DIRITTI  &  ROVESCI

Sito di Informazione del Comparto Difesa e Sicurezza

Dirittie & Rovesci - Nei Dirittivi ci sono anche i  Rovesci

 

Scrivi a Salvatore
Tuo Nome *

Tua Email *

Messaggio:

*obbligatorio

Biglietto da Visita

NICOSIA SALVATORE

 

Cell.3351054039

E-mail: snicosias@libero.it

 

 

 

 

CARI AMICI e COLLEGHI,

vista la risposta alla delibera n° 2 del verbale 225/2011/X- ho richiesto alla Sezione CoCeR l’attivazione della procedura prevista dall’art. 898 comma 6 del D.P.R. 15.3.2010 N°90, ritenendo la su citata risposta  meritevole di ulteriore esame da parte del Sig. Ministro della Difesa. Pur condividendo il principio, ivi asserito, che tutti i militari devono essere pronti alla “più ampia flessibilità nello svolgimento delle mansioni necessarie a garantire i livelli di efficienza e di operatività richiesti alla nostra Forza Armata” vista la crisi economica strutturale in atto. Necessita però un chiarimento in quanto  la risposta ha portato molta confusione e perplessità tra il personale Graduati e Truppa per i diversi motivi che mi accingo a illustrare.

 Molti colleghi -viste le risposte alle delibere  N°2 del verbale 143/2009/X e  N°2 del verbale  225/2011/X nelle quali si afferma che: “la graduazione del grado rivestito comporta il rischio di innescare atti di prevaricazione al limite del nonnismo” ; “è richiesto a tutto il Personale la più ampia flessibilità”- hanno ritenuto possibile  che tutto il personale di ogni ordine e grado potesse essere utilizzato periodicamente per svolgere lavori di corvè o altro; ovviamente non credo che il Capo di S.M.A. abbia  voluto  intendere questo. Non ho mai visto e non credo che vedrò mai (e mi auguro che ciò non succeda)  un appartenente alla categoria Ufficiali o Sottufficiali fare lavori di corvè. Penso, invece,  che il Capo di Sato Maggiore volesse  riferirsi solamente agli appartenenti alle categorie Graduati e Truppa per quanto riguarda l’impiego in tali mansioni  (corvè, squadra lavori, camerieri e altro ancora). Da ciò, quindi, deriva la  necessità  della richiesta, contenuta nella prima delibera del 2009 e da me  proposta al Consiglio, nata non per proporre una forma di nonnismo, ma per chiarire gli esatti ambiti di impiego in attività extracategoria del personale delle Categorie Graduati e Truppa.

Infatti, la proposta fatta da me   all’allora Capo di S.M.A. Gen. TEI nel Dicembre 2008 - vista la segnalazione ricevuta dai diversi delegati COBAR riguardante l’indistinto impiego del personale appartenente alle categorie dei Graduati e della Truppa in mansioni diverse da quelle proprie della categoria di appartenenza senza la previsione di una graduazione di compiti tra i diversi gradi ed anzianità nei ruoli,  provocava  nel personale un  profondo disagio e demotivazione (lo stesso Generale TEI, alla presenza del Consiglio e dell’allora Capo del 1° Rep. Di S.M.A. Gen. Giancotti, disse che: “purtroppo tali comportamenti erano dovuti ancora a delle incrostazioni del periodo della leva” e che avrebbe provveduto a disciplinare tale problema. Tale delibera  aveva come unico scopo quello di evitare, da un lato, l’umiliazione e, dall’altro chiarire gli esatti limiti e le precise modalità d’impiego di tale personale anche al fine di conferire con dignità al lavoro svolto sia  dal Personale di Truppa appena arruolato, sia dal personale  che si trova all’apice della carriera, dopo quasi venti anni di servizio, della categoria Graduati. Se ciò non fosse ribadito con fermezza,  chi rimane in queste categorie non avrà mai nessuna possibilità di miglioramento e riconoscimento professionale, anche dopo una vita di lavoro e di dedizione all’Arma di appartenenza; chi rimane in queste categorie farà sempre  lo stesso lavoro, umile sebbene dignitoso, che ha incominciato a fare appena arruolato, ma sempre più demotivato, sapendo con certezza che non avrà mai nessun riconoscimento e/o miglioramento nella sua vita lavorativa.  Inoltre,  a chi si pone come osservatore esterno potrebbe sembrare che in Aeronautica la gerarchia e l’ anzianità valgono dal grado di Sergente e che  al di sotto dello stesso, si apre una situazione simile a un limbo in cui l’anzianità e il grado hanno solo una funzione puramente amministrativa mentre  per quanto riguarda la parte funzionale, di fatto, tutti fanno tutto e ancora di più, senza distinzione alcuna. Sempre a questo ipotetico osservatore esterno potrebbe sembrare che i Graduati siano pagati più del dovuto e che siano pure in esubero dato che  oltre al loro lavoro hanno anche il tempo di svolgere servizi che un normale operaio civile delle pulizie può fare a stipendio inferiore; o potrebbe pensare, al contrario,  che se i Graduati e la Truppa (che rappresentano meno del 15% di una Forza Armata composta da oltre 40.000 unità) svolgono il loro lavoro e anche mansioni ulteriori non meglio specificate, siano soggetti iper-sfruttati.

