione di euro all’anno; risultando, pertanto,
nel contesto finanziario, assolutamente sostenibile. Quali rappresentanti dei Marinai siamo indignati
dalla considerazione che le nostre vittime del dovere continuino nei
fatti ad essere considerate di “categoria inferiore”. Alla compagine politica che proprio con la legge
in parola si vanta di aver riconosciuto
la specificità per i militari
non ci resta che
rispondere: « Grazie, a ma
questo prezzo ne avremmo fatto anche a meno!» La presente delibera è stata approvata all’unanimità il giorno: 28/01/2010.PRESENTI: 6
VOTANTI: 6
FAVOREVOLI: 6
CONTRARI: //
ASTENUTI: //
IL SEGRETARIO
IL PRESIDENTE (SC 1^ FCM/ANF Antonino BELLOMO ) (C.F. Alessio ANSELMI)
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AMIANTO | |
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PRECARIATO | |
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“UNO DI NOI ” Il Consiglio Centrale della Rappresentanza Militare, nel formulare le più sentite condoglianze ai familiari del Sc. 1^ Cl. Pasquale NERI, meglio conosciuto come Simone, per la terribile perdita esprime unanime cordoglio a nome dei Militari della Marina.
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CONDOGLIANZE AL COLLEGA | |
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COMUNICATO STAMPA COCER MARINA
Oggi, a Palazzo Vidoni, è stato approvato e firmato lo schema di provvedimento di concertazione per il personale delle Forze Armate integrativo del D.P.R. 11 settembre 2007, n 171, relativo al quadriennio normativo 2006-2009 ed al biennio economico 2006-2007. La firma della cosiddetta “coda contrattuale” è stata apposta dalla sezione Marina del Co.Ce.R. alla Presenza del Ministro Renato BRUNETTA, dei rappresentanti del Governo e dei rispettivi Ministeri. In rappresentanza della Difesa ha sottoscritto il Contratto il Sottosegretario con delega al Personale Militare, On. Guido CROSETTO. Il Co.Ce.R. Marina, nell’auspicare la pronta apertura della fase concertativa relativa al biennio economico 2008/2009, esprime soddisfazione per le norme sottoscritte che vedono l’introduzione di importanti ed innovativi istituti. In particolare si cita:
· la rivalutazione delle indennità di rischio dei Subacquei; · la valorizzazione del lavoro svolto dei controllori del traffico marittimo delle Capitanerie di Porto; · la stabilizzazione delle indennità per le Truppe Anfibie da Sbarco in possesso di abilitazione Anfibia (San Marco); · l’incremento percentuale dell’indennità di imbarco per i Cacciamine (Comfordrag); · l’elevazione al 125% dell’indennità di campagna; · la rivalutazione del Compenso Forfetario di Guardia con un incremento pari a 6 euro; · la cancellazione della norma che decurtava dopo 15 giorni di assenza malattia lo stipendio dei militari, anche se contraevano ferite/invalidità in servizio. · l’istituzione di una 3° fascia funzionale a 32 anni di servizio e l’anticipo della corresponsione della 2° fascia a 27 anni, con contestuale rivalutazione dell’assegno spettante al Ruolo Truppa; · l’adeguamento del buono pasto a € 7,00; · la rivalutazione del valore dell’ora di lavoro straordinario;
· l’abrogazione del tetto massimo di 60 giorni per la corresponsione dell’indennità di “fuori sede”;
A questi concreti risultati si aggiungono una serie copiosa di impegni formali presi dal Governo a vantaggio del personale di tutte le categorie. In particolare, la sezione Marina del Co.Ce.R. ha nuovamente sollecitato il Governo ad impegnarsi per la celere conclusione dell’iter legislativo del D.D.L. che ambisce a dare definitiva soluzione alla “questione amianto” con il pronto risarcimento alle vittime ed il riconoscimento della malattia professionale. Su quest’ultimo punto il Co.Ce.R. Marina ha precisato al Ministro Renato BRUNETTA l’importanza di tale impegno per il proprio personale, auspicando, quindi, che questo Governo sia invero galantuomo e mantenga le promesse fatte, ponendo fine a questa drammatica vicenda.
Delibera Cocer Marina Nr. 109 in data 19/03/2009
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CODA CONTRATTUALE | |
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COMUNICATO STAMPA COCER MARINA
LASCIAMO LE RONDE ALLE ROMANTICHE CANZONI DEL PASSATO, AI RICORDI DEI VECCHI MILITARI CHE ANNUALMENTE SI RADUNANO E RICORDIAMO CHE SPETTA AL PERSONALE IN DIVISA IL COMPITO DI TUTELARE IL CITTADINO. NON POSSIAMO, PERO’, SOTTACERE CHE OGGI IL LAVORO DI CHI TUTELA L’ORDINE PUBBLICO E’ DI FATTO UN LAVORO RESO VANO, PARAGONABILE AD UNA LAVANDAIA CHE VA AL RUSCELLO CON UN COLA PASTA; PERCHE’ E’ NOTO CHE CHI DELINQUE E VIENE ARRESTATO, ENTRA IN CARCERE LA SERA DALLA PORTA DI SERVIZIO ED ESCE IL MATTINO DALLA PORTA PRINCIPALE. NOI MILITARI NON VOGLIAMO ENTRARE NELLA QUERELLE POLITICA. SE SERVONO TUTORI ISTITUZIONALI DELL’ORDINE PUBBLICO, VOGLIAMO ANCORA UNA VOLTA RICORDARE CHE LA MARINA MILITARE HA DOVUTO LICENZIARE ALMENO 3000 PRECARI CHE PER ANNI HANNO SERVITO CON DEDIZIONE IL LORO PAESE. VERI E PROPRI TUTORI DELLA SICUREZZA, DI SICURA AFFIDABILITA’ E DEDIZIONE ALLO STATO DI DIRITTO, PRONTI A TUTELARE IN MANIERA CONCRETA I CITTADINI. QUESTI MILITARI SI SONO VISTI SOTTRARRE RISORSE A LORO DESTINATE CON LA FINANZIARIA 2008. QUALE MIGLIORE OCCASIONE PER ASSUMERLI SUBITO?
