|
|
Sito d'Informazione del Comparto Difesa e Sicurezza |
|
PAOLO ERASMO |
|
Di SOTTO ALTRI SCRITTI di
PAOLO ERASMO
|
Lettera aperta a tutti i delegati della Rappresentanza Militare: NO ALLA PROROGA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE
Cari Amici e colleghi , Fermatevi,
siete ancora in
tempo , rinunciate al
tentativo di appoggiare, occhieggiare, far finta di
niente, di
far prorogare il mandato della Rappresentanza Militare! La maggior
parte di voi è già al Secondo Mandato, capisco che non potrete
essere rieletti e quindi sarete costretti a tornare
al precedente lavoro, che molto probabilmente, rispetto a come lo
avete lasciato, potrebbe essere peggiorato, però è tempo di essere
chiari, onesti e decisi. Solo un secco colpo di reni può
riabilitarvi agli occhi dei più.
|
Paolo Erasmo (COIR AM)
Scrivi
*obbligatorio
|
|
ESUBERO DEI MARESCIALLI E PROCCESSO BREVE Dopo la pausa per le vacanze Natalizie a folate sta riprendendo il lavoro Parlamentare, molti sono i nodi rimasti sul tappeto con la chiusura dell’anno 2009 e tanti sono i problemi che attendono una soluzione. Cercherò di fare una breve analisi cominciando dal nodo del rinnovo contrattuale per il biennio 2008 2009. La finanziaria ormai approvata prevede risorse contrattuali decisamente insufficienti, più o meno la metà di quanto appostato nel Governo precedente. Aprire una concertazione con questi presupposti mi sembra assai problematico anche per quei Cocer (EI, CC, MM) che cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno. Viceversa, per la quasi totalità dei sindacati delle Forze di Polizia, CoCeR Guardia di Finanza ed Aeronautica la visione delle cose è completamente differente. Mi sembra evidente che il contratto di lavoro è scaduto da ormai 24 mesi e che io mi ricordi non è mai successo. Altro problema che ormai si dibatte da tanto tempo è il Riordino delle Carriere certo quando la coperta è corta (cioè le risorse sono insufficienti) tirare da una parte si rischia di rimanere scoperti dall’altra e soprattutto il Parlamento non si è mai pronunciato in modo chiaro sul numero dei Militari delle Forze Armate. Non è dato ancora sapere se il numero di militari deve rimanere a 190.000 oppure deve essere ridotto a 160.000 o chissà quale cifra. Una cosa probabilmente è certa, con le risorse stanziate non si può pensare di tenere efficiente e perfettamente addestrate delle Forze Armate composte da 190.000 uomini da inviare nelle varie missioni in giro per il mondo, e questo mi sembra che ci sia assoluta concordanza tra gli Stati Maggiori, le Rappresentanze e le forze Politiche, nonostante le ambizioni e le vanterie dei vari Ministri di turno pur consapevoli che poi non possono prendere degli impegni seri per mancanza di risorse. Per ultimo, ma non per importanza, vorrei soffermarmi su un argomento che in questo periodo si dibatte tanto, il Processo Breve. Sembra che uno dei motivi per cui i processi siano estremamente lenti sia per la mancanza del personale amministrativo, stante così le cose per far marciare la macchina della Giustizia più celermente occorrono oltre che risorse economiche forza lavoro in modo da dare una risposta in tempi certi a tutti i Cittadini. Considerato che le risorse economiche del sistema paese sono piuttosto limitate si potrebbe pensare di intervenire nell’immediato sulla forza lavoro consentendo il transito su base volontaria di quei 40.000 Marescialli delle Forze Armate in esubero presso il ministero di Grazie e Giustizia. Sono certo che questi Militari sarebbero sicuramente più motivati di ben altre attività finora espletate. Infatti, dopo avere assolto egregiamente senza proferire alcun lamento, il ruolo di guardiani delle discariche, Operatori ecologici nelle varie emergenze rifiuti, spalatori di neve e anche vigilanti del territorio come ronde miste, nondimeno potrebbero essere di supporto alla macchine della giustizia. Con un provvedimento di questo tipo si potrebbe anche pensare di diminuire il numero degli operatori nelle Forze armate e quindi fare un Riordino delle Carriere. Senza un effettivo sfoltimento degli esuberi, è impossibile pensare ad un Riordino e tantomeno risolvere i problemi di avanzamento. Inoltre, considerato che il numero dei beneficiari sarebbe nettamente inferiore, altri Marescialli in esubero potrebbero essere impiegati presso nel Ministero delle Finanze magari come ispettori del fisco per contrastare il triste primato dell’evasione fiscale di cui l’Italia ha poco di cui vantarsi e rimanere fiera. Naturalmente tutto questo potrà avvenire solamente con il coinvolgimento di tutti i soggetti che poi dovranno subire tale riforma. Cagliari, 18.01,2010 Paolo Erasmo |
||
| 16.11.09 PAOLO ERASMO sulla PROROGA DELLA RAPPRESENTANZA. "Ennesimo Decreto Legge, perchè?" | ||
Una proposta INDECENTETrasferimenti per chiusura dell’Ente a domanda dell’interessato
Da qualche tempo le Forze Armate anche per una questione di bilancio stanno predisponendo dei piani per la Riorganizzazione la Trasformazione e la Chiusura di alcuni Enti. Naturalmente quando si predispone un piano si dovrebbero quantificare i risparmi ma anche i costi, soprattutto quelli relativi a trasferimento del personale. Nella mia attività di Delegato COIR ho avuto modo di visitare alcuni Reparti dove il Ridimensionamento era imminente. Le visite servivano per mitigare la grande preoccupazione da parte del personale che cercava un minimo di rassicurazioni e che naturalmente nessuno di noi Delegati poteva dare, anche per non essere poi smentiti dai fatti. La legislazione in caso di trasferimento è abbastanza chiara anzi è stata regolata prima dalla legge 100/87, poi modificata con legge 86/2001, prevede in caso di trasferimento D’autorità in comuni distanti più di 10 Kilometri la spettanza di 365 diarie intere per il primo anno, e ridotte al 70% il secondo, oltre ad altre casistiche. Considerata la crisi economica innegabile, anche se molti politici nei media continuano a negarla e a ripetere che il peggio è passato, comunque i tagli al bilancio della Difesa si abbattono come una mannaia cosi come è avvenuto nell’ultimo DPEF senza che avvengano grosse reazioni. Pertanto tutti dobbiamo risparmiare, in mezzo alle tante proposte per risparmiare una mi colpisce in modo particolare che io chiamerei la “Proposta indecente” come quella di un film famoso di qualche tempo fa. In buona sostanza, il personale trasferito per Trasformazione, Riorganizzazione, Chiusura, firma una liberatoria in cui dichiara che rinuncia alla parte economica del trasferimento come se fosse una sua precisa esigenza, in cambio di un trasferimento in un comune più o meno gradito se è possibile, altrimenti pazienza. In questo modo il risparmio è comunque garantito per l’amministrazione, mentre il povero disgraziato che “volontariamente“ (spintaneamente) ed in modo “espresso” ha rinunciato ad un suo diritto si trova trasferito inaspettatamente nell’altro capo dello stivale senza avere neanche un minimo ristoro per il disagio subìto. Certo il momento è difficile chiedere a tutti un sacrificio può essere auspicabile ma solamente quando le parti in campo si confrontano alla pari, questo non mi sembra proprio il caso. Qualora vi fosse un arbitro sospenderebbe la contesa per manifesta inferiorità da parte di uno dei contendenti e non solo psicologica. In un periodo di ristrettezze economiche mi avrebbe fatto piacere apprendere che per risparmiare era stata chiusa la base logistica di Porto Conte in Sardegna riservata a pochi fortunati Vip, anziché cercare di risparmiare in capo al personale che vede la chiusura del suo Ente e gli viene chiesto di rinunciare alla parte economica del suo trasferimento per sopperire ai tagli del bilancio della Difesa, che sicuramente non ha contribuito ha creare ma che ha semplicemente subito
Cagliari, 1. 09.2009 Paolo Erasmo
|
||
|
15.07.09
PAOLO ERASMO - PREVIDENZA, CASSE UFFICIALI E SOTTUFFICIALI CHE FINE
FARANNO?
"Sulla
Questione Previdenza si sente parlare sempre tanto e mai fare
abbastanza. A parole si trova comprensione e volontà, nei fatti non si
riscontra niente. E’ il caso dei FONDI PENSIONE ancora da attivare
mentre sulle “Casse Militari” (Ufficiali e Sottufficiali) non si conosce
quale sarà il futuro.."
