DIRITTI & ROVESCI

Sito d'Informazione Comparto Difesa e Sicurezza

Dirittie & Rovesci - Nei Diritti ci sono anche i  Rovesci

 

Marco Luca Comellini

 

 

Tagli, razionalizzazioni, meno incentivi e altri "trattamenti favorevoli" al personale militare e delle forze dell'ordine porterebbero a risparmi per almeno 500 milioni l'anno, che diverrebbero 1 miliardo se si usassero caserme dismesse invece di pagare affitti salati in immobili non dello Stato. E' in sintesi l'obiettivo di una serie di proposte del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, Pd, presentate oggi a Montecitorio insieme al segretario del Partito dei diritti dei militari, Marco Comellini. Abolizione del SIP Speciale Indennità Pensionabile, trasferimento degli uffici pubblici in affitto da privati negli immobili FFAA dismessi, il supporto religioso nelle Forze Armate non più a carico dello Stato, stop al richiamo in servizio del personale militare, eliminazione trattamento di ausiliaria al personale militare, stop alla promozione al grado superiore alla vigilia del congedo, stop benefit piloti per non passare al servizio civile, sono i punti salienti della proposta.

 
 
   14.4.2013  CITTADINI IN DIVISA, RADIO RADICALE. PUNTATA SPECIALE SUL CASO DEI DUE MARO', intervista ad un Ufficiale della Marina  
CASO MARO'   7.4.2013  CITTADINI IN DIVISA, RADIO RADICALE. PUNTATA SPECIALE SUL CASO DEI DUE MARO', intervista all'ex Sottosegretario alla Difesa GUIDO CROSETTO  
incontro con le associazioni  11.2.2013 RADIO RADICALE Trasmissione "CITTADINI IN DIVISA". Emilio Ammiraglia - Presidente Assodipro - candidati Generali che tardivamente (in campagna elettorale) si ricordano che anche ai militari spettano tutti i diritti politici...  
 
   31.1.2013 RADIO RADICALE Trasmissione "CITTADINI IN DIVISA". Il Sito Diritti & Rovesci intervista a Luca Marco Comellini PDM  
 
   

ELEZIONI, COMELLINI (PDM): MONTI CANDIDA UN GENERALE INELEGGIBILE, MAGNIFICO ESEMPIO DI VOTO INUTILE (FONTE:P.D.M.)

Dichiarazione di Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm), candidato nelle liste "AMINISTIA, GIUSTIZIA E LIBERTA'..

"L'ho scritto alcuni giorni fa su "Socialnews" del portale Tiscali Notizie che non esiste solo il problema degli "incandidabili" ma anche quello degli "ineleggibili", che non è sicuramente meno importante del primo, e oggi il quotidiano Libero mi da la conferma di quanto già sapevo. 

Forse il troppo lavoro e la fatica della "salita in politica" non hanno permesso al professore Monti di accorgersi di aver candidato un "ineleggibile", al secondo posto della lista per la Camera nella circoscrizione Lazio 1, eppure gli sarebbe bastato leggere il decreto legge "Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nell’anno 2013", convertito in legge già a camere sciolte, per accorgersi di aver commesso un errore.

La norma non consente gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle Forze Armate di essere eletti nella circoscrizione in cui hanno esercitato il loro comando nei 180 giorni precedenti, e nel caso di vertici militari il limite si stende a tutte le circoscrizioni nazionali.

Chi si candida a giudare il paese ora dovrebbe dare delle spiegazioni perché è un problema di trasparenza, legalità e correttezza verso i cittadini, che evidenzia un modo di agire da "prima Repubblica" di una classe politica che non vuole cambiamenti.

Ringrazio comunque il generale Rossi che con la sua "candidatura da ineleggibile" e le dichiarazioni riportate oggi dal quotidiano "Libero" ha dimostrato a tutti i "Cittadini in divisa" di rappresentare magnificamente il voto inutile."

23.1.2013

LUCA MARCO COMELLINI


 

 



 

 
   17.01.2013 SPECIALE ELEZIONI ELETTORALI. P.D.M. SOSTIENE LA LISTA AMINISTIA, GIUSTIZIA E LIBERTA'. Luca Marco Comellini. Caro amico, collega,
I settori della Sicurezza, del Soccorso pubblico e della Difesa sono caratterizzati dall'agire di strutture di vertice che sempre più marcatamente sono divenute l'espressione diretta della partitocrazia e dei suoi interessi, dei suoi affari e questa realtà, che è innegabile, si traduce in una gestione della cosa pubblica (res-publica) contraria ai prioritari interessi dello Stato che sono, e restano, la “sicurezza” e la “difesa” dei cittadini...

 

 
 
   23.09.2010 "CITTADINI IN DIVISA", trasmissione di RADIO RADICALE, Argomento del giorno "sindacalizzazione delle Forze Armate: un processo lungo trentanni". Ospiti Senatore Scanu e Felice Romano Segretario del Siulp.





 
MANOVRA FINANZIARIA    22.7.2010 "CITTADINI IN DIVISA" programma di RADIO RADICALE, sulla Manovra Finanziaria e Manifestazione Sindacati FF.PP. Intervista  Eliseo Taverna Cocer Guardia di Finanza;   Cristiano Leggeri Segretario Generale Nazionale dell'UGL Polizia di Stato;   Felice Romano segretario nazionale del SIULP;  Ferdinando Chinè rappresentante del Cocer dell'Aeronautica;   Claudio Giardullo Segretario Generale del SILP (CGIL)   Luca Marco Comellini segretario del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari (PDM);   Franco Maccari segretario generale del COISP;   Giuseppe Tiani segretario generale del SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti di Polizia).  
MANOVRA FINANZIARIA

 

  08.07.2010 MANOVRA FINANZIARIA - CITTADINI IN DIVISA 8^ PUNTATA (MACCARI - COISP , TIANI - SIAP, GENERALE ROSSI - PRES COCER A TITOLO PERSONALE)

 

 
MANOVRA FINANZIARIA   15.6.2010 "CITTADINI IN DIVISA" PROGRAMMA DI RADIO RADICALE - SPECIALE MANOVRA FINANZIARIA in studio  Nicola Tanzi, segretario generale SAP; Giuseppe Tiani, segretario generale SIAP; Felice Romano, segretario generale SIULP. In collegamento telefonico: Franco Maccari, segretario generale COISP. Argomento della puntata: gli effetti della manovra finanziaria.
 