Delibera Cocer Marina Nr. 106 in data 03/03/2009
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PRECARI | |
La Marina Militare scrive al sottosegretario CrosettoTratto dal silto: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/La-Marina-Militare-scrive-al-39059.aspx
In merito alla visita del
Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Guido Crosetto, vi
allego un documento che gli è stato consegnato dal personale
facente parte della rappresentanza militare che l'Onorevole
ha incontrato la sera del giorno 12 gennaio.
"Onorevole Sottosegretario, questo Consiglio Intermedio di Rappresentanza è conscio che la tematica della dismissione aree, almeno dal punto di vista operativo, non sia materia della Rappresentanza Militare, comunque quali rappresentanti eletti dai marinai, non possiamo esimerci dal portare una testimonianza a favore della nostra Base Navale, anzi per usare un vecchio termine, del nostro Arsenale, al quale siamo affezionati sia come militari, ormai spezzini, sia come marinai che, quando imbarcati, hanno goduto dei servizi della Base. Possiamo ribadire che il nostro Arsenale è sicuramente il primo in Italia, per professionalità, per infrastrutture, per qualsivoglia servizio prestato alle UU.NN. Con le eventuali permute chiediamo prima tra tutti la risoluzione della problematica alloggi in particolare per i gradi più bassi, che oggi non riescono a sostenere le spese di affitto in città. Auspichiamo inoltre che l’’impegno dell’Alto Comando coadiuvato dalla Rappresentanza Militare, in merito alla realizzazione dell’asilo nido, sia coronato da successo con un concreto aiuto da parte del Ministro della Difesa. Ricordiamo che per le giovani coppie di militari tale struttura riveste oggi una indispensabile soluzione ai numerosi problemi di gestione dei figli. Oltre a quanto direttamente conseguibile con la permuta delle aree, Le vogliamo richiedere un Suo impegno formale per la risoluzione di alcune problematiche che sappiamo essere già alla Sua attenzione, segnalate dalla Rappresentanza Centrale, testimoniate anche dalla presenza, quale membro del nostro Consiglio del Presidente del Cocer M.M.: - I risarcimenti per i colleghi vittime dell’amianto, nonché i benefici previdenziali per il personale che ha subito l’esposizione. Al Senato a Settembre è stato presentato l’ennesimo DDL in materia, il 1058 del Senatore Collino ed auspichiamo una rapida calendarizzazione del detto DDL. Ad ogni buon conto vogliamo ricordare che la risoluzione di tale problematica fu promessa dall’attuale Ministro della Difesa addirittura nella campagna elettorale del 2001, e noi marinai nelle promesse ci crediamo. - La ricostruzione delle carriere, per la quale si assiste alla continua presentazione di DD.LL. da parte dei parlamentari di ambo i schieramenti, purtroppo però i DD.LL. partono tutti dalla presa di considerazione delle richieste delle Forze dell’Ordine. Noi siamo militari, marinai che operano sul campo, sulle navi con realtà spesso diverse da quelle in cui operano i militi delle Forze di Polizia, in futuro non possiamo continuare a rincorrere condizioni che poco hanno in comune con l’essere marinai. Concludiamo Onorevole Sottosegretario, invitandola calorosamente a non dimenticare i numerosi marinai precari che per anni hanno servito con dedizione la nostra Marina e oggi per colpa dei continui tagli alla Difesa sono disoccupati, in mezzo alla strada, con l’unica professionalità da spendere saper far bene il militare. Il presente documento è stato deliberato all’unanimità dai delegati del Consiglio Intermedio della R.M. della Spezia. C.F. Alessio Anselmi - Presidente C.C. Antonio Colombo - Relatore 1° M.llo Agostino Cucciniello C°1^cl. Vito Scala Sc. 2^cl. Antonino Mascali
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VAI ALLA PAGINA SUL ALLOGGI |
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COMUNICATO STAMPA
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IL CO.CE.R. MARINA ESPRIME VIVO APPREZZAMENTO PER L’INIZIATIVA DEI CAPI GRUPPO DI CAMERA E SENATO CHE CON UNA MISSIVA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO HANNO SOLLECITATO UN MAGGIOR IMPEGNO DELL’ESECUTIVO PER LA SPECIFICITA’ DEI MILITARI ADOPERANDOSI COSI’ CON DETERMINAZIONE PER MANTENERE FEDE AGLI IMPEGNI CONTRATTI IN CAMPAGNA ELETTORALE CON IL MONDO MILITARE. ALL’UOPO IL CO.CE.R. MARINA, CHE OGGI E’ IN APPRENSIONE PER I RISVOLTI CHE IL D.L. 112/2008 IN ITINERE POTRA’ AVERE PER I MARINAI, AUSPICA CHE PER IL FUTURO, SI POSSA INSTAURARE CON L’ESECUTIVO ED IN PARTICOLARE CON IL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA UN FATTIVO RAPPORTO DI COLLABORAZIONE PER DAR VITA AD UN PERCORSO DI LAVORO COSTRUTTIVO TRA RAPPRESENTANZA MILITARE E AMMINISTRAZIONE DIFESA AL FINE DI MEGLIO TUTELARE LA PROMOZIONE ECONOMICA E SOCIALE DEGLI UOMINI CON LE STELLETTE, ORMAI STANCHI DI SEGNARE IL PASSO.
