DIRITTI & ROVESCI

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IL DOCUMENTO DELLA Guardia di Finanza

 

 

ALTRI DOCUMENTI DELLA GDF

 

 

LETTERA APERTA

 Seguito mia mail del 19 gennaio u.s.

 

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Egregio Onorevole,

già  in commissione c’è stato il maldestro tentativo di inserire nel decreto Milleproroghe degli emendamenti per prorogare la Rappresentanza Militare fino al dicembre 2012.(8.4, 8.5, 8.6).

Lei che è rappresentante nel Parlamento del Popolo, è ben cosciente dei valori democratici e della partecipazione democratica degli elettori a scegliersi i propri rappresentanti: ecco perché la rappresentanza non deve essere prorogata (i delegati sono eletti non nominati).

Il mandato della rappresentanza militare è già stato prorogato due volte con scuse fittizie e pretestuose che nulla avevano di reale a favore dei circa quattrocentomila cittadini in divisa e tanto a favore del singoli (diciamocelo norme ad personam di cui a palazzo per altri noti soggetti ne avete fatto una battaglia).

Che le proroghe siano state fittizie è sotto gli occhi di tutti : basta vedere per cosa sono state chieste e cosa è stato fatto… NULLA!

Il motivo di questa mia mail è ciò che Ella ha dichiarato in Aula alla Camera:

… abbiamo visto vari provvedimenti in materia militare. Su questo mi sento di introdurre la materia della proroga dei Cocer, che è stata bocciata in Commissione. Noi presenteremo nuovamente un emendamento, perché crediamo che l'imminente trattativa sui diritti del personale... Dicevo che ripresenteremo l'emendamento per la proroga, soltanto fino a fine anno, dei Cocer, che, peraltro, dovrebbero essere eletti in aprile e maggio, quindi, di fatto, si tratterebbe di una proroga di poco più di un semestre, dettata dall'imminenza dell'avvio di un'importante trattativa in materia di lavoro dei militari e in materia pensionistica. Quindi, crediamo che sarebbe opportuno - se, ovviamente, non verrà posta la questione di fiducia, quindi se vi sarà l'agibilità - provvedere in tal senso…”

Questa è la mia preoccupazione: errare humanum est, perseverare autem diabolicum !

E’ certo onorevole di fare gli interessi del mondo militare?… Lei pensa che questa sia la volontà della base? Pensa che questi delegati siano insostituibili?

Prima del X mandato ne sono passati nove e altri ne verranno finchè il Parlamento non ci darà il sindacato. Molti dei delegati in carica essendo stati “bravi” sono stati rieletti dalla loro base elettorale: la Legge che il Parlamento ha scritto dice che si è rieleggibile una sola volta poi ci si ferma. Il big ben ora dice STOP.

Tutti utili, nessuno indispensabile.

Lei non può ignorare che un’intera sezione del COCER, quella della Guardia di Finanza, ha ufficializzato una specifica richiesta la cui missiva ne è stato destinatario che le allego qualora fosse andata persa contraria alla proroga!

Non mi risulta che altre Sezioni di Forza Armata hanno fatto una richiesta ufficiale di proroga (ci mancherebbe altro. In caserma sarebbero linciati simbolicamente) .

Devo pensare male e immaginare che un sottobosco si sta muovendo per mero interesse di bottega, cercando di fare azione lobbistica nei confronti dei Rappresentanti del Popolo Italiano (che deve ascoltare TUTTO il suo popolo ).

Onorevole, se ha a cuore veramente gli interessi degli uomini in uniforme faccia la battaglia per farci acquisire veramente i DIRITTI e non si presti a questi giochini non degni di chi indossa un uniforme.

W l’ITALIA DEMOCRATICA

Salvatore TRINX

Delegato Cocer

Delegato COIR Nord-occidentale

Delegato Cobar -Piemonte

Sezione Guardia di Finanza

 

SALVATORE TRINX

 (Cocer GdF)

NO alla proroga della rappresentanza militare

Egregi Deputati,

 

non so chi stia perorando la causa che ha trovato in Voi i promotori di un ennesima proroga della rappresentanza militare.

Siamo alla terza e nulla è successo nelle precedenti proroghe rispetto ai motivi per cui erano state concesse se non privare i cittadini con le stellette dell’unico momento in cui riescono ad esercitare con il libero voto una manifestazione di democrazia di cui VOI dovreste esserne la maggiore espressione e alfieri.

Così facendo e sostenendo la proroga, a distanza di oltre due anni dalla scadenza naturale, private ancora una volta i militari di scegliersi democraticamente i loro rappresentanti.

Nel marzo scorso, alla seconda proroga, disgustato dalla violenza alla democrazia mi sospesi dalle attività della rappresentanza militare (vi invito a leggere l’allegato) trovando consenso nei miei elettori. Altri delegati di organismi intermedi e di base mi seguirono su questa strada.

Circa due mesi fa’ nell’assise di tutta la rappresentanza militare della Guardia di Finanza il Presidente del Cocer Generale di Divisione Domenico Minervini (già in promozione a Corpo d’Armata), dichiarò in assemblea a nome del COCER sezione Guardia di Finanza che non sarebbe stata accettata un ulteriore proroga.

Per l’alto senso della democrazia e del rispetto alle funzioni di rappresentanti del Popolo TUTTO rivolgo ai proponenti gli emendamenti l’appello affinché questi vengano ritirati per permettere agli elettori di esercitare fra circa due mesi il loro unico sacrosanto diritto che è rimasto al popolo con le STELLETTE: la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti.

Qualora gli emendamenti non saranno ritirati e saranno accolti , dando la possibilità di questa VIOLENTA PROROGA che ritengo antidemocratica l’unica strada da percorrere sarà ristabilire autonomamente la democrazia mediante le dimissioni.

Vi prego per amor di Patria di non avvallare e sostenere in maniera pretestuosa i non pochi sostenitori del G.V.R. del Cocer (gruppo vacanze romane).

 

SALVATORE TRINX

  delegato  già prorogato due volte del X Mandato dei seguenti Organismi della Rappresentanza Militare della Guardia di Finanza: Cobar Piemonte, Coir Italia Nord-Occidentale, Cocer.

 

Cell.:3292605366

 

RICHIESTA RITIRO EMENDAMENTI CHE PROROGANO PER LA TERZA VOLTA LA RAPPRESENTANZA MILITARE ART 8 "MILLEPROROGHE" ( emendamenti 8.4 8.5 e 8.6)

 
 

25.10.2011 COCER GUARDIA DI FINANZA: SI E' CONCLUSA ALL'AQUILA L'ASSISE PLENARIA CON I DELEGATI COBAR, COIR, COCER. IL DOCUMENTO FINALE CON LE CONCLUSIONI. Oltre a ribadire la necessità di superare l'attuale dipendenza dallo Stato Maggiore Difesa a favore di quella naturale per compiti ed impieghi sotto il Ministero dell'Economia, i Delegati della GDF evidenziano la necessità di un Organismo esterno, autonomo per la tutela dei militari. La Rappresentanza Militare  anacronistica nel Ruolo, nella società, nei meccanismi non è assolutamente idonea a rappresentare, garantire il benessere giuridico, amministrativo, sociale dei militari. I Delegati in sessione congiunta chiedono al COCER GDF di non partecipare agli incontri Interforze e di non riconoscersi in detto organismo (come dire meglio soli che mali accompagnati).     
 
 

 

L'Italia s'è desta!

Afa o non afa … non  al mare, ma a votare!

Referendum 11 e 12 giugno: i miei 4 SI

L’acqua oggi comincia a scarseggiare «e fa gola a chi va in cerca di profitti; più che una guerra dell’acqua, si deve, dunque, parlare di rapina dell’acqua, ma i beni comuni devono restare fuori dalle logiche di mercato» Sono le parole di don Luigi Ciotti, il sacerdote che mi ha sposato e che ha battezzato i miei figli. Come non dargli retta?

L’indignazione dovrebbe salire alle stelle per come il potere politico/economico cerca di far passare in silenzio i referendum, al fine di invalidare i quesiti popolari per mancato raggiungimento del quorum. Non permettiamo a questo ciarpame che ha in mano  il Paese, di ipotecare il futuro dei nostri figli.

Privatizzare l’acqua? Il bene più prezioso, l’oro azzurro limpido della nostra vita in mano ai privati, alle multinazionali?

Non sia mai. Le guerre future, non sono io che lo dico, se ci saranno, avranno per oggetto il controllo dell’acqua. Già, acqua da conquistare, difendere, far morti…E soldi.  I filantropi dell’acqua privatizzata la regaleranno con le regole del libero mercato. Acqua come petrolio. A barili. Chi ha i soldi si disseta e vive. Chi non li ha, muore.  E’ il mercato!Se oggi scegli così, domani crepi.

Io voterò i due Sì nei referendum sull’acqua pubblica affinché questo non accada!

 

Stop alle centrali e al referendum: con 301 voti favorevoli, la Camera ha votato la fiducia al decreto Omnibus che al suo interno contiene anche la moratoria del programma nucleare, introdotta dal Governo per evitare il voto popolare sul rilancio dell’atomo in Italia. I Banditori Pubblici  sapevano già dopo la tragedia giapponese che gli italiani gli avrebbero dato una sonora bocciatura. Per cui han deciso che era meglio soprassedere in attesa di tempi migliori. Di fatto si tratta di una vittoria per il Comitato «Vota Sì  per fermare il nucleare», spiegano le associazioni che la compongono. E avvertono: «Sappiamo bene che nelle intenzioni del governo questo è solo un arrivederci: per questo vogliamo che gli italiani non siano espropriati del loro diritto a dare, il 12 e 13 giugno, l'addio definitivo all'atomo».

Dopo la moratoria approvata (che, di fatto, ha cercato di  privare il cittadino di esprimersi), da poco è arrivata la decisione della Corte di Cassazione che ha restituito il diritto di voto ai cittadini ., potranno esprimersi contro la norma/imbroglio confezionata ad arte dal governo.

Visto che  il cittadino non è stato privato di tale diritto è certo che voterò SI per dire no al nucleare. Farsi imbavagliare dalle lobby, è farsi tarpare la possibilità di scegliere. Io non delego. Io rischio. Mi esprimo. E gioco la partita. Perchè un uomo deve fare così.

Infine, il quesito che riguarda il legittimo impedimento per Presidente del Consiglio e ministri a comparire in un'udienza penale. Questa norma già la Corte Costituzionale l’ha parzialmente bocciata. E’  stravolta rispetto all'impianto con cui era stata concepita dagli avvocati parlamentari. Poi si è messo di mezzo mister B. Teatro e insulti davanti al palagiustizia di Milano. Insulti e beffe, della giustizia. Dei cittadini. Delle donne.  Io non credo in un uomo così  che non crede in nulla se non nei suoi interessi. Io non credo in un uomo che non rispetta nulla se non il suo interesse. Io non credo in un mr B. che non ha fatto il bene del Paese, ma solo il suo.  Io non credo in chi non crede nella forza della legge. E mr B. è tutto questo.