DDL 1614 COSTITUZIONE CASSE DELLA TRUPPA Iscrizione al Fondo di previdenza sottufficiali dell'Esercito, alla Cassa sottufficiali della Marina militare e alla Cassa sottufficiali dell'Aeronautica militare dei volontari di truppa in servizio permanente
|
||
| 28.02.09 PAOLO ERASMO "..PROROGA DEL MANDATO, IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO.." Io credo che in un momento come questo, dove le risorse scarseggiano e diritti conquistati nel tempo rischiano di essere messi i discussione, chiedere la proroga del mandato non sarebbe saggio né per chi lo chiede e nemmeno per quelli chi si ha la presunzione di voler rappresentare, anche perche si incrinerebbe irreparabilmente quel rapporto di fiducia che deve sempre esistere tra il rappresentante ed il rappresentato, la stessa.. | ||
|
PERCHE SI PRENDONO LE IMPRONTE?!!!
Qualche giorno fa sono rimasto molto sorpreso. Mi apprestavo a fare la cosiddetta "Scheda multi servizi" e ho scoperto che tra gli altri dati prevede anche il rilevamento delle impronte digitali. Tale scheda a quanto pare sostituisce il documento di riconoscimento, ma soprattutto ha lo scopo principale di rilevare le presenze del personale. Quello che mi è sembrato strano, come sia stato possibile che, tra i vari dati richiesti, vi sia la necessità di rilevare le impronte digitali, e soprattutto perché non vi era nessun atto in cui richiedeva espressamente il proprio consenso al rilevamento di tali dati. Oggi nel nostro paese le impronte digitali vengono prese solamente ai pregiudicati. Tempo fa, il ministro degli Interni propose di prendere le impronte ai bambini Rom, lo scopo sembrava fosse inteso a verificare se questi bambini frequentavano regolarmente la scuola, ma l'opinione pubblica e i media si schierarono contro tale provvedimento. Un coro di indignazione contro le "impronte digitali", in quanto è stato considerato tale rilevamento una schedatura e pertanto da rigettare in un paese moderno e democratico come il nostro. Qualcun altro ha proposto che le nuove carte d’identità a partire dal 2010 debbano contenere le impronte digitali per tutti i cittadini italiani, se ne parla ma ancora non è stato fatto niente. Infine, tempo fa si parlava di utilizzare le impronte digitali nelle schede che usano i parlamentari per rilevare le proprie presenze in parlamento e le relative votazioni ed evitare cosi che i cosiddetti “ pianisti” possano farla franca e votare e risultare presenti pur essendo assenti. Pare che tale fenomeno sia abbastanza diffuso in Parlamento, cosi almeno si apprende dai giornali tanto che gli stessi Presidenti Camera e Senato hanno richiamato più volte i loro colleghi parlamentari ad una maggiore presenza, ma fino ad ora non si è fatto niente per la ferma opposizioni dei medesimi Parlamentari. Ora pensare che i cittadini Militari debbano essere considerati meritevoli di una tutela pari ai cittadini Parlamentare può sembrare esagerato anche perché i cittadini militari purtroppo non godono ancora di tutti i diritti Costituzionali, ma essere considerati meritevoli di una minore tutela degli stessi bambini Rom mi sembra un’esagerazione e soprattutto mi stupisce il silenzio assordante dei media e della carta stampata che non ha utilizzato una sola goccia di inchiostro per denunciare una simile discriminazioni di questi cittadini quasi invisibili. Cagliari, 5.01.2009 Paolo Erasmo |
||
|
Specificità un passo avanti? No, una scelta scellerata! Si parla con sempre più insistenza di specificità per gli operatori del settore Difesa e Sicurezza alcuni sostengono che sia un grande traguardo da raggiungere, io sostengo invece che sia solamente una scatola vuota o meglio un contenitore senza contenuto. Per capire meglio, occorre tornare indietro di oltre 30 anni, era l’inizio del 1975 quando alcuni Militari fondarono un movimento chiamato”Movimento dei sottufficiali democratici“, nato in clandestinità, i "carbonari" rivendicavano un trattamento economico migliore ma anche il riconoscimento dei diritti costituzionali come tutti gli altri cittadini. Non vennero utilizzate delle scorciatoie per raggiungere questo obbiettivo ma vi fu una forte determinazione da parte di questi uomini, anche a costo di grossi sacrifici personali, che portarono alcuni di loro a pagare pesantemente. Non fu un percorso facile, ci vollero oltre tre anni di battaglie affinché un Parlamento illuminato comprendesse che anche per questi cittadini in uniforme era giunto il momento per il riconoscimento di alcuni diritti Costituzionali. Nel 1978 con la legge 382, meglio nota come "legge dei principi", si ottenne un importantissimo risultato, una piccola rivoluzione copernicana. Purtroppo, la modernizzazione non fu completata, non vennero riconosciti tutti i diritti, alcuni restano ancora esclusi, quali il diritto associativo professionale e quello sindacale. Solo coloro che hanno vissuto quei periodi conoscono bene la "specificità" che ci distingueva fino a quel momento rispetto a tutto il mondo lavorativo. Il gap degli stipendi era minima cosa confronto alla totale mancanza e rispetto dell'uomo. Quando si introdusse il principio di "PARI DIGNITA'" nella gerarchia, sembrava che qualcosa era cambiato, eravamo meno isolati dal mondo civile e nessuno avrebbe voluto distaccarsi, sentirsi specifico. Altra questione molto importante da considerarsi altrettanto epocale è quella relativa all’orario di lavoro. Nel 1990, con la L.231/90, dopo altrettante battaglie, si afferma un nuovo principio, caposaldo di ogni diritto del lavoratore, la distinzione tra orario di lavoro, orario di servizio, straordinario, recuperi compensativi, ha segnato una svolta decisiva. Un nuovo modo di intendere il proprio lavoro, basta pensare che prima delle Legge chi rimaneva dopo l'orario, con compiti extra lavorativi, era sempre il personale non "propriamente allineato", viceversa dopo la Legge in regime di straordinario pagato rimanevano i "più meritevoli", soprattutto i gradi apicali. Continuando nell'excursus dei diritti acquisiti, grazie a una sorta di omologazione al Pubblico Impiego, sono da annoverare altre conquiste recenti, quali il diritto allo studio ed il congedo parentale. Mentre altri diritti che ancora restano in sorta di limbo, l'evoluzione dei tempi non ha dato modo di circoscrivere direttamente, come "l'iscrizione e la militanza ai partiti politici" ed alle Associazioni. Grazie a questi vuoti normativi, oggi vi sono sempre più cittadini Militari che ricoprono l’incarico di amministratore locale, ricoprono delle cariche pubbliche, operano in Associazioni e si interfacciano con la società civile. Questo interscambio assume un’importanza ancora maggiore in seguito alla sospensione del servizio di leva, in quanto è venuto a mancare quel contatto continuo tra il mondo militare e la società civile. La perdita del flusso informativo ed evolutivo della società stessa è un pericoloso isolamento che non si ritrova così marcato nelle nostra vecchia, cara, amata Europa. Non dimentichiamo che in Germania non è stato abolito il servizio di leva ed hanno il più grosso Sindacato del Continente. Pertanto interrompere questo percorso evolutivo di integrazione e di riconoscimento dei diritti dei cittadini Militari in cambio di una "Specificità" più che una conquista mi sembra una scelta Scellerata che potrebbe portare dei vantaggi per pochi dirigenti a discapito di tutti gli altri lavoratori con le stellette. Peraltro, i Dirigenti attraverso varie omogenizzazioni stipendiali hanno concluso il loro percorso di omologazione al Pubblico Impiego, anzi per alcuni versi li hanno superati (vedi classi, scatti, straordinario ecc.). Mi viene un dubbio, siamo in Europa oppure siamo un paese "Specifico"? Il CoCeR piuttosto che dirsi bravo a se stesso per questo risultato perché non dice nulla sui tagli scandalosi di questi giorni alla Difesa come mai nella storia della Repubblica? Menomale che siamo specifici altrimenti chissà quali tagli si apprestavano a fare. Caro colleghi del COCER, attenzione al giudizio storico, con la carta della "Specificità" vi state giocando tutto, siete sicuri che non è un passo indietro? Io sono prossimo al pensionamento, ho visto un po' tutto, la mia storia mi dice di guardare con dubbio a provvedimenti di isolamento, la mia lotta è stata per allargare i diritti e non di essere un corpo estraneo dalla società.