SEZIONE CO.CE.R. MARINA
ROMA li, 23 LUGLIO 2008
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SPECIFICITA' | |
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COMUNICATO STAMPA
IL COCER MARINA ESPRIME PROFONDA DELUSIONE PER I TAGLI E LE DRASTICHE MISURE INTRODOTTI DAL D.L. 112/2008, CON CUI IL GOVERNO HA VARATO LA MANOVRA FINANZIARIA ESTIVA, IN QUANTO DESTINATI AD AUMENTARE I GIA’ GRAVI DISAGI DEL PERSONALE ED A RENDERE ANCORA PIU’ PRECARIA LA FUNZIONALITA’ DELL’AMMISTRAZIONE. L’ANALISI DELL’ARTICOLATO CHE VA DAL 65 AL 72, RENDE DI DRAMMATICA EVIDENZA IL COMPLETO DISCONOSCIMENTO DELLA REALTA’ DI VITA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DIFESA E SICUREZZA, E CIO’ AD ONTA DI OGNI BEL DISCORSO FIN QUI FATTO. LA DRASTICA RIDUZIONE DEGLI ARRUOLAMENTI, LA NUOVA DISCIPLINA RELATIVA ALLE ASSENZE PER MALATTIA ED ALLE CAUSE DI SERVIZIO, IL BLOCCO DEL TURN OVER, I TAGLI AI FONDI DESTINATI ALL’EFFICIENZA, SONO MISURE DICHIARATAMENTE VOTATE ALLA OTTIMIZZAZIONE DELLA SPESA, MA CHE SEMBRANO CONCEPITE SENZA UNA CONCRETA CONOSCENZA DEL SISTEMA; SENZA UN CONFRONTO CON LE PARTI SOCIALI INTERESSATE E CHE MORTIFICANO, IGNORANDOLI, LA DIGNITA’ E L’ONORE DEI MILITARI, NELLA SPECIE DEI MARINAI, CHE SENTONO LONTANA LA POLITICA DAI LORO PROBLEMI. ED INFATTI, TUTTO CIO’ SI AGGIUNGE ALLE DIFFICOLTA’ CHE LA MARINA MILITARE CON TUTTE LE SUE COMPONENTI GIA’ OGGI INCONTRA NEL GARANTIRE L’ATTIVITA’ DI SICUREZZA ESTERNA ED INTERNA A FAVORE DEI CITTADINI DI UNA NAZIONE CON PIU’ DI OTTOMILA CHILOMETRI DI COSTA. ROMA li, 03 LUGLO 2008 CO.CE.R. SEZIONE MARINA |
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Comunicato
Il Co.Ce.R. Marina, venuto a conoscenza di comunicati realizzati e diffusi da altre sezioni del Co.Ce.R., attestanti solidarietà ad un delegato di questo Consiglio e preso atto delle libere interpretazioni cui questi hanno dato luogo pubblicamente, all’unanimità precisa quanto segue.
Il delegato interessato, invitato da suo Consiglio a rappresentare gli eventi che lo hanno coinvolto ha pregato lo stesso , spiegandone le proprie motivazioni, acché il problema della sua tutela - che è il problema della tutela del delegato della R.M. - venisse affrontato, discusso e risolto nel suo ambito naturale: il Co.Ce.R. Interforze.
Il Co.Ce.R Marina ha, quindi, inteso rispettare la volontà espressa dal delegato. Pertanto, prenderà parte in maniera unitaria all’assemblea del Consiglio Interforze, fissata nel pomeriggio, allo scopo di assicurare la massima solidarietà e tutela al delegato della propria sezione.
Roma 12/06/2008
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CONSIGLIO CENTRALE DELLA RAPPRESENTANZA DEI MILITARI SEZIONE MARINA MILITARE COMUNICATO STAMPA CON LA TRASFORMAZIONE DELLO STRUMENTO MILITARE BASATO SULLA LEVA OBBLIGATORIA A STRUMENTO MILITARE PROFESSIONALE, IL PERSONALE DELLA MARINA SI TROVA A FRONTEGGIARE - IN SILENZIO E CON SEMPRE MAGGIORI SACRIFICI – LE PROPRIE ATTIVITA’ OPERATIVE ED IN PARTICOLARE QUELLE DI POLIZIA IN ACQUE NAZIONALI ED INTERNAZIONALI. NONOSTANTE CIO’, CONTINUA AD ESSERE SCARSA L’ATTENZIONE VERSO LE GIA’ LIMITATE STRUTTURE ALLOGGIATIVE E SOCIALI CHE DOVREBBERO PROTEGGERE I “MARINAI” E LE FAMIGLIE DAI DISAGI CHE L’ESTREMA MOBILITA’ ED IN GENERALE LA VITA IN MARINA COMPORTA. SI ATTENDEVA UN’ATTENZIONE POLITICA IN TAL SENSO ED, INVECE, IL NUOVO ESECUTIVO, ANCOR PRIMA DEL SUO UFFICIALE INSEDIAMENTO, ANNUNCIA DI VOLER VENDERE QUANTI PIU’ BENI DEMANIALI E PATRIMONIALI DELLA DIFESA PER SANARE LE CASSE DELLO STATO, FRUSTRANDO COSI’ LE ASPETTATIVE DEL PERSONALE. LA RAPPRESENTANZA DELLA MARINA MILITARE NON CI STA’! IL PATRIMONIO DELLA DIFESA E’ UN BENE INDISPENSABILE E L’EVENTUALE DISMISSIONE DI CIO’ CHE NON RISULTA PIU’ FUNZIONALE AL RAGGIUNGIMENTO DEI PROPRI FINI ISTITUZIONALI, NON PUO’ PRESCINDERE DALL’EQUO COMPENSO DELLE ASPETTATIVE DEL PERSONALE DELLE FF.AA., SEMPRE PIU’ PENALIZZATO DAI CONTINUI TAGLI DI RISORSE DELLA DIFESA OPERATI DALLE ULTIME FINANZIARIE. QUESTI I MOTIVI PER CUI IL COCER MARINA SI OPPONE AL DEPAUPERAMENTO INDISCRIMINATO DEL PATRIMONIO DELLA DIFESA E, COMUNQUE, SI AUGURA CHE SE CI SARANNO ALIENAZIONI I PROVENTI SIANO TOTALMENTE REINVESTITI PER RESTITUIRE DIGNITA’ ALLE CONDIZIONI DI VITA DEI MARINAI ITALIANI E DELLE LORO FAMIGLIE. Roma, lì 06 maggio 2008
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DELIBERA N° 80 in data 06.05.2008
OGGETTO: “Dismissione aree demaniali” IL Co.Ce.R. MARINA
VISTI: la delibera del CO.I.R. di CINCNAV Area Sud n°21 in data 5.11.2007;
l’articolo 10 let c), d), f) del Regolamento di Attuazione della Rappresentanza Militare;
PREMESSO CHE i continui tagli al bilancio della Difesa incidono in maniera ormai intollerabile sui capitoli destinati al benessere del personale le cui necessità, quindi, sempre più drammaticamente non trovano alcuna soluzione;