Inoltre, la mia richiesta non è priva di fondamento logico vista la circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito riguardante proprio questo argomento, la quale applica gli stessi  principi proposti da codesto Consiglio graduando le modalità di impiego extra-categoria nel rispetto della gerarchia e dell’anzianità di servizio nelle Categorie dei Graduati e della Truppa. Era nei miei auspici pensare che, dopo quella circolare scaturita dal proficuo scambio di opinioni a livello interforze sulla tematica dell’impiego del Personale anche per le mansioni non prettamente operative, il nostro Stato Maggiore recepisse allo stesso modo di quello dell’Esercito –la cui circolare sicuramente non va a riesumare un antico e cadaverico “nonnismo”- le esigenze del Personale delle categorie più volte menzionate.  Si ravvisa, quindi, un’anomalia tra le due Forze Armate che riguarda un medesimo impiego del personale in forza, considerato dall’Esercito come un normale impiego  in base al grado e alla anzianità, ma che diventa a parere dell’Aeronautica una prevaricazione ai limiti del “nonnismo”.

Chiedo a codesto Consiglio di ritenere la problematica meritevole di ulteriore esame e  di sottoporla al Presidente del COCER Interforze, il quale adisca il Sig. Ministro della Difesa, con l’auspicio di chiarire positivamente quali siano le mansioni e le modalità di espletamento delle stesse che il personale Graduato e di Truppa è chiamato a svolgere anche in tema di “servizi extra-categoria”. Chiedo, a tal fine, di poter allegare questa mia dichiarazione alla documentazione da fare pervenire al Sig. Ministro della Difesa.

 

In Fede

1° Av. Capo Sc. NICOSIA Salvatore

 

SALVATORE NICOSIA

 (Cocer AM)

 

DEMANSIONAMENTO E SOTTOIMPIEGO
 

INFORMAZIONI  PERIODICHE

A cura dei delegati del Co.Ce.R. A.M. LEO e NICOSIA
 

Chiusura CODA CONTRATTUALE

 

Concertazione Integrativa relativa al biennio economico 2006-2007 e quadriennio normativo 2006-2009, riguardante il personale delle forze di Polizia e delle Forze Armate.
Nella serata di ieri le delegazioni delle organizzazioni sindacali delle forze di Polizia ad ordinamento militare e civile, i Co.Ce.R. delle Forze Armate e la delegazione di parte pubblica hanno siglato l’intesa sul provvedimento citato in titolo.

