|
Sito di Informazione del Comparto Difesa e Sicurezza |
|
Scrivi a Salvatore
*obbligatorio
Biglietto da Visita
|
CARI AMICI e COLLEGHI, vista la
risposta alla delibera n° 2 del verbale 225/2011/X-
ho richiesto alla Sezione CoCeR l’attivazione della procedura
prevista dall’art. 898 comma 6 del D.P.R. 15.3.2010 N°90, ritenendo
la su citata risposta
meritevole di ulteriore esame da parte del Sig. Ministro della
Difesa. Pur condividendo il principio, ivi asserito, che tutti i
militari devono essere pronti alla “più ampia flessibilità nello
svolgimento delle mansioni necessarie a garantire i livelli di
efficienza e di operatività richiesti alla nostra Forza Armata”
vista la crisi economica strutturale in atto. Necessita però un
chiarimento in quanto
la risposta ha portato molta confusione e perplessità tra il
personale Graduati e Truppa per i diversi motivi che mi accingo a
illustrare.
Molti colleghi -viste le
risposte alle delibere
N°2 del verbale 143/2009/X e
N°2 del verbale
225/2011/X nelle quali si afferma che: “la
graduazione del grado rivestito comporta il rischio di innescare
atti di prevaricazione al limite
del nonnismo” ; “è
richiesto a tutto il
Personale la più ampia flessibilità”- hanno ritenuto possibile
che tutto il personale di ogni ordine e grado potesse essere
utilizzato periodicamente per svolgere lavori di corvè o altro;
ovviamente non credo che il Capo di S.M.A. abbia
voluto intendere
questo. Non ho mai visto e non credo che vedrò mai (e mi auguro che
ciò non succeda) un
appartenente alla categoria Ufficiali o Sottufficiali fare lavori di
corvè. Penso, invece,
che il Capo di Sato Maggiore volesse
riferirsi solamente agli appartenenti alle categorie Graduati
e Truppa per quanto riguarda l’impiego in tali mansioni
(corvè, squadra lavori, camerieri e altro ancora). Da ciò,
quindi, deriva la
necessità della
richiesta, contenuta nella prima delibera del 2009 e da me
proposta al Consiglio, nata non per proporre una forma di
nonnismo, ma per chiarire gli esatti ambiti di impiego in attività
extracategoria del personale delle Categorie Graduati e Truppa. Infatti, la
proposta fatta da me
all’allora Capo di S.M.A. Gen. TEI nel Dicembre 2008 - vista
la segnalazione ricevuta dai diversi delegati COBAR riguardante
l’indistinto impiego del personale appartenente alle categorie dei
Graduati e della Truppa in mansioni diverse da quelle proprie della
categoria di appartenenza senza la previsione di una graduazione di
compiti tra i diversi gradi ed anzianità nei ruoli,
provocava nel
personale un profondo
disagio e demotivazione (lo stesso Generale TEI, alla presenza del
Consiglio e dell’allora Capo del 1° Rep. Di S.M.A. Gen. Giancotti,
disse che: “purtroppo tali comportamenti erano dovuti ancora a delle
incrostazioni del periodo della leva” e che avrebbe provveduto a
disciplinare tale problema. Tale delibera
aveva come unico scopo quello di evitare, da un lato,
l’umiliazione e, dall’altro chiarire gli esatti limiti e le precise
modalità d’impiego di tale personale anche al fine di conferire con
dignità al lavoro svolto sia
dal Personale di Truppa appena arruolato, sia dal personale
che si trova all’apice della carriera, dopo quasi venti anni
di servizio, della categoria Graduati. Se ciò non fosse ribadito con
fermezza, chi rimane in
queste categorie non avrà mai nessuna possibilità di miglioramento e
riconoscimento professionale, anche dopo una vita di lavoro e di
dedizione all’Arma di appartenenza; chi rimane in queste categorie
farà sempre lo stesso
lavoro, umile sebbene dignitoso, che ha incominciato a fare appena
arruolato, ma sempre più demotivato, sapendo con certezza che non
avrà mai nessun riconoscimento e/o miglioramento nella sua vita
lavorativa. Inoltre,
a chi si pone come osservatore esterno potrebbe sembrare che
in Aeronautica la gerarchia e l’ anzianità valgono dal grado di
Sergente e che al di
sotto dello stesso, si apre una situazione simile a un limbo in cui
l’anzianità e il grado hanno solo una funzione puramente
amministrativa mentre
per quanto riguarda la parte funzionale, di fatto, tutti fanno tutto