Cagliari,li 11.11.08 Paolo Erasmo |
||
|
Fondo per l’efficienza Servizi Istituzionali
Dopo oltre un anno dalla sua istituzione, credo che tutti conoscano l’articolo 5 del D.P.R. 171 del 2007 (F.E.S.I), nato nella concertazione 2006/2007, frutto di un accordo tra il Ministero della Funzione Pubblica e le Rappresentanze Militari a livello Centrale. Sicuramente non mediato con i rappresentatati, anche in considerazione del tempo ristretto per la firma del contratto, pochi i Delegati a livello Centrale e Intermedio contrari a tale norma. Quale amara realtà nel vedere la bozza della circolare applicativa per l’anno 2007 i cui si esplicita che i soli beneficiari saranno solamente alcune figure degli Enti Centrali. Considerato che in molti Enti periferici non si percepisce la Supercampagna non si svolge il C.F.I. non si fanno gli straordinari, anzi si fanno ma non vengono pagati i quanto non ci sono risorse e vanno tutti a recupero. Ecco se questo fondo fosse stato utilizzato per riequilibrare le differenti retribuzioni di questi lavoratori di periferia meno fortunati, forse sarei stato propenso a pensare che quei pochi contrari si erano sbagliati anche perché forse gli obbiettivi qualificati ed i miglioramenti di efficienza si possono raggiungere anche in periferia dove mancano le risorse ed i mezzi ma il personale ci mette tanta buona volontà. Ora pensare che è stata istituita un’indennità che si potrebbe chiamare "area capitale" che verrà elargita a pochi, mentre le risorse sono quelle di tutto il personale, questo mi amareggia, ma vorrei senza suscitare l’ilarità di nessuno che venissero rese note almeno le percentuali delle risorse ripartite nei vari ruoli rispetto all’organico in servizio e la percentuale di riparazione nei vari gradi. Mi auguro che nella prossima Concertazione che inizierà a
breve e riguarderà il biennio economico 2008/2009 ci sia una maggiore
condivisione degli obbiettivi da raggiungere, e soprattutto non si
considerino le voci contrarie un fastidio, ma una ricchezza al
dibattito per migliorare la piattaforma contrattuale nell’interesse di
tutto il personale rappresentato i uno spazio dove i diritti sono sempre
più compressi e chi è preposto a decidere ha ampia discrezionalità. E
chissà che in un prossimo futuro visto che vivo in un’isola non possa
anche io aspirare di avere un’indennità di insularità.
|
||
|
I PARLAMENTARI NAZIONALI ED EUROPEI SONO DIPENDENTI PUBBLICI "..Da che pulpito viene la predica.." I parlamentari nazionali ed europei sono da considerarsi dipendenti pubblici? Sicuramente si in quanto gli stipendi e le indennità che percepiscono sono a carico della fiscalità generale e quindi a carico di tutti i cittadini contribuenti. Il recente decreto legge 112 del 25 giugno del 2008, poi convertito in legge con il numero 133 meglio noto come il decreto Brunetta, famigerato per alcuni sacrosanto per altri, sicuramente ha creato, e crea, e creerà ancora tante polemiche, anche perché colpisce in modo diverso i dipendenti pubblici in alcuni casi in modo pesantissimo. Per esempio, i dipendenti delle Forze Armate e Forze di Polizia in caso di malattia per i primi 10 giorni si può arrivare a perdere anche il 40% della propria retribuzione giornaliera mentre nel caso di altre categorie di dipendenti pubblici si perde solamente il 5% della retribuzione giornaliera. Quando è stato predisposto questo decreto sembrerebbe sia stato studiato per punire i cosiddetti “fannulloni “ ed in particolare gli operatori delle Forze Armate e le Forze di Polizia, eppure dai dati riportati su vari giornali sembra che tra i ministeriali i meno assenteisti siano risultati proprio i Militari. Non si può dire la stessa cosa dei dipendenti pubblici (Parlamentari Europei) che secondo il giornale il Piccolo di Trieste alcuni di essi vantano presenze inferiori al 50% ecco i dati di alcuni di essi: Brunetta (48,21%); Panella ( 47,14%); Di Pietro ( 44,29%); Veltroni (41,79%); Mastella (40%); Dell’Utri (14,64%). Nei primi posti della classifica europea, svetta proprio il Ministro anti-fannulloni. Come si può evincere da questi dati non tutti i cittadini sono uguali perché alcuni cittadini sono più uguali di altri. Un’altra notizia che mi ha colpito in questi giorni è che in un processo molto importante che sta svolgendo a Milano che riguarda l’avvocato inglese Mills e che vedeva coinvolto anche il Presidente del Consiglio Berlusconi è stato rinviato in quanto si è dovuto assegnare un avvocato d’ufficio giovanissimo di soli 28 anni di età in quanto i suoi avvocati erano impegnati in parlamento poiché parlamentari italiani (Dipendenti Pubblici). La cosa molto strana è che questa precisazione non doveva essere una notizia in quanto i dipendenti pubblici sono al servizio esclusivo della Nazione, almeno cosi recita la recente direttiva del Ministero della Difesa sulle “Disposizioni in materia di esercizio di attività extraprofessionale retribuite da parte del personale Militare”. Contrariamente a quanto pensavo e quanto scritto l’articolo 3 della Costituzione - “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali eguali davanti alla leggi..” - dopo queste considerazioni alcune certezze cominciano a vacillare ma è vero che tutti i cittadini sono uguali oppure alcuni sono più uguali di altri, mi viene ancora in mente un'adagio molte volte recitato dal pulpito "..fate quel che dico, non fate quel che faccio". Cagliari, 28.09.08 Paolo Erasmo |
||
|
la Rappresenta Militare non serve? Sopprimiamola per decreto !!
Dopo la quasi certezza di conversione il Legge del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 dove in particolar modo gli articoli dal 65 al 72 riguardano il personale delle Forze Armate e le forze di polizia, il Governo prima della sua presentazione non ha ritenuto necessario convocare le Rappresentanze Militari, e neppure successivamente se non per comunicare loro che il decreto non sarebbe stato emendatale. Io dico giustamente il Governo ha agito secondo la legge in quanto la rappresentanza Militare esprime pareri e proposte almeno cosi è sancito dall’articolo 9 del R.A.R.M. Competenze del Cocer “ Il Cocer, formula pareri, proposte e richieste su tutte le materie che formano oggetto di norme legislative o regolamentari circa la condizione, il trattamento, la tutela di natura giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale e morale dei militari”. Sicuramente posso pensare che il Governo ha mancato di tatto in quanto alcuni degli articoli riguardano tutte quelle materie di competenza della Rappresentanza Militare e del Cocer in particolare. Ma se fosse vero che il costo annuo a carico del Ministero della Difesa per il Funzionamento della rappresentanza Militare e di 40 milioni di euro mi sembra irragionevole che il ministero della difesa spenda una somma cosi elevata per delle semplici “Consulenze “ Che il Ministro della Funzione Pubblica On.Brunetta e il Ministro del Tesoro On: Tremonti farebbero bene a sopprimerla per Decreto Legge assumendo magari un paio di consulenti con una spesa decisamente inferiore e magari dedicare queste cifre considerevoli per i rinnovi contrattuali . Infine sempre per decreto legge concedere il diritto “Sindacale “ ai lavoratori militari che tanto non costa niente in quanto e totale carico degli stessi lavoratori Militari.
Cagliari, 30.07.2008 Paolo Erasmo
|
|
COERENZA? No grazie, preferisco appoggiarmi sulle spalle altrui!
E' stata posta la
questione di fiducia sul Decreto Legge 112 del 25 giugno, la Camera
ha concesso la fiducia, pertanto il Decreto Legge verrà convertito
in legge senza modiche sostanziali.
I Sindacati e i Cocer avevano chiesto lo stralcio completo degli articoli dal 65 al
72. I Sindacati di Polizia hanno fatto sapere che continueranno
nella protesta in una escalation di azioni dimostrative. Gli amici
del COCER che faranno, continueranno ad appoggiarsi sulle comode
spalle altrui?
Il COCER
non potendo manifestare si è subito accomodato sulle spalle dei
Sindacati di Polizia alla manifestazione del 17 Luglio scorso,
peraltro, tranne i pochi soliti noti, la maggioranza dei Delegati
"urlatori" non hanno manifestato neanche vicinanza e solidarietà
morale (è mancato il coraggio minimo delle proprie azioni) ai
colleghi poliziotti manifestanti. Il sottoscritto per un minimo di
dignità e solidarietà ha usufruito di un giorno di Licenza Ordinaria
ed ho incontrato i colleghi poliziotti a Cagliari.
Coerenza vorrebbe che
oltre ai Comunicati Stampa, chiacchiere e Bollettini vari si
procedesse con concretezza coinvolgendo tutto il personale. Io e gli
altri colleghi della categoria "B" del mio Cobar ci siamo dimessi
senza esitazioni quando abbiamo capito di non poter raggiungere i
risultati minimi che il personale si aspettava dalla rappresentanza. Non
si pretende tanto dai Delegati COCER ma un minimo di coerenza si!