MANOVRA FINANZIARIA CITTADINI IN DIVISA PROGRAMMA DI RADIO RADICALE

Democrazia in divisa: conduce Luca Marco Comellini. Ospiti in studio: il signor Cristiano Leggeri Segretario Generale Nazionale dell'UGL Polizia di Stato, Dottor Antonio Vitale Vice Presidente del Cocer dell'Aeronautica Militare, il signor Eliseo Taverna Delegato del Cocer della Guardia di Finanza .In collegamento telefonico: il signor Antonio militare in servizio , racconta la sua vicenda. L'avvocato Umberto Coronas . Argomenti della puntata: la manovra finanziaria
 
 

2 giugno, Turco: vittime del dovere lo stato è latitante - Roma 31 maggio - "Il 2 giugno, mentre le istituzioni avranno appena concluso di festeggiare la Repubblica con la solita costosa sfilata dei reparti delle Forze armate e dei Corpi Armati dello Stato, noi saremo davanti all'Altare della Patria a Piazza Venezia alle ore 13 con le bandiere della Repubblica abbrunate in segno di lutto per e con le vittime del dovere, del servizio, dello Stato. Alle ore 12.30 inizieremo la manifestazione dando lettura dei nomi di alcune Vittime del dovere. E' il caso di ricordare che solo pochi giorni fa sono morti due ragazzi in "missione di pace" al fronte ma i loro nomi, come quelli di tanti altri, sono stati già consegnati all'oblio." Lo dichiara Maurizio Turco, deputato radicale cofondatore del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari

 
 
MANOVRA FINANZIARIA MANOVRA: TURCO E COMELLINI (RADICALI - PDM), AI CITTADINI IN DIVISA IL GOVERNO HA SEMPRE MENTITO SAPENDO DI MENTIRE – Roma 25 mag –
“Abbiamo sempre sostenuto che questo governo alle belle parole nei confronti dei militari e dei poliziotti non ha mai fatto seguire azioni concrete. Ora nutriamo anche il timore che dietro ai recenti provvedimenti con cui hanno voluto sopprimere ogni forma libertà costituzionale, in particole modo ai militari (D.lgs. 66/2010), si nasconda realmente un piano perverso per ridurre i cittadini, tutti, al semplice ruolo di “minus habens “. Lo dichiarano il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, e Luca Marco Comellini, Segretario del Pdm – “Fino a poche settimane fa – prosegue Turco - il Premier Berlusconi annunciava trionfante l’inesistenza della crisi economica e la straordinaria capacità del Governo di mantenere i conti sotto controllo, adesso, mentre l’Italia è sempre più militarizzata, ci propina una manovra “lacrime e sangue” in cui colpisce pesantemente i cittadini in divisa proprio per dimostrare che la famosa specificità con cui si sono riempiti la bocca, con la perversa complicità di alcuni delegati dei Cocer e dei Sindacati, non intendeva riconoscere in alcun modo la particolarità del lavoro e delle funzioni, ma semplicemente il loro stato di sudditanza agli interessi del regime. Per manifestare tutto il nostro dissenso - prosegue Comellini - a quanto sta accadendo in queste ore invito tutti i militari e poliziotti a fare il loro dovere ed applicare puntualmente leggi e regolamenti, e se la pattuglia non può uscire perché la macchina di servizio non è perfettamente efficiente o se il computer che qualche volenteroso si è portato da casa per sostituire quello rotto dell’ufficio dovesse improvvisamente sparire e se gli armamenti non sono manutentati per la mancanza di adeguati mezzi di protezione individuale, allora il governo si renderà finalmente conto che con le menzogne e le imposizioni la situazione nel nostro Paese può soltanto peggiorare. Vogliamo ricordare - concludono - che il 2 giugno prossimo ci sarà una manifestazione all'Altare della Patria per ricordare tutte le Vittime del Dovere e del Diritto dimenticate dallo Stato, ora però rivolgiamo l'invito a partecipare anche ai sindacati di polizia e ai cocer delle forze armate in rappresentanza di tutti i cittadini in divisa ai quali , in queste ore il Governo ha dimostrato tutto il suo reale interesse."

On. Maurizio Turco – Deputato Radicale, cofondatore Pdm
Luca Marco Comellini –Segretario Pdm



MANOVRA: TURCO (RADICALI - PDM) LA RUSSA NON DEVE TIRARE LA CORDA, RISCHIEREBBE DI FARE MALE AL PAESE 

 Roma, 24 mag – Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale e cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) :