la costituzione del ruolo Truppa ha accresciuto notevolmente la necessità di reperire nuove strutture da destinare alla protezione sociale / esigenze ricreative, laddove le strutture già esistenti per gli altri ruoli si rivelano già di per sé insufficienti;
il legislatore ha iniziato da anni una severa politica di dismissione delle aree demaniali non più di interesse militare, nonché del patrimonio e delle servitù esistenti sia in aree urbane che in zone periferiche;
risulta di assoluto e primario interesse dell’amministrazione militare e del proprio personale valutare la possibilità di convertire le strutture e le aree di cui sopra destinandole a fini socio- ricreativi e ad esigenze alloggiative, ivi comprese quelle relative agli scopi di cui alla legge 492/75 e successive modifiche;
la Legge Finanziaria per il 2008 (L. 244/07, art. 2, commi 628 e 629) riconosce specificamente al COCER un ruolo attivo e di garanzia nel procedimento di vendita di alcune tipologie di alloggi di servizio non più rispondenti alle esigenze istituzionali dell’Amministrazione Militare;
la nuova maggioranza di Governo ha già avuto occasione di manifestare più volte il chiaro intento di riprendere e procedere speditamente ad una nuova fase di dismissioni dei beni di cui sopra, sottraendoli definitivamente alla disponibilità dell’amministrazione e, in potenza, anche del personale;
AL FINE DI salvaguardare i legittimi interessi del personale, in nome del quale il Co.Ce.R. non può non essere ascoltato;
D E L I B E R A
1. Di chiedere al Signor Capo di Stato Maggiore, ove lo ritenga opportuno, di voler disporre affinché gli Alti Comandi periferici provvedano ad avviare appositi incontri con la Rappresentanza Militare nelle sue articolazioni di base ed intermedie, allo scopo di verificare l’utilità di individuare quelle strutture / aree che potrebbero vantaggiosamente essere destinate alle sopra delineate esigenze del personale e che, diversamente, potrebbero essere svantaggiosamente dismesse per inutilizzo o razionalizzazione del patrimonio dell’Amministrazione; il tutto al fine di fornire utili elementi di giudizio per meglio definire ogni determinazioni sull’argomento.
2.
Di inviare
la presente delibera a stralcio verbale al Co.Ce.R. Comparto Difesa ed
Interforze per l’estrema ed urgente importanza che l’argomento riveste
per il personale delle FF.AA.. 3. Di approvare l’allegato comunicato stampa.
La presente delibera è stata approvata all’unanimità il giorno: 06/05/2008.
PRESENTI: 7 VOTANTI: 7 FAVOREVOLI: 7 IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE (SC 1^ FR Ciro LOFFREDO) (C.F. Alessio ANSELMI)
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COMUNICATO STAMPA LA POLITICA DIMENTICA I MILITARI
Questo Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari della Marina, segue attentamente attraverso la stampa, la cinematica che ci sta portando alle elezioni. Premesso che anche in onore al nostro status di militari ci asteniamo pedissequamente da dare giudizi di merito agli schieramenti in campo, quali rappresentanti dei marinai si sente però l’esigenza di esternare la delusione nel constatare che, ad oggi, nessuna compagine politica ha preso impegni concreti per la risoluzione di quelle ataviche problematiche dei marinai quali: “i risarcimenti alle vittime e benefici previdenziali per coloro che sono stati esposti all’amianto; la revisione del sistema previdenziale per i militari di recente assunzione; la risoluzione del problema del precariato militare, i cui effetti si sono acuiti per effetto dei tagli al bilancio nelle ultime leggi finanziarie; la risoluzione del problema della rappresentatività degli uomini con le stellette che si trascina ormai da tre legislature e non può attendere ulteriormente”. Il silenzio dei marinai derivante dall’esercizio delle virtù in patria e in scenari internazionali, non deve far dimenticare che anch’essi producono ricchezza cioè la sicurezza dei beni economici dell’Italia e per l’Italia. Cosa fanno allora le forze politiche? Invece di dare un segno della loro sensibilità, magari inserendo precisi impegni nei loro programmi, si limitano a candidare nelle loro liste qualche Generale sicuramente esperto, ma molto lontano dai problemi quotidiani di chi, in servizio, deve mantenere la propria famiglia in condizioni anche umili, che alle volte rasentano l’indigenza e con tutte le difficoltà che una vita al servizio della Nazione comporta. Deve essere quindi noto a tutte le forze politiche che questo tipo di candidature non basta a risolvere le problematiche di migliaia di uomini in divisa. Il “signorsì” dei vertici sovente non è il coro della Truppa !
