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DIRITTI & ROVESCI Sito d'informazione Comparto Difesa e Sicurezza
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PAGINA DELLE INTERVISTE Non poteva mancare la pagina dedicata alle interviste tra le attività che una attività informativa si prefigge di fare. Si tratta di interviste "fatte in casa", senza retropensieri, un modo come un altro di dire le cose.
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Bologna, 11 marzo 2008
Caro Chinè, proprio perchè impegnato in campagna elettorale come n. 2 al Senato in Emilia Romagna e come Coordinatore Regionale di A.N. non ho davvero la possibilità di rispondere eseurientemente alle varie domande. Come Lei sa, dal 2001 al 2006 fui Sottosegretario di Stato alla Difesa e nell'ultima legislatura componente della Commissione Difesa del Senato. Un pò di esperienza, quindi, me la sono fatta. 1) Per quanto riguarda le varie audizioni, esse sono servite per farci un quadro completo della situazione. Purtroppo con la fine anticipata della legislatura non si è giunti ad alcun risultato concreto. Il lavoro però non è stato inutile e sono convinto che verrà recuperato dal futuro Presidente della Commissione Difesa. 2) Per quanto riguarda il decremento degli investimenti nel comparto difesa, il Governo Berlusconi prese l'impegno di giungere all'1,5% del PIL. Purtroppo la congiuntura internazionale sfavorevole non ci ha consentito di raggiungere tale obiettivo ed anzi siamo andati indietro. Il Governo Prodi, pur a fronte di una situazione economica estremamente positiva, ha ulteriormente peggiorato la situazione. Se quindi Berlusconi qualche giustificazione l'aveva, Prodi non ne ha avuto di certo alcuna. Sono convinto che questa, che Lei chiama "inversione decennale di attenzione al Comparto Difesa", sia dipesa sia da ristrettezze congiunturali del nostro paese sia da una scarsa attenzione alle esigenze del Comparto rispetto alle altre. 3) Per quanto riguarda gli impegni internazionali, se ci verranno richiesti, saranno certamente mantenuti e non certo da "cugini poveri". Ne va non solo della nostra dignità nazionale ma anche e soprattutto della sicurezza dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze con le stellette. Occorre in sede di Consiglio di Ministri battere i pugni sul tavolo (o addiritture le scarpe come faceva Kruscev) per ottenere rispetto e, quindi, adeguate risorse. Se altri ministeri le hanno sempre trovate non si capisce per quale motivo il nostro comparto abbia sempre svolto il ruolo di vera e propria Cenerentola. 4) L'indagine parlamentare sulle cause dell'uranio impoverito è andata avanti bene con l'impegno di tutti. Con la nuova legislatura confido che possa giungere finalmente in porto. 5) La candidatura di "Generali a tre stelle" da parte di molti schieramenti rappresenta un dato sicuramente positivo perchè denota un rinnocvato interesse verso le forze armate. A parte generali eccellenti e vittime del Governo Prodi come Roberto Speciale, che abbiamo l'onore di ospitare nelle nostre liste, voglio ricordare che per il Popolo delle Libertà è anche candidato con sicure possibilità di successo il Capitano Gianfranco Paglia, medaglia d'oro al valore militare, esempio per tutti di virtù militari e di attaccamento alla patria. Aldilà di queste candidature, ribadisco che occorrono anche nuovi consistenti stanziamenti per il comparto difesa per dimostrare con i fatti che si tratta di un interesse reale. 6) Sulla riforma della rappresentanza militare è bene che si giunga ad una soluzione. Per quanto personalmente mi riguarda, sono più favorevole all'apertura di un associazionismo che all'estensione del diritto sindacale. Caro Chinè, non penso proprio di essere stato esauriente ma i miei attuali molteplici impegni non mi hanno consentito di fare di più. Molti cordiali saluti.