In premessa giova rammentare che le risorse messe a disposizione dalle precedenti Leggi Finanziarie, ammontavano a 280 milioni di euro per una platea di più di 450.000 operatori del settore Difesa e sicurezza. Per la precisione 200 milioni sono stati allocati, dal precedente Governo per la specificità del Comparto Difesa e sicurezza; quindi parliamo di risorse vere ed in aggiunta alle risorse contrattuali.
Considerato quindi l’esiguità delle risorse e le risultanze ci sentiamo di affermare che i risultati ottenuti sono soddisfacenti.
Di seguito riporto le misure più importanti approvate:

- si è intervenuti sull’Assegno Funzionale alfine di valorizzare l’anzianità di servizio ovvero:
• abbassamento della 2^ fascia da 29 anni a 27 anni,
• introduzione di una 3^ fascia a 32 anni,
• riallineamento della 2^ fascia relativa al personale di Truppa in SP per una somma di circa 780 euro.
Va sottolineato che sono stati tratteggiati, insieme ai colleghi degli altri Co.Ce.R. e Sindacati, degli interventi sull’Assegno Funzionale per i colleghi giovani ovvero con l’introduzione di una ulteriore fascia e/o abbassamento di quelle già esistenti.
- incremento dell’ora di straordinario di 1.5 euro (medio). (con decorrenza 1° Dicembre 2008). Inoltre è stato disposto che lo straordinario non remunerato e comunque non recuperato entro il 31 Dicembre dell’anno successivo va comunque remunerato;
- incremento del valore del buono pasto che passa a 7 euro. (con decorrenza 1° Gennaio 2009)
- incremento del Compenso Forfettario di Guardia (C.F.G.);
- FESI (Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali). Su questo fondo sono state allocate una parte cospicua delle risorse posto che esse saranno percepite da tutto il personale:
• 15.073.000 per l’anno 2007
• 53.413.000 per l’anno 2008
Gli importi di cui sopra non hanno effetto sugli anni successivi e daranno luogo ad arretrati come una tantum di circa 400/500 (mediamente) euro netti pro-capite,
• 21.519.000 per l’anno 2009 (cioè strutturale) ai quali si devono aggiungere i 16.358.00 già previsti dal D.P.R. 171/07 e le risorse rivenienti dal CFI che ammontano a 32.427.294
Si può presumere quindi che a partire dal 2009, il personale percepirà (in modo
strutturale) la somma percepita nel 2007 moltiplicata per 9 mediamente circa 450/500
euro netti.
E’ d’obbligo evidenziare il successo di questo emolumento che voluto fortemente dalla R.M. in appena 2 anni porta al personale e porterà delle somme significative.
Per quanto attiene la parte normativa il Co.Ce.R. A.M. aveva avanzato sul tavolo un pacchetto di proposte che poteva soddisfare, in maniera sufficiente, la varie categorie del personale. Considerato l’esiguità delle risorse (circa 5,4 milioni di euro per le Forze Armate) abbiamo dovuto riconsiderare, mediare e tagliare molte delle suddette richieste.
Riporto di seguito gli interventi approvati:
- Indennita’ Controllo Spazio Aereo. Con decorrenza 1 Gennaio 2009 le misure percentuali previste nella tabella IV allegata alla legge sulle Indennità Operative sono stabilite in 155%, 165%, 185% dell’Indennità di Impiego Operativo di Base. In parole semplici:
• Per i controllori con abilitazione di 1° grado la misura dell’indennità di controllo spazio aereo passa da 135% a 155%
• Per i controllori con abilitazione di 2° grado la misura dell’Indennità di controllo spazio aereo passa da 150% a 165%,
• Per i controllori con abilitazione di 3° grado la misura rimane invariata al 185%.
- Incremento dell’Indennità di Impiego Operativo di Campagna del 5%, la percentuale si
attesta al 125%;
- incremento dell’indennità di richiamo in servizio (art. 11, c. 8 DPR 163/2002 )da 5 a 8 euro,
- piccoli interventi sulle indennità operative come ad esempio l’introduzione di una fascia nel
Ruolo sergenti: SE + 10;
- Attestazione dei visti di arrivo e partenze del personale inviato in missione con
dichiarazione dell’interessato sul Certificato di viaggio.
- Inoltre sono state approvate altre norme relative alle terapie salvavita, diritto allo studio, tutela delle lavoratrici madri, asili nido, tutela legale, licenza straordinaria e aspettativa, orario di lavoro, trattamento di missione e di trasferimento.