Proprio per il rispetto che nutro nelle Leggi e nella norma fondamentale su cui poggiano le radici di questo paese che tra l’altro all’art. 3 Cost. recita che “tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge …… ” e art. 25 Cost. “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge” …….  Voterò SI affinché sia affermato definitivamente il principio che nel nostro Paese nessuno è al di sopra delle Leggi,  né Mr B. - che se fosse un cittadino normale sarebbe  già stato più volte punito nelle aule di giustizia – né chi verrà dopo di lui. Perché io  di mr B. non ne voglio più vedere in questo Paese. Il mio Paese.

 

           Salvatore TRINX

Cittadino italiano indignato!

 

 
 

BANDO di CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DI 58 ALLOGGI AD EDILIZIA CONVENZIONATA

 

il 30 marzo di due anni fa' il mio intervento alle jene dava una scossa per sbloccare gli alloggi in stato di abbandono destinati alle forze di polizia (58). Ora finalmente la battaglia solitaria del Cobar torino della finanza, senza concorso dei sindacati di polizia o altri cobar di polizia a status militare  (spiace dirlo)   mai mollando la presa, ha scritto la parola fine.

Allego l'articolo della stampa che riporta la notizia. Inoltre, allego il link della Prefettura con il bando per l'assegnazione degli alloggi:

http://www.prefettura.it/torino/index.php?f=Spages&s=news.php&id_argomento=329&id_sito=1233&id_avviso=17116#News_17116.

Confido nella sensibilità per diffondere la notizia al fine di portare a conoscenza dei colleghi la possibilità di poter partecipare al bando.

Rappresentanze e Sindacati sono fatti di uomini "volere è potere".

 

il delegato prorogato

Torino 01.04.2011

salvatore trinx

 
 

Un uccellino, che non è un canarino, ci ha detto….

che per quanto riguarda i tagli stipendiali tutto è già stato sistemato o, per meglio dire, che tutto era già stato deciso a suo tempo. Infatti già da molti mesi è stato deciso dal Ministro della Difesa Crosetto (che per chi non lo sapesse non è La Russa) e dal Presidente del Consiglio Tremonti (che è quello a cui non tornano i conti), col benestare del presidente del CoCer Interforze e del Vice Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (che poi sono la stessa persona), che anche le somme accantonate da quest’anno per il riordino delle carriere finiranno per coprire tutti i tagli…forse.

Ma questo, come canta l’uccellino, lo sapevano tutti ed i sindacati di polizia  comunque hanno fatto il loro mestiere a suon di comunicati e manifestazioni, anche perché’ siamo sempre in periodo di tesseramento e anche loro non è che devono essere mangiapane a tradimento.

E lo sapevano pure gli altri delegati CoCeR anche se non erano Generali: infatti perfino un 

Luogotenente dei Carabinieri lo sapeva, anche se tutti lo chiamano Ammiraglio; l’unico che non lo sapeva era purtroppo Berlusconi. Ma poi, grazie al CoCeR Carabinieri sempre pronto a dare suggerimenti utili, il premier ha avuto, come il suo solito, il “culo” di trovare già pronta la soluzione chiavi in mano, senza mettere mano al portafoglio.

Insomma, l’uccellino canterino, che prevede proprio tutto, dice che alla fine tutti, il Generale Rossi, i carabinieri, alcuni sindacati (ma non tutti perché’ ci sono sempre i tesseramenti da fare) saranno contenti di aver trovato al Governo palese la soluzione che aveva già preso il Governo occulto, che poi era quella decisa dagli Stati Maggiori i quali son riusciti a salvarsi da una mazzata che stavolta sarebbe toccata anche loro.

Saranno contenti perfino i CoCeR che potranno dire di essere stati ascoltati, anche se in realtà nessuno gli ha mai chiesto niente.

E quindi anche il personale sarà per forza contento di vedere che oltre ai 700 milioni per il riordino, scippati l’anno scorso, quest’anno altri 119 saranno sacrificati sull’altare della specificità’ e per salvare anche i dirigenti che col riordino non avevano nulla che spartire.

L’uccellino alla fine ci ha spiegato che, per chi non l’avesse ancora capito, che cotanta generosità viene fatta coi soldi nostri.

Poi è volato via, cantando che lui è solo l’oracolo. Ma già domani mattina vedremo le prime decisioni e giovedì le finali.

SALVATORE TRINX

SIMONE SANSONI

 
 

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LA COSA GIUSTA

Cari amici, il giornale della mia città, La Stampa, nel gennaio 2007 riportava la toccante storia dell’appuntato Martin Cristian, di cui molti conoscono le vicissitudini (e chi non è informato può leggere la sua storia su www.ficiesse.it ). Martin è persona sensibile, legge e riporta nel forum del citato sito, la rubrica del Buongiorno di Massimo Gramellini (La Stampa di qualche giorno fa’) che incita a fare la cosa giusta. L’avevo letta anch’io . La mia strada si incrocia ancora una volta con quella di Martin, una strana coincidenza che mi ha dato il colpo di grazia. Svegliati, mi son detto che fai: sei Salvatore Trinx quello degli anni ’90 additato come rivoluzionario dalla Gerarchia e non solo, oppure hai subito anche tu una metamorfosi intellettuale e stai diventando un conservatore?

La risposta è che non sono più né il rivoluzionario degli anni ’90 né il conservatore dell’ultima ora. Sono solo un uomo maturo che porta in se’ l’entusiasmo del trentenne e la maturità dei miei 51 anni oggi: nient’altro. Le idee sono sempre le stesse e purtroppo gli interlocutori politici e sindacali sono i medesimi. Il disinteresse totale verso gli uomini IN DIVISA sono ciò che la storia ricorderà e di cui questa pseudo classe politica dovrà assumersene le responsabilità

Torniamo a Gramellini e al suo articolo: "Esiste davvero. E’ una voce dentro di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta."" E narra la storia di un ex vigile in pensione che ogni giorno regola lo sciame degli alunni all’uscita della scuola fino a quando una macchina –squalo non rallenta e punta su un bambino, l’ex vigile Antonio non ha tempo di pensare o di sentire; balza addosso al bambino e lo spinge via. È colpito lui e catapultato verso il cielo, ricadendo sull’asfalto venti metri più in là.

Dal Veneto del vigile alla Calabria in una scuola di Catanzaro, Gramellini ci narra della classe che rifiuta di andare in gita perché la Preside vieta a un compagno di classe disabile di partecipare, anzi di più ordina ai suoi 2

compagni di tacergli la data del viaggio. Tutto inizia con un bimbo che dice: se non va lui, allora non vado nemmeno io. E a ruota tutta la classe dice No.

Gramellini termina dicendo "e adesso andiamo pure a leggere gli articoli che parlano di sangue , miserie e intrighi ".

Quella voce esiste. Basta volerla ascoltare. Torno a me , al delegato Cocer, Coir , Cobar (prorogato) che, volendo ascoltare quella voce, si mette in discussione e prende la decisione di non partecipare più ai lavori della rappresentanza militare.

Io Salvatore Trinx non parteciperò. E dico questo in quanto non più espressione dell’elettorato che mi ha votato, bensì investito di tale funzione da un atto d’imperio, sia pure tradotto in una Legge del Parlamento.

Che la Rappresentanza sia agonizzante è noto a tutti. Che per molti, come chi scrive, sia stato solo lo strumento per legittimare, con l’investitura della base, l’idea della democratizzazione e della sindacalizzazione è un fatto anche questo indiscutibile.

Ma non avrei mai immaginato che a decretare il fallimento della Rappresentanza sarebbero stati certi suoi rappresentanti i quali, per cecità politica, per mera ingordigia, inseguendo piccoli privilegi e perorando proroghe e contro proroghe, in ciò ricevendo l’avallo degli stati maggiori e della classe politica, sono riuscito a fare Harakiri.

Io non voglio entrare in polemica con nessuno. Ma affermo il mio diritto di esprimermi, augurandomi condivisione. Chiedo rispetto per le mie idee come io rispetterò l’altrui pensiero.

E dunque. I valori democratici sono parte integrante del mio DNA e sono racchiusi in quella carta Costituzionale su cui ho giurato Fedeltà. Il seme della democrazia per le stellette italiane è racchiuso nell’articolo 52 della 3 Costituzione che dice: le Forze Armate s’informano allo spirito democratico della Repubblica. Tale seme per il suo rango non può essere scalfito da chicchessia finché la Costituzione sarà questa.

Gli elettori della Rappresentanza, quando si sono espressi, hanno dato mandato agli eletti per quattro anni. Non un giorno in più né uno in meno e non c’è ragione o motivazione che tenga. Ma pensate forse che le Camere possano cambiare la durata del proprio mandato? Articolo 60 della Costituzione: mai, salvo che in caso di guerra.

Prorogare la Rappresentanza di fatto è stato un arbitrio commesso nell’unico spazio di democrazia che hanno gli uomini con le stellette.

E’ stata imbavagliata la Libertà di essere cittadini di questa Res pubblica. E perché? A motivo di un contratto pessimo (a cui ho espresso voto contrario assieme a un solo altro delegato) del riordino delle carriere(sono riusciti a scippare gli oltre settecento milioni accantonati) e di una riforma della rappresentanza militare (proposte tutte ante 1978). Tutti argomenti facenti parte del libro dei sogni.

Se i rappresentanti sono stati bravi o no, tutti lo sanno.

Se questi rappresentanti sono i migliori, non è dato sapere visto che tutti siamo utili, nessuno è indispensabile.

Se questi rappresentanti debbano restare, sarà la coscienza dei singoli a dirlo affinché si faccia LA COSA GIUSTA.

L’elettore ci ha investito, l’elettore è l’unico giudice del nostro operato.

Ora è il momento della mia scelta …. Se il sogno si tramuta in realtà, daremmo tutti assieme uno schiaffo di democrazia dimettendoci in massa e rimettendo il mandato.

Visto che siamo in Prorogatio già da oltre sette mesi, non mi risulta che ci si strappi i capelli sulle dimissioni. Al massimo si fa’ il consuntivo su 4

quanto si è fatto e come lo si è fatto, per giustificare il proprio operato e per motivare le ragioni della permanenza.

Dimissioni? Rispondo subito di no! Non perché non ne senta il dovere, ma per la semplice ragione che avrebbero senso solo se TUTTI i delegati lo facessero e nessuno potesse subentrare al mio posto.

Allora direte: parlo bene e razzolo male. Perché, dopo che ho scritto così, continuo imperterrito a forfetizzare il mio mandato? Vi rispondo che per affermare la mia idea (che se anche fosse minoritaria, non è detto che sia sbagliata) l’unica arma che mi rimane oggi è di non partecipare più ai lavori assembleari degli organismi di cui faccio parte rimanendo al mio reparto.

Se comandato, essendo l’attività della rappresentanza militare attività di servizio a tutti gli effetti, allora, avvalendomi delle facoltà concessomi dai regolamenti, non entrerò nell’aula per partecipare ai lavori assembleari per esprimere il mio voto. Chi si sente legittimato nonostante tutto, presenzi pure ai lavori e garantisca il numero legale.

Se negli organi collegiali di cui faccio parte ci sarà sintonia di pensiero, riusciremo almeno a inficiare l’operato di persone che come me non sono più "delegati dei colleghi", ma sono espressione degli stati maggiori che hanno sostenuto e legittimato un abuso.

Al di là di tutto, per me ci sono dei valori irrinunciabili: stare bene con la coscienza, trasmettendo questi valori ai miei figli, cosi che loro possano guardarmi negli occhi con orgoglio.