e ancora di più, senza distinzione alcuna. Sempre a questo ipotetico
osservatore esterno potrebbe sembrare che i Graduati siano pagati
più del dovuto e che siano pure in esubero dato che
oltre al loro lavoro hanno anche il tempo di svolgere servizi
che un normale operaio civile delle pulizie può fare a stipendio
inferiore; o potrebbe pensare, al contrario,
che se i Graduati e Inoltre, la mia
richiesta non è priva di fondamento logico vista la circolare dello
Stato Maggiore dell’Esercito riguardante proprio questo argomento,
la quale applica gli stessi
principi proposti da codesto Consiglio graduando le modalità
di impiego extra-categoria nel rispetto della gerarchia e
dell’anzianità di servizio nelle Categorie dei Graduati e della
Truppa. Era nei miei auspici pensare che, dopo quella circolare
scaturita dal proficuo scambio di opinioni a livello interforze
sulla tematica dell’impiego del Personale anche per le mansioni non
prettamente operative, il nostro Stato Maggiore recepisse allo
stesso modo di quello dell’Esercito –la cui circolare sicuramente
non va a riesumare un antico e cadaverico “nonnismo”- le esigenze
del Personale delle categorie più volte menzionate.
Si ravvisa, quindi, un’anomalia tra le due Forze Armate
che riguarda un medesimo impiego del personale in forza, considerato
dall’Esercito come un normale impiego
in base al grado e alla anzianità, ma che diventa a parere
dell’Aeronautica una prevaricazione ai limiti del
“nonnismo”. Chiedo a
codesto Consiglio di ritenere la problematica meritevole di
ulteriore esame e di
sottoporla al Presidente del COCER Interforze, il quale adisca il
Sig. Ministro della Difesa, con l’auspicio di chiarire positivamente
quali siano le mansioni e le modalità di espletamento delle stesse
che il personale Graduato e di Truppa è chiamato a svolgere anche in
tema di “servizi extra-categoria”. Chiedo, a tal fine, di poter
allegare questa mia dichiarazione alla documentazione da fare
pervenire al Sig. Ministro della Difesa.
In Fede
1° Av. Capo Sc. NICOSIA
Salvatore
|
SALVATORE NICOSIA (Cocer AM)
|
|
| DEMANSIONAMENTO E SOTTOIMPIEGO |
|
INFORMAZIONI PERIODICHE
A cura dei delegati del Co.Ce.R. A.M. LEO e NICOSIA
Chiusura CODA
CONTRATTUALE Concertazione Integrativa relativa al biennio
economico 2006-2007 e quadriennio normativo 2006-2009, riguardante
il personale delle forze di Polizia e delle Forze Armate. ROMA, 19.03.09 FRANCO LEO e SALVO NICOSIA |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
CONTRATTO - UN PATTO TRA GENERAZIONI
Cari amici, cari lettori,
Oggi vi voglio parlare delle proposte che cercherò di portare avanti nel prossimo appuntamento contrattuale (normativo – economico). Già si fanno le prime stime di aumento da destinare a determinate voci della busta paga o rivolte a determinate categorie in base alla loro operatività e specialità . E’ giunto il momento di mettere alla luce le idee, passibili di concretizzazione, sulle quali ho concentrato la mia attenzione ed il mio operato. Visto che le somme destinate al rinnovo contrattuale non sono di grande entità, né più e ne meno dello scorso contratto, ma, sono appena sufficienti a soddisfare dei punti fondamentali, chiederò di costruire quello che potrebbe essere chiamato “un patto fra generazioni”. In questo “patto sociale” chiedo di garantire a tutti il recupero del potere d’acquisto del salario delle fasce più deboli. Allo stesso tempo, deve prevedere un incentivo ulteriore a favore delle fasce di età più sensibili. In altre parole quelli che dovrebbero beneficiare maggiormente da questo contratto sono i giovani e gli anziani. I punti cui mi riferivo, per dare seguito agli intenti, sono tre: i primi due, cioè l’Importo aggiuntivo Pensionabile e la terza fascia di Assegno Funzionale (es. 34anni di servizio), sono facilmente ottenibili già da subito. Il terzo punto è la previsione di un parametro stipendiale per il personale v.f.b. e v.f.p., necessita di un discorso più complesso. Per quanto riguarda il primo punto, porterebbe alla realizzazione di