  “Se Il ministro La Russa e' d'accordo con i tagli al suo ministero stia ben attento a dove deciderà di mettere le sue forbici, rischierebbe di fare male al Paese. - Spero vivamente che non gli venga in mente di tagliare sulle spese destinate al personale o di bloccare le procedure per il rinnovo dei contratti già scaduti. A nostro avviso potrebbero essere recuperate importanti risorse se si decidesse di eliminare tutte quelle inutili spese per festeggiamenti, regalie, prebende, o inutili iniziative come le ronde o la mini naja, che ogni anno incidono notevolmernte sui bilanci della difesa. Per la difesa la legge finanziaria del 2010 ha stanziato ben 20.364,4 milioni di euro, una cifra pari all’1,301% del PIL, I tagli dovrebbero corrispondere a circa il 10% , e cioè 2036 milioni di euro.
Riteniamo che questa economia sia realizzabile per esempio riducendo del 50% i programmi di acquisizione di armamenti, che per un paese che come il nostro partecipa solo a missioni di pace, rappresentano sicuramente un inutile spreco. Possiamo fare alcuni esempi di spese militari inutili, basta pensare ai programmi di acquisizione di sistemi controcarro di terza generazione con munizionamento, in sostituzione dei missili TOW e MILAN. (Durata: 6 anni, dal 2009. Costo: € 121 milioni), oppure l’acquisizione di 131 velivoli JSF e realizzazione in Italia, presso la base dell’Aeronautica militare di Cameri, di una linea di assemblaggio finale e verifica dei velivoli, trasformabile successivamente in un centro di manutenzione e riparazione dei velivoli. (Durata: 18 anni, dal 2009. Costo: € 12,9 miliardi), ed ancora il programma di acquisizione di velivoli ART per il pattugliamento marittimo e ricognizione aerea a lungo raggio, in sostituzione dei velivoli “Atlantic” (Durata: 7 anni, dal 2008. Costo: €360 milioni), acquisizione di 12 elicotteri (EPAM - Elicottero Pesante per l’Aeronautica Militare) più 3 in opzione, nel ruolo CSAR (Ricerca e Soccorso anche in aree sotto minaccia) e di supporto alle operazioni speciali, in sostituzione degli elicotteri HH3F (Durata: 7 anni, dal 2008. Costo: € 630 milioni).
In fin dei conti all’italia non servono nuovi aeri da guerra e sistemi controcarro visto che partecipa solo a missioni di pace. Oppure no?
Se La Russa poi pensa di poter decidere da solo dove e come tagliare, è evidente che ha un concetto della democrazia molto vago. In un periodo dove la repressione dei diritti è pressoché costante, non credo che il personale militare sarà disponibile ad accettare tagli indiscriminati. Purtroppo, vista la totale mancanza di una tutela sindacale per i militari - conclude Turco - sono convinto che anche questa volta il personale ne subirà le conseguenze piu pesanti.”

 
 
VITTIME DOVERE

 

 21.10.2010 VITTIME DOVERE: COMELLINI (PDM) DOVE È LO STATO ? – Roma 19 mag – “Leggere sulle pagine dell’Unità «Lo Stato ci butta come stracci Malato in Bosnia ora sono solo», l’accorato appello che il Maggiore dell’Esercito – Ruolo d’Onore – Carlo Calcagni rivolge al Ministro La Russa e al presidente della Commissione Difesa della Camera, On. Edmondo Cirielli, in questo tragico momento in cui tutti parlano di solidarietà e vicinanza ai militari impiegati in Afghanistan, mi fa rendere conto, se mai ce ne fosse ancora la necessità, che la realtà è molto differente da come la propaganda la vuole mostrare. Carlo non è l’unico “militare dimenticato”, non è l’unica Vittima del Dovere abbandonata dallo Stato. A lui e a tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita o hanno contratto terribili malattie nell’adempimento del loro dovere, per servire uno Stato che nei fatti si è reso latitante, va tutta la nostra ammirazione e nostro rispetto.
Per ricordare questi “Militi Noti” il 2 giugno, alle ore 12.00 abbiamo organizzato una manifestazione ai piedi dell'Altare della Patria nel corso della quale depositeremo una corona di alloro al Sacello del Milite Ignoto e la faremo proprio mentre le massime cariche istituzionali e di Governo saranno impegnate altrove per celebrare una festa che per Carlo e tanti altri “dimenticati” ormai non credo abbia più alcun significato."
 
 

 

 

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  • 15.02.09 COMELLINI: INTERROMPO LO SCIOPERO DELLA FAME MA PROSEGUIRO' LA BATTAGLIA PER I DIRITTI DEI MILITARI - Roma 12 Feb - "Luca Marco Comellini, l'ormai ex maresciallo dell'Aeronautica militare che dal 7 gennaio scorso aveva intrapreso lo sciopero della fame, ha deciso di interrompere la protesta." - dichiara l'Avvocato Giorgio Carta che lo assiste legalmente - "La decisione è maturata a seguito dei recenti eventi che hanno visto l'amministrazione militare decretare il congedamento del militare per sopravvenuta inidonietà fisica. Il maresciallo Comellini - prosegue l'Avvocato Carta - proseguirà nondimeno la sua battaglia di civiltà per affermare i diritti dei militari tramite iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e le parti politiche senza tuttavia interrompere sua costante attività di informazione sul mondo militare. Siamo molto amareggiati nel constatare che nonostante per ben due volte sia stato richiesto l'autorevole intervento del Presidente della Repubblica in difesa dei principi costituzionali, dal Quirinale non sia seguita alcuna risposta. Tale atteggiamento - conclude Carta - unitamente al disinteresse mostrato dal Ministro della difesa e dalla classe politica desta seria preoccupazione e merita un approfondito esame".

    Avv. Giorgio Carta


     

  • 11.02.09 COMELLINI: ADESSO I MILITARI PRETENDONO DI PROCESSARE I CIVILI - Roma 11 FEB - "Da ex appartenente alle Forze armate ora posso finalmente esprimere liberamente il mio pensiero e le mie opinioni politiche di libero cittadino" - dichiara Luca Marco Comellini ex maresciallo dell'Aeronautica militare accusato nel settembre del 2007 di aver espresso il proprio pensiero, di essere iscritto e di rivestire un incarico all'interno di un partito politico e di aver presentato una petizione ai presidenti del Parlamento - "Il 28 gennaio scorso la Commissione Medica Ospedaliera del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma, mi ha dichiarato permanentemente non idoneo al servizio militare e posto in congedo assoluto. Il fatto di non essere più un militare non ha impedito ai vertici della Forza armata di far proseguire lo scellerato processo avviato nei miei confronti. Infatti - prosegue Comellini - il giorno 29 gennaio una Commissione disciplinare composta da tre ufficiali dell'Aeronautica militare si è riunita per giudicarmi in contumacia. E' assurdo quanto è accaduto - prosegue ancora Comellini
    -, in questo modo i militari potrebbero processate le idee, le opinioni e i diritti di ogni libero cittadino di questo Stato. E' ora che il Presidente della Repubblica intervenga con la massima urgenza sulla questione sostituendo la sua autorevole voce al silenzio del Ministro della Difesa. Oggi presso la Commissione Difesa del Senato - aggiunge Comellini - oltre alla la discussione della petizione n. 16 da me presentata, è prevista la trattazione anche della petizione n. 170 presentata da un altro militare nei confronti del quale non mi risulta essere stato avviato alcun procedimento disciplinare. Questo fatto mette chiaramente in evidenza che il preciso fine dei gerarchi militari era quello di mettermi a tacere per le mie idee politiche e la mia lotta per la questione dei diritti sindacali a favore del personale militare. Due pesi e due misure adottate dai vertici militari mentre il Ministro della Difesa continua a tacere. Io continuerò la mia battaglia di civiltà per i diritti dei militari - conclude Comellini - dedicando ogni mia energia affinché una democrazia compiuta sia presto quella realtà che oggi appare ancora molto lontana."