Roma li, 5 marzo 2008
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COCER MARINA
Roma 6.12.07 COCER MM |
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Incontro a Palazzo Marina con i Signori Onorevoli Carlucci e Cossiga
mercoledì 7 novembre 2007
I delegati del Co.Ce.R. Marina sono sempre lieti di accogliere autorevoli rappresentanti del nostro Parlamento. È un piacere personale ed, insieme, una gradita opportunità per far si che il loro sentire, che è e deve essere il sentire del personale rappresentato, possa essere conosciuto in maniera semplice e diretta dalle Istituzioni e dai loro rappresentanti A fronte della estrema molteplicità delle urgenze, delle problematiche generali e specifiche che ormai da anni agitano il nostro personale militare accavallandosi l’una con l’altra e creando un blocco sempre più ponderoso e impegnativo da frantumare con le adatte soluzioni; della situazione di incertezza sulle intenzioni e sugli obiettivi concreti che questa politica ha intenzione di perseguire nel settore, risulta oggettivamente difficile selezionare, decidere - tra le molteplici - quali meritano oggi un particolare rilievo, una risoluta urgenza. Per questa ragione le considerazioni che seguono non vogliono logicamente creare un ordine di priorità, bensì fissare l’attenzione dei presenti su quelle questioni per le quali, oggi, un minimo di approfondimento appare doveroso; vuoi per la loro attualità, che per essere ormai compiute per una soluzione che ci auguriamo conclusiva e felice.
“Amianto” Di estrema importanza per il personale della Forza Armata Marina è la copertura finanziaria di provvedimenti legislativi non più differibili. Essi riguardano il riconoscimento anche al personale militare dei benefici connessi all’esposizione all’amianto. Invero, come affermato nell’autorevole proposta legislativa del Presidente della Commissione Difesa della Camera “Il tema della tutela della salute del personale militare esposto all'amianto è da tempo all'attenzione del Ministero della difesa, in relazione alle gravi malattie (prima fra tutte il mesotelioma pleurico: forma di tumore incurabile) contratte dal personale militare esposto a tale sostanza, altamente cancerogena, la quale ha fatto riscontrare nel nostro Paese indici di mortalità elevati specialmente nel periodo anteriore all'entrata in vigore della legge 27 marzo 1992, n. 257, che ha disposto la cessazione dell'impiego della sostanza”. Ed ancora, il Governo, con la stipula del patto sulla sicurezza nazionale del 31 luglio 2007, assumeva l’impegno formale di “…prevedere interventi normativi finalizzati alla soluzione della problematica relativa all’esposizione agli effetti dell’amianto del personale della Marina e del personale delle altre Amministrazioni imbarcato sulle unità navali. Detti interventi devono prevedere soluzioni economiche-previdenziali per il personale esposto e risarcimenti per le vittime. Per perseguire celermente i predetti obbiettivi, si ritiene opportuno utilizzare anche le proposte di legge già presentate in Parlamento e, nel quadro complessivo delle decisioni che verranno assunte con la legge finanziaria 2008 e delle relative compatibilità, ricercare anche iniziali risorse economiche…”.
In altri termini, è doveroso garantire a tutto il
personale imbarcato sulle nostre navi la possibilità di viaggiare in
sicurezza, in ambienti di lavoro decontaminati dalla presenza di
amianto, con l’assoluta convinzione di essere comunque tutelati per i
rischi ai quali gli equipaggi della Marina Militare sono stati
sicuramente esposti nel corso negli anni. - all'articolo 5 della legge 27 marzo 1992, n. 257, - al regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461 - al decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, al fine di garantire in maniera compiuta, sia tutto il personale militare che è esposto o è stato esposto all'amianto, sia le loro famiglie, in primo luogo estendendo a questi soggetti i benefici e le agevolazioni di natura previdenziale riconosciute soltanto ai lavoratori del settore privato (supervalutazione dei periodi di servizio prestato e anticipazione dell'accesso alla pensione - articolo 13, comma 8). E’, altresì, necessario esplicitare in modo inequivocabile, in specifico provvedimento legislativo, l'applicabilità della normativa sopra richiamata a categorie disciplinate da regimi speciali, quali le Forze Armate, non trascurando le concrete difficoltà per l'acquisizione della necessaria documentazione probatoria ai fini del riconoscimento delle provvidenze in parola (documentazione che la normativa citata prevede sia rilasciata dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). Proprio in ragione delle peculiari condizioni in cui ha operato il personale militare (esposto a bordo 24 ore su 24) si ritiene doveroso ridurre ad un terzo il periodo di esposizione alla sostanza - attualmente fissato in dieci anni - per ottenere i detti benefici previdenziali; benefici che, in considerazione della specifica ratio, si è ritenuto possano essere cumulati con altri, eventuali, connessi al servizio militare prestato; propri della tanto decantata specificità del nostro comparto. Inoltre, in relazione alle accennate difficoltà probatorie connesse alla peculiare condizione militare - che impone agli interessati frequenti spostamenti di sede - occorre stabilire di rimettere agli organi tecnici e della sanità militare l'accertamento e la certificazione relativi alla sussistenza e alla durata dell'esposizione all'amianto.