Filippo Berselli
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INTERVISTA A GIROLAMO FOTI Caro Girolamo, recentemente in un tuo Comunicato Stampa sei stato molto chiaro circa le tue richieste future in tema di diritti e forme di tutela per il personale militare, potresti innanzitutto farti conoscere ai nostri lettori presentandoti e dicendo da quale Cobar e Coir provieni? Risposta : Provengo dal COBAR DEL 46° TRASMISSIONI DI PALERMO e dal COIR COMFOTER anche se da quest’ultimo incarico mi sono ritirato perché intendo dedicarmi esclusivamente al COCER e lasciare spazio al COIR con altri delegati. Ritengo fondamentalmente poco corretto occupare ruoli ai quali non potrei dare il massimo delle mie capacità
· Come mai dopo solo un anno di attività COCER sei giunto a questa conclusione, cosa ti ha deluso? Perché non ti ha convinto il Documento sulla Riforma della Rappresentanza elaborato dal Gruppo di Lavoro Interforze? Ritengo che quest’organo di rappresentanza sia inadeguato a risolvere concretamente i tanti problemi che vivono nella quotidianità i miei colleghi. In particolare, quelli più giovani. Quest’organo è inadeguato perché vincolato da numerosi regolamenti e soprattutto perché è un organo gerarchico, anche se quest’anno il confronto con gli altri delegati è stato sempre alla pari senza condizionamenti da parte di alcuno. Debbo ammettere di sentirmi fiero nell’avere, come Presidente, il Generale Rossi, di grande spessore umano e brillante intelletto.
· Attualmente la problematica “Rappresentanza o Sindacato” giace al Senato, in attesa che venga elaborata una proposta di legge, nel frattempo cosa si può fare? Quali sono i maggiori ostacoli all’interno del COCER che non permettono di fare passi in avanti per la soluzione delle problematiche? Secondo me più che al COCER dobbiamo unire le nostre forze in ambito interforze. Non condivido il documento interforze perché lo ritengo troppo istituzionalizzato. Non ho condiviso nemmeno la ritirata strategica dei delegati pro sindacato in occasione dell’ultima riunione interforze in quanto la battaglia va combattuta sul campo e non sugli spalti. Se fossimo stati compatti i numeri ci avrebbero dato ragione. Invece, questi delegati, con una maggioranza sparuta, sono riusciti a presentare solo un documento a loro favore vincendo la partita per 3 a 0 a tavolino. Dobbiamo ritrovarci e continuare a difendere le nostri posizioni: in particolare dobbiamo organizzare incontri con la base su tutto il territorio nazionale organizzando, se del caso, convegni con la partecipazione di importanti figure politiche. Insomma una tournée per promuovere la nostra idea ed informare tutti i colleghi..
· Nell’ambito della Sezione Esercito Cocer sei l’unico ad aver fatto una scelta per l’estensione dei Diritti Costituzionali anche ai militari, pensi di avere le spalle abbastanza forti per attutire eventuali pressioni oppure il clima non ti è affatto ostile? Il nostro sito aveva intervistato Alessandro Rumore delegato Cocer CC. Anch’egli inizialmente isolato nella posizione di Sezione per queste sue scelte non ha avuto di certo vita facile, potrebbe accadere con te la stessa cosa? Il mio parroco Don Giacomo RIBAUDO mi ha insegnato che se uno crede in una idea la deve difendere e la deve promuovere con trasparenza. È fondamentale rispettare le idee degli altri. La mia è un’iniziativa pacifica. Se poi qualcuno vorrà perseguirmi per il solo errore di aver detto la verità inerente alla legge 382 anti-democratica, allora siamo veramente nei guai e possiamo dire di vivere in un clima autoritario e non autorevole, quasi da dittatura. Sono del parere che ogni forma persecutoria debba essere denunciata pubblicamente attraverso ogni mezzo di comunicazione, perché ciò violerebbe i principi della Costituzione. Attualmente non ho ricevuto alcuna pressione o minaccia, ma se le ricevessi non starò certamente in silenzio. Di Alessandro Rumore non so nulla. Per quanto mi riguarda sono coerente con la mia posizione, ed in particolare molto trasparente. Qui ci sono solo due linee che si possono percorrere: o la riforma della rappresentanza o il sindacato militare, l’uno esclude l’altro.