Ritenendo di aver fatto la cosa giusta e non volendo avvalermi dell’appellativo di Delegato Prorogato, da subito mi autosospendo dalle attività assembleari con la consegna diretta della presente al cobar e al coir e cocer alla prima riunione utile cui presenzierò.

 

Torino, 7 marzo 2011 Salvatore Trinx

 
 

9.02.2011
COCER G.D.F. DELIBERA: RICHIESTA URGENTE CON IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE. Disattese tute le promesse, gli ordini del giorno del Governo. Uno stillicidio continuo di speranze che si accavallano da quasi un anno.
 
 

   22.7.2010 COCER GDF RESOCONTO SULLA MANOVRA FINANZIARIA AL 21.07.2010
 
 

GENERALE ROSSI, FACCIA UN PASSO INDIETRO, NON SIA PARAFULMINE DI SCELTE SCELLERATE - di Salvatore Trinx

 

I generali devono fare i generali. Chi è dirigente non può essere parte e controparte.  I generali sono dirigenti. Non sono contrattualizzati. E riescono a essere parte e controparte. Beati loro.

Sono l’ultimo dei moicani. La mia non è una lotta di classe, è una fotografia sconosciuta ai più che sviluppo per i non addetti ai lavori. Il generale Rossi è tutto ciò: è generale di corpo d'armata dell'Esercito, presidente del Cocer interforze, comandante della Capitale. Era quel signore che apriva la sfilata della festa della Repubblica. Basta questo per farsi un'idea su chi è chi deve tutelare, in qualità di "capo in testa", gli interessi degli uomini in divisa e stellette.

La sezione Cocer Guardia di Finanza già da tempo, e non da sola, denuncia l'inutilità del Cocer interforze. Leggi assurde hanno coniugato con un vincolo d'indissolubilità unioni tra entità così diverse tra loro, tra le stesse Forze Armate nonché con la Guardia di Finanza.

Le unioni forzate e formalizzate non per libera scelta ma imposte da altri non possono di certo garantire un quieto vivere e una vita armoniosa fondata su basi solide. La rappresentanza militare vive su palafitte. I paletti di sostegno marci dal tempo e stanno sprofondando. Quando questa separazione avverrà, non avendo caratteristiche religiose, non vi sarà né peccato né scomunica.
.
La rappresentanza militare è il peggior matrimonio che si poteva concepire, mutuato da pratiche di caste votate all’autoconservazione. Ha il suo retaggio nella divisione tra classi sociali e nell’unione tra famiglie in base al prestigio e al patrimonio che si portavano in dote. Così non va. Il Cocer non è unione di sentimenti e tanto meno di idee. Il Cocer è apoteosi di disomogeneità. Una babele in uniforme.

Che c’entra Rossi con tutto questo? C’entra. Eccome se c’entra!

Anche popoli che parlano lingue differenti dialogano tra loro quando l'interesse è comune. Oggi è comune. Dovrebbe essere comune. Diritti compressi, limitazioni e privazioni sono all'ordine del giorno, sono in procinto di essere alleggeriti i portafogli di tutti. Appartenenti al Comparto difesa e sicurezza in primis.

E il nostro condottiero che fa? Fa il Generale.Il Generale, tutti lo sappiamo, comanda eserciti, studia tattiche di guerra, strategie, attacchi, contrattacchi. Fa le guerre. Ma le fa in nome dello Stato. Quando questa sua esperienza la deve tramutare da strategia di attacco in difesa - e a difesa - dei diritti del personale si accorge che non può farlo. E non può farlo perché sarebbe come sparare “fuoco amico” su uomini che in quel momento sono lo Stato. Lo Stato di cui lui è interprete ed espressione.

Il generale Rossi è persona ammodo. Persona simpatica e intelligente. Ma questo non lo può trasformare nell’interprete dei problemi del personale contrattualizzato. Né ha le caratteristiche, a parere di chi scrive, di poterlo rappresentare. Essere presidente del Cocer è altra cosa che essere “il generale” presidente del Cocer. Generale di corpo d'armata. Comandante della Capitale. Presidente del Cocer interforze. Dirigente non contrattualizzato. Ci sta un pizzico di conflitto di interesse? Ci sta o no, anche se in Italia nessuno si scandalizza più?

La manovra finanziara ci sta stroncando tutti. La più alta ingiustizia mai perpetrata da un governo nei confronti delle Forze dell'ordine e delle Forze armate si sta consumando. E la guida della rappresentanza militare che strategia ha in serbo per contrastare il "fuoco amico"? Pensa che possa bastare una blanda conferenza stampa per contrastare tutto ciò?

Prendere tempo non è bene. Sparare a salve ancor meno. Un generale di corpo d’armata qualsiasi scelta faccia sa che ne va del proprio futuro. A tal livello nomine e incarichi sono prerogative del governo che chiede atti di rispetto e fedeltà. Come si può conciliare tutto ciò senza urtare la sensibilità politica, andando a favore del personale?

La truppa si lamenta, aumentate la paga ai generali. Non regge più. Anche la truppa si incazza. Generale Rossi, lei è una persona per bene. Faccia un passo indietro. Non sia parafulmine di scelte scellerate a discapito della dignità dei SERVI (specificità) dello STATO.

SALVATORE TRINX

 

 
 

IL COCER GDF ADERISCE ALLE MANIFESTAZIONI DEI SINDACATI DI POLIZIA CONTRO LA MANOVRA E RICHIEDE UN INCONTRO URGENTE CON TREMONTI

martedì 29 giugno 2010

 
COMUNICAZIONE AL PERSONALE INERENTE
LA “MANOVRA FINANZIARIA”


Nelle settimane scorse il Consiglio ha informato i delegati dei Consigli Intermedi e di Base confluenti, nonché tutto il personale rappresentato circa:
Ø gli effetti fortemente penalizzanti e sperequativi prodotti dalla manovra finanziaria varata dal Governo, Decreto Legge 31 Maggio 2010, n. 78: “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”;
Ø i contatti intrapresi a livello politico e gli emendamenti proposti per addivenire alla modifica del provvedimento;
Ø le ulteriori iniziative di sensibilizzazione condotte dall’intero Consiglio e dai singoli delegati (interventi sugli organi di informazione ed invio di telegrammi al Presidente del Consiglio dei Ministri) per dare ampio risalto al forte malcontento degli appartenenti al Corpo.
Di seguito, è stato avviato un ulteriore confronto con le articolazioni tecniche del Comando Generale per rafforzare ulteriormente la posizione a tutela del personale. Nel contempo si è preso atto dell’avvenuta presentazione in Commissione di numerosi emendamenti volti ad escludere il comparto dagli effetti della manovra o, quantomeno, a temperarne l’applicazione.
Alla luce di ciò, il Consiglio ritiene, al fine di conseguire un effettivo miglioramento della manovra, di intraprendere le seguenti ulteriori iniziative:
• giorno 30 Giugno e 1 luglio: partecipare, in via del tutto eccezionale, alla riunione del Co.Ce.R. Interforze per concordare una strategia d’azione comune;
• giorno 1 luglio: aderire, a cura dei singoli delegati, alla manifestazione nazionale indetta dalle OO.SS. della Polizia di Stato nella città di Roma e in tutte le città italiane;
• ribadire al Comandante Generale la necessità di un incontro urgente con il Min. dell’Economia e delle Finanze, On. Prof. Giulio Tremonti;
• incontrare - in luogo della videoconferenza - i Consigli Intermedi di Rappresentanza del Corpo, al fine di confrontarsi sugli effetti della manovra finanziaria ed individuare intenti e prospettive condivise.

Roma, 29 giugno 2010


IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 
   1 8.6.2010 COCER GDF COMUNICATO STAMPA INIZIATIVE IN ORDINE ALLA MANOVRA






COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Consiglio Centrale di Rappresentanza

 

COMUNICATO AI COLLEGHI
IN ASSENZA DI CAMBIAMENTI UNA MANOVRA INGIUSTA ED INCOSTITUZIONALE


SEGUITO COMUNICAZIONI DATATE 27 MAGGIO E 1 GIUGNO 2010


Negli scorsi giorni, il Consiglio Centrale di Rappresentanza ha consegnato ai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, nonché ai Sottosegretari all’Economia e Finanze ed alla Difesa, un proprio documento (Allegato n. 1) nel quale sono state illustrate nel dettaglio le ingiustificate penalizzazioni che verrebbero a colpire i Finanzieri, qualora l’attuale testo della manovra finanziaria non venisse modificato.

In particolare hanno evidenziato che il Comparto Sicurezza/Difesa viene ad essere colpito in maniera fortemente sperequata dalla manovra finanziaria.
Infatti, oltre al blocco dei contratti per tre anni, e al differimento del pagamento delle liquidazioni:

- vengono bloccati gli effetti economici delle promozioni, creando disparità di trattamento a parità di grado e funzioni svolte, nonché penalizzazioni nelle retribuzioni che possono raggiungere anche il 20% delle stesse, mentre redditi ben più alti vengono toccati in modo meno significativo (es. un dirigente con 160 mila euro di reddito annuo, subisce una riduzione del 2,5%, per altro senza ricadute sul piano previdenziale);

- viene rideterminato il metodo di calcolo della liquidazione senza contestualmente procedere ad attivare la previdenza complementare;

- 700 milioni di euro accantonati per riordinare le carriere del personale del comparto vengono destinati a copertura della manovra;

- viene abolito il compenso di missione all’estero per cui tutte le attività operative, ad esclusione delle missioni di pace, dovranno avvenire senza tale retribuzione.

Successivamente questo Organismo, unitamente alle altre Sezioni COCER ed in sintonia ai Sindacati delle Forze di Polizia, ha fatto pervenire ai Parlamentari delle Commissioni investite a trattare la materia gli emendamenti correttivi della manovra (Allegato n. 2), in quanto ritenuta misura ingiusta e di dubbia costituzionalità, come già emerso dall’esame del testo avvenuto in Commissione Difesa Senato in data 16 giugno 2010 (Allegato n. 3).

Allo stato attuale tutti i parlamentari hanno manifestato attenzione alle richiesta avanzate dalle rappresentanze militari e/o OO.SS..

Anche se vige scetticismo, questo COCER è obbligato ad attendere il giorno 18 c.m, termine ultimo per l’esame degli emendamenti in parola, per avere una visione d’insieme complessiva e trarne unitamente ai COBAR e COIR tutti le dovute conclusioni.

In assenza di significativi interventi correttivi, non potranno che essere avviate concrete forme di protesta che, nel rispetto del dettato normativo, esprimeranno il profondo malumore del personale rispetto al provvedimento con un’azione che auspichiamo unitaria e condivisa da parte di tutto il personale.


Roma, 16 giugno 2010

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

__._,_.___



14.6.2010
COBAR PIEMONTE GDF RANOCCHI DI TUTTA ITALIA, SVEGLIAMOCI! "..fine di reperire risorse per il risanamento della Finanza pubblica, con “alta ingegneria finanziaria”, ha individuato tra l’altro i dipendenti pubblici, ed in particolare gli appartenenti al comparto sicurezza e difesa, tra i soggetti da colpire in quanto sono le uniche categorie ad essere privilegiate, ricche ed evasori.."
 