Infine, si ritiene indispensabile assimilare anche il
citato personale militare esposto all'amianto alla categoria delle così
dette «vittime dell'uranio impoverito» - destinataria dei benefici di
cui all'articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 -
tra i destinatari di tale disposizione, mediante una modifica
all'articolo 1, comma 564, della medesima (progressiva estensione dei
benefici già previsti in favore delle vittime della criminalità e del
terrorismo). Mobilità del personale in esubero” L’annunciato passaggio ad un nuovo Modello di Difesa, prevedendo l’ennesimo riordino organico delle Forze Armate, è destinato a creare un ulteriore esubero nei ruoli, in particolare in quello marescialli. Questo ripropone in tutta la sua evidenza la problematica del riordino delle carriere che già da diverse legislature attende un’organico e finanziato provvedimento che ristrutturi armonizzandola la nostra organizzazione, gratificando, fra altro, di rinnovati stimoli il personale militare. Sul punto la legge finanziaria per 2008, attualmente in discussione, con il terzo comma dell’art.94 - concernente “Misure straordinarie in tema di mobilità del personale delle pubbliche amministrazioni” - prevede “il ricollocamento dei marescialli delle tre Forze Armate , in esubero, nei corpi di Polizia, andando a costituire un ruolo speciale ad esaurimento. E’ evidente che questo articolo sia stato proposto dalle amministrazioni interessate di comune accordo, per far fronte da un lato alla questione esuberi e dall’altro per soddisfare la necessità di ulteriore personale. Ciò crea, però, grande preoccupazione nel personale militare interessato perché nulla è detto circa le modalità con le quali questo transito dovrebbe avvenire. Non è dato sapere se il personale in esubero potrà fornire la propria disponibilità a tale passaggio o questo sarà forzato, non è dato sapere quali compiti andrà a svolgere, e si corre il rischio che questo personale venga ulteriormente discriminato non possedendo la formazione ne l’esperienza propria di quei corpi. Ed ancora, nulla è detto circa il profilo economico e previdenziale. Le uniche certezze che il personale interessato ha al momento sono due: una è quella di non essere più ritenuto utile per il raggiungimento dei fini delle propria Forza Armata e l’altra che non sarà mai accettato come uno di loro dal Corpo al quale sarà destinato. La sensibilità che viene chiesta su questo argomento e quella di sollecitare i nostri parlamentari affinché al fine di sostenere quegli emendamenti che prevedono la modifica dell’ art.94, comma 3, prevedendo il transito a domanda; lasciando alla volontarietà degli interessati una scelta tanto importante ed implicando che le Forze di Polizia debbano dare comunicazione al Ministero Difesa delle esigenze quantitative e delle destinazioni d’impiego. Siffatta previsione rappresenterebbe sicuramente una seria risposta al malessere dei militari in potenza interessati al transito ed un incentivo per i molti che potrebbero optare di rientrare, con le proprie famiglie, nei luoghi d’origine facilitando l’operazione.
“Previdenza” la “modifica del sistema previdenziale” è stato in generale uno dei problemi più dibattuti negli ultimi anni e l’attuale sistema bipolare di netta contrapposizione politica in Italia, lo ha reso ancora ”più difficile da risolvere”. Allo stesso tempo, però, tale problema è stato tendenzialmente sottaciuto, se non sottovalutato, nel mondo militare. Le riforme strutturali fatte dal 1993 al 1998, com’é noto, sono ben quattro, avendo i maggiori sistemi previdenziali, quello “pubblico” (Enti Locali e Stato), facente capo all’INPDAP, e quello dei “privati”, facente capo all’INPS, regole alquanto diverse. Ne si poteva immaginare un coinvolgimento delle rappresentanze militari, dopo le modificazioni già avvenute negli anni novanta, che potessero intervenire con nuovi progetti a “tutela dei diritti dei rappresentati”. D’altra parte è giusto evidenziare che l’allungamento della permanenza in servizio costituisce un “obbligo”, sottoscritto dall’Italia con la Comunità Europea a Lisbona nel 2000 ed a Stoccolma nel marzo del 2001, al fine di uniformare la normativa italiana a quella europea, ove nessuno può andare in pensione prima dei 60 anni. Quest’ultima riorganizzazione, comunque, non riguarda il personale delle forze armate e di polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La preoccupazione del Co.Ce.R. Marina Militare è attualmente rivolta al proprio personale, dove il livello di retribuzione rimane sostanzialmente lineare per tutto il periodo della attività lavorativa, contribuendo così ad un calcolo pensionistico particolarmente sfavorevole. Difatti, con l’art. 1, comma 1, della L 195/335 (pensione contributiva), viene introdotto un nuovo sistema di calcolo dei trattamenti pensionistici - destinato al personale più giovane che al 31 dicembre 1995 non aveva i requisiti stabiliti per restare nel sistema retributivo - in modo che ogni lavoratore “autofinanzi” attraverso la propria contribuzione la futura pensione. Tale personale è inglobato nei dipendenti dello Stato non contrattualizzati per il quale attualmente non è prevista nessuna forma di previdenza complementare. Pertanto, è necessario, attraverso l’art. 26, comma 20, della legge 448/98, sollecitare le procedure di negoziazione e concertazione previste dal d.lgs. 195/95 al fine di definire le indispensabili procedure e consentire l’istituzione di forme pensionistiche complementari. È solo il caso di ricordare che la più volte riconosciuta “specificità” del personale militare dovrebbe far concludere per la urgenza di essere inscritti nella tabella “A” per le attività usuranti prevista dal d.lgs. n.374/93, riconoscendo anche ai militari la “ratio” che ha determinato tale beneficio per specifiche categorie di personale (addetti al pronto soccorso rianimazione e chirurgia delle AA.SS.LL..