    11.02.09 Luca Marco Comellini

  • Alle massime Istituzioni della Repubblica, ai miei ex colleghi militari, a tutti i cittadini Italiani.

    Io sono il Sig. Luca Marco Comellini, ex maresciallo di 1^ classe dell'Aeronautica militare. Vi scrivo queste poche righe affinché Voi tutti possiate riflettere su quanto siano importanti i principi di giustizia e libertà che la Costituzione vi riconosce, ma che una arcaica visione dei vertici militari vuole reprimere e annullare fino a rendere la stessa Costituzione subalterna al loro insano volere.
    Il 10 settembre 2007 fui accusato di aver commesso il più grave dei reati che un militare possa compiere durante il suo servizio. No, non fui accusato di aver rubato, stuprato, o di essere un pedofilo, ne tantomeno di aver violato anche uno solo degli articoli del Codice penale o di quello militare (c.p.m.p.). Sono stato accusato di aver pensato liberamente e di aver esercitato i diritti che la Costituzione mi riconosce, in quanto cittadino italiano, e che nessuna norma dell'Ordinamento militare ha mai limitato o addirittura vietato: i diritti di espressione e di opinione.
    Ora, a prescindere dall'assurdità delle accuse che mi sono state mosse dai gerarchi militari, molti deputati e senatori, i presidenti del Parlamento e cittadini comuni, si stanno domandando come sia possibile che un procedimento, scandito da precise regole e termini perentori - al cui superamento consegue l'estinzione della potestà disciplinare - si sia potuto protrarre fino ai giorni nostri? Questa domanda però non se la pone il Ministro della Difesa ne, tantomeno, sembra essersela posta il Presidente della Repubblica che dovrebbe essere il massimo garante delle leggi e della Costituzione.
    La risposta è semplice. L'arroganza del potere e la certezza dell'impunità, ferree regole di un sistema cronicamente malato, hanno permesso ad uno di offrire ad altri coperture e protezioni per eliminare un avversario scomodo – io, una voce dissonante -, come se ci trovassimo difronte alla peggiore banda criminale, anziché all'interno di una compagine militare.
    Ho ragione di temere che saranno tutti salvi coloro che hanno avuto un ruolo o una funzione amministrativa nella vicenda che mi ha riguardato e, se questa si concluderà con la mia condanna, allora, i gerarchi militari avranno inesorabilmente affermato un pericoloso principio che vuole i diritti inviolabili, sanciti dalla Costituzione, assoggettati esclusivamente al loro mutabile umore.
    Dalla lettura della relazione dell'Inquisitore si comprende chiaramente che il medesimo ha svolto il suo ruolo, come fedele servitore del suo mandante, dando ampia prova della sua perizia nel saper rimaneggiare, ad uso e consumo del suo padrone, importanti e storiche pagine di dotta giurisprudenza. Egli è riuscito ad affermare tutto e il contrario di tutto.
    Io, purtroppo, ho ragione di temere che vi siano state anche altre mani e menti meno colte, ma animate da propositi perversi, ad aver collaborato alla realizzazione di un simile "patto scellerato" e l'inquisitore, alla fine, ha avuto solo il mero compito di scrivano.
    Il giorno 28 gennaio 2009 presso il Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma la Commissione Medica Ospedaliera dell'Aeronautica militare mi ha giudicato "permanentemente non idoneo al servizio militare, da porre in congedo assoluto, ...".
    Questo giudizio medico di riforma è certamente la diretta conseguenza delle diverse ed eterogenee azioni di vessazione che ho dovuto subire nel corso dei molti anni dedicati alla ricerca di quella pari dignità che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini senza alcuna distinzione di razza, sesso o classe sociale, siano essi militari - sempre pronti a immolare la propria vita per la difesa dei valori della Patria - o dei semplici delinquenti.
    Come molti di voi ben sanno, e come molti altri hanno volutamente ignorato, il procedimento disciplinare di stato che l'amministrazione militare ha avviato nei miei confronti fin dal lontano settembre 2007, ha trovato la sua innaturale conclusione il giorno 29 gennaio scorso nel corso di una farsesca riunione della commissione disciplinare, sulla cui terzietà dei membri non oserei scommettere nulla. E pensare che detta commissione era stata ampiamente resa edotta della mia riforma, conseguente al giudizio di inidoneità assoluta reso dalla competente Commissione medica.
    In conclusione, carissimi cittadini ed ex colleghi militari, questa storia dovrebbe aver insegnato anche a voi qualche cosa, così almeno voglio sperare. Forse un giorno voi tutti vi troverete al traguardo della vostra carriera, pronti a godervene i frutti e una pensione dignitosa. Certamente sarete convinti di aver fatto il vostro dovere.
    Sono certo, però, che molti di voi, voltandosi indietro, scopriranno di quanto hanno perso in dignità e diritti e solo allora, quando saranno troppo vecchi per rimediare e troppo stanchi per insegnare ai giovani, si renderanno conto di voler tornare indietro e sostituire dei fatti e delle azioni concrete alle parole di solidarietà, che mi hanno espresso in queste ore.
    Ora potrò godermi pienamente quelle libertà per le quali ho lottato pagando un prezzo che per molti può sembrare fin troppo alto. Anche domani, come ieri, io potrò guardarmi allo specchio e vedere un uomo, un cittadino con tutti i suoi diritti, consapevole che i principi per i quali ho lottato e continuerò a lottare, renderanno migliore il futuro di mio figlio.
    Luca Marco COMELLINI (ex maresciallo dell’Aeronautica militare Italiana colpevole di aver espresso le proprie idee e opinioni)
     