26.05.2010 MANOVRA FINANZIARIA, "CORNUTI E MAZZIATI". COBAR PIEMONTE GUARDIA DI FINANZA "..IL GOVERNO HA ANNUNCIATO UNA MANOVRA AGGIUNTIVA DI OLTRE 27 MILIARDI DI EURO CHE CONTEMPLA ANCHE IL BLOCCO DEI RINNOVI CONTRATTUALI DEL PUBBLICO IMPIEGO PER I PROSSIMI ANNI..
 
 
AUDIZIONE IN COMMISSIONE DIFESA SENATA: INDAGINE CONOSCITIVA SULLA CONDIZIONE MILITARE.

- TESTO DEL DOCUMENTATO CONSEGNATO IN COMMISSIONE 

- IL DOCUMENTO AUDIO DEGLI INTERVENTI IN COMMISSIONE
 
 
La delegazione della guardia di finanza era composta da:
Col. Bruno BARTOLONI; Lgt Francesco LEOTTA; Lgt. Salvatore TRINX; App. Ippazio DE MATTEIS;
App. Enrico ZACCARIA

PAGINA DEL RIORDINO DELLE CARRIERE

 

 
   28.09.09 Guardia di Finanza: requisiti per il diritto a pensione e modalità di attribuzione delle voci di natura pensionabile (Inpdap, Circolare 18.9.2009 n. 18). Subentro nella gestione delle attività pensionistiche del personale appartenente al Corpo della Guardia di Finanza – Trasmissione dati giuridici ed economici mediante modello PA04 anche ai fini dell’indennità di buonuscita.

Fonte Previdenza

Documenti:
inpdap_18_2009.html
18-09-2009-circ18.pdf

 

 
 
 

 15.07.09 COCER GDF incontro GOVERNO e COCER/SINDACATI "..L'Illustrazione delle linee guida del Documento di Programmazione Economico Finanziaria 2010-2013; il COCER della Guardia di Finanza non può esimersi dal constatare che la suddetta convocazione è offensiva.."

 
 

 

 

 

 
 

 

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LETTERA APERTA AI POLITICI

          Nei giorni 22, 23 e 24 gennaio u.s. i delegati dei Consigli di Base, Intermedi e Centrale si sono riuniti in assemblea plenaria per affrontare il tema della rappresentanza militare, materia ancora regolata dalla legge 382/78, nonostante che da molte legislature si ripetano infruttuose iniziative parlamentari per la sua riforma.

          Al termine dei lavori l’assemblea, espressione democratica delle 64.000 persone che compongono la Guardia di Finanza, ha approvato all'unanimità un documento che affronta la problematica in una prospettiva che porti al pieno compimento il processo riformatore dell'organizzazione del Corpo, sviluppatosi con l'emanazione, nel 2001, dei decreti legislativi 68 e 69.

          In particolare, ferma restando la missione istituzionale e l’organizzazione militare stabilite dai citati decreti, i delegati hanno espresso l’avviso che il nuovo assetto normativo accentui la specificità della Guardia di Finanza e rafforzi la necessità che i finanzieri possano individuare chiaramente il loro referente politico nel Ministro dell’Economia e delle Finanze, superando l’arcaico modello che li inserisce impropriamente nel sistema Interforze avente come riferimento il Ministro della Difesa. A tale Autorità, in tempo di pace, non sono attribuite responsabilità in merito all’operatività del Corpo e all’impiego del suo personale.

          L’assemblea, altresì, coerentemente con lo sviluppo dell’ordinamento giuridico del settore pubblico, ha ritenuto indispensabile affrontare il tema della tutela dei diritti con una visione moderna, la quale consenta di perseguire in concreto le finalità di efficienza, efficacia ed economicità che oggi sono richieste anche ad un’organizzazione militare. Per questo, ha segnalato l’urgenza di superare l'ambigua commistione fra ruolo della dirigenza e quello della rappresentanza del personale, che connota il sistema tuttora disciplinato dalla già citata legge 382/78.

          Un innovativo strumento di rappresentatività dei finanzieri dovrebbe, pertanto, essere:

  • esterno e autonomo dall’Amministrazione, assumendo la forma del sindacato, così come regolato per le Forze di polizia ad ordinamento civile, ovvero di un’associazione professionale, democraticamente articolata al suo interno, con garanzia di rappresentanza per tutto il personale;
  • giuridicamente in grado di contrattare sia al primo sia al secondo livello, non disponendosi, altrimenti, tra l’altro, degli strumenti giuridici necessari per corrispondere, in modo condiviso, le risorse destinate a premiare la produttività. Con possibilità, inoltre, di interfacciarsi con le Regioni e gli Enti locali per le materie di loro competenza;
  • capace di tutelare concretamente, sia sul piano collettivo sia su quello individuale, il personale anche attivando procedure di conciliazione e arbitrato per limitare il ricorso al contenzioso giudiziario.

          Ciò posto, in conformità del mandato ricevuto dall'assemblea, considerata l’opportunità di garantire, al pari di quanto avviene per altre categorie di cittadini, i diritti dei finanzieri e l’efficienza dell’Istituzione di cui fanno parte, questo Consiglio Le chiede di valutare la possibilità di assumere un impegno su questo tema e di rendere pubblico l'orientamento del Suo Partito al riguardo.

          Attesa la rilevanza istituzionale della materia, si è provveduto ad attivare analoga iniziativa presso tutte le altre forze politiche.

          Sicuri di un Suo favorevole riscontro, Le porgiamo cordiali saluti.

  27 febbraio 2008

                                            IL COCER

                                                               GUARDIA DI FINANZA

 

 

Altri articoli sulla Rappresentanza

 

 
 

Documento conclusivo, approvato all'unanimità dai

Delegati COBAR,COIR COCER della GDF 
 


La Guardia di Finanza, in forza delle riforme approvate dal Legislatore fra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo, è in via primaria una forza di polizia specializzata a cui sono affidati delicati compiti per la salvaguardia della legalità economico finanziaria e di concorso nel mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. La sua rimodulata missione la rende coerente rispetto alla ridefinizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel frattempo realizzata.
A tutti i suoi appartenenti è richiesta una sempre più specifica e complessa professionalità. Con orgoglio affermiamo che essa oggi costituisce un patrimonio del Paese e un efficiente strumento per la tutela dei diritti dei suoi cittadini.
Nel corso degli ultimi anni anche altre importanti istituzioni sono state oggetto di profonde riforme. In particolare è stato chiarito il novero delle Forze Armate, che rispondono al Ministro della Difesa, tra le quali non è, e non potrebbe essere altrimenti, ricompresa la Guardia di Finanza.
Il nuovo assetto del Corpo ne accentua la specificità e rinforza la necessità, unanimemente condivisa da quest'assembla, che i Finanzieri possano individuare chiaramente il loro referente politico nel Ministro dell'Economia e delle Finanze, superando una volta per tutte l'arcaico modello che li inserisce impropriamente nel Cocer interforze affiancato al Capo di Stato Maggiore della Difesa e che vede come riferimento il Ministro della Difesa, Autorità alle quali, in tempo di pace, non sono attribuite responsabilità con riguardo all'attività di servizio dispiegata dai suoi appartenenti.
L'improcrastinabile superamento dello strumento di rappresentanza regolato dalla legge 382/78 è anche reso indispensabile dalla sua più volte rilevata incapacità di tutelare effettivamente i diritti e gli interessi degli appartenenti a un moderno Corpo di polizia.

Quest'assemblea unanimemente ritiene, infatti, che uno strumento moderno di tutela debba essere:

· esterno e autonomo dall' Amministrazione, realizzando, nell'interesse dei finanzieri e dell'efficienza della stessa Guardia di Finanza, la separazione fra la linea di comando e l'organo di tutela del personale;

· giuridicamente in grado di contrattare, sia al primo sia al secondo livello. In quest'ambito, anche alla luce dell'evoluzione dell'assetto dello Stato, va ricompresa la possibilità di interfacciarsi con le Regioni e gli enti locali per le materie di loro competenza;

· capace di tutelare concretamente, sia sul piano collettivo sia su quello individuale, il personale anche attivando procedure di conciliazione e di arbitrato che permettano di limitare il ricorso al contenzioso in sede giudiziaria.

In questa prospettiva l'assemblea esprime il suo deciso dissenso sul nuovo assetto della rappresentanza militare delineato dal testo unificato messo a punto dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato, ritenendolo inidoneo a sciogliere, tra l'altro, i nodi di fondo innanzi delineati.

Si richiede quindi al Parlamento, e alle forze politiche che lo compongono, di voler affrontare la tematica con una visione innovativa e moderna, capace di corrispondere alle aspettative dei finanzieri e di far crescere il sistema di tutela fino a renderlo coerente rispetto ai migliori standard europei.

Quest'assemblea ritiene che la soluzione vada individuata nell'estensione anche ai finanzieri del modello sindacale già previsto per le Forze di polizia a ordinamento civile o nella costituzione di un'associazione professionale autonoma ed esterna all'amministrazione, democraticamente articolata, che permetta il conseguimento di un analogo livello di tutela dei diritti collettivi e individuali.

In questa prospettiva l'assemblea conferisce mandato al Cocer ad adoperarsi presso i competenti organi parlamentari per verificare quali forze politiche che li compongono sono disponibili a sostenere tali soluzioni.

Il Cocer riferirà costantemente agli organi confluenti l'esito della sua attività ed entro la fine del corrente anno, se non possibile prima, li attiverà per le iniziative che saranno ritenute più idonee al conseguimento degli obiettivi prefissati.

L'assise sin da subito chiede al Cocer, quale gesto di "dissenso politico", di non riconoscersi più nel Cocer interforze, in quanto sede inidonea a veicolare la risoluzione delle problematiche del personale rappresentato

 

 
 
 

ROMA, MANIFESTAZIONE 1 DICEMBRE 2007      

 