Su alcuni argomenti che non hanno potuto trovare riscontro per l’esiguità delle risorse sono stati sottoscritti precisi impegni di governo ovvero trattarli nel prossimo contratto.

 

ROMA, 19.03.09

FRANCO LEO e SALVO NICOSIA

 
 
 

 

 CONTRATTO - UN PATTO TRA GENERAZIONI

 

 

Cari amici, cari lettori,

 

Oggi vi voglio parlare delle proposte  che cercherò di portare avanti nel prossimo appuntamento contrattuale  (normativo – economico). Già si fanno le prime stime di aumento da destinare a determinate voci della busta paga o rivolte a determinate categorie in base alla loro operatività e specialità . E’  giunto il momento di mettere alla luce le idee, passibili di concretizzazione,  sulle quali ho concentrato la mia attenzione ed il mio operato. 

Visto che le somme destinate al rinnovo contrattuale non sono di grande entità, né più e ne meno dello scorso contratto, ma, sono appena sufficienti a soddisfare dei punti fondamentali, chiederò di costruire quello che potrebbe essere chiamato “un patto fra generazioni”. In questo “patto sociale” chiedo di garantire a tutti il recupero del potere d’acquisto del salario delle fasce più deboli. Allo stesso tempo, deve prevedere un incentivo ulteriore a favore delle fasce di età più sensibili. In altre parole quelli che dovrebbero beneficiare maggiormente da questo contratto sono  i giovani e gli anziani.

I punti cui mi riferivo, per dare seguito agli intenti, sono tre: i primi due, cioè l’Importo aggiuntivo Pensionabile e la terza fascia di Assegno Funzionale (es. 34anni  di servizio), sono facilmente ottenibili già da subito.   Il terzo punto è la previsione di un parametro stipendiale per il personale v.f.b. e v.f.p., necessita di un discorso più complesso.

Per quanto riguarda il primo punto, porterebbe alla  realizzazione di  quello che  da  tempo è stato riproposto ad ogni contratto e  che consiste nel portare l’importo aggiuntivo pensionabile uguale per tutti. E’ già successo con il DPR 163/2002, l’aumento  dell’emolumento è avvenuto in modo inversamente proporzionale rispetto al grado, e arrivando, finalmente,  all’assegnazione di un’identica cifra per tutti i gradi, ciò comporterebbe  un aumento considerevole per il grado più basso e più giovane, che ha subito di più in questi anni la svalutazione del proprio stipendio per l’effetto euro,  e cioè l’ AVIERE CAPO.

Tra l’altro,  creando  un’indennità uguale fra tutti i militari, si valorizzano le specificità degli uomini e delle donne con le stellette e non il grado che essi rivestono.  Il secondo punto servirebbe  a compensare il  “sacrificio”, sopportato  dai gradi più alti  nell’aiutare le fasce di età più giovani, attraverso la costituzione di una terza fascia di assegno Funzionale. Visto che ad essi si applica il sistema retributivo, avrebbero il vantaggio di trascinarsi l’intero importo dell’assegno a livello pensionistico.

Con la richiesta di previsione di un parametro stipendiale per il personale in v.f.b. e in v.f.p. si tenterà di ottenere quanto meno  un formale impegno del governo nel contratto normativo di fare rientrare nel processo di concertazione contrattuale anche detto personale  (che già con la stipula del contratto normativo economico avrà riconosciute alcune indennità accessorie come il c.f.c. e il c.f.g.). Lo scopo è di riconoscere anche a questa parte del personale (la più giovane e la più debole) i diritti contrattuali sacrosanti già previsti per tutto il restante personale in servizio permanente (es. tredicesima mensilità, straordinario pagato o recuperato in modo pieno e tutte le altre voci accessorie non riconosciute fino da oggi).