quello che da tempo è stato riproposto ad ogni contratto e che consiste nel portare l’importo aggiuntivo pensionabile uguale per tutti. E’ già successo con il DPR 163/2002, l’aumento dell’emolumento è avvenuto in modo inversamente proporzionale rispetto al grado, e arrivando, finalmente, all’assegnazione di un’identica cifra per tutti i gradi, ciò comporterebbe un aumento considerevole per il grado più basso e più giovane, che ha subito di più in questi anni la svalutazione del proprio stipendio per l’effetto euro, e cioè l’ AVIERE CAPO. Tra l’altro, creando un’indennità uguale fra tutti i militari, si valorizzano le specificità degli uomini e delle donne con le stellette e non il grado che essi rivestono. Il secondo punto servirebbe a compensare il “sacrificio”, sopportato dai gradi più alti nell’aiutare le fasce di età più giovani, attraverso la costituzione di una terza fascia di assegno Funzionale. Visto che ad essi si applica il sistema retributivo, avrebbero il vantaggio di trascinarsi l’intero importo dell’assegno a livello pensionistico. Con la richiesta di previsione di un parametro stipendiale per il personale in v.f.b. e in v.f.p. si tenterà di ottenere quanto meno un formale impegno del governo nel contratto normativo di fare rientrare nel processo di concertazione contrattuale anche detto personale (che già con la stipula del contratto normativo economico avrà riconosciute alcune indennità accessorie come il c.f.c. e il c.f.g.). Lo scopo è di riconoscere anche a questa parte del personale (la più giovane e la più debole) i diritti contrattuali sacrosanti già previsti per tutto il restante personale in servizio permanente (es. tredicesima mensilità, straordinario pagato o recuperato in modo pieno e tutte le altre voci accessorie non riconosciute fino da oggi). Per tutte le altre categorie (di gradi ed età), compresa la mia, si tratterebbe di ottenere solo il recupero inflazionistico ma, viste le risorse economiche stanziate per il contratto, sarebbe un sacrificio a favore delle categorie più deboli e bisognose: anziché avere tutti un po’ daremmo la possibilità a chi sopporta situazioni lavorative al limite di migliorare la propria posizione, e ciò, alla fine, si risolve a favore di tutta la collettività delle forze armate perché si traduce in minori attriti tra le varie categorie. Invito i colleghi di categoria ad esprimersi nel Forum del sito DIRITTI e ROVESCI per fare e un punto della situazione.
SALVO NICOSIA
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
PRECARIATO -“CO.CO.CO o V.F.P?”FIGLI DI UN DIO MINORE
Cari amici, cari lettori,
Cari amici e lettori, oggi voglio fare un appello con lo scopo di far sapere che la rappresentanza non si è dimenticata dei precari delle forze armate, che in questi giorni stanno affrontando un brutto momento. E’ mia intenzione di sensibilizzare il mondo politico tutto, di qualunque appartenenza e coloritura, perché si faccia carico di risolvere il problema del precariato nelle Forze armate, quel precariato storico che nasce nel lontano 1986 con gli F.L.P. e che si è”evoluto” ( si fa per dire) fino ai nostri giorni con le figure dei V.f.p. - V.f.p.4. E’ un argomento palesemente in controtendenza visto l’attuale tema di cui si parla e cioè la ristrutturazione delle forze armate, la quale dovrebbe portare ad un sensibile ridimensionamento del personale, così come risulta dalle dichiarazioni rese dai capi di stato maggiore alle audizioni svoltesi in questi giorni al senato ma, nonostante ciò, mi sembra un atto dovuto per la categoria che ho l’onore di rappresentare. In quest’ ultima finanziaria si è registrato un deciso impegno del governo nel ridurre o quanto meno regolarizzare le figure classiche di precariato nei vari settori del mondo lavorativo ma, forse per distrazione ( o almeno lo spero ), ci si è dimenticati di un particolare rappresentante di questa categoria, per numeri e per importanza , che è il precario militare. Si tratta di un precario molto anomalo poiché non avendo fissato un determinato orario di lavoro contrattuale, a