Non si può indignarsi, urlare ed ergersi a paladini del personale,
(salvo poi nascondersi) sulle spalle dei Sindacati di Polizia e poi
essere contro i Diritti Sindacali. Non si può essere permanentemente
indignati, amareggiati e urlanti nonchè teorici solidali solo nei
Bollettini e Comunicati Stampa. Non si può affermare tutto è ottimo
e abbondante quando il personale vive una realtà completamente
opposta.
Il Cocer Aeronautica
dopo due riunioni plenarie con tutti i Delegati Cobar/Coir/Cocer ha
evidenziato l'inconcludenza, la povertà, l'enorme spesa della
Rappresentanza senza che la stessa sia gradita al personale. I
Delegati Cobar sia a Loreto, sia a Borgo Piave hanno dato "Mandato
Pieno" per l'estensione dei Diritti Sindacali, previsti nella
maggior parte d'Europa, anche alle Forze Armate italiane. Non abbiamo bisogno
delle spalle di nessuno, le nostre sono altrettanto robuste e senza
artrosi. Altrettanto coerente è stato il Cocer della GdF sia nella
scelta che vicino alla manifestazione dei Sindacati di Polizia. A questo coro delle Sezioni
Cocer AM e GdF, si sono aggiunte le voci di alcuni COIR CC e ultimamente
anche della MM.
Il Cocer AM ha
presentato degli "emendamenti possibili", evidenziando, tra
l'altro, la possibilità di un "esodo agevolato" che garantisse tutti
i diritti acquisiti, contro questa possibile soluzione, qualcuno ha
preferito abbaiare alla luna nel vano tentativo di
"Salvare il
Generale Ryan"
e apparire più combattivo (salvo poi nascondersi e chiedere soldi
per il funzionamento). Da una stima
forfettaria grossolana si parla che l'estensione della norma sul
cosiddetto "scivolo" (D.lvo 168/2005) avesse un costo intorno ai
6milioni di euro, a fronte di quasi 1700 tagliati è una piccolissima
cifra.
In conclusione, a coloro
che non sono per l'estensione dei diritti sindacali ed amano salire
sulle spalle dei sindacati di polizia (salvo poi nascondersi),
visto che a dimettervi non ci pensate minimamente, tenuto conto che
la Rappresentanza costa oltre 40milioni di euro, se volete bene la
metà della metà che "urlate" di volere al personale, perché non
rinunciate a qualche giorno di forfettaria per garantire almeno lo
"scivolo" dei colleghi che farebbero la domanda? Giunge voce che i
citati "delegati oltranzisti" e ben urlanti LAVORANO ANCHE AD
AGOSTO, nonostante e perfino il Parlamento prende una pausa estiva.
Esistono tanti modi per
essere coerenti e tanti altri per giustificare ogni azione, ad
ognuno il suo. Una cosa è certa, il personale non ha più l'anello al
naso!
Cagliari 23.07.08
Paolo Erasmo
|
||
|
Il noto Decreto legge 112 del 25 Giugno 2008 sacrosanto per alcuni, famigerato per altri, dovrà essere convertito in legge improrogabilmente entro il 23 Agosto pena la decadenza, comincia a produrre i suoi effetti, e non solo psicologici. Le grandi manovre nel tentativo di modificarlo sono già iniziate, potremmo chiamarlo assalto alla diligenza, ma io credo che il termine più appropriato sia assalto “per la dirigenza” per salvare il salvabile facendo presentare modifiche con degli emendamenti bipartisan. Naturalmente, lo scopo dichiarato è quello di porre in essere tutte quelle misure possibili per migliorarlo. Alcune delle modifiche riguarderanno sicuramente il tentativo di ripristinare gli scatti e le classi da triennali riportarli a biennali come è attualmente, sicuramente conta poco che questo “beneficio” sia riservato un numero limitato di fruitori e soprattutto a vantaggio di coloro che hanno le retribuzioni più elevate, anche se questo meccanismo genera dei costi che sfuggono al controllo della spesa, e per questo il governo ha evidenziato in più occasioni la volontà di volerli bloccare, privilegiando il concetto produttività piuttosto che quello degli automatismi. L’articolo più temuto da tutti è l’art.72, ed in particolare il comma 11 soprattutto per gli anziani, invece è atteso con speranza dai giovani, se questo articolo venisse applicato indistintamente per tutto il personale militare i gradi apicali di tutti i ruoli verrebbero “decapitati“ immediatamente compresi i Generali, questo in caso il decreto 112 fosse approvato senza modifiche. Considerato i tempi ristretti per la conversione del decreto, il Governo si potrebbe trovare nella condizione di porre la fiducia, in questo caso, verrebbero “graziati” solamente i Magistrati e i Professori universitari. Probabilmente, in questo passaggio il provvedimento metterebbe in atto trattamenti differenti, anche se ad un magistrato/professore non si chiede di essere operativo come ad un militare quand’anche trattasi di Generale. Specificità vuol dire anche e soprattutto questo. Abbiamo sentito dire dai Generali che il maresciallo con la pancia che gira per Kabul non è un bel vedere, vuoi vedere che per un generale la cosa è differente? Per quale motivo dovrebbero essere esonerati? D’altra parte, basta guardarsi attorno in Europa e notare che l’età anagrafica dei Premier, della Dirigenza del paese compresa quella dei Capi di Stato Maggiore per rendesi conto di quanto anziano è il nostro pensiero. Il personale Militare raggiunge i 40 contributivi con i soli 35 anni di servizio effettivo, pertanto i 5 anni figurativi non danno incrementi contributivi ai fini pensionistici. I marescialli non hanno classi e scatti, assegno di posizione, valorizzazione dirigenziale, eppure Il danno sotto l’aspetto pensionistico può essere attenuato solamente per coloro che vanno in pensione “obbligata” con il sistema pensionistico “retributivo“. Mentre sarebbe più elevato in futuro per coloro che saranno posti in pensione con il sistema “contributivo“. Naturalmente purché in sede di conversione del Decreto legge 112 non venga inserita la solita frase contenuta in tutti i D.P.R. “con l’esclusione dei dirigenti e del personale di leva…” come dire abbiamo scherzato oppure come dicono il più maligni ci sarà il solo emendamento salva Generali o salva scatti biennali, invece per tutti gli altri contrattualizzati si salvi chi può. A questo punto la domanda sorge spontanea, chi ha Bocciato il DL in toto, mettendo tutto sullo stesso piano, sia la progressione in scatti triennali, sia il no ad una sorta di scivolo, chi effettivamente sta tentando di salvare? Tutto il personale oppure alcuni più di altri? Un eventuale DCPM che esoneri i gradi apicali, mi fa pensare al tentativo di un “Salvate il Generale Ryan”. Qualcuno che si ritiene più specifico di altri. Chi scrive ha oltre 40 di contributi e potrebbe essere colpito dalla norma, mi dispiacerebbe andare via, l’Aeronautica mi ha dato molto e ci sono affezionato, capisco però che occorre oggi fare un patto tra generazioni ed essere pragmatici cercando di salvaguardare gli anziani attraverso i diritti acquisiti e lasciare spazio ai giovani.