I DELEGATI DEL COCER DORI, LEOTTA, TRINX, SCINO, DE MATTEIS, TAVERNA, ZACCARIA D’ALESSANDRO E TISCI HANNO ESPRESSAMENTE DECISO DI NON PARLARE DIRETTAMENTE E DI DELEGARE AD ALTRI LA LETTURA DEL DOCUMENTO PER FAR EMERGERE, CON FORZA, LA NEGAZIONE DEI DIRITTI COSTITUZIONALI CHE LIMITANO, ANCORA OGGI, LA LIBERA PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONI COME QUESTA, DEMOCRATICAMENTE ORGANIZZATE E RICONOSCIUTE QUALE DIRITTO DI OGNI CITTADINO.
I MILITARI SONO CITTADINI A LIBERTA’ LIMITATA!
CON QUESTI PRESUPPOSTI APPARE ANCOR PIU’ AVVILENTE CHE ANCHE IN TALI OCCASIONI NON POSSONO PACIFICAMENTE E CON LIBERA ESPRESSIONE DEL PENSIERO TUTELARE I PROPRI DIRITTI E QUELLI DI MIGLIAIA DI FINANZIERI CHE RAPPRESENTANO, COSI’ COME STANNO FACENDO I COLLEGHI SINDACALISTI DELLE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO CIVILE.
APPARE SINGOLARE CHE NELL’ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELL’EUROPA UNITA, LA CLASSE POLITICA ITALIANA CONTINUI CIECAMENTE AD IGNORARE L’ESIGENZA DI DOVER RICONOSCERE, ANCHE A COLORO CHE SONO CHIAMATI A GARANTIRE LA SICUREZZA DELLO STATO E DELLA COLLETTIVITA’ IL DIRITTO AD AVERE UN PROPRIO SINDACATO, COSI’ COME AVVIENE NEGLI ALTRI PAESI DELL’UNIONE.
A FRONTE DI CIO’ RIGETTANO IL TESTO UNIFICATO IN ITINERE AL SENATO SULLA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE CHE RISULTA INVOLUTIVO ATTESO CHE GLI ORGANISMI CONTINUEREBBERO AD ESSERE INTERNI ALL’ISTITUZIONE E QUINDI PRIVI DI EFFETTIVA AUTONOMIA RAPPRESENTATIVA.
FANNO APPELLO, PERTANTO, ACCHE’ VENGA SOSTENUTA LA PETIZIONE POPOLARE CHE APPOGGIA IL DDL.1821 CHE RICONOSCE AI MILITARI IL DIRITTO DI ASSOCIARSI IN SINDACATO.
IL PARLAMENTO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’.
IL GOVERNO SI FACCIA ALTRESI CARICO DELLA RICHIESTA DI SEPARARE IL COMPARTO SICUREZZA DA QUELLO DELLA DIFESA
LE GRAVI DISATTENZIONI, DA MOLTO TEMPO, RISERVATE AGLI OPERATORI DELLA SICUREZZA HANNO GENERATO UN PROFONDO SENSO DI MALCONTENTO ED INSODDISFAZIONE TRA TUTTO IL PERSONALE DEL CORPO.
I DELEGATI DENUNCIANO, CON FORZA:
• IL MANCATO APPOSTAMENTO DI FONDI PER RIEMPIRE DI CONTENUTI IL “PATTO PER LA SICUREZZA”, GARANTITO E SOTTOSCRITTO A LUGLIO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, HA RESO INACCETTABILI GLI AUMENTI CONTRATTUALI CHE NON HANNO NEANCHE RISTORATO GLI EFFETTI DELL’INFLAZIONE PROGRAMMATA;
• UNA FINANZIARIA CHE NON STANZIA I NECESSARI FONDI PER IL RINNOVO CONTRATTUALE PER IL BIENNIO ECONOMICO 2008/2009, PER IL RIORDINO DELLE CARRIERE FINALIZZATO A DISCIPLINARE E VALORIZZARE COMPITI E FUNZIONI DEGLI OPERATORI DELLA SICUREZZA E PER LA SPECIFICITA’ DELLE FORZE DI POLIZIA E DELLE FORZE ARMATE;
• LA SCELTA DEL GOVERNO DI RIVEDERE, CON IL PROTOCOLLO SUL WELFARE, I LIMITI DI ETA’ PER L’ACCESSO ALLA PENSIONE SENZA COINVOLGERE I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI DEL COMPARTO SENZA TENER CONTO INOLTRE DELLA SPECIFICITA’ CHE LA PRECEDENTE RIFORMA AVEVA VOLUTAMENTE SALVAGUARDATO.
• CHE LE PENSIONI, A SEGUITO DELLA RIVISITAZIONE DEI COEFFICIENTI DI CALCOLO, SUBIRANNO UNA DECURTAZIONE OSCILLANTE TRA IL 6% E IL 9%.
I CONTINUI TAGLI OPERATI IN FINANZIARIA, DAI GOVERNI CHE SI SONO SUCCEDUTI, ALLE RISORSE SULLE SPESE DI FUNZIONAMENTO CREA ENORMI DIFFICOLTA’ ALL’OPERATO DEI FINANZIERI.
I FINANZIERI SONO UNA GRANDE RISORSA PER IL PAESE E LA LOTTA CHE CONDUCONO ALL’EVASIONE FISCALE ED AL SOMMERSO, LE SOMME VERBALIZZATE SE INTROITATE SONO PARI A MANOVRE FINANZIARIE (QUEST ANN0 SOLO NEI CONFRONTI DI UNA NOTA SOCIETA’ E STATO ELEVATO UN VERBALE PARI A CIRCA OTTO MILIARDI DI EURO) .
MAGGIOR ATTENZIONE E PARI DIGNITA’ NEL DICASTERO DELL’ECONOMIA E’ IL MINIMO CHE SI CHIEDE AL MINISTRO.
A QUESTE CONDIZIONI IL PAESE DEVE SAPERE CHE PER NOI RISULTA DIFFICILE GARANTIRE AI CITTADINI LA SICUREZZA E LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE
IL GOVERNO, IL PARLAMENTO DICA CON I FATTI SE LA SICUREZZA E LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE E’ O NON E’ UNA PRIORITA’?

ROMA, 1 DICEMBR
E 2007


 

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Consiglio Centrale di Rappresentanza
Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633
 

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633

 

 

D  E  L  I  B  E  R  A    N.  01/62/10°

 

 

OGGETTO:  Petizione popolare a sostegno del Disegno di Legge n. 1821 presentato al Senato della Repubblica per il sindacato ai militari.

 

 

I  L    C  O  C  E  R

 

 

PREMESSO                che:

-        i delegati di questo Organismo hanno chiesto, con forza in tutte le sedi istituzionali, che anche ai militari debbano essere riconosciuti ed estesi i diritti fondamentali della nostra Carta Costituzionale;

 

-        il testo unificato del D.D.L. sulla Riforma della Rappresentanza Militare, approvato dal gruppo ristretto istituito presso la Commissione Difesa del Senato della Repubblica è stato rigettato da questo COCER con propria delibera n. 01/59/10°. Esso, infatti, non farebbe altro che far regredire e comprimere ulteriormente i diritti acquisiti sia per i rappresentati che per i rappresentanti;

 

TENUTO CONTO        che gli undici delegati componenti il COCER della Guardia di Finanza rigettano l’istituto rappresentativo interno all’Amministrazione (9 delegati per la costituzione di sindacati militari, 2 delegati per una associazione professionale esterna con diritti sindacali);

 

EVIDENZIANDO           che quanto chiede il COCER della Guardia di Finanza non è unica voce nel deserto e che altri organi paritetici di altre Organizzazioni militari ai vari livelli così come altri Organismi confluenti del Corpo sono concordi nel proseguire sulla strada intrapresa;

 

A  T  T  E  S  O            che tali istanze non sono state vane e che parlamentari della Repubblica le hanno fatte proprie traducendole nel Disegno di Legge n. 1821 presentato al Senato della Repubblica;

 

RILEVATO                   che per dare forza a tale lodevole iniziativa (che deve andare fuori dagli schieramenti politici di appartenenza) vi è in atto una sottoscrizione popolare a sostegno del Disegno di Legge in parola;

 

RITENENDO                che i delegati di questo Organismo non si debbano sottrarre al loro “credo” e devono dare un segnale forte al personale rappresentato, alla coscienza dei cittadini tutti e dei rappresentanti del popolo italiano affinché anche i militari diventino a pieno titolo cittadini di questa Repubblica,

 

AFFINCHÈ                   ci si uniformi agli altri stati europei che da tempo ai militari riconoscono il diritto ad avere il sindacato;

 

 

D  E  L  I  B  E  R  A

 

 

di:

-           condividere i contenuti dell’iniziativa di cui all’oggetto;

 

-           rivolgere un appello alla società civile, al mondo sindacale e della cultura a sostenere i diritti dei militari;

 

-           rivolgere a tutti i parlamentari di questa Repubblica la richiesta di condividere il contenuto e lo spirito del Disegno di Legge sottoscrivendolo e/o intraprendendo analoghe iniziative fuori da preconcetti e schieramenti di appartenenza secondo propria coscienza e convinzione sui diritti dell’uomo militare;

 

-           sensibilizzare la classe politica, affinché, in alternativa alla Rappresentanza Militare, valuti altresì la possibilità di prendere in considerazione anche la costituzione di Associazioni professionali esterne all’Amministrazione nella misura in cui ciò può essere la chiave di volta per creare il più ampio consenso a livello parlamentare,

 

-           chiedere al Comandante Generale di inoltrare la presente delibera al Signor Ministro dell’Economia e delle Finanze e alle Commissioni Parlamentari competenti.

 

 

La presente delibera, approvata a maggioranza (9 votanti – favorevoli 7, contrari 1, astenuti 1) in data 21 novembre 2007, viene inviata a stralcio verbale.

 

 

 

 

            IL SEGRETARIO                             IL PRESIDENTE DEL COCER   

 (Lgt. Maurizio Dori)                             (Gen.D. Domenico Minervini)

 

 
 
 


D E L I B E R A N. 01/59/10°

OGGETTO: Riforma della Rappresentanza Militare.


 


I L C O C E R


PREMESSO che questo Organismo ha posto a base della propria attività la piena conquista dei diritti per le donne e gli uomini in uniforme a status militare con il riconoscimento dei fondamentali elementi sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana (artt. 3 - 39 e 52);

L E T T O il testo unificato del D.D.L. sulla riforma della rappresentanza militare, approvato il 27 settembre u.s. dal Comitato ristretto istituito presso la Commissione Difesa del Senato della Repubblica;

CONSIDERATO che questo Organismo ha espresso parere negativo al DDL in parola, in quanto ritiene che la soluzione prospettata ripropone una forma di tutela strutturata all’interno dell’Amministrazione e, quindi, si pone in modo radicalmente antitetico rispetto alla posizione da tempo assunta, assolutamente distante da quanto auspicato;

RITENUTO che qualora il D.D.L. in parola fosse approvato con l'attuale stesura, farebbe regredire l'istituto rappresentativo comprimendo, altresì, i diritti dei delegati degli Organismi Intermedi e di Base fino a far ritornare alle origini storiche (vgs. divulgazione dei deliberati mediante affissione in bacheca…… nell'era di internet !!);

RILEVATO altresì, che nel testo proposto il ruolo di parte sociale è puramente formale e vuoto di contenuti e che lo stesso va verosibilmente nella direzione della ricostituzione dei c.d. "sindacati gialli" vietati dalla legge;

PRESO ATTO che il COCER Carabinieri con propria delibera n. 123 del verbale 37/10 ritiene che il D.D.L. recepisce in pieno le linee guida della rappresentanza formulata dalla propria Sezione ed interessa il proprio Comandante Generale di farsi promotore, a livello politico, delle iniziative necessarie affinché la riforma possa avere un iter parlamentare veloce e definitivo;

RITENUTO che in un consesso democratico tutte le opinioni vanno rispettate a condizione che non ledano gli altrui diritti e, nel caso specifico, gli interessi di questa Sezione in ragione del personale rappresentato (altrimenti….. separiamoci senza rancore);

A T T E S O che questo Organismo non accetterà prevaricazioni alcuna per difendere la dignità dei lavoratori della Guardia di Finanza e di qualsiasi altro militare che ritenga che la strada giusta da percorrere sia la "sindacalizzazione";

FACENDO appello ancora una volta al Parlamento affinché non resti sordo alla nostra istanza e raccolga questo grido di allarme che rivendica con forza e con ragione i giusti diritti;

SOTTOLINEANDO che la forza della ragione non ci farà demordere dalla strada intrapresa,
 


D E L I B E R A



di inviare la presente al Comandante Generale affinché la inoltri al Ministro della Difesa, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, ai Presidenti delle Commissioni Difesa del Senato e della Camera.


La presente delibera, approvata all’unanimità (7 votanti) in data 31 ott. 07, viene inviata a stralcio verbale.