· La maggior parte delle problematiche militari attengono alla Categoria dei Volontari si chiamano Precariato, Demansionamento, Straordinario, Trasferimenti, Avanzamenti, Sanzioni, Mobbing, Alloggi di Servizio, cosa sta facendo il Cocer di Sezione per risolverli e come la pensano i tuoi colleghi? Per quanto riguarda il precariato il COCER esercito si sta muovendo benissimo. Per quanto riguarda il lavoro dei miei colleghi e dei sottoufficiali posso dire che c’e molta gente motivata e preparata che, soprattutto, crede in ciò che fa. E’ il “sistema” che non soddisfa le aspettative: per risolvere certe problematiche occorre un organo esterno alla gerarchia e fuori dalle mura della Caserma. Tutti i problemi si conoscono e si leggono in particolare accedendo nei siti. Tutti sappiamo tutto pur facendo finta di non sapere: alla fine si parla di situazioni o fatti apparsi nei siti che per la maggior parte possono risultare prive di fondamenta. Quest’ultima espressione mi ferisce dal punto di vista umano. Per voler concludere ritengo di essere stanco di dover dividere i problemi della nostra categoria con quelle altrui: i nostri sono di gran lunga superiori. Spesso siamo costretti a rimandare le nostre esigenze per motivi di sana convivenza con le altre categorie .
· Molti tuoi colleghi chiedono di sapere a che punto è il Riordino delle Carriere, c’è una speranza che si possa aprire la vostra Carriera? Fino ad ora all’Interforze non esiste alcun documento condiviso, cosa si sta aspettando? Perché non si muove niente? Secondo me dobbiamo lavorare molto a livello interforze e insieme dobbiamo far sentire la nostra voce. Del riordino se ne parla da tanto tempo. Il governo precedente, ad esempio, ha prodotto solo ipotesi di future realtà che non sono approdate a nulla. Staremo a vedere questo governo. E’ certo che fino ad oggi non si è notato alcunché. Si sostituiscono le persone, si modificano i simboli, restano le parole. Per i fatti, chissà.
· In questi giorni è iniziata la CONCERTAZIONE per il quadriennio economico-normativo 2006-09, alcuni pensano che sia meglio firmare subito e prendere qualcosa già ad ottobre, altri vorrebbero aspettare la Finanziaria per recuperare qualcosina in più, tu come la pensi? Meglio “pochi, maledetti e subito” oppure rimandare a gennaio? Tenuto conto di quanto si discute e si dice in sede parlamentare e governativa ritengo che sia giusto prendere ciò che viene offerto. Dinanzi ad politica altalenante non si sa proprio come agire. Ed allora rispondo con un detto pronunciato in dialetto palermitano: “OGNI LASSATA E PIRDUTA"
Il delegato del COCER dell’Esercito Italiano, il palermitano Girolamo Foti, si schiera a favore del sindacato militare e si unisce ai colleghi del COCER della Guardia di Finanza, dell’Aeronautica, parte della Marina Militare e parte dell’Arma dei Carabinieri . Il delegato COCER dell’Esercito Italiano, Girolamo Foti, rende noto a tutti i colleghi che egli si schiera a favore del sindacato militare allineandosi quindi con tutti i colleghi della guardia di finanza, dell’aeronautica, con parte della marina e parte dei carabinieri. Prende le distanze dal documento presentato dal COCER INTERFORZE a favore della riforma della rappresentanza militare e quindi nettamente contrario al sindacato militare. La legge 382 dell’11 luglio 1978, meglio conosciuta come “legge dei principi”, considerata dai più “la legge dei vincoli democratici”, limita ai militari di costituirsi in associazioni di categoria, nonché di aderire ad organizzazioni di carattere sindacale così “limitando un diritto sancito dalla Costituzione Italiana” che è quella della libertà individuale dei cittadini italiani ed europei. In Germania il sindacato militare è già una realtà. L’Italia, nazione che si vanta di essere un paese europeista, ha invece molte posizioni conservatrici. Mi attendo da questo governo democratico e progressista il “Sindacato militare”, che non costa nulla a livello finanziario, pur capace di arricchire il morale di tutti quei cittadini che indossano una uniforme con le stellette. Come unico delegato della mia regione, aggiornerò continuamente tutti i miei colleghi dell’operato dei nostri politici siciliani in Commissione Difesa. Ciascuno di noi trarrà le proprie considerazioni. Va da sé che i politici devono tenere presente che, seppure noi militari non ci schieriamo politicamente, siamo comunque sempre elettori e come tale partecipi alla vita di una collettività. Non si possono riempire le mura della città con manifesti in onore dei militari solo quando muoiono ovvero ricordarsi solamente di presentare le mozioni per gli ulteriori aiuti economici o benefici alle sole forze di sicurezza, spesso ci sentiamo strumentalizzati e ignorati da una congrua parte di politici di entrambi gli schieramenti . Il delegato del Co.Ce.R Esercito GIROLAMO FOTI