Cagliari, 15.07.08 Paolo Erasmo
|
||
|
Esubero dei marescialli nelle Forze Armate
Dopo l’insediamento delle Commissioni permanenti della Camera e del Senato il Parlamento entra a regime con tutti i suoi poteri, una norma ereditata dalla precedente legislatura, inserita nella legge finanziaria 2008, è quella relativa all’esubero dei Marescialli. Come tutti sanno, nonostante le promesse di qualcuno e le assicurazioni di qualche altro la norma non ha previsto la volontarietà per il transito presso le forze di polizia ad ordinamento Civile e Militare. Il legislatore si è comportato in modo totalmente diverso quando ha scritto la norma per il transito dei Magistrati in esubero in seguito alla chiusura dei Tribunali Militari in quanto ha questi ultimi la norma concede di scegliere la sede di servizio anche in sovra numero riassorbile, nonché, di mantenere la qualifica e l’anzianità maturata, questo per favorire le sue esigenze di vita e familiari, cosi perlomeno stabiliva una direttiva del Consiglio Superiore della Magistratura. Sicuramente considerando il tempo dei processi in Italia aumentare il numero dei magistrati civili integrandoli con quelli Militari in esubero è da considerare una norma di buon senso in quanto consente alla macchina della giustizia italiana di trarre giovamento e cosi i tanti cittadini italiani che aspettano di avere giustizia in tempi celeri potrebbero essere soddisfatti. Ma non vorrei che il motivo di un trattamento cosi diverso sia dovuto alla diversità dello strumento di tutela che dispongono i magistrati cioè “ l’associazione nazionale magistrati “ rispetto a quello che dispongono i Militari cioè la cosiddetta “ Rappresentanza Militare “ che qualcuno in modo improprio chiama “Sindacato dei Militari“. Eppure, la costituzione Italiana considera i militari e magistrati allo stesso modo per quanto riguarda per esempio l’iscrizione a partiti politici “..Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo,……” art. 98 della costituzione. Ora, tornando agli esuberi dei marescialli perché non utilizzare lo stesso trattamento utilizzato per i Magistrati? Credo che tanti Marescialli troverebbero nuove motivazioni e nuovi stimoli cosi come hanno svolto con tanta dedizione il proprio lavoro all’interno delle Forze Armate, moralità, abnegazione, sono valori che potranno essere ancora utili per combattere, ad esempio, la lotta all’evasione fiscale, anche in considerazione che l’agenzia delle entrate denuncia spesso la mancanza di uomini per combattere questa piaga che rende l’Italia un Paese in cima alla classifica dei paesi europei ed internazionali. L’evasione fiscale è una vera autentica ferita che, nel recente passato con una lotta dura seria continua, ha cominciato a dare dopo tempo dei buoni risultati. L’attuale Governo ha detto di voler proseguire con un’operazione di trasparenza quanto molti cittadini attendono con grande speranza . Si tenga conto che le professionalità in “esubero” sono di elevato tenore tecnologico e culturale, si tratta di colleghi per la quasi totalità diplomati, in possesso di buone conoscenze informatiche e di inglese. Naturalmente, l’auspicio è che tutto questo avvenga con il coinvolgimento a tutti i livelli della Rappresentanza Militare riconoscendole finalmente quel ruolo “parte sociale“ cosi come alcuni Tribunali Amministrativi timidamente cominciano già a fare, ma, che la classe politica fatica ancora a recepire, presentando disegni di legge di riforma della Rappresentanza Militare che chiamare datati mi sembra quasi un complimento.
P.S. Mentre scrivo è notizia di un’inaspettata proroga per la fine 2008 della chiusura dei Tribunali Militari, la domanda nasce da sola, a chi fa comodo tenerli in esubero?
Cagliari, 02.06.08 Paolo Erasmo
|
||
|
Il t.f.r. dei non eletti sbanca le Camere
|
||
|
DETASSARE GLI STRAORDINARI PER IL PERSONALE MILITARE Più ombre che luci ecco il perché: In questi giorni si parla con sempre più insistenza di un provvedimento che potrà essere intrapreso dal nuovo Governo, si tratta della detassazione del lavoro straordinario. Questo provvedimento, secondo un articolo apparso qualche giorno fa sull’autorevole giornale della Confindustria “Il sole 24 ore”, ne decantava porta con se benefici per i lavoratori con redditi annui tra i 16.900 e i 20.150 euro impiegati nei settori edilizia, tessibile, ecc. Nel mondo militare questi importi di reddito annuo possono essere paragonati a quelli percepiti nei ruoli più bassi del personale, ruolo truppa, ruolo sergenti e ruolo iniziale dei marescialli. Un aspetto molto importante è che non tutto il personale militare svolge mediamente le stesse ore di straordinario, anzi, nei gradi più bassi si possono fare molte ore ma poche delle quali vengono retribuite perché devono essere recuperate. In molti casi i ruoli citati di straordinari non se ne fanno affatto, mentre nei gradi più elevati si volgono un numero di ore molto elevato che può arrivare ad un tetto massimo anche a 450 ore annue e quasi sempre sono interamente retribuite, altro aspetto importante è soprattutto che un’ora di lavoro si uno arriva valere tre volte tanto quelle dell’altro. Pertanto, si avvantaggerebbe solamente chi già guadagna di più, a svantaggio di chi guadagna di meno. Il vero nodo è che la retribuzione mensile dei militari, otre che essere composta dalle cosiddette voci fisse, è composta anche da quelle voci dette accessorie e lo straordinario e una di queste. Se poi vogliamo aggiungere che alla probabile detassazione degli straordinari, si possa associare anche la decontribuzione degli stessi, questo significa incrementare il danno che né deriverebbe in quanto non apporterebbero nessun incremento nel montante contributivo. Un ulteriore danno soprattutto per coloro che si trovano nel sistema contributivo, cioè tutti quelli che alla data del 31.12.1995 non potevano vantare un’anzianità contributiva di almeno 18 anni, e che sono una larghissima maggioranza. A fronte di un illusorio aumento stipendiale immediato si andrebbe incontro alla sciagura di una pensione futura più bassa. Se poi vogliamo considerare che a quasi 13 dalla riforma delle pensioni ( legge 335/95 ) conosciuta come legge Dini, che prevedeva la nascita dei fondi pensione nonostante si siano succeduti vari governi i fondi pensione non sono mai sorti con ulteriori danni per tutti i lavoratori per quelli militari in particolar modo. Tutte queste considerazioni sembrano tutte buone ragioni per ritenere che il mondo Militare debba respingere la possibilità di detassazione e di decontribuzione degli straordinari, inoltre chiedere al nuovo Governo che si faccia carico di dare una risposta che non sia una soluzione fittizia di un aumento di stipendio, ma che si impegni garantire con risorse reali agli aumenti contrattuali, senza penalizzare ancora una volta quei cittadini militari e con una perdita secca di contribuzione, che andrebbe ad incidere pesantemente nella pensione futura.
Cagliari , Paolo Erasmo
|
||
|
viste sotto la lente d’ingrandimento
Il 13 e 14 Aprile del 2008 si terranno le elezioni politiche anticipate, in ragione di ciò le grandi manovre sono già iniziate. Queste elezioni si tengono quasi due anni dopo quelle precedenti e già questa potrebbe essere una novità, in quanto i parlamentari eletti per la prima volta non potranno incassare la “ rendita “ che spetta dopo 2 anni 6 mesi ed un giorno di attività parlamentare, si tratta di un bel risparmio per le casse dello stato, quindi per noi contribuenti. Alle elezioni precedenti i cittadini militari si trovarono a scegliere tra due schieramenti e due programmi, su uno dei due si pose grande attenzione e speranza soprattutto per quanto riguardava la riforma della Rappresentanza Militare. Nel programma della coalizione vincente, secondo quanto scritto a pag 109, si prometteva di “riconoscere il ruolo di parte sociale e quindi il reale potere di contrattazione”. Purtroppo furono solo belle parole elettorali, la maggioranza Parlamentare, non ha concretizzato nei fatti e tanto meno negli intenti quanto scritto sul programma. Esclusa la cosiddetta “cosa rossa” o "sinistra radicale" che ha presentato una proposta di legge (DDL Proposto Senatrice. PISA ed altri) per l'estensione dei diritti sindacali alle FF.AA., la maggioranza si è guardata bene dall'onorare i patti con gli elettori. In effetti, si è trattato dell'ennesimo tradimento poiché in molti avevamo creduto in quel passaggio, sintomo di rinnovamento. Tanto è vero che, la voglia di cambiamento è stata condivisa da tutta la Rappresentanza dell'Aeronautica attraverso due assemblee plenarie prima a Loreto e poi a Borgo Piave. Allo stesso modo il COCER della Guardia di Finanza sin dall'inizio si è schierato con la sindacalizzazione e la recente Assemblea, con tutti i delegati cobar e coir tenutasi a l’Aquila, ha confermato le posizioni del proprio organo centrale. Anche il Cocer Marina a maggioranza si è espresso favorevolmente assieme ad alcuni Coir ed innumerevoli Cobar dei Carabinieri che hanno addirittura sfiduciato il proprio cocer. L'unico monolite a pensarla in maniera opposta è il Cocer dell'EI, che a quanto risulta, non si è mai confrontato con le stesse modalità con la propria base elettiva. Purtroppo la IV Commissione Difesa al Senato non ha volutamente tenuto conto delle indicazioni ed ha approvato un testo unificato che modifica tutto per non modificare niente. Con una strana votazione bi-partisan, che comprendeva i partiti da Forza Italia A.N . D. S. e Margherita , oggi P.D., è stata fatta una proposta che ha accontento solo gli stati maggiori. Niente Diritto sindacale e per giunta neanche l'apertura all'associazionismo!? Tante sono state le promesse degli aspiranti onorevoli nella scorsa campagna elettorale, alloggi, riordino dei ruoli, precariato di tutto e di più per essere eletti e poi niente. Pazienza (si fa per dire) non attuare il programma laddove occorrono risorse economiche, ma quando si tratta di diritti a "costo zero", perchè negarli? Tra circa due mesi si andrà di nuovo al voto, chi tra gli schieramenti inserirà come punto programmatico il “Diritto Sindacale” per il personale delle Forze Armate e le Forze di Polizia ad Ordinamento Militare? Vista l'esperienze probabilmente le parole non basteranno, vi sarà tra gli schieramenti chi vorrà dare un “Diritto di tribuna“ ai cittadini militari che vorranno candidarsi per rappresentare i propri interessi legittimi ed i diritti costituzionali? Credo che il mondo militare sia pronto per questa sfida, propongo ai colleghi di esprimersi nel FORUM, sicuramente sapremo scegliere senza condizionamenti da chi farci rappresentare, tra coloro che le cose le annunciano e coloro che le cose le fanno.