Per tutte le altre categorie (di gradi ed età), compresa la mia, si tratterebbe di ottenere solo il recupero inflazionistico ma, viste le risorse economiche stanziate per il contratto, sarebbe un sacrificio a favore delle categorie più deboli e bisognose: anziché avere tutti un po’ daremmo la possibilità a chi sopporta situazioni lavorative al limite di migliorare la propria posizione, e ciò, alla fine, si risolve a favore di tutta la collettività delle forze armate perché si traduce in minori attriti tra le varie categorie.

Invito i colleghi di categoria ad esprimersi nel Forum del sito DIRITTI e ROVESCI  per fare e un punto della situazione.

 

SALVO NICOSIA

PER LA VERSIONE STAMPATA

 

 
     
 

PRECARIATO -“CO.CO.CO o V.F.P?”

FIGLI DI UN DIO MINORE

 

 

Cari amici, cari lettori,

 

Cari amici e lettori, oggi voglio fare un appello con lo scopo  di  far sapere  che la rappresentanza non si è dimenticata dei precari delle forze armate, che in questi giorni stanno affrontando un brutto momento. E’ mia intenzione di  sensibilizzare il  mondo politico tutto, di qualunque appartenenza e coloritura, perché si faccia carico di risolvere il problema del precariato nelle Forze armate, quel precariato storico che nasce nel lontano 1986 con gli F.L.P. e che si è”evoluto” ( si fa per dire) fino ai nostri giorni con le figure dei  V.f.p. - V.f.p.4.

E’ un argomento palesemente in controtendenza visto l’attuale tema di cui si parla e cioè la  ristrutturazione delle forze armate, la quale dovrebbe portare ad un sensibile ridimensionamento del personale, così come risulta dalle dichiarazioni rese dai capi di stato maggiore  alle audizioni svoltesi in questi giorni al senato ma, nonostante ciò, mi sembra un atto dovuto per la categoria che ho l’onore di rappresentare.

In quest’ ultima finanziaria si è registrato un deciso impegno del  governo nel ridurre o quanto meno  regolarizzare le figure classiche di precariato nei vari settori del mondo lavorativo ma, forse per distrazione ( o almeno lo spero ), ci si è dimenticati di  un particolare rappresentante  di questa categoria,  per numeri e per importanza , che è il precario militare. Si tratta di un precario molto anomalo poiché non avendo fissato un determinato orario di lavoro contrattuale, a differenza dei colleghi in servizio permanente, dopo la 36esima ora settimanale tutto quello che fa in più lo recupera con un rapporto di 1/3; con i tagli operati in finanziaria del 15%, sui Fondi stanziati per il professionale, probabilmente andranno proprio a costituire i fondi per stabilizzare tutto il resto del pubblico impiego. Si è arrivati ad una sorta di paradosso, da un lato la necessità di stabilizzare un precariato in tutto il pubblico impiego e dall’altro una forte ristrutturazione  nella FF.AA. Ed è qui la beffa, far congedare giovani militari “armati” di buone speranze di transitare in servizio permanente (come previsto, tra l’altro,  dai bandi già esistenti prima della finanziaria), così cancellando in un sol colpo ogni loro progetto per un domani sicuro e sereno. Sembrerebbe che ci sia una gerarchia del PRECARIATO e quello militare è meno importante.

Io non voglio con questa lettera criticare l’operato di nessuna forza politica,  ma, porre in evidenza che il problema del precariato  riguarda anche il mondo militare. In qualità di  delegato CO.CE.R. ho percorso tutte le strade formali, dapprima proponendo una delibera in Sezione e successivamente votando ed approvando un documento inserito nell’incontro in Commissione Difesa Senato.  Consentitemi questa riflessione per sensibilizzare. l’ambiente militare, il quale,  non ha potuto riconfermare centinaia di ragazzi (visto il citato taglio dei fondi per il professionale), non mi resta che far carico del problema il mondo politico tutto  perché sia data la possibilità, senza strumentalizzazioni. Il precariato militare (forse il primo, in ordine di tempo, nel pubblico impiego) deve poter usufruire dei fondi già esistenti che sono stati messi a disposizione per tutto il pubblico impiego o di nuovi,  creati “ad hoc” per risolvere il problema che riguarda migliaia di ragazzi e famiglie,  perché non si può buttare in mezzo alla strada un  fedele servitore dello Stato che credeva in questo Stato visto che per  nove anni  ha messo la propria vita a disposizione della Patria (vedi Afghanistan e Iraq). A questo “precario” gli si deve  riconoscere il giusto compenso,  poiché non credo e non voglio neanche pensare che lo si voglia trattare come un precario di serie “b”.