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Girolamo Foti delegato Cocer EI Cat. "C" |
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ALESSANDRO RUMORE DELEGATO COCER C.C.
Questa settimana abbiamo intervistato Alessandro Rumore, Delegato Cocer CC per parteciparvi il punto di vista di chi giorno per giorno, sulla propria pelle, si spende per ampliare i DIRITTI di tutti noi. La Sua attività costa di rinunce personali e patimenti giudiziari per problematiche tutte attinenti al proprio ruolo di Rappresentante. Nel Diario del giorno abbiamo già parlato del collega Cobar Giampetro PALMAS, che sta pagando in prima persona il proprio lavoro, se gli può essere di consolazione eccogli un altro amico. Chissà quanti altri, di fronte ad un sistema che si chiude a riccio, per amore del quieto vivere fanno un passo indietro. Una cosa è certa, nella storia dell'uomo DIRITTI e LIBERTA' non gli sono stati mai regalati. Buona Lettura.
Alessandro, da quale Coir provieni, di quanti Cobar è composto e quanto personale ne fa parte? Provengo dal CO.I.R. Culqualber che comprende le Regioni e rispettivamente i CO.BA.R. della Sicilia e della Calabria. Nel COIR vi sono 8 Delegati mentre al CO.BA.R. Sicilia 41.
Da quando esplico il mandato di Delegato della Rappresentanza, ho sempre denunciato il malessere degli appartenenti dell’Arma dei Carabinieri. La mia prima uscita fu quando durante la partita di calcio Avellino Napoli i Carabinieri e i Poliziotti furono picchiati dai facinorosi di entrambe le squadre. Io e i colleghi Curcu e De Palma uscimmo con un comunicato Stampa dal titolo “Contro gli Ultras andiamo a mani nude”. Questo articolo venne ripreso da più testate giornalistiche e l’emittente televisiva di Sky ci invito alla trasmissione Controcorrente per parlare appunto sulla tematica di sicurezza del personale delle Forze dell’Ordine durante le partite di calcio. Da lì inizio un primo procedimento disciplinare, andato successivamente a buon fine. Da quella data subì altri procedimenti disciplinari e penali anche per diversi episodi quali il famoso incerottamento di 26 Delegati del CO.BA.R. Sicilia del nono mandato di fronte ad una scala gerarchica che in quel momento pareva non sentire le istanze della base. Fummo tutti denunciati alla Procura Militare ed io subì anche un processo per una e-.mail inviata a vari Comandi dell’Arma con accluse delle foto e dei documenti di quel Forte DISSENSO. Gli altri miei colleghi del CO.BA.R. furono assolti. Io fui assolto dal Tribunale di Palermo sia per Reclamo Collettivo sia per Attività Sediziosa con una importante sentenza redatta dal Giudice Dott. Saeli. Poi il Procuratore Militare Generale di Napoli fece appello ed il processo con una nuova sentenza di assoluzione si è concluso pochi giorni fa, il 19 aprile scorso. Attualmente ho in itinere un altro procedimento disciplinare per aver creato il mio sito www.alessandrorumore.sitonline.it e per aver inoltrato una e-mail informativa dell’Associazione creata dal Generale dei Carabinieri in congedo Antonio PAPPALARDO. Sul mio conto vi è questa persecuzione in quanto nella storia dell’Arma nessun Delegato ha informato settimanalmente i colleghi sull’operato del CO.CE.R. Carabinieri e nessun Carabiniere della Rappresentanza aveva mai creato un sito pagandolo di tasca propria per informare e ricevere le istanze dei colleghi. In questo contesto i colleghi mi hanno rieletto al 10° mandato con 1200 preferenze risultando il primo eletto tra tutte le categorie della Sicilia. Continuerò sempre nel mio mandato perché ci credo e perché non posso deludere coloro che hanno scritto il mio nome nella scheda di votazione.