  • COMUNICATO STAMPA

    Roma 28 Gen - "Nei giorni scorsi, una nota della Segreteria del Presidente della Camera dei Deputati mi ha informato che l'onorevole Gianfranco Fini ha interessato la competente Commissione parlamentare affinché assuma le iniziative più opportune sulla vicenda del maresciallo dell'Aeronautica Luca Marco Comellini, giunto al ventiduesimo giorno di sciopero della fame per protestare contro l'illegittimo procedimento di destituzione che lo riguarda - dichiara l'avvocato Giorgio Carta. Questa mattina, il tenente colonnello dei Carabinieri Amedeo Berdozzo, militare difensore del maresciallo Comellini nell'ambito del procedimento disciplinare, ha provveduto a trasmettere gli atti del procedimento alle competenti Autorità Giudiziarie ravvisando possibili reati commessi dai funzionari dell'Amministrazione militare nei confronti del mio assistito. L'atto non ha precedenti e rappresenta un serio segnale della deriva antidemocratica intrapresa dall'attuale ordinamento militare."

    Avv. Giorgio Carta

     

  • 28.01.09 Presso la Camera dei Deputati, Palazzo Valdina “Sala del Cenacolo” si terrà un convegno il 28.01.09 alle ore 10, tema del Convegno: Costituzione del “Comitato pro Comellini” “I Diritti dei cittadini Militari”
    Chi vuole essere accreditato presso la Camera dei Deputati deve fornire il proprio nominativo a antoniopappalardo46@libero.it
    Al Convegno interverrano Politici e rappresentanti delle F.F.A.A e F.F.P.P
    Antonio Pappalardo

  • 26.01.09 Lunedì 26 gennaio alle 10.15 su Nuova Spazio Radio FM 88.100 (ascoltabile in steaming sul sito http://www.elleradio.it/index.php) ci sarà un nuova intervista all'Avvocato Giorgio Carta sulla questione Comellini.

  • 26.01.09 Ai seguenti indirizzi trovano spazio i due gruppi fondati per esprimere solidarietà alla vicenda che mi vede coinvolto e che recentemente ha trovato il conforto dell'intervento del Presidente del Senato e dei senatori Cantoni (PDL), Scanu e Amati (PD) e dell'On. Beltrandi (PD), tramite i comunicati stampa e gli atti di sindacato ispettivo presentati e in attesa di risposta da parte del Ministro della Difesa On. Ignazio
    La Russa.
    http://www.facebook.com/home.php#/wall.php?id=45091586251
    http://www.facebook.com/home.php#/wall.php?id=61334775725

  • 22.01.09 GIOVANNI PALANTRA "...Luca è sposato, ha una moglie, ed un figlio. Di CINQUE anni. Non conosco ne la moglie, ne il figlio. Conosco Luca. E’ un gran rompicoglioni. E’ uno che pensa di avere quasi sempre ragione lui. E’ uno che non ascolta se dici qualcosa che è diversa da quello che pensi tu...."

  • 21.01.09 Cantoni PRESIDENTE COMMISSIONE DIFESA SENATO: Su maresciallo Comellini finora nessuna interrogazione : Su maresciallo Comellini finora nessuna interrogazione Roma, 21 GEN (Velino) - "In merito alla vicenda del maresciallo di prima classe dell'Aeronautica Luca Marco Comellini non risulta pendente presso la commissione Difesa alcuna interrogazione e pertanto non e' in mia potesta' l'iscrizione all'ordine del giorno di quell'atto di sindacato ispettivo". Lo ha dichiarato il presidente della commissione Difesa del Senato Gianpiero Cantoni. "In data odierna ho scritto una lettera al capo di stato maggiore dell'Aeronautica, Daniele Tei, allo scopo di ottenere informazioni circa il procedimento disciplinare allo stato pendente nei confronti del sottufficiale". (com/cep) 212034 GEN 09 NNNN 

  • 21.01.09  COMUNICATO STAMPA O.X.S. - I COMPONENTI di queste Segreterie Regionali dell’O.X.S (Operatori Per la Sicurezza)Calabria e Sicilia, continuano ad esprimere la loro solidarietà all’amico Comellini, sono al secondo giorno di sciopero dell’alimentazione, che continuerà finchè non si avranno risposte positive sul caso.
    Tutto ciò, per non lasciare solo Comellini, per far capire che questa è anche una protesta di tutto il mondo Militare, che vede minacciato il diritto civile di manifestare le proprie idee e convinzioni politiche
    Segreteria Regionale Calabria O.X.S Segreteria Regionale Sicilia O.X.S -
    PETIZIONE PRO COMELLINI
     