 

IL SEGRETARIO         IL PRESIDENTE VICARIO
(Lgt. Salvatore Trinx)                (Lgt Maurizio Dori) 

 

 

 
 
 

 Comando Generale della Guardia di Finanza

CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA

 


Oggetto: Osservazioni in merito alla bozza DDL di riforma .R.M. predisposta dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato.

La riforma dello strumento di rappresentanza nell'ordinamento militare costituisce il punto nevralgico del mandato del X Consiglio Centrale di Rappresentanza della Guardia di Finanza.

Attesa, pertanto, la distanza dell'articolato predisposto dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato rispetto all'impostazione che questo Consiglio ha auspicato, si esprime parere negativo alla bozza di riforma, per le osservazioni di seguito riportate.

La soluzione prospettata ripropone una forma di tutela strutturata all'interno dell'Amministrazione e, quindi, si pone in modo radicalmente antitetico rispetto alla posizione da tempo assunta da questo Consiglio. Esso ha sostenuto, a suo tempo, , invece, la costituzione di un organismo esterno che abbia i fondamentali caratteri del pluralismo, dell'autonomia giuridica, organizzativa ed economica, nell'ottica di pervenire ad un reale bilanciamento fra l'esigenza di contemperare i diritti soggettivi e gli interessi legittimi dei cittadini militari con la peculiarità dell'ordinamento in cui operano.

Tale fondamentale nodo non è certamente sciolto dalla previsione dell'articolo 5, comma 9, il quale rimanda addirittura ad una successiva e non meglio definita "procedura di negoziazione" tra le rappresentanze ed i Ministri competenti, la fissazione dei criteri e delle modalità per la loro autonomia economica e gestionale stabilite dal d.d.l..

Al di là della considerazione circa l'inadeguatezza della previsione in esame, è di tutta evidenza che questo aspetto non può essere demandato alla negoziazione tra la R.M. e le Amministrazioni, ma deve essere necessariamente disciplinato dalla legge, costituendo il punto centrale sul quale dovrebbe basarsi ogni ipotesi di riforma.

Non è ben specificata, inoltre, il concetto di capacità negoziale dell'Organismo centrale sui tavoli della Funzione Pubblica. Infatti, quand'anche si dovesse giungere ad ottenere una vera e propria capacità di contrattazione, già nei fatti esercitata dai Co.Ce.R., essa rimarrebbe comunque priva di reale significato se non accompagnata dalla capacità di vigilanza sull'applicazione del contratto.

La rappresentatività degli Organismi non viene in alcun modo valorizzata rispetto al passato in quanto non vi sono innovative previsioni normative che valorizzino il mandato dei delegati attraverso:

- la presentazione di liste elettorali;

- l'elezione dei delegati dei Consigli intermedi e centrali da parte di tutta la base elettorale;

- l'introduzione di strumenti per manifestare forme di dissenso nei confronti dell'operato dei delegati o anche di interi Consigli ritenuti non aderenti al mandato conferito sulla base di programmi elettorali.

Non è stata assolutamente valorizzata la competenza degli organismi intermedi e di base che rappresentano la vera anima ed la sostanziale struttura di funzionamento dell'istituto della rappresentanza.

Quest'ultima, inoltre, nelle materie di competenza, continua ad operare esclusivamente attraverso la proposizione di istanze, proposte e pareri mentre si sarebbe dovuto delineare un quadro equilibrato che avesse previsto la possibilità di applicare, a seconda delle materie, taluni dei seguenti istituti, peraltro già previsti dalle norme che regolano il rapporto di lavoro nel pubblico impiego o delle rappresentanze militari degli altri Paesi europei:

- la consultazione obbligatoria. Deve essere espletata non solo in relazione ai disegni di legge (come già previsto), ma anche su altre materie che prevedono accordi siglati fra le parti sociali;

- l'informazione obbligatoria. L'amministrazione deve dare congrua informazione sugli atti relativi al rapporto di lavoro, sia in modo preventivo che successivo (ampliando le previsioni contenute nell'art. 6 della bozza);

- l'osservazione. Deve essere prevista la possibilità di monitoraggio da parte del Co.Ce.R. sulle problematiche di maggior rilievo, da svolgersi anche mediante commissioni paritetiche, con la possibilità, quindi, di richiedere all'Amministrazione dati e notizie su fenomeni di interesse specifico;

- la co-determinazione. Deve essere prevista nei casi prefissati e, laddove esiste un disaccordo tra l'Organismo e l'Amministrazione, ci deve essere la possibilità di affidare la soluzione ad un terzo (es. Autorità ministeriale) prima di adire, successivamente, il Giudice;

- la conciliazione. Essa è indispensabile per evitare il costante ricorso da parte del personale rappresentato al Giudice, anche per questioni che potrebbero essere risolte con un accordo tra le parti.

Non può non evidenziarsi, infine, la mancanza di una previsione normativa che attesti la diversità del Corpo della Guardia di Finanza rispetto alle Forze Armate.

Oltre che nell'appartenenza al Dicastero dell'Economia, è di tutta evidenza una diversa formazione, cultura, aspettative, obiettivi degli appartenenti alla Guardia di Finanza. Tutto ciò avrebbe dovuto portare a prevedere una forma di autonomia del Co.Ce.R della Guardia di Finanza, rispetto a quello Interforze.



Roma, 17 ottobre 2007



IL CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

 

DELIBERA    N.   01/56/10°

  

OGGETTO:          Attività propositiva della Rappresentanza Militare. Indizione di una seduta plenaria.

  

I  L    C  O  C  E  R

  

PREMESSO che continuano a pervenire da parte di militari del Corpo e dai Consigli Intermedi e di Base della Rappresentanza sollecitazioni per un incontro congiunto tra tutti i delegati della rappresentanza militare in ordine alle sottoelencate problematiche:

riforma della legge 382/78;

rinnovo del contratto di lavoro;

 

CONSIDERATO      che durante l'incontro con il Comandante Generale svoltosi in data 10 ottobre u.s. si è avuto un assenso di massima all'effettuazione di tale incontro;

 

TENUTO CONTO          che tali tematiche sono di primaria importanza per il personale del Corpo;

 

RILEVATA          la necessità di avere sulle stesse un confronto propositivo con personalità estranee al Corpo, al fine di addivenire in tempi rapidi alla loro definizione,

  

D   E   L   I   B   E   R   A

 

 

 di chiedere al Comandante Generale di autorizzare lo svolgimento di un incontro con la partecipazione di tutti i Consigli di Base, Intermedi e di personalità del Parlamento, del Governo, della Magistratura e delle Istituzioni, alla presenza dei vertici del Corpo, da tenersi nella seconda metà del mese di novembre p.v. alla sede di Roma.

 La presente delibera, approvata all'unanimità (9 votanti) in data 11 ottobre 2007, viene inviata a stralcio verbale.

 

giovedì 11 ottobre 2007

 

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma –

Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633

 

COMUNICATO STAMPA DEL COCER GDF: GOVERNO INADEMPIENTE, IN FINANZIARIA MENO DELLA META' DELLE RISORSE PROMESSE E NULLA PER IL RIORDINO, NON SOTTOSCRIVEREMO IL PATTO PER LA SICUREZZA
 

Cocer Guardia di Finanza
COMUNICATO STAMPA
 


Lo scorso mese di luglio, con la firma a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Prof. Romano Prodi, si portava a compimento l’accordo contrattuale per il quadriennio normativo 2006/2009 ed il biennio economico 2006/2007 per il comparto sicurezza-difesa.
Il contratto, esiguo nelle risorse economiche, era valorizzato da un documento di pre-intesa “Linee guida del Patto per la Sicurezza”, definito dalle rappresentanze militari e sindacali il “vero punto di forza dell’accordo”.
Infatti, per la prima volta, un Governo si impegnava ad esaminare in forma organica diverse problematiche, da anni irrisolte, che nell’ambito del comparto sicurezza-difesa rappresentano le maggiori distonie tra i vari Corpi e Forze di polizia e tra queste ed il restante comparto pubblico.
Purtroppo, a distanza di circa due mesi da quella data, il COCER della Guardia di Finanza, come le altre Rappresentanza Militari e Organizzazioni Sindacali, deve prendere atto che le Autorità politiche non hanno mantenuto gli impegni assunti.
Eppure, al fine di ottenere un segnale tangibile sulla solidità della pre-intesa, le Rappresentanze Militari e sindacali si erano limitate a richiedere lo stanziamento di 200 milioni di euro, per la specificità del comparto e circa 120 mln di euro sul riordino delle carriere, ad incremento delle somme già stanziate.
Così non è stato!
Infatti, nel D.D.L. Finanziaria 2008 sono stati appostati soltanto 150 mln di euro, tra l’altro, finalizzati nella quasi totalità ad interventi dovuti in materia di buoni pasto ed all’adeguamento delle tariffe orarie del lavoro straordinario (ad oggi sottopagate rispetto al lavoro ordinario); provvedimenti che per giustizia ed equità devono essere garantiti a prescindere dalle richieste sindacali.
Inoltre, mancano all’appello le risorse per il rinnovo del contratto economico relativo al biennio 2008/2009.
Questo quadro d'assieme, non certo edificante, è ancor più aggravato da una situazione di sofferenza economica del Corpo della Guardia di Finanza che si trova ogni giorno a dover far fronte alle esigenze operative con carenti stanziamenti economici relativi al normale funzionamento.
Si ritiene che in queste condizioni sarà molto difficile svolgere una incisiva lotta all'evasione fiscale e, quindi, garantire una maggiore sicurezza economico-finanziaria.
Qualora le richieste formalizzate non saranno soddisfatte, solidali con le manifestazioni indette dal personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile (precluse al personale militare), non sottoscriveremo il Patto e denunceremo la grave inadempienza del Governo.

Roma, 3 ottobre 2007


IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA
Mercoledì 3 ottobre 2007

 

 
 

SINDACATO SI, SINDACATO NO

In uno stato normale l’articolo 39 della Costituzione, il diritto all’organizzazione sindacale sarebbe il simulacro della democrazia.

In una democrazia matura il potere civile deve controllare il potere militare.

Una classe politica con un forte rigore e senso civico farebbe uno più uno e direbbe che, se sono vere le prime due considerazioni, allora i militari, ancor prima di essere servitori dello Stato, sono semplici cittadini.

Ma non è così: purtroppo!

Oggi, - ieri per chi legge- presso la Sala Rossa della festa dell’Unità di Modena si è svolto, alle ore 17.30 circa, alla presenza di almeno 100 persone, un dibattito tra gli organi della rappresentanza interforze (COCER), il segretario confederale CGIL Paolo Nerozzi, il sottosegretario all’Economia con delega alle Finanze Paolo Cento, la  senatrice Lidia Brisca Menapace, e il Deputato Antonio Rugghia. Il quesito, ormai decennale, è la rappresentanza sindacale delle forze di polizie militarmente organizzate, che ancor prima di essere un problema ristretto al “comparto” delle forze dell’ordine, è un problema di democrazia.

Il rappresentante FICIESSE, Carlo Germi, che per l’occasione interpreta anche il ruolo di moderatore, ha ribadito con precisione e con grande fervore la necessità della nascita di un sindacato interno alle forze di polizia militare e l’urgenza di ratificare il D.D.L presentato a luglio  in Commissione Difesa  per la riforma della rappresentanza militare con relative norme sul diritto di associazione del personale delle Forze armate e delega al Governo in materia di contrattazione collettiva.