Il restante COCER dei CC recentemente, in un triste comunicato stampa, ha affermato che trattasi di "strumentalizzazioni" le sirene che gridano al Sindacato, qual è la tua opinione? Non è stato di certo un bel comunicato. Sono state più le critiche che i pareri favorevoli. Ecco perché sono sempre più convinto che un sistema Sindacale evolverebbe il sistema della Rappresentanza in professionisti del settore. I miei colleghi sono convinti in una nuova rivisitazione dell’attuale Riforma della Rappresentanza. Io su questo sono perplesso ma li rispetto e li stimo comunque perché credono in quello che fanno.
Quanti dei tuoi colleghi COCER di Sezione sono già stati delegati cocer del precedente Mandato? Se sono stati rieletti vuole dire che godono della fiducia dei colleghi, o no? I miei colleghi rieletti sono 5, certamente se sono stati rieletti godono la stima da parte della base. Sono dei bravi colleghi e sanno fare il proprio mestiere, anche se adesso siamo su due fronti contrapposti. Loro sono convinti che l’attuale Rappresentanza può essere cambiata non stravolgendo il sistema delle legge 382/78, quindi negando ai Militari il potere Associativo e Sindacale. Io e altri due Delegati del CO.CE.R. invece siamo convinti che non si può avere una Rappresentanza con pieni poteri Sindacali rimanendo pagati dallo Stato Maggiore. Sono sicuro che il movimento della Sindacalizzazione che si sta muovendo sarà compreso dai Parlamentari e intenderanno che è arrivato l’ora di darci un nuovo strumento di Tutela.
Il COIR PALIDORO ed il COBAR Lombardia sono su posizioni completamente differenti dal Cocer, come spieghi questa enorme distanza con la base rappresentata? Penso che il vero cuore della Rappresentanza devono essere i CO.BA.R. Da loro devono arrivare le istanze e gli indirizzi strategici. I CO.I.R. non devono far altro che transitare le istanze al CO.CE.R. e quest’ultimo creare un coordinamento di idee da portare agli organi Parlamentari. Ultimamente questo non si verifica in quanto molti CO.BA.R. non si sono espressi in merito mentre i loro CO.I.R. corrispondenti hanno deliberato Si o No al Sindacato. Durante l’Assise dei 500 delegati riunitisi a Roma la maggioranza aveva acclamato un documento letto dal Colonnello Berdozzo Presidente del CO.I.R. Palidoro che parlava di Associazionismo e Sindacato. Molti Delegati ritornando al loro CO.BA.R. o CO.I.R hanno cambiato idea o non si sono più espressi. Su questo dobbiamo molto meditare. Il CO.I.R. Palidoro e il CO.BA.R. Lombardia hanno avuto il coraggio di denunciare quello che la base vuole, e cioè gli stessi diritti e le stesse tutele che godono i loro cugini della Polizia di Stato.