differenza dei colleghi in servizio permanente, dopo la 36esima ora settimanale tutto quello che fa in più lo recupera con un rapporto di 1/3; con i tagli operati in finanziaria del 15%, sui Fondi stanziati per il professionale, probabilmente andranno proprio a costituire i fondi per stabilizzare tutto il resto del pubblico impiego. Si è arrivati ad una sorta di paradosso, da un lato la necessità di stabilizzare un precariato in tutto il pubblico impiego e dall’altro una forte ristrutturazione nella FF.AA. Ed è qui la beffa, far congedare giovani militari “armati” di buone speranze di transitare in servizio permanente (come previsto, tra l’altro, dai bandi già esistenti prima della finanziaria), così cancellando in un sol colpo ogni loro progetto per un domani sicuro e sereno. Sembrerebbe che ci sia una gerarchia del PRECARIATO e quello militare è meno importante. Io non voglio con questa lettera criticare l’operato di nessuna forza politica, ma, porre in evidenza che il problema del precariato riguarda anche il mondo militare. In qualità di delegato CO.CE.R. ho percorso tutte le strade formali, dapprima proponendo una delibera in Sezione e successivamente votando ed approvando un documento inserito nell’incontro in Commissione Difesa Senato. Consentitemi questa riflessione per sensibilizzare. l’ambiente militare, il quale, non ha potuto riconfermare centinaia di ragazzi (visto il citato taglio dei fondi per il professionale), non mi resta che far carico del problema il mondo politico tutto perché sia data la possibilità, senza strumentalizzazioni. Il precariato militare (forse il primo, in ordine di tempo, nel pubblico impiego) deve poter usufruire dei fondi già esistenti che sono stati messi a disposizione per tutto il pubblico impiego o di nuovi, creati “ad hoc” per risolvere il problema che riguarda migliaia di ragazzi e famiglie, perché non si può buttare in mezzo alla strada un fedele servitore dello Stato che credeva in questo Stato visto che per nove anni ha messo la propria vita a disposizione della Patria (vedi Afghanistan e Iraq). A questo “precario” gli si deve riconoscere il giusto compenso, poiché non credo e non voglio neanche pensare che lo si voglia trattare come un precario di serie “b”. Spero che questa lettera sia servita a sensibilizzare chi di dovere perché provvedi a correggere questa dimenticanza. Allo stesso tempo invito i colleghi ad esprimersi nel Forum del sito DIRITTI e ROVESCI per fare un punto della situazione.
SALVO NICOSIA PER LA VERSIONE STAMPATA
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
RIORDINO DELLE CARRIERE"Carriera chiusa o aperta?" Cari amici, cari lettori, Questa lettera è la prima di una serie di Note Informative con le quali intendo mettervi a conoscenza del mio operato. Esse conterranno un riassunto ed una spiegazione delle posizioni che assumerò, di volta in volta, di fronte ai vari argomenti che la Rappresentanza affronterà. Mi auguro che costituiranno un mezzo efficiente per permettermi di comunicare con voi e di poter raccogliere così eventuali punti di vista, rinnovando in questo modo la mia disponibilità ad ascoltarvi. Purtroppo, allo stato di fatto, la nostra Categoria soffre di una presenza diretta, di una voce che attesti il nostro lavoro. Anche perché molte “voci itineranti” si levano contro l’unificazione dei ruoli, argomento molto sentito dalla categoria. Fino ad oggi abbiamo lasciato fare ai comunicati collegiali ed alla comunicazione “ufficiale”, ci rendiamo conto del deficit informativo è intendiamo colmarlo. Pensavo di cominciare questo ciclo parlandovi del problema più sentito quello relativo al Riordino delle Carriere. Ci stavamo tutti convincendo che la faccenda sembrava essersi arenata, ma, dalle dichiarazioni effettuate nelle sedi delle Commissioni Parlamentari e dai Capi di Stato Maggiore e secondo l’albero del programma del governo, credo che sia il momento di riprendere la questione e di inserirla nell’ambito della ristrutturazione delle forze armate. La condizione di demotivazione del personale di truppa, il