“L’importante” - dice Germi- “è che il governo ci dica se dobbiamo continuare a sperare in questa risoluzione di legge o, come nella passata legislatura, se dobbiamo smetterla di farci false illusioni”.  Per maggior chiarezza interviene Paolo Nerozzi (segretario confederale CGIL), il quale tiene a precisare quanto l’Italia sia socialmente indietro rispetto ai paesi europei che hanno già da molti anni sindacati di rappresentanza  per gli organi militari e  che la legge, se sarà attuata, non dovrà essere priva di 2 punti fondamentali: 1) L’allargamento della partecipazione al voto per la nomina dei rappresentanti, oggi fortemente limitata; 2) il principio di elettività: una testa un voto.

La  parte politica, personificata dal Verde Paolo Cento, risponde asserendo che è nell’intenzioni del Governo non venir meno a tale risoluzione, ma che l’iter legislativo non si preannuncia per niente facile. La Commissione Difesa, come sottolinea la senatrice Menapace (membro della commissione stessa), ha una rappresentanza spaccata, in quanto delegata a 12 esponenti del centro destra e 12 esponenti del centro sinistra, con a capo il senatore Sergio de Gregorio che fa sostanzialmente il bello e il cattivo tempo e ogni volta che bisogna far passare una proposta di legge, invisa al centro destra, si crea un impasse politico-legislativo difficilmente sormontabile. “Ciononostante” - ribadisce la senatrice- “è di indubbia l’importanza la creazione di un organo di rappresentanza concertativo che possa rendere più democratico lo Stato

Il deputato Ds-Ulivo e membro della Commissione Difesa, Rugghia, ha il non facile compito di districarsi nelle copiose domande, richieste e rimproveri da parte di alcuni delegati Cocer- Coir- Cobar come Maurizio Dori, il quale porta alla luce che a Roma, il prossimo mercoledì, rappresentanti delle forze dell’ordine insieme a esponenti di AN si riuniranno in via ufficiale senza dover chieder alcuna autorizzazione. Inoltre aggiunge, rivolgendosi ai parlamentari presenti, che gli uomini sono stanchi di vedere tanta attenzione quando si muore in servizio avendo di contro scarsa attenzione e solidarietà nella battaglia quotidiana dei diritti. Daniele Tisci recrimina  l’impossibilità di riunirsi in sindacato delle forze militari, mentre alla polizia (legge 121 del 1981) tale diritto è già riconosciuto ormai da anni. Molti finanzieri, inoltre, chiedono il superamento della vecchia legge 382 del ‘78, ormai  annosa e incapace di sopperire all’esigenza di democrazia all’interno delle forze armate. Rugghia risponde, in concerto a quanto detto precedentemente dal senatore Paolo Cento e della senatrice Menapace,  che il problema non dovrà essere sindacato si, sindacato no, ma che bisognerà cercare di far compiere al mondo militare un processo evolutivo verso la democratizzazione, divenendo in tal modo parte sociale e concertativa.

 

L’articolo 52 della costituzione afferma: ……L’ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

 

Cosa si aspetta?

        Giuseppe Dori  Tel. 338-7240461

 

 
 

 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

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COMUNICATO STAMPA

 Incontro Palazzo Chigi - Roma 12 luglio 2007

 Introduzione politica

 

Il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy per il recupero di risorse al fine di ridurre il rapporto tra debito e PIL (francese 65% - italiano 107%) ha detto chiaramente all’Europa come procederà per il risanamento.

 In particolare è questo il motivo della citazione, tre punti fondamentali ci riguardano da vicino:

  • Accorpamento dei servizi di sicurezza;

  • Accorpamento delle agenzie fiscali;

  • Rivisitazione delle strutture giudiziarie attraverso la riduzione di tribunali periferici.

 Fatti e analogie identiche a quelli italiani.

 Come non trovarci d’accordo sulle soluzioni indicate se é da anni che chiediamo di agire in tale direzione?

 Il Governo, il nostro Governo, vuole sciogliere queste contraddizioni che in Italia sono più accentuate?

 La Guardia di Finanza è stanca di porgere l’altra guancia, è stanca di essere schiaffeggiata continuamente, a turno dalla Difesa, dagli Interni, e dai Finanziari.

 

Il Corpo non può essere l’arlecchino servo di molti padroni e gli si dà l’alibi di poter dire quando viene chiamato di essere sempre impegnato in altro settore.

 

Si vuole far diventare finalmente la Guardia di Finanza la Polizia economica/finanziaria del paese? Oppure la strategia in atto è quella di portarci al collasso sottraendoci quotidianamente compiti e specificità?

 

Nell’ultima audizione presso la Commissione Finanze del Senato della Repubblica il Viceministro On. VISCO, allora con delega per il Corpo, espresse plauso alla Guardia di Finanza per aver tagliato i costi fissi di funzionamento e dall’altro ribadì l’imperativo di una maggiore specializzazione del personale in modo da migliorare l’assolvimento dei compiti di polizia tributaria.

 

Ci domandiamo: con i tagli come si può specializzare ulteriormente il personale?

 

Il 5 luglio u.s. a Genova il Direttore delle Agenzie a dieci anni dalla nascita, nella sua relazione ha illustrato le “condizioni” indispensabili affinché possa realizzare il piano strategico triennale.

 

I numeri: assunzione di 3000 laureati e per rimpiazzare le 3100 uscite è previsto il turn-over di 2100 unità di cui 500 a fine anno.

 

È evidente la disparità di trattamento in cui versa il Corpo per effetto dei tagli di risorse.

 

Fuoriuscite di personale senza che sia garantito il turn-over. Reparti d’istruzione che sono cattedrali nel deserto.

 

A fronte di ciò noi rappresentanti del personale, oltre a denunciare i fatti, abbiamo le armi spuntate, limitate dall’inadeguatezza delle norme che disciplinano la Rappresentanza Militare.

 

Ci preme citare perciò un altro Presidente europeo – Josè Luis Rodriguez ZAPATERO - che come atto nel settore della sicurezza ha ricondotto la Guardia Civil nell’alveo del Ministero dell’Interno e dietro istanze forti del personale ha avuto il coraggio di percorrere la strada del riconoscimento dei diritti. Infatti è in procinto di dare a tale istituzione un associazione professionale sul modello dell’associazione nazionale magistrati.

 

Il Governo italiano avrà il coraggio di fare analoghe scelte?

 

Quando il Governo vorrà ricondurre la Guardia di Finanza nell’alveo del Ministero dell’Economia e delle Finanze?

 

Sono maturi i tempi per il riconoscimento effettivo dei diritti?

 Con il tavolo delle trattative aperte ci aspettiamo un segnale da parte dell’autorità governativa.

 

Entrando nei punti specifici il COCER ritiene di dover condizionare la sottoscrizione del contratto alle seguenti pregiudiziali:

·             sindacalizzazione del Corpo;

·           stanziamento di ulteriori risorse, oltre a quelle già disponibili per il rinnovo, per provvedere all'aggiornamento del costo orario dello straordinario (attualmente tale costo è inferiore a quello dell'ora del lavoro ordinario);

·           assegnazione e attribuzione della gestione di tali risorse alle singole amministrazioni (attualmente, per il comparto sicurezza, è gestito tutto dal Ministero degli Interni);

·           corresponsione di tutte le ore di straordinario svolte dal personale che se tagliate, come avviene attualmente, incidono, tra l'altro, negativamente ed in modo significativo sul trattamento previdenziale;

·           emanazione di una circolare, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, attuativa-esplicativa del contratto, per tutte le amministrazioni del comparto sicurezza.

 

 

Roma, 11 luglio 2007

 

 
 
 

 

COMUNICATO STAMPA

IL CONTRATTO: UNA RISORSA?

 

Ieri 04 luglio 2007 si è tenuto il terzo incontro con il Dipartimento della Funzione Pubblica per le trattative per il rinnovo contrattuale (Biennio Economico 2006/07 e Quadriennio Normativo 2006/09).

 

La parte tecnico-politica ha portato sul tavolo le seguenti tematiche:

 

·           l’aggiornamento della tariffa oraria dello straordinario;

·           presentazione di un articolato normativo sulla diramazione delle circolari attuative dei contratti da parte delle amministrazioni.

 

Per quanto riguarda il capitolo straordinari a fronte di un drenaggio di circa 27 milioni di euro, il prospetto riportava un incremento per le categorie più disagiate ovvero 13000 finanzieri circa di 0,08 centesimi di aumento. Constatato che la suddetta platea di militari accede al pagamento di una media di 10 ore mensili, questo incremento avrebbe una ricaduta di circa 0,80 centesimi lordi al mese.

 

La Sezione COCER Guardia di Finanza senza abbandonare, "per il momento", il tavolo delle trattative ha posto delle pregiudiziali che si sostanziano in:

 

·           stanziamento di ulteriori risorse, oltre a quelle già disponibili per il rinnovo, per provvedere all'aggiornamento del costo orario dello straordinario (attualmente tale costo è inferiore a quello dell'ora del lavoro ordinario);

·           assegnazione e attribuzione della gestione di tali risorse alle singole amministrazioni (attualmente, per il Comparto Sicurezza, è gestito tutto dal Ministero degli Interni);

·           corresponsione di tutte le ore di straordinario svolte dal personale che se tagliate, come avviene attualmente, incidono, tra l'altro, negativamente ed in modo significativo sul trattamento previdenziale;

·           emanazione di una circolare, da parte della Funzione Pubblica, attuativa-esplicativa del contratto, per tutte le amministrazioni del Comparto Sicurezza;

·           elaborazione di prospetti che riportino l’attuale ricaduta del contratto sia sul trattamento stipendiale, sia sulla parte accessoria;

 

La Sezione Guardia di Finanza ha chiuso i lavori dando la disponibilità ad altri incontri solo alla completa soluzione delle suddette pregiudiziali.

 Fondamentale, altresì, sarà l'incontro con gli esponenti del Governo che dovrebbe avvenire il 10 luglio p.v..

 

In tale sede, questo COCER condizionerà la firma del contratto allo scioglimento dei seguenti nodi:

 

·           riformulazione dell'attuale sistema di Rappresentanza, che allo stato priva il personale di una effettiva tutela, condizionandola alla richiesta di sindacalizzazione e non al mero riconoscimento del ruolo negoziale;

·           chiara distinzione e separazione del Comparto Sicurezza da quello della Difesa.

 

 

            Roma, 05 luglio 2007

                                                        IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

 
COMUNICATO STAMPA
ROMA, 22 MAGGIO 2007

BASTA POLEMICHE

 In data odierna un organo di informazione ha pubblicato la deposizione resa dal Comandante Generale all'Autorità Giudiziaria di Milano con riguardo all'avvio, lo scorso anno, dei procedimenti di trasferimento dei vertici del Corpo in Lombardia. Sono così diventati di pubblico dominio i dettagli di una vicenda che all'epoca creò preoccupazione in tutti coloro che vedono nel corretto rispetto delle procedure la garanzia dell'imparzialità di un Corpo come quello della Guardia di Finanza, chiamato ad operare per il mantenimento della legalità in ambiti delicati quali quelli finanziario ed economico.