Cagliari, 10.02.08 Paolo Erasmo
|
||
|
Cari amici e colleghi, Oggi a finanziaria fatta sembra facile e forse populistico dire io l'avevo detto, ma gli obbiettivi minimi che ci eravamo prefissati non sono stati raggiunti, nessuna stabilizazzione dei precari, transito dei marescialli in esubero d'autorità, nessuna risorsa per i futuri rinnovi contrattuali, nessun riconoscimento di parte sociale della rappresentanza Militare.
A questo punto credo che chi ha firmato il contratto nel luglio del 2007
debba fare una riflessione e non credo che sia sufficiente un comunicato
stampa anche se indignato verso la classe politica ed i vertici Militari
per guadagnarsi il rispetto e la stima di tutti, specialmente quando
alcune Sono convinto che ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità e decidere secondo la propria coscienza le azioni future da intraprendere senza false ipocrisie . Un saluto ed un augurio di BUON ANNO
Paolo erasmo
Da: paolo erasmo [mailto:saussa@interfree.it]
Caro Ferdinando, come ho già espresso personalmente sono contrario alla firma di questo contratto considerato che non è stato raggiunto nessuno degli obbiettivi che avevano preventivato cioè L'abolizione della sma ord 035 per tutti, il garante per l'interpretazione autentica dei contratti uniforme per tutte le Forze armate, ed infine l'ntroduzione della 3° fascia dell'assegno Funzionale. Sopratutto questo ultimo provvedimento se non altro avrebbe consentito ai Marescialli dell'A.M più sfortunati anche se meritevoli un riconoscimento economico legato all'anzianità di servizio , sopratutto per coloro che per mancanza di posti rischiano di finire la loro carriera da m.llo di 1° classe. Infine come ho più volte ribadito non sono affatto fiducioso sugli impegni del Governo che considero Carta straccia, anche perchè dopo aver assicurato a tutti che con la rimodulazione dell'IRPEF i redditi sotto i 40.000 euro non avrebbero pagato un euro di più mentre invece i primi marescialli lgt come me mono reddito con due figli a carico che quadagnano circa 33.000 euro lordi annui si sono trovati a pagare circa 40 euro mensili in più, che significano oltre 500 euro annui pertanto no ad una firma su un documento basato sulle promesse, ma tutti i provvedimenti devono essere contenuti sul d.p.r. che si va a firmare . Paolo Erasmo |
||
|
QUALE PREVIDENZA, QUALE PENSIONE PER I MILITARI? Il giorno 6 Giugno 20007, organizzato dalla sezione FICIESSE di Roma, si è svolto un importante Seminario dal titolo “ Pensioni e Trattamento di fine Servizio (Buonuscita ) dei Militari ”. Gli argomenti trattati sono stati di altissimo livello anche per l’interesse che hanno saputo suscitare i relatori, che con un’esposizione appassionata e puntuale hanno illustrato l’argomento al pubblico presente, non tantissimo come avrebbe meritato un argomento cosi importante che riguarda il presente ma soprattutto il futuro pensionistico del Personale Militare. Il primo argomento è stato trattato dal dott. G . DI VITTORIO del centro studi Milano Finanza, che ha illustrato le proiezioni e rendimenti dei fondi pensione rispetto al T.F.R e sopratutto la differenza tra Fondi chiusi (o di comparto ) e Fondi aperti . Il secondo intervento è stato effettuato dal Sig. A. PELLEGRINO dello S.P.I. ( Sindacato Italiano Pensionati della CGIL) che ha illustrato con grande passione l’esperienza che ha vissuto e vive all’interno del sindacato, anche perché, le pensioni di oggi non sono adeguate al costo della vita, inoltre, col passaggio al sistema contributivo, lo saranno ancora meno quelle di domani. Dopo è intervenuto il delegato COCER TAVERNA della Guardia di Finanza, il quale ha illustrato i nodi cruciali del passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo per coloro che al 31.12.1995 non potevano vantare un periodo contributivo di almeno di 18 anni . Ma sopratutto dei rendimenti delle pensioni future che con il sistema contributivo saranno solamente del 55% 60% circa rispetto all’ultima retribuzione, e quindi spiegata la necessità di istituire al più presto i fondi pensione ma soprattutto di recuperare quel gap che si è creato dal 1995 ad oggi per il personale Militare che si trova con il sistema contributivo. Il Delegato ha spiegato che nonostante durante la discussione dell’ultima legge finanziaria si sia presentato un emendamento tendente a spostare di almeno 10 anni il sistema contributivo non ha trovato accoglimento da parte del Governo, il quale ha rinviato ulteriormente la soluzione della problematica. Ma il punto che ha suscitato maggiore interesse e stata la relazione della Dott.ssa Fiorella CONTI , Dirigente del 1° ufficio della direzione Centrale T.F.S e T.F.R INPDAP, la relatrice ha illustrato i rendimenti delle pensioni liquidate con il sistema retributivo che sono in linea con l’importo percepito nell’ultima retribuzione. Ma ha confermato che le pensioni future che saranno liquidate con il sistema contributivo saranno sicuramente inferiori a quelle attuali questo anche per il fatto che tra i militari vi è una carriera dinamica per cui i trattamenti economici non sono costanti nel tempo, infatti avere un trattamento economico elevato negli ultimi anni di servizio non incide in modo significativo sulla rendita della pensione. Ha fatto l’esempio del trattamento economico del personale docente delle scuole dove il trattamento economico e costante per tutta la vita lavorativa per cui il trattamento pensionistico finale non incide in modo significativo sulla rendita della pensione. Inoltre è stato segnalato che il periodo lavorativo dei militari è relativamente breve, anche perché i periodi figurativi non danno diritto a versamento di contributi questo fa si che il montante finale sia particolarmente basso, cosi come la pensione finale. Ha poi spiegato che il passaggio dal T.F.S. al T.F.R. non potrà nella sostanza cambiare lo stato delle cose in quanto i contributi che verranno versati dal (datore di lavoro ), cioè lo stato, all’INPDAP saranno solamente virtuali, perciò parlare di fondi pensioni aperti o chiusi e del tutto ininfluente, in quanto non è possibile fare delle scelte sé il flusso monetario e solamente virtuale. Ultima ma non per questo meno importante considerazione è chi andrà alle trattative con il Governo sul futuro pensionistico del personale militare saranno solamente le organizzazioni sindacali ed i loro accordi saranno validi per tutti, compresi i militari, anche se il loro Rappresentanti (Cocer ) non avranno partecipato minimamente alle trattative neanche a livello consultivo per il passaggio dal T.F.S. al T.F.R. del loro personale rappresentato. Cagliari, li 24 giugno 2007 paoloerasmo@tiscali.it |
||
|
Cittadini Militari senza alcuni Diritti costituzionali Mancano poco meno di 100 giorni alla soppressione o riorganizzazione di alcuni degli oltre 70 Enti delle tre Forze Armate, questo è quanto è stato stabilito dal Decreto Legislativo n° 253 del 28 Novembre del 2005,che non è altro che il decreto correttivo del Decreto Legislativo n° 464 del 28 Dicembre 1997. Ma quello che mi lascia esterrefatto è che nonostante tale provvedimento riguardi migliaia di persone che verranno spostate da un luogo di lavoro ad un altro, sui giornali locali e nazionali non leggo neanche un trafiletto .Come non sento prese di posizione di Sindaci o Presidenti di Provincia, Presidente di Regione oppure anche un Singolo parlamentare che parla di un problema che riguarda centinai di famiglie .Comunque a dire il vero qualche parlamentare ha presentato timidamente qualche interrogazione parlamentare su alcuni singoli casi, mà tutto è rimasto nel più assoluto silenzio .Il motivo potrà essere che questi lavoratori verranno messi per tempo nella condizione di scegliere uno degli Enti della Forza Armata più vicino alla sua residenza, alla sua famiglia alla scuola dei suoi figli, nò la ragione è molto più profonda a questi lavoratori non sono stati mai riconosciuti alcuni diritti costituzionali come quello dell’articolo 39 che dice che l’organizzazione sindacale e libera…….. E si a questi lavoratori non hanno mai riconosciuto un diritto costituzionale come quello sindacale a quasi 60 anni dalla sua istituzione mà hanno solamente un organismo interno che a livello periferico Cobar e Coir non può neanche emettere comunicati stampa per far conoscere il dramma che vivono questi lavoratori e le loro