  • 21.01.09 ore 1732 Difesa/ Pd: Su caso Comellini La Russa informi Parlamento 

Difesa/ Pd: Su caso Comellini La Russa informi Parlamento Difesa/ Pd: Su caso Comellini La Russa informi Parlamento Senatori Amati e Scanu presentano interrogazione Roma, 21 gen. (Apcom) - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa fornisca al più presto informazioni al Parlamento sul caso Comellini, il maresciallo dell'aeronautica militare attualmente in sciopero della fame. Lo chiedono con un'interrogazione i senatori del Pd Silvana Amati e Gian Piero Scanu, che riferiscono di "aver sollecitato ieri, nell'ufficio di presidenza, un interessamento da parte del presidente della Commissione Difesa del Senato Cantoni affinché il ministro risponda rapidamente". "Il maresciallo di 1a classe Luca Marco Comellini - scrivono i due senatori nell'interrogazione - è stato sottoposto ad 'inchiesta formale-disciplinare per gravi fatti disciplinarmente rilevanti' disposta dall`Alto comando dell`Aeronautica militare da cui dipende in data 28 agosto 2007. I fatti che gli vengono addebitati, per quanto risulta agli interroganti, riguardano tutti l`espressione di opinioni personali su siti Internet o attraverso articoli di stampa, nonché l`inoltro di una petizione popolare inviata, ai sensi dell`articolo 50 della Costituzione, ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato. Tutte queste iniziative - proseguono Amati e Scanu - sono state assunte dal signor Luca Marco Comellini nella sua veste di cittadino, senza mai qualificarsi come militare, e debbono quindi ritenersi espressione ed esercizio di diritti costituzionalmente protetti. Tali comportamenti rientrano nel diritto di libera manifestazione del pensiero e pertanto, ai sensi di quanto disposto dalla legge sui principi della disciplina militare, non possono essere oggetto di sanzioni disciplinari di alcun tipo". "Tenuto conto inoltre che i termini temporali entro cui deve concludersi una 'inchiesta formale disciplinare' sono fissati in modo perentorio e, nel caso in questione, tali termini sono abbondantemente trascorsi, si chiede di sapere - concludono i due senatori del Pd - se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fornire al Parlamento informazioni relative al caso sopra descritto". Red/Gal 21-GEN-09 17:34 NNNN  

  • 21.01.09 47 Comellini, legale: Del caso si e' interessato Schifani Roma, 21 GEN (Velino) - "Il presidente del Senato Renato Schifani ha comunicato di avere interessato il presidente della quarta commissione permanente (Difesa), senatore Gianpiero Cantoni, del caso del maresciallo Luca Marco Comellini, sotto inchiesta disciplinare di stato da parte delle gerarchie militari dell'Aeronautica per avere esercitato alcuni diritti sanciti dalla Costituzione". Lo ha dichiarato l'avvocato Giorgio Carta che lo assiste legalmente. "Le condizioni di salute del mio assistito, giunto al quindicesimo giorno di sciopero della fame, destano preoccupazioni ed egli sara' domani sottoposto a controllo medico presso l'ospedale militare 'Celio'". (com/cep) 211352 GEN 09 NNNN  
  • 20.01.09 DELIBERA COBAR PIEMONTE GDF DI SOLIDARIETA' AL CASO COMELLINI

  • 18.01.09 FERDINANDO CHINE'.- UNA GIORNATA DA DIMENTICARE, PACE E BENE AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA': ..Dopo la pubblicazione dell’articolo, qualche amico mi telefonava e mi faceva notare che nel titolo del pezzo c’era un errore in quanto compariva la parola MUTO SOCCORSO anziché MUTUO, purtroppo, non si trattava di una svista ma di una constatazione sottile che volevo condividere..."

  • 18.01.09 ANTONELLA MANOTTI, DIRETTRICE DEL "IL NUOVO GIORNALE DEI MILITARI", "Aparteid dei Diritti Costituzionali"

  • 17.01.09 Avvocato GIORGIO CARTA: "Lettera aperta ai delegati COCER di ogni FORZA ARMATA "....nel Promessi sposi, ci ha parlato dei polli di Renzo. Per farla breve, allorché Renzo conduce, legati a testa in giù, alcuni polli alla loro triste sorte, questi non trovano di meglio da fare che beccarsi fra di loro, «come accade troppo sovente tra compagni di sventura»..."

  • 16/01/09 Difesa, Prestagiovanni: Intervenire per maresciallo Comellini 38 Difesa, Prestagiovanni: Intervenire per maresciallo Comellini Roma, 16 GEN (Velino) - "Faccio appello alla sensibilita' umana del presidente della Repubblica Napolitano e del ministro della Difesa La Russa affinche' compiano un intervento sul caso del maresciallo Luca Marco Comellini". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Bruno Prestagiovanni (An). "Questo sottoufficiale dell'Aereonautica militare - sottolinea Prestagiovanni - e' in sciopero della fame per aver esercitato la propria liberta' di opinione e il diritto di critica rispetto ai diritti costituzionali dei militari, e ora si trova per questo sottoposto ad un procedimento disciplinare che potrebbe portare alla sua destituzione. Le sue condizioni di salute peggiorano di giorno in giorno per l'irremovibilita' della sua protesta contro il provvedimento disciplinare cui e' sottoposto - conclude Prestagiovanni - penso che un caso come questo non possa passare sottovoce e che un intervento da parte delle massime autorita' dello Stato sia quantomeno opportuno per focalizzare bene il caso, trovare un soluzione adeguata e consentire la sospensione di un gesto cosi' eclatante. Al di la' della legittimita' della protesta ritengo che un minimo di attenzione sia doveroso nei confronti di un fedele servitore dello Stato che abbia deciso di procedere in tal senso". (com/ala) 161807 GEN 09 NNNN

     

  • 16.01.09 COCER A.M. Sostegno morale al M.llo Marco Luca COMELLINI, ed invito a sospendere lo sciopero della fame. Purtroppo e probabilmente, ieri il COCER INTERFORZE ha toccato il punto più basso, non solo non ha Deliberato la vicinanza umana al collega, ma grazie alle "tattiche" di arguti delegati è caduto il numero legale, non permettendo a grossa parte del Consiglio Centrale che deliberasse in merito. Nei prossimi giorni un'analisi dei fatti.