Quanti sono i Coir e i Cobar dei CC, CI SONO altri che si possono sentire più vicini al Coir Palidoro e Cobar Lombardia, piuttosto che al restante Cocer? A questa domanda preferisco non rispondere perché potrei diffondere informazioni altalenanti. Ma penso che presto qualche CO.BA.R. si sveglierà e griderà alla Sindacalizzazione. Perché pressati dalla Base elettiva.
Come vedi il Gruppo di Lavoro Cocer Interforze sulla riforma dello "strumento di tutela per i militari"? Cosa ne pensi? Dalle prime battute sembra la solita solfa, tante parole per non giungere ad una conclusione, rimandando il dibattito all'infinito. Ho visto i primi punti su cui vogliono sciolinare la Riforma e tra questi manca il Diritto all’Associazionismo libero e Sindacale. Se manca questo punto di vitale importanza non concordo su questo gruppo di lavoro il quale dovrebbe accogliere anche le istanze della minoranza, ammesso che di minoranza si tratta!
Una Finanziaria contorta come contorta è l’attuale maggioranza di Governo. Credemmo che dopo la casa della Libertà questi partiti che tanto decantavano l’immagine di noi Militari, avrebbero fatto qualcosa di diverso. Invece ci hanno preso in giro preparandoci un contratto di pochi spiccioli e senza riforme adeguate. Il Contratto sarà forse firmato dopo la conclusione dell’iter concertativi degli Statali. Speriamo che almeno sulle norme possiamo interagire in forma propositiva. Nell’Arma abbiamo parecchi problemi tra le quali le Centrali Operative ove il personale pur svolgendo un lavoro che nessuno vuole fare e prendendosi molte responsabilità nel coordinare il lavoro delle pattuglie esterne, di fatto non percepiscono nessuna indennità. Come anche gli addetti e i responsabili delle Sezioni Amministrative o dei Nuclei Comandi di Compagnia che nonostante rischiano tutti i giorni per far in modo che i conti tornino di fatto non hanno né una assicurazione ne tanto meno un’indennità specifica.
Dopo gli annunciati Esuberi causa di una drastica ed ulteriore riduzione dell'esercito professionale, sono stati accantonati altre questioni importanti come il "Riordino dei ruoli", a che punto siamo, cosa ne pensi? Sugli esuberi ho le mie perplessità. Lo Stato Italiano non può permettersi di mandare i propri uomini in missioni fuori area per poi dirgli che sono di troppo. I nostri Parlamentari di qualsiasi colore o partito stanno continuando a creare malcontento ai Militari distraendosi con leggi non prioritarie per il bene del Paese. In un pericoloso contesto sociale come l’Italia le Forze dell’Ordine e i Militari dovrebbero essere trattati con i guanti bianchi e non usati e buttati ad ogni manovra Finanziaria. Sul Riordino delle Carriere non sono mai stato d’accordo, specialmente se l’atto in cui ci moviamo e sempre la stessa legge delega. La stessa come ho scritto più volte e rivolta esclusivamente al mondo degli Ufficiali del ruolo normale, escludendo o non retribuendo di diritto le altre categorie. Io penso che con l’attuale stanziamento irrisorio si dovrebbe partire dai gradi bassi cercando di dare una effettiva sequenza di carriera atta a invogliare il personale a nuovi livelli economici e giuridici. Certo non si può ancora una volta eseguire un riordino a spanne come nel passato, dove le figure dei nostri Marescialli sono state lese e gli Appuntati hanno trovato nella loro carriere il muro dei Sovrintendenti. Tra l’altro quest’ultimi non trovano nella legge delega nessun tipo di incremento economico o di carriera. Mi sembra che li hanno penalizzati già abbastanza.
Nella GDF si parla spesso del
fenomeno dei "suicidi" e del mobbing, nella tua F.A. cosa ci puoi dire?
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