famiglie. Ma hanno solamente un organismo a livello nazionale sempre interno che sta Roma che anche se può emettere comunicati stampa e lontano anni luce dei problemi dalla periferia per poterli realmente trattare con un ruolo negoziale come meriterebbero . La triste conclusione è che ancora una volta un numero considerevole di Cittadini Militari e le loro famiglie a meno di 100 giorni della chiusura del proprio Ente non sanno dove andranno a prestare la loro attività lavorativa .Tutto questo perché non è stato riconosciuto il sindacato anche per i militari e come è stato chiesto all’assemblea di Loreto con una maggioranza del 96% dei presenti, cosi come già avviene per tutti lavoratori compresi i lavoratori civili della Difesa come citato l’articolo 6 del d.l. n° 253 del 20.11.2005 “ "..Ai fini del reimpiego del personale civile operante nelle strutture oggetto di soppressione o riorganizzazione di cui al presente decreto, sono adottate le procedure di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464. Il Ministro della difesa, entro i tre mesi precedenti l'adozione dei provvedimenti di soppressione e riorganizzazione da attuarsi nell'anno successivo, promuove incontri con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative al fine di assumere le iniziative atte a favorire il reimpiego del personale civile in servizio, attraverso anche l'attivazione di programmi di riqualificazione e riconversione professionale”. Mentre tutto questo non avviene per i lavoratori Militari Cagliari, li 11.05.2005 paoloerasmo@tiscali.it
|
||
TAGLI, ESUBERI E RISTRUTTURAZIONIECCO PERCHE' VOGLIO IL SINDACATO
Cari amici , cari lettori , oltre che un trattamento economico più dignitoso, gli anziani non condividevano quella scelta, anzi, la osteggiavano, forse perché provenivano da una generazione che avendo partecipato alla seconda guerra mondiale vedevano in questa richiesta di diritti forse un allentamento di quella disciplina alla quale loro da sempre erano soggetti. Questo percorso come dicevo non fu facile e neanche indolore, molti colleghi furono denunciati altri congedati ed altri ancora trasferiti. Qualche anno dopo, anche io venni trasferito in Sardegna, era all’inizio del 1978 quando a Cagliari venne organizzato un convegno per presentare “Il libro bianco della Difesa“. Grande la partecipazione e la presenza di giornalisti, avvocati, magistrati, oltre tantissimi colleghi, alcuni di essi vennero denunciati per il solo fatto di aver partecipato ad un convegno pubblico dove si parlava di diritti, tra l’altro in abiti borghesi e comunque semplicemente come spettatori. Io per un caso fortuito non partecipai in quanto comandato di servizio. Alcuni colleghi vennero denunciati alla magistratura Militari per reati inesistenti con processi che si trascinarono per anni, naturalmente furono tutti assolti definitivamente, perché il fatto non costituiva reato. Altri tempi, potrebbe obbiettare qualcuno, invece sono trascorsi meno di trenta anni. Questi movimenti non furono inutili, perché ad essi ne seguirono altri, finché un bel giorno, il Parlamento finalmente approva la Legge 382 nel luglio del 1978, la cosiddetta “legge dei principi”. Da quel momento si riconoscono, anche ai militari, alcuni basilari diritti costituzionali fino a quell’attimo negati. Allo stesso tempo si istituisce un organismo di Rappresentanza elettivo, anche se interno all’amministrazione. Altro argomento che credo merita una precisazione è la possibilità dei militari di iscriversi ai Partiti politici. I vertici Militari hanno sempre osteggiato tale diritto, soprattutto se il partito prescelto non è di loro gradimento, eppure l’articolo 98 della costituzione e chiaro al riguardo e recita ” ..Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero”. Finora nessuna legge ordinaria ha mai limitato tale diritto, nonostante tutto, spesso, i vertici militari, con direttive del tutto arbitrarie, hanno tentato di limitare questo diritto. Tornando alla Legge 382, dopo la sua approvazione, si aprono grandi speranze. Si intuiscono subito i limiti e le incongruenze in quanto il mandato dura solo due anni e i delegati non possono essere rieletti, precludendo cosi la continuità. Sui primi mandati si ripone una grande fiducia e forse, anche per un miglioramento generale dell’economia italiana, si ottengono anche dei significativi miglioramenti economici che forse fanno passare in secondo piano quello dei diritti, questo andamento si è trascinato fiaccamente fino ai giorni nostri. Oggi ricordiamo a mala pena, se il Delegato ha fatto il mandato pari oppure quello dispari e non per i diritti che si sono conquistati. Proposte tante, risultati pochi. Giusto per fare qualche esempio, oltre 10 anni fa è avvenuta la riforma delle pensioni, e ci ha visto solamente spettatori, oppure l’approvazione della L.196 nel 1995, ad oltre 10 anni da quella data, i danni che ha provocato sono sotto gli occhi di tutti, nonostante un riallineamento delle carriere che ha fatto ulteriori sperequazioni. Inoltre, vediamo tutti i limiti di questa Rappresentanza “interna “, basterebbe il fatto che non può dialogare con l’esterno e si trova a fronteggiare il passaggio del sistema pensionistico retributivo a quello contributivo per sentirsi un “nano al cospetto dei giganti”. Che dire della disattenzione colposa del Governo uscente che non ha assegnato neppure le risorse necessarie per il rinnovo contrattuale del 2006, inoltre negli ultimi anni il comparto difesa ha visto un taglio di risorse tale da pregiudicarne lo stesso funzionamento, eppure il modello dell’esercito professionale di 190.000 era stato varato solamente nel 2001. Che dire dell’audizione del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica in Commissione Difesa al Senato, quando afferma che “può mantenere tranquillamente la stessa operatività anche con 10.000 uomini in meno e che molti Enti sono aperti solamente perché vi sono delle persone che vi prestano servizio“ questo giustifica anche l’emanazione una circolare interna che di fatto “ abroga “il contratto di lavoro del personale militare in merito alle missioni, questo nonostante 2 interrogazioni Parlamentari, una della maggioranza ed una dell’opposizione richiedono il ripristino della gerarchia delle fonti del diritto, che in ambito militare dovrebbero essere rispettate visto che l’organizzazione militare si basa proprio sulla gerarchia. Ora verrebbe da chiedersi, visto la mancanza di risorse, quante ore di straordinario sono state pagate in Aeronautica nel precedente esercizio finanziario e a chi? Visto che ci sono 10.000 esuberi, e quanti giorni e C.F.I., quanti giorni di C.F.G.? Ora io mi chiedo, se un amministratore delegato di una qualsiasi Azienda, chiede di licenziare 10.000 dipendenti, perché sotto utilizzati ed in esubero e che risponde ad una proprietà, come può pensare di continuare a pagare degli straordinari ed altre indennità? Non si può, da un lato lamentarsi della scarsità delle risorse a disposizione, e dall’altro annunciare esuberi di personale. Al limite in costanza di esuberi l’efficienza dovrebbe essere due volte superiore e le spese di straordinari ed accessori ridotte al minimo se non annullate. Sempre nel privato, come si può pensare che i sindacati possano rimanere esclusi dai tali processi strutturali, la soppressione delle proprie filiali e la messa in mobilità di 10.000 dipendenti, senza una reale trattativa ? Credo che in un qualsiasi paese civile tutto questo non sia consentito. Per queste ragioni credo che ora parlare di Sindacato nelle forze Armate non sia solo necessario ma è indispensabile. Paolo Erasmo |
||
|