  • 15.01.08 Comunicato congiunto Assodipro- Amid e Ficiesse per un intervento del Presidente della Repubblica al fine di risolvere la vicenda umana che a colpito  il collega Comellini      Comunicato congiunto

  • Nuova Spazio Radio
    Intervista Comellini:  http://www.elleradio.it/UserFiles/Media/Luca%20Marco%20Comellini.mp3
    Intervista Giorgio Carta: http://www.elleradio.it/sezioni.php?titolo=interviste&fun=det&id=115

    13.01.09 Maresciallo Comellini al settimo giorno di sciopero della fame Roma, 13 GEN (Velino) - Il maresciallo dell'Aeronautica Luca Marco Comellini, sposato e con un figlio di 5 anni, sotto inchiesta disciplinare da parte delle gerarchie militari "per il solo fatto di avere liberamente esercitato la propria liberta' di opinione e di pensiero, e' giunto al settimo giorno di sciopero della fame". L'aggiornamento e' del difensore del sottoufficiale, l'avvocato Giorgio Carta. "Oggi - ha spiegato - l'amministrazione militare ha comunicato al mio assistito di aver disposto il rinvio della data della convocazione per consentire all'ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, tenente colonnello Amedeo Berdozzo di approntare la difesa dell'inquisito. Il prossimo 29 gennaio, quindi, questa vicenda giungera' al suo epilogo e tutto sara' rimesso nelle mani del direttore generale del personale militare su cui incombera' l'onere di assumere una decisione. Ravvisando ulteriori elementi da sottoporre al vaglio della magistratura che sta procedendo alle indagini - prosegue Carta - abbiamo trasmesso alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma gli ulteriori atti comunicati dall'amministrazione. Il mio assistito e' fermamente intenzionato a continuare questa protesta che mira ad ottenere l'immediato intervento del presidente della Repubblica e delle istituzioni in relazione al vessatorio procedimento disciplinare - spiega il penalista - cui il militare e' sottoposto. Questo procedimento disciplinare di stato - continua il legale - sta assumendo gli evidenti caratteri di una azione punitiva esemplare, non solo nel merito della questione riferita ai diritti costituzionali, ma anche per le modalita' con cui viene portato avanti, dal lontano settembre 2007, nonostante la legge imponga la sua perenzione per decorrenza dei termini perentori". (com/cep) 131631 GEN 09

     

  • Egregio Segretario Maccari,
  • sono grato a Lei per la per la solidarietà espressa nei miei confronti nel vostro notiziario del 12 gennaio u.s., pag. 5, e a quanti, cittadini, poliziotti e militari mi hanno dimostrato, in queste ore, di
    condividere questa mia protesta culminata nell'astensione dall'assunzione di cibi solidi e liquidi, che porterò avanti fino a quando quei diritti e quelle tutele costituzionali non saranno riconosciuti anche ai cittadini militari.
    Queste manifestazioni di vicinanza, che voi mi rivolgete, vorrei necessariamente estenderle a tutti coloro che subiscono simili ingiustizie ma tacciono per timore o per indifferenza.
    Fino a quando la triste vicenda che mi vede coinvolto non sarà definita, non scriverò sulla inquietante situazione di incostituzionalità che si è venuta a creare e sulle pesanti  e infondate accuse d'infedeltà alle istituzioni che mi sono state rivolte nel tentativo di tacitare la mia voce dissonante all'interno del mondo militare.
    Posso però affermare che i diritti in questione, quelli che sanciscono la libertà di espressione e di opinione, indispensabili basi della concreta partecipazione alla vita politica e sociale del paese, che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini, nessuno escluso, e garantiti ai militari dalle norme del loro Ordinamento, hanno subìto un violento attacco con un atto inaccettabile in un Paese civile ove vige una democrazia compiuta.
    Mi auguro che quanto sta accadendo in queste ore possa indurre le alte cariche dello Stato, e le Istituzioni civili e militari, ad una attenta riflessione sulla necessità di salvaguardare il pieno godimento dei diritti e delle libertà fondamentali, che la Costituzione riconosce anche ai cittadini militari, da qualsiasi ingiustificato tentativo di repressione.
    Diversamente ci ritroveremo proiettati indietro nel tempo, sprofondati in un regime che neanche la nostra storia recente ama ricordare volentieri.
    Cordiali Saluti
    Luca Marco Comellini - Roma 11.01.09

Sulla vicenda Comellini altro materiale:

 

 

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 20.0.09 PETIZIONE PRO COMELLINI - In data 31/01/2009 parteciperemo ad un convegno a Milano, dove sarà presente il Ministro della difesa,in quella data se ne avremo la possibilità, consegneremo personalmente la petizione pro Comellini. Grazie anticipatamente a tutti coloro  che sottoscriveranno la petizione in allegato. Coordinatori Regionale Operatori per la Sicurezza Calabria e Sicilia,  Antonino Imbesi e Salvatore Cassarà

  

 

 

I militari non sono tutti uguali

 
 

I militari non sono tutti uguali difronte alla Costituzione ed alle leggi. I casi dei delegati della rappresentanza militare Antonello Ciavarelli, Cocer della Marina militare, e Amedeo Berdozzo, Coir dell'Arma dei Carabinieri, si sono conclusi in modo diametralmente opposto mettendo in evidenza la mancanza di regole univoche applicabili a tutti i dipendenti militari del Ministero della Difesa. Recentemente questi hanno occupato ripetutamente le pagine di alcuni quotidiani a carattere nazionale e siti web specializzati per essere stati i destinatari di severi procedimenti disciplinari, avviati dall'amministrazione militare a seguito della pubblicazione delle loro dichiarazioni.

I due casi, perfettamente simili, hanno avuto percorsi ed epiloghi differenti. In un caso, quello di Ciavarelli, reo di aver criticato la politica del governo in meritoalla sicurezza, i suoi colleghi dei Cocer e dei sindacati di Polizia hanno inscenato una levata di scudi con tanto di proclami e comunicati stampa per difendere il suo diritto alla libertà di pensiero, nell'altro, quello di Berdozzo, anche lui incriminato di aver parlato con i giornalisti per difendere l'onore ed il prestigio dell'Arma dei Carabinieri dalle assurde accuse fatte nel corso della trasmissione Anno Zero, vi è stato l'assoluto silenzio e il più totale disinteresse in quanto non si trattava del diritto di un delegato del Cocer ma più semplicemente di uno di livello inferiore: un "minus habens" .