Peraltro, la pubblicazione di quest'atto giudiziario in un momento nel quale la vicenda appariva superata, considerato che tali trasferimenti non sono avvenuti e, a quanto a conoscenza di quest'Organismo, nessuna formale imputazione è stata mossa dall'Autorità Giudiziaria a chicchessia, rischia di trascinare nuovamente l’Istituzione e coloro che vi lavorano al centro di una polemica politica assolutamente inaccettabile.

Se l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto di indagare, è sua facoltà, attendiamo gli esiti. Ma utilizzare i fatti per fini di bassa speculazione politica e tentare di determinare una crisi nei rapporti tra la Guardia di Finanza e il Vice-Ministro è inaccettabile.

I problemi sono ben altri, e sono stati da tempo rappresentati da questo COCER:

  • il contratto di lavoro è scaduto ormai da quasi due anni ed al personale non vengono riconosciuti gli incentivi;
  • le finanziarie degli ultimi anni hanno apportato notevoli tagli per il funzionamento tanto che assistiamo, da tempo, al paradosso di doverci autotassare o utilizzare i nostri mezzi personali per lavorare e aggiornarci. Al Senato e alla Camera giacciono ordini del giorno, accolti dal Governo, che lo impegnano a stanziare risorse per garantire l’azione della Guardia di Finanza a contrasto dell’illegalità e dell’evasione fiscale, messa a rischio dall’inadeguatezza delle risorse a bilancio;
  • sussiste un divario consistente fra le risorse a disposizione della Guardia di Finanza e quelle delle altre Forze di Polizia, per cui è stato costituito un apposito tavolo tecnico in sede interministeriale per eliminarlo.

Chiediamo con fiducia al Vice Ministro Visco e al Comandante Generale di lavorare e risolvere i vari problemi. Noi faremo la nostra parte, confrontandoci anche duramente, se necessario, ma all’interno di un contesto di lealtà all’Istituzione.

Se vogliamo veramente combattere l’illegalità economica e l’evasione fiscale chiediamo a gran voce strumenti e mezzi idonei.

Non si può più pensare di ottenere grandi risultati solo con il sacrificio e senso del dovere del personale.

 Roma, 22 maggio 2007

 

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

COMUNICATO STAMPA
ROMA, 17 MAGGIO 2007

 

 

ONOREVOLE VISCO, BASTA!

RISPETTO E DIGNITÀ PER I FINANZIERI

 

 

 

Il massimo consesso della Rappresentanza della Guardia di Finanza chiede rispetto e dignità per poter lavorare.

 

lo chiede innanzitutto all'On. Vincenzo VISCO, in funzione della delega governativa conferitagli che mette il Corpo alle Sue dipendenze.

 

L'istituzione Guardia di Finanza ha bisogno di serenità per svolgere il proprio lavoro e degli strumenti necessari per farlo nel modo migliore.

 

Ai proclami devono seguire i fatti, altrimenti siamo nella demagogia.

 

Non si può prima dire che la Guardia di Finanza è centrale nella lotta all'evasione e poi si tagliano in modo incisivo le risorse per il suo funzionamento.

 

Il Signor Vice Ministro, nel corso dell'ultima audizione presso la Commissione finanze del Senato, da un lato plaude alla Guardia di Finanza per aver tagliato i costi fissi, dall'altro chiede maggiore specializzazione del personale impiegato in modo da migliorare l'assolvimento dei compiti di Polizia Tributaria.

 

Si chiede ai Finanzieri militari sangue e sudore e si apprende che i finanziari (dipendenti civili dell'ammnistrazione finanziaria) trovano nell'On. VISCO il proprio paladino. Egli, infatti, oltre ad elargire soltanto a loro il premio per la lotta all'evasione fiscale, a proposito delle "sue figlie predilette" dice:

 

"dato il valore strategico complessivo dell'Amministrazione finanziaria sul complesso del comparto pubblico, andrebbe fatta una riflessione sulla possibilità di escludere le agenzie da eventuali riduzioni"

 

É da tempo che sentiamo da più parti dichiarazioni contraddittorie sulla Guardia di Finanza.

 

Improvvisamente, poi, il Signor Vice Ministro torna sul tema della smilitarizzazione, dichiarandosi "nettamente contrario a ipotesi di smilitarizzazione, anche tenendo conto che la Guardia di Finanza non è né una forza militare, né una forza di polizia in senso tecnico"

 

ce lo vuol dire il Signor Vice Ministro che cosa siamo, Visto che il COCER ha già pubblicamente ed in modo chiarissimo rivendicato la paternità nel dicastero dell'economia?

 

Se militarità vuol dire negazione dei diritti, il COCER respinge al mittente tale affermazione.

 

Militari e civili devono avere gli stessi diritti. Siamo consapevoli che lo status di militare soffre della compressione di essi, ma ciò non deve assolutamente significare annullamento degli stessi con la conseguente offesa della dignità.

 

Ai finanzieri tutti ed alla Rappresentanza, in particolare COBAR e COIR, rivolgiamo un appello:

 

la strada che stiamo percorrendo è lunga, tortuosa e difficile. Non lasciamoci dividere. Stringetevi attorno al COCER e sosteneteci su qualsiasi iniziativa futura intraprenderemo.

 

Stiamo lavorando per un solo interesse: quello del personale e dell'amata Guardia di Finanza.

 

 

Roma, 17 maggio 2007

 

 

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Consiglio Centrale di Rappresentanza
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COMUNICATO STAMPA
ROMA, 20 Aprile 2007


COCER GUARDIA DI FINANZA: IL GOVERNO SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ DI FRONTE ALLE ISTANZE DI SINDACALIZZAZIONE DEI MILITARI.
Che i tempi siano maturi per la sindacalizzazione dei militari italiani è un dato certo, i delegati della rappresentanza militare con senso delle istituzioni e con grande senso di responsabilità lo sostengono con la forza delle idee e della maturità dei propri appartenenti.
È il nostro mondo fatto di uomini con le stellette che ha raggiungo questa convinzione dopo anni di decantazione sperimentale della rappresentanza militare.
Se tale istituto era uno strumento per metterci alla prova ha avuto si un gran risultato quello di permettere a noi di crescere e di formarci cosi da testare in prima persone la sua inutilità e la sua inefficienza.
Dal 1978 data della nascita dei COCER, COIR e COBAR sono passati quasi 30 anni, troppi per privare ancora i militari dei diritti costituzionalmente garantiti.
Sindacato militare vuol dire solo riconoscere ed affermare che anche il popolo in divisa fa parte della grande famiglia dei cittadini dello Stato Italiano.
Gran bell'esempio viene dai colleghi della rappresentanza militare dell’Aeronautica Militare che riuniti in assemblea nazionale a Loreto con la presenza di 203 delegati ha approvato il documento che chiede la sindacalizzazione dell’Arma azzurra.
Ben 194 delegati hanno votato a favore, 4 contrari e 5 astenuti un plebiscito che riempie i cuori dei delegati COCER della Guardia di Finanza di gioia e che dicono ai colleghi dell’aviazione "uniti assieme a noi sulla strada della sindacalizzazione".
La forza dei numeri e delle richieste democratiche dei militari, come emerge da istanze provenienti anche da delegati e organismi di rappresentanza delle altre Forze Armate, non può essere ignorata dalla classe politica che con i fatti deve rispondere alla voce che si sta alzando sempre più forte dalle caserme: SINDACATO.
Per il Governo è giunto il momento di dare una risposta.
Maggioranza ed opposizione facciano la loro parte.
Non ci si aspetti da noi gesta eclatanti per essere ascoltati, niente piazze, niente passeggiate spontanee sotto Palazzo Chigi, presso la Camera o il Senato. Niente scioperi della mensa, ne scioperi della fame ma la libertà della parola per rivendicare ciò che ci spetta.
La politica è espressione del popolo, anche il cittadino militare è popolo, non stia distante da noi e soprattutto non ascolti solo i salotti buoni degli “STATI MAGGIORI”.

Roma, 20 aprile 2007

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

 

Lettera inviata all'Onorevole Giordano

 

PROPOSTA PER UNA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE

 

Una svolta del sistema di rappresentanza è particolarmente sentita dal personale del Corpo della Guardia di Finanza , al fine di addivenire ad una soluzione ai cronici problemi di rappresentatività che assillano la condizione del lavoratore in divisa.

In Parlamento sono all’esame delle Commissioni Difesa di Camera e Senato alcune proposte di legge che certo non vanno nella direzione, auspicabile, di dare pieni diritti al cittadino finanziere,lavoratore in divisa  uguale a tutti i lavoratori di questa Repubblica e la linea minimalistica che si intravede nei disegni di legge presentati  di certo non vanno nella direzione di ristabilire l’equilibrio a favore degli uomini con le stellette come sancito dalla nostra carta costituzionale

.La legge 11 luglio 1978, n. 382, da alcuni definita  rivoluzionaria rispetto alle condizioni di allora da molti altri avvertita come un frutto di compromesso , mostra oramai tutti i suoi limiti. Da più di un decennio questa inadeguatezza è avvertita, ma le soluzioni prospettate sono state per lo più, nel migliore dei casi, contraddittorie,  se non addirittura regressive rispetto alla condizione giuridica esistente.

 Con la nota Sentenza del 1999, la Corte costituzionale, in merito alla legittimità costituzionale dell’articolo 8 della detta legge n. 382 del 1978, aveva dichiarato non incostituzionale il divieto per i militari di costituire associazioni professionali o sindacali. Tuttavia, la Consulta precisava nella sentenza come dovesse essere il legislatore a definire la disciplina associativa per i militari.

L’insoddisfazione degli appartenenti al Corpo verso questo istituto di rappresentanza è generale, avendo riscontrato che esso non garantisce una reale tutela del personale, sia dal punto di vista collettivo sia del singolo appartenente: infatti i meccanismi e le funzioni attribuite alla Rappresentanza militare non sono, a questo punto, adeguate ai progressi culturali, organizzativi  e sociali che hanno investito  il Corpo.

A fronte di ciò il personale vive quotidianamente la rilevante differenza di condizione e di rappresentanza esterna che contraddistingue nel nostro Paese le Forze di Polizia . ad ordinamento civile rispetto a quelle militarmente ordinate, come appunto la Guardia di Finanza.

Cittadini che svolgono il medesimo servizio di polizia, in molteplici circostanza anche in stretta collaborazione tra di loro, vivono diverse condizioni personali facendo tastare direttamente le conseguenze di due diversi sistemi di rappresentanza, che si ripercuotono negativamente, nella gran parte dei casi, sugli appartenenti al Corpo, con differenziazione di diritti, di tutela e di trattamento economico.

La Rappresentanza militare, così concepita,  è un istituto che  ormai giunto al termine ma cosa più grave che come si prospetta è un istituto morto ancora prima di nascere! Negli ultimi anni si è assistito alla proliferazione di associazioni che a vario titolo si propongono di difendere gli interessi del personale, andando a colmare, di fatto, il vuoto che le carenze della Rappresentanza ha palesato proprio sul terreno per il quale era stata ideata cioè la tutela del militare.

I tempi sono maturi per la svolta, per garantire ai Finanzieri di ogni ordine e grado i diritti fondamentali già di per sé sanciti dalla nostra Carta Costituzionale; diritti che in gran parte dei Paesi dell’Unione Europea