quale, terminata la carriera a soli quindici anni di servizio, rimane (nella migliore delle ipotesi e salvo futura riforma previdenziale) ben venticinque anni nello stesso grado e nella stessa condizione economica, è ormai tristemente nota e la sua naturale soluzione è (ed è questa l’idea da me appoggiata) l’unificazione dei ruoli volontari di Truppa e Sergenti. Nessuno dovrebbe essere messo di fronte alla disastrosa scelta di dover languire per tutto quel tempo nello stesso grado. In una “Area Funzionale” che si dovrebbe definire “Esecutiva e di concetto”, non si riesce a comprendere una suddivisione così esasperata, laddove per altro, le mansioni e responsabilità non sono affatto chiare e distinte. Tante volte sentiamo i colleghi Marescialli lamentarsi giustamente di svolgere funzioni superiori, se questo è vero per loro per noi è vero due volte. Mettersi in competizione nell’ambito della stessa “Area Funzionale” ed essere trasferiti (dopo aver sopportato cinque o dieci mesi di corso nel quale sarà trattato alla stregua di un ragazzino senza esperienza) lontano dalla propria sede per svolgere pressoché lo stesso lavoro non si capisce la funzionalità. Già il ruolo soffre di una apatica e lunga carriera, aggiungere trasferimenti ed ostacoli senza relazione con la professionalità non si comprende. Le mansioni esecutive giornaliere, molte volte di profilo poco elevato, si trovano compensate dall’attività fortunatamente vicino al proprio luogo di origine, o dal posto in cui si era adattato dopo quindici anni di permanenza. Trovandosi costretti a ricominciare daccapo e a sacrificare esigenze familiari e personali che non trovano corrispondenza con l’incarico ed attività che si andrà a ricoprire. Non si viene spostati per ricoprire un incarico da Dirigente acquisendo competenze e professionalità altrove non reperibili. Tutto questo per ottenere, a fine carriera, un avanzamento economico di poco più di cento euro, nell’ambito della stessa area “Esecutiva e di concetto”. Per quanto mi riguarda sogno una Carriera Aperta, dal Soldato al Generale, con titoli ed esami. Meno Gradi con una selezione trasparente e fortemente meritocratica. Capisco la difficoltà storiche e culturali dei vari Ruoli ad accettare questo “sconvolgimento”, vedremo cosa si può fare. Per il momento mi adopero in questa via nell’ambito della “Carriera Esecutiva”, per il completamento di una moderna “Carriera Aperta” ci confronteremo con le altre Categorie. E’ chiaro che un’eventuale riforma dovrà prevedere, per non danneggiare le categorie dei Sergenti, delle norme di salvaguardia e la previsione di un transitorio in cui vengano risarciti i dimenticati ed umiliati della 958. Di seguito troverete uno schema che potrebbe essere un progetto di riordino del personale Volontario di Truppa. Esso costituisce la base di partenza per ulteriori riflessioni, ritocchi e miglioramenti, ma è un’idea concreta per la quale mi batterò nelle sedi opportune e forte del vostro appoggio con l’obiettivo di risanare la ferita aperta dalla 196/95. Vi porgo i miei più sentiti saluti con l’augurio che questo mio intervento sia valso a riaccendere in voi la speranza di poter affrontare la vostra vita lavorativa nella forza armata con entusiasmo e ottimismo. SALVO NICOSIA
BOZZA DI RIORDINO CATEGORIA “C”
1. DEFINIRE TRE AREE FUNZIONALI . DIRIGENZIALE . DIRETTIVA . ESUCUTIVA E DI CONCETTO IN RELAZIONE ALL’AREA ESECUTIVA E DI CONCETTO IL PROFILO DI CARRIERA DEVE ESSERE CHIARO E CERTO CON AVANZAMENTO PREVISTO AD ANZIANITA’, AD ECCEZIONE DEL GRADO DI SERGENTE DOVE SI OPTERA’ PER UN AVANZAMENTO A SCELTA IN TERZI, GARANTENDO COMUNQUE IL TRASITO IN ULTIMA VALUTAZIONE.
2. ELIMINARE, NEL REGIME TRANSITORIO, LE SPEREQUAZIONI EFFETTIVAMENTE SUBITE DAL PERSONALE ARRUOLATO AI SENSI DELLA L.958/86.
3. ESTENDERE IL PARAMETRO STIPENDIALE DELL’AVIERE CAPO AL PERSONALE V.F.P.4.
4. PRESERVARE IL CONCORSO PER SERGENTE E MARESCIALLO E PREVEDERE IL CONCORSO PER UFFICIALE
“BOZZA” NUOVO RUOLO SOTTUFFICIALI/ASSISTENTI
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||