Non meno di qualche giorno fa ho letto da alcuni siti web che si preoccupano di diffondere tali notizie, che, mentre il Ciavarelli a seguito del procedimento disciplinare è stato prosciolto da ogni accusa, al Berdozzo è stato riservato un trattamento diametralmente opposto: è stato sanzionato con estrema durezza.

Ora, guardando la questione un pò più da vicino, cercando di resistere alla nausea che potrebbe arrecare una simile vicenda, è possibile anche scoprire che la discriminazione messa in atto nei confronti di Berdozzo non si è limitata alla grave sanzione disciplinare. Al Ciavarelli, infatti, è stato consentito di avvalersi di un Carabiniere - suo collega del Cocer – per essere difeso in sede disciplinare mentre, sempre al povero Berdozzo, è stato imposto il difensore in quanto quello da lui scelto per svolgere le sue difese è stato rifiutato perché di un'altra Forza armata e quindi appartenente ad una amministrazione che non ha nulla a che vedere con l'Arma dei Carabinieri.

Ci troviamo, quindi, difronte ad un caso emblematico dove un appartenente all'Arma dei Carabinieri può svolgere l'ufficio del militare difensore a favore di un militare di un'altra Forza armata ma, se incolpato, non può avvalersi, parimenti, della medesima possibilità in totale spregio dell'art. 24 della Costituzione, nonostante la stessa Corte Costituzionale abbia affermato, nel lontano 1992, che proprio per poter assicurare, non soltanto una difesa a tutela degli interessi del militare sottoposto a procedimento disciplinare, ma soprattutto una difesa che possa essere svolta in condizioni di imparzialità e di indipendenza anche nei confronti delle pressioni che possano derivare dall'ambiente di vita militare, deve essere prevista la possibilità di poter scegliere liberamente il proprio difensore, anche scegliendolo tra i militari in servizio presso altri enti.

In conclusione, quindi, non posso non rilevare che, a prescindere dalle vicende narrate – quella di Ciavarelli e quella di Berdozzo, entrambi militari dipendenti dalla medesima Amministrazione – il Ministero della Difesa -, i fatti confermano ancora una volta che la fruibilità dei diritti costituzionali da parte dei militari è troppo spesso vittima di evidenti discriminazioni che, ove non possono o non vogliono essere eliminate, finiscono col favorire solo ed esclusivamente determinate categorie i cui componenti sembrano essere gli unici a godere di speciali diritti o privilegi. Gli altri, quelli che non appartengono alla "Casta", è meglio che tacciano ogni rivendicazione per i propri diritti, soprattutto se questi sono chiesti per mantenere alto il prestigio delle Forze armate, finirebbero certamente come il Berdozzo.

Roma,  21 agosto 2008                                                                                    Luca Marco Comellini

 
 
 
 

Delegati della Rappresentanza Militare del COCER non soffocate le richieste di maggiori diritti sindacali

Leggendo i molti spazi d'informazione, nel quale emergono continue e ripetitive le posizioni di contrasto con l'attuale forma di rappresentanza dei militari, appare evidente che le richieste di sindacalizzazione avanzate dal personale, ormai esausto dell'indifferenza di coloro che, invece, dovrebbero ascoltare ed agire scevri da quegli interessi personali che li spingono ad assumere differenti posizioni non assolutamente condivise ne tantomeno condivisibili, hanno l'effetto di incrementare ulteriormente quel latente sentimento di sfiducia che è possibile leggere in ogni commento pubblico rivolto ai delegati del COCER.
La convocazione presso la 4^ Commissione Difesa del Senato ha permesso di porre in tutta la sua evidenza i contrasti, i malumori ed i limiti che già da tempo serpeggiavano all'interno del sistema rappresentativo. Ora ci si sofferma sui modi e sulle regole non rispettate, dagli uni quanto dagli altri, per varare un poco credibile documento da presentare ai Senatori; e tale, forse, è il frutto di una politica di errati compromessi, imposti e non ponderati; comunque idonei a frammentare quel poco di unione di idee e progetti che avrebbero dovuto caratterizzare una scelta saggia e necessaria all'approdo che, i tempi e l'evoluzione storico politica, di una "parte sociale" come è il personale delle Forze Armate, avrebbe certamente garantito una maggiore efficienza e serenità d'impiego di una istituzione nello spirito democratico al quale s'ispira la Repubblica che solo ieri ha compiuto il suo 61° anno di vita.
Le ragioni hanno portato alla presentazione della Petizione (n. 477 Senato) con la quale è stato chiesto di apportare delle modifiche alla Legge di principio sulla Disciplina Militare ( l. 382/78), non sono di contrapposizione alle richieste di sindacalizzazione avanzate dalla attuale istituzione della rappresentanza militare, benché alcuni conservatori non ne abbiano condiviso il contenuto e lo scopo, ma bensì intendono dare maggiore forza all'idea della libertà di associazione e dell'affermazione del diritto sindacale di categoria, e, per quanto possa sembrare illogico, oggi, invito tutti coloro che hanno in animo la sua reiezione a confrontarsi con essa e il volere della propria base elettorale, senza scendere in sterili personalismi o pericolose accuse che derivano dalla assoluta mancanza di argomentazioni sul tema ed invito tutti coloro che condividono le idee del necessario riconoscimento al personale militare dei diritti di associazione, di costituire o aderire ad organizzazioni sindacali, e del fondamentale ruolo di "parte sociale", a sostenerle con la sottoscrizione della citata Petizione che è pubblicata sul sito www.tutelamilitare.it.

Luca Marco COMELLINI
 

 
 
23.03.07 LETTERA APERTA PUBBLICATA SUL QUOTIDIANO "IL TEMPO"  SINDACATI E FF.AA. TUTTO FERMO" 08.04.07  
23.03.07

DECISIONI AMMINISTRATIVE CHE TROPPO SPESSO SI TRADUCONO CON LA NEGAZIONE DI UN DIRITTO 23.03.07

 
23.03.07

LE FF.AA. AVVIANO LA ROTTAMAZIONE DEI MARESCIALLI 22.03.07