Spero che questa lettera sia servita a sensibilizzare chi di dovere  perché provvedi  a correggere questa dimenticanza. Allo stesso tempo invito i colleghi ad esprimersi nel Forum del sito DIRITTI e ROVESCI per fare un punto della situazione.

 

SALVO NICOSIA

 PER LA VERSIONE STAMPATA

 

 
 

RIORDINO DELLE CARRIERE

"Carriera chiusa o aperta?"

Cari amici, cari lettori,

 Questa lettera è la prima di una serie di Note Informative con le quali intendo mettervi a conoscenza del mio operato. Esse conterranno un riassunto ed una spiegazione delle posizioni che assumerò, di volta in volta, di fronte ai vari argomenti che la Rappresentanza affronterà. Mi auguro che costituiranno un mezzo efficiente per permettermi di comunicare con voi e di poter raccogliere così eventuali punti di vista, rinnovando in questo modo la mia disponibilità ad ascoltarvi.

Purtroppo, allo stato di fatto, la nostra Categoria soffre di una presenza diretta, di una voce che attesti il nostro lavoro. Anche perché molte “voci itineranti” si levano contro l’unificazione dei ruoli, argomento molto sentito dalla categoria. Fino ad oggi  abbiamo lasciato fare ai comunicati collegiali ed alla comunicazione “ufficiale”, ci rendiamo conto del deficit informativo è intendiamo colmarlo. 

Pensavo di cominciare questo ciclo parlandovi del problema più sentito quello relativo al Riordino delle Carriere. Ci stavamo tutti convincendo che la faccenda sembrava essersi arenata, ma, dalle dichiarazioni effettuate nelle sedi delle Commissioni Parlamentari e dai Capi di Stato Maggiore e secondo l’albero del programma del governo, credo che sia il momento di riprendere la questione e di inserirla nell’ambito della ristrutturazione delle forze armate. 

La condizione di demotivazione del personale di truppa, il quale, terminata la carriera a soli quindici anni di servizio, rimane (nella migliore delle ipotesi e salvo futura riforma previdenziale) ben venticinque anni nello stesso grado e nella stessa condizione economica, è ormai tristemente nota e la sua naturale soluzione è (ed è questa l’idea da me appoggiata) l’unificazione dei ruoli volontari di Truppa e Sergenti.

Nessuno dovrebbe essere messo di fronte alla disastrosa scelta di dover languire per tutto quel tempo nello stesso grado. In una “Area Funzionale” che si dovrebbe   definire “Esecutiva e di concetto”, non si riesce a comprendere una suddivisione così esasperata, laddove per altro,  le mansioni e responsabilità non sono affatto chiare e distinte. Tante volte sentiamo i colleghi Marescialli lamentarsi giustamente di svolgere funzioni superiori, se questo è vero per loro per noi è vero due volte.

Mettersi in competizione nell’ambito della stessa “Area Funzionale” ed essere trasferiti (dopo aver sopportato cinque o dieci mesi di corso nel quale sarà trattato alla stregua di un ragazzino senza esperienza) lontano dalla propria sede per svolgere pressoché lo stesso lavoro non si capisce la funzionalità. Già il ruolo soffre di una apatica e lunga carriera, aggiungere trasferimenti ed ostacoli senza relazione con la professionalità non si comprende. Le mansioni esecutive giornaliere, molte volte di profilo poco elevato, si trovano compensate dall’attività  fortunatamente vicino al proprio luogo di origine, o dal posto in cui si era adattato dopo quindici anni di permanenza.  Trovandosi costretti a ricominciare daccapo e a sacrificare esigenze familiari e personali che non trovano corrispondenza con l’incarico ed attività che si andrà a ricoprire. Non si viene spostati per ricoprire un incarico da Dirigente  acquisendo competenze e professionalità altrove non reperibili. Tutto questo per ottenere, a fine carriera, un avanzamento economico di poco più di cento euro, nell’ambito della stessa area  “Esecutiva e di concetto”.