“Cittadini di serie B” By Paolo Erasmo - 6/12/05 Entro il 31 dicembre 2005 sarà soppresso il mio Ente cosi come avverrà per tanti altri Reparti delle Forze Armate e fin qui niente di nuovo. Tutto questo era previsto dalle disposizioni integrative e correttive dell’atto del Governo n° 509 che andava a modificare il decreto Legislativo 464 del 28 Dicembre del 1997 già sottoposto al parere delle Commissioni Difesa della Camera e del Senato e approvato definitivamente nel Consiglio dei Ministri n° 29 del 10.11.2005. Non si capisce perché e per come non è stato ancora pubblicato sulla G.U. mentre nel frattempo le grandi manovre sono già iniziate. I primi telegrammi cominciano ad arrivare annunciando la chiusura entro il 31.12.2005 e l’eventuale trasferimento del personale Militare. Tutt’altro trattamento è riservato per il Personale Civile in cui è prevista la concertazione di secondo livello. Chiedo spiegazioni più dettagliate e mi spiegano in cosa consiste, per il personale civile gli eventuali trasferimenti verranno concertati con degli incontri tra il Sindacato e il Dirigente dell’Amministrazione tenendo conto delle giuste esigenze del personale Civile. Mentre per il Personale Militare i trasferimenti saranno trattati direttamente dall’Amministrazione senza sentire, per il momento, nemmeno le giuste esigenze di questi ultimi. Inoltre non saranno sentiti neanche i delegati di base (Co.ba.r. ) che sono coloro che Rappresentano il Personale Militare almeno per il parere, anche se non vincolante. Ora mi chiedo, come mai ci sono Cittadini che hanno diritti, i cosiddetti di serie “A” e Cittadini che non hanno diritti e quindi di serie “B”? Io credo che tutti questi cittadini Devono avere gli stessi Diritti oltre che avere gli stessi problemi ( come una Famiglia con dei figli che vanno a scuola, magari una Casa con un mutuo da pagare ecc. ). Cosa dobbiamo fare, rivolgerci ad uno studio legale per vederci riconosciuti i diritti basilari oppure incominciare a bussare alla porte di qualcuno per trovare una salvezza? Non volendo assolutamente sobbarcarmi né le spese, né l’umiliazione del favore personale, auspico chiedo e voglio anche io il Sindacato per Concertare e tutelare me mie giuste esigenze ( mie e della mia famiglia ) e non sentirmi un cittadino con Diritti di serie “B”
6 Dicembre 2005 Paolo Erasmo |
||
|
Purtroppo devo constatare con GRAVE RAMMARICO che con il decreto legge n° 273 del 30.12.2005 all’art. 4 e stato imposto alla Rappresentanza Militare di proseguire il proprio mandato fino al 30.06.2006 ( chissà la disperazione di queste persone ) i sacrifici che dovranno continuare a fare, questi “ Delegati “. Visto lo strumento utilizzato dal legislatore il decreto legge, art. 77, 2° comma della costituzione che recita” Quando in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la propria responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti). Visto lo strumento utilizzato dal Governo, suppongo che ci sia stata una situazione di straordinaria necessita o urgenza che a me sfugge anche perché il MANDATO ricevuto dagli elettori è scaduto oramai da piu’ di otto mesi mentre il Parlamento prima e il Governo poi continua ad imporre proroghe a questi poveri Rappresentanti. Ora vorrei fare una piccola riflessione dopo che è stata imposta una prima proroga di un anno, successivamente una proroga di mesi adesso ce la proroga di giorni sicuramente ci sarà una successiva che sarà forse di ore ma non vorrei che ne esistesse una anche di minuti. Il mondo Militare in servizio sta vivendo un periodo molto difficile e la recente finanziaria 2006 ne è una riprova cosi come lo è per tutto il resto del paese, pertanto chiedo che ci sia uno scatto di orgoglio e si salvi almeno la dignità di quello che rimane di questa Rappresentanza, ferita, anzi uccisa a tradimento . Almeno un po’ di rispetto in nome e in memoria di quelle persone che oltre 30 anni fa hanno fatto le battaglie in clandestinità per avere questa rappresentanza mai cosi’ umiliata. Non si può accettare in modo quasi accattone il regalo di una proroga, proroghina o proroghetta !!!!,. Mà con uno scatto di orgoglio si rassegnino le dimissioni a tutti i livelli e si dia finalmente voce agli elettori che sicuramente sapranno valutare quanto fatto di buono dai Rappresentanti nell’arco del proprio mandato e quindi decidere liberamente se riconfermali ho mandarli definitivamente a casa . Chi verrà eletto avrà il Mandato pieno per poter camminare a testa alta e con la schiena dritta e trattare senza complessi con il Governo che verrà per chiedere quelle giuste rivendicazioni che da troppo tempo il mondo militare aspetta .
|
||
|
In questo periodo nel mondo militare ed in modo particolare nella Rappresentanza ai massimi livelli si sta accendendo più di una polemica , soprattutto tra alcuni “ Delegati “si sta creando un clima assai surriscaldato in merito alla ripartizione delle risorse della “concertazione integrativa “ o meglio la differenza tra inflazione programmata e quella Reale, comunque vada sarà sicuramente una sconfitta una vera guerra tra poveri che avranno da spartirsi solamente pochi euro in pratica un sussidio di povertà. Altre questioni che ci vedono coinvolti sono il “riordino delle Carriere” la “separazione dei comparti “ la “ riforma dei codici Militari “ la “riforma della Rappresentanza militare” il passaggio dal sistema retributivo al contributivo a norma della legge 335/95 per tutti quei lavoratori che alla data del 31.12.1995 non vantavano almeno 18 anni contributivi e il passaggio di questi ultimi dal sistema “T.F.S. al T.F.R.” cosi come prevedeva la nascita “ fondi pensioni chiusi o aperti“ ma distanza di quasi 10 (dieci ) anni non se vede la luce . Ma la questione che io ritengo meritevole di attenzione è la “questione morale” il malvezzo ha origine antiche ma senza andare troppo lontano nel tempo vorrei soffermarmi alla legge n° 199 del 26.06.1998 dal titolo”proroga degli organismi della Rappresentanza Militare”. Lo scopo di allora forse era quello di essere considerata parte attiva della riforma della Rappresentanza già iniziata , ma nonostante siano trascorsi oltre “ 7 “ ( sette) anni non se ne è vista la luce, sarebbe abbastanza curioso conoscere i nominativi delle persone che allora erano Rappresentanti, io per mia curiosità lo ho già fatto; sarebbe interessante che altri lo facessero. Pertanto posso affermare che alcuni di essi sono gli stessi che lo scorso anno hanno ottenuto attraverso una norma intrusa prima una proroga del Mandato da loro stessi RICHIESTA con una delibera approvata all’unanimità che gli prorogava fino a maggio del 2006 il Mandato, poi attraverso la modifica della durata del mandato stesso che aumentava il numero degli anni da 3 (tre ) a 4 (quattro ) e che il Parlamento ha tramutato in legge sempre il virtù della delibera AUTO REFERENZIALE . Ora mi chiedo dopo aver ottenuto prima una proroga poi una modifica della durata del mandato, quanti delegati sono stati trasferiti durante il periodo del proprio mandato?. Sono stati in missione all’estero ? Questi rappresentanti che hanno firmato il contratto molto misero (il peggiore degli ultimi 10 anni ), ma si facevano forti degli impegni presi dal governo a margine del contratto, altri hanno illustrato il riallineamento in tutte le sedi come il migliore possibile salvo poi fare ricorso TAR assieme ad altri centinaia di colleghi perché esso stesso penalizzato da tale riallineamento .Vorrei parlare poi dei criteri oggettivi utilizzati dalle commissioni di avanzamento sicuramente conosciute da tutti per le valutazioni Straordinarie, suppletive , ordinarie, ecc, in modo da rendere le graduatorie il più trasparenti possibili e quindi accettate da tutti. Infine arrivò la Legge Finanziaria per l’anno 2006 dove è evidente che non sono previste risorse per il rinnovo contrattuale (solamente le risorse relative all’inflazione programmata), sono stati tagliati i fondi per le missioni, sono stati tagliati i fondi per le cure derivanti da cause di servizio non è stato finanziato il riordino delle carriere. Queste questioni pongono sicuramente delle riflessioni lo strumento della rappresentanza non è sicuramente adeguato alle aspettative e alle esigenze del mondo militare, ma gli uomini? Che sono stati Rappresentanti !!! avranno volto in modo adeguato il loro compito ???!!! Spero non abbiano necessità di una ulteriore proroga per risolvere le questioni rimaste irrisolte, girano voci dai soliti maligni che vanno dicendo che ce già un via vai nelle segreterie dei vari partiti per una ulteriore proroghina di qualche mese per risolvere qualche problemino rimasto irrisolto . Ma almeno abbiano la dignità di non chiedere sostegno per intraprendere una battaglia che ci vede già sconfitti e umiliati tutti quanti e lascino lo spazio ad delegati che non si dovranno occupare di rinnovi contrattuali ( considerato la mancanza di risorse) ma rendersi protagonisti di proposte di riforme serie e giuste e condivise, camminando a testa alta senza paura che qualcuno gli possa richiedere indietro quanto gentilmente ha ricevuto . |
||