“Precariato” La problematica relativa al precariato del personale militare in generale è stata oggetto di ampio e, purtroppo, discriminatorio interessamento parlamentare in quanto ha permesso di modificare la normativa vigente consentendo il passaggio nel servizio permanente effettivo ai soli Ufficiali ausiliari dei Carabinieri che, essendo appartenenti a corpo di polizia, partecipano alla ripartizione del fondo di cui all’art. 1, comma 96, della legge finanziaria 2005. Poiché è moralmente non ammissibile che una normativa di essenziale impatto sociale, come quella su riferita, possa volutamente creare trattamenti discriminatori tra lavoratori che si trovano nelle medesime condizioni sostanziali (chi ha maturato 36 mesi di servizio nelle pubbliche amministrazioni rientra legittimamente e a pieno titolo nella definizione di “precario” indifferentemente dalla tipologia della legge che quel “maturato” ha permesso di consolidare). Tenuto conto del senso di responsabilità che non può e non deve mancare da parte di un’Istituzione vitale per la società, come quella militare, nei confronti del personale che in essa ha creduto e che per essa ha operato per anni, con ampia professionalità, meritevole e consapevole dell’importanza del proprio ruolo. Considerato che il problema nasce da una decisione politica (impegno per la stabilizzazione dei precari) e che, quindi, richiede una soluzione politica (apposita previsione legislativa di salvaguardia delle giuste aspettative del personale militare) alle situazioni di particolare disagio che siffatta decisione ha contribuito a creare. Concludendo, il Governo si impegni a varare, in tempi brevi, un idoneo provvedimento legislativo che affronti e salvaguardi, superando ogni eventuale incertezza interpretativa sorta, il futuro di questi lavoratori a similitudine, se non alla stregua, di quanto già avvenuto per i colleghi dei carabinieri. Nelle more di tale Disegno, al fine di garantire la dignità degli stessi almeno in maniera analoga a quella che essi hanno assicurato durante gli anni del loro servizio in divisa, si impegna a trovare copertura finanziaria per un decreto urgente che operi il trattenimento/richiamo in servizio per un periodo di 12 mesi del personale che ha maturato il requisito di precario ai sensi della legge finanziaria 2007 o delle innovazioni che l’attuale sessione di bilancio vorrà realizzare in materia. Tale provvedimento a carattere temporaneo che nulla aggiungerebbe alla situazione già maturata dagli stessi soggetti rispetto alla definizione di precariato sancita dalla suddetta legge, oltre a venire incontro a legittime esigenze, comporterebbe il non trascurabile vantaggio per le FF.AA. di non privarsi di personale qualificato che considerate le ristrettezze finanziarie determinate dai tagli operati dalla finanziaria ai reclutamenti in generale, non troverebbe alcuna sostituzione.
“Questione alloggiativa” Uno dei più gravi problemi che incidono sul benessere del personale militare è dato dalla disponibilità di un alloggio in proprietà o in affitto a prezzi equi, o comunque tollerabili, in relazione all’elevata mobilità cui i militari sono soggetti per motivi di servizio. La questione in realtà sottende un duplice ordine di problemi. Da un lato vi sono quelli legati alla disponibilità di alloggi di servizio destinati a chi, in servizio e per motivi inerenti lo stesso, è costretto insieme al proprio nucleo familiare a trascorrere anche lunghi periodi lontano dalla propria residenza. Il secondo ordine di problemi, invece, riguarda la possibilità di agevolare il personale che – proprio per la continua mobilità cui è soggetto – non ha avuto la possibilità o la forza per provvedere all’acquisizione, nel corso della vita lavorativa, di una casa di proprietà. Sebbene diverse e meritevoli di appropriate soluzioni, le due problematiche sono in qualche modo connesse. Basta dire che il fenomeno per cui frequentemente gli alloggi di servizio vengono occupati anche oltre le necessità derivanti dallo stesso è quasi sempre motivato dalla indisponibilità di altro alloggio in cui ricoverare se stessi ed il proprio nucleo familiare. In particolare riteniamo che la primaria soluzione alla seconda problematica esposta debba ravvisarsi nell’agevolazione e nell’incentivazione delle cooperative edilizie costituite esclusivamente da militari o appartenenti alle forze dell’ordine. Invero, queste possono realizzare alloggi a costi molto vantaggiosi rispetto a quelli concorrenti del mercato immobiliare, qualora fruiscano di agevolazioni finanziarie e dispongano di terreni edificabili a prezzi calmeriati, ovvero sia loro concesso di disporre di suoli demaniali in dismissione con precedenza rispetto alla loro cartolarizzazione o vendita ai privati. A tal proposito il miglior strumento normativo per favorire lo sviluppo di interventi edilizi delle cooperative così costituite, già esistente e perfezionato nel tempo, è rappresentato dalla legge nr. 492 del 16 ottobre 1975
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DOCUMENTI COCER MARINA MILITARE LETTO IN IV COMMISSIONE DIFESA SENATO GIORNO 7 MARZO 2007
Per la Rappresentanza Militare della Marina parlare di professionalizzazione della Forza Armata ha un solo significato: riconoscere ai militari il ruolo di lavoratori; lavoratori con le stellette, dipendenti del Ministero della Difesa, con compiti e soprattutto specificità ben definite. Come tutti i lavoratori anche i militari hanno come obiettivo prioritario la tutela del posto di lavoro, e lo sviluppo dell’organizzazione in cui sono occupati; anche coloro che per scelta di vita hanno deciso di indossare una divisa sono sicuramente interessati all’evoluzione della Difesa ed alla sua integrazione nel Sistema Paese; sono attenti alla cinematica evolutiva, agli ammodernamenti, alle scelte strategiche e a quant’altro meriti di essere particolarmente seguito nel mondo militare, e lo fanno con l’apprensione e le speranze proprie di tutti i lavoratori. Non credo sia necessario essere a conoscenza delle specifiche nozioni impartite nelle Scuole di Guerra per comprendere che la struttura militare per essere operativa deve logicamente presentarsi come una piramide; questo, anche storicamente, è un dato acquisito. Dalle legioni romane, alle orde barbariche; dalle fanterie svizzere agli eserciti dell’era contemporanea; ma anche nella cosiddetta guerriglia, perfino nella guerra di bande, c’è sempre un vertice militare, ci sono dei controlli sul campo, a vario livello, e ci sono gli esecutori. E’ proprio sulla struttura piramidale della nostra Marina, che vorremmo focalizzare l’attenzione. Da una osservazione sulla consistenza dei gradi si capisce subito che anziché parlare di una struttura piramidale, si potrebbe parlare di una struttura a cilindro, se non addirittura a “piramide rovesciata”. Questo significa che in passato non sono state fatte sempre scelte oculate o quanto meno, usando un termine marinaresco, si può affermare che si è navigato a vista. Un esempio di quanto affermato valga per tutti: per comandare una fregata oggi sarebbero disponibili più di una mezza dozzina di Comandanti e così via per numerose altre funzione di vertice, dall’Ammiraglio al Maresciallo, con poche eccezioni legate a particolari specialità. Invece i ranghi si assottigliano quando si esaminano i numeri relativi ad Ufficiali inferiori e Truppa. Ed allora ci sono solo due possibilità. La prima, è quella di continuare a mantenere in servizio gli ultracinquantenni inventarsi tipologie di gradi ed incarichi che risultano indubbiamente creativi, come addetti a studi speciali, consulenti, responsabili di questo e di quello. Ed a supporto di tutto un consistente drappello di personale precario, ovviamente privo di reale tutela giuridica, ma pronto ad essere investito di tutte le mansioni necessarie per il quotidiano tirare avanti. La seconda è quella, invece, di agire con determinazione e rapidità. Un esempio. Nella Forza Armata Marina c’è il noto problema amianto, testimoniato dalle centinaia di vittime e da altrettanti grandi invalidi per asbestosi; proprio questa problematica ci consente di palesare una soluzione: si ammettano gli anziani ai benefici previdenziali per gli esposti all’asbesto, agevolando per tale via l’esodo di personale ormai difficilmente impiegabile. Ed ancora, si rispettino i dettami della legge finanziaria 2007, e, se non sufficientemente chiari, si faccia un provvedimento normativo “ad hoc” che consenta di stabilizzare anche i nostri precari, o quantomeno di salvaguardarne un posto di lavoro e, quindi, la loro dignità, acché non siano dei “minus habentes” nel contesto dei precari della pubblica amministrazione. Una forza armata altamente professionale e specialistica come vuole essere la Marina Militare del Terzo Millennio deve essere composta da professionisti; non è credibile che operi come una vera e propria fabbrica di disoccupati. Così come, ancora una volta, va ricordato che ai militari non si può negare una Rappresentanza valida e libera, anche ripensando, se necessario, l’articolo 8 della legge 382/1978, che pone forti limiti anche al semplice diritto di associazione. Occorre imprimere alla Forza Armata Marina una sferzata verso la modernità e la funzionalità tanto auspicata. Rispetto poi alla ventilata possibilità di una ulteriore riduzione numerica delle FF.AA. la R.M. chiede precise garanzie affinché non siano deluse le aspettative del personale. Diamo certezze, chiediamo certezze. Dovrà esserci la certezza che le condizioni con cui uno si arruola non siano continuamente modificate. Oltre alle note penalizzazioni pensionistiche, sono state, via, via, deluse anche le aspettative di carriera del personale di ogni categoria; è stata soppressa la possibilità per i Sottufficiali di accedere al ruolo Ufficiali C.S.; sono state introdotte limitazioni di età per il concorso Ruoli Speciali. Se, quindi, la riduzione del personale delle FF.AA. fosse auspicata dalla compagine governativa per questioni legate al bilancio ed accettata dai Vertici Militari, sorgerebbero forti perplessità da parte della Rappresentanza Militare della Marina che per questo chiede precise garanzie per tutto il personale militare. Invero, la riduzione del personale dovrà essere necessariamente preceduta da un adeguamento dei mezzi e delle risorse, e perché no, anche da una riduzione dei compiti; ché è vero, la tecnologia sostituisce l’uomo, ma è indispensabile trovare il giusto equilibrio; ricordiamo che se un terzino crea scompiglio in area avversaria vuol dire che, comunque, ha lasciato solo il suo portiere. Una Marina professionale e proiettata verso il futuro, deve liberarsi di anacronistici usi e privilegi. Ma nel contempo, anzi prima, deve poter fornire ai propri dipendenti quei servizi necessari per agevolare il militare nel suo difficile compito. Non privilegi, dunque, ma servizi mirati alla propria specificità; un’assistenza sanitaria dedicata; un’assistenza ai familiari del personale imbarcato o impegnato in operazioni; sistemazioni alloggiative adeguate e decorose; strutture di sostegno/ricreative per tutte le categorie. La Rappresentanza Militare è pronta a fornire e fornisce indicazioni utili e condivise dai colleghi; la Rappresentanza che vive nell’infrasociale militare di cui è espressione e che, quindi, ne conosce bene i problemi auspica che il Legislatore ed i Vertici Militari siano pronti ad ascoltare.
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del 07 marzo 2007
“Gentile Presidente,
Capo 1^ Np. Antonio Ciavarelli
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