Per quanto mi riguarda sogno una Carriera Aperta, dal Soldato al Generale, con titoli ed esami. Meno Gradi con una selezione trasparente e fortemente meritocratica. Capisco la difficoltà storiche e culturali dei vari Ruoli ad accettare questo “sconvolgimento”, vedremo cosa si può fare. Per il momento mi adopero in questa via nell’ambito della “Carriera Esecutiva”, per il completamento di una moderna “Carriera Aperta” ci confronteremo con le altre  Categorie.

E’ chiaro che un’eventuale riforma dovrà prevedere, per non danneggiare le categorie dei Sergenti, delle norme di salvaguardia e la previsione di un transitorio in cui vengano risarciti i dimenticati ed umiliati della 958.

Di seguito troverete uno schema che potrebbe essere un progetto di riordino del personale Volontario di Truppa. Esso costituisce la base di partenza per ulteriori riflessioni, ritocchi e miglioramenti, ma è un’idea  concreta per la quale mi batterò nelle sedi opportune e forte del vostro appoggio con l’obiettivo di risanare la ferita aperta dalla 196/95.

Vi porgo i miei più sentiti saluti con l’augurio che questo mio intervento sia valso a riaccendere in voi la speranza di poter affrontare la vostra vita lavorativa nella forza armata con entusiasmo e ottimismo.

SALVO NICOSIA


 

 

 BOZZA DI RIORDINO CATEGORIA “C”

 

1.  DEFINIRE TRE AREE FUNZIONALI

     . DIRIGENZIALE

    . DIRETTIVA

    . ESUCUTIVA E DI CONCETTO

 IN RELAZIONE ALL’AREA ESECUTIVA E DI CONCETTO IL PROFILO DI CARRIERA DEVE ESSERE CHIARO E CERTO CON AVANZAMENTO PREVISTO AD ANZIANITA’, AD ECCEZIONE DEL GRADO DI SERGENTE   DOVE SI OPTERA’ PER UN AVANZAMENTO A SCELTA IN TERZI,   GARANTENDO COMUNQUE IL TRASITO IN ULTIMA VALUTAZIONE.

 

2. ELIMINARE, NEL REGIME TRANSITORIO, LE SPEREQUAZIONI EFFETTIVAMENTE SUBITE DAL PERSONALE ARRUOLATO AI SENSI DELLA L.958/86.

 

3. ESTENDERE IL PARAMETRO STIPENDIALE DELL’AVIERE CAPO AL PERSONALE V.F.P.4.

 

4. PRESERVARE IL CONCORSO PER SERGENTE E MARESCIALLO E PREVEDERE IL CONCORSO PER UFFICIALE

 

“BOZZA” NUOVO RUOLO SOTTUFFICIALI/ASSISTENTI

 

GRADO

 ANNI DI PERMANENZA

NOTE

V.F.P.1

ANNI   01

IN FERMA

V.F.P.4

ANNI   04

IN FERMA

AV.CAPO

ANNI   01

CONC.  SERGENTI

1°AV.SC.

ANNI   04

CONC.X M.LLI UFF.LI

1°AC.CAPO

ANNI   04

 

SERGENTE

ANNI   DA 3 A 5

AVANZ.A SCELTA (1/3)

SERGENTE MAGG.

ANNI   04

 

SERG. MAG. CAPO

ANNI   04

 

SER.MAG.CAPO SC.

ANNI   04

 

TOTALE

ANNI   29-31

 


 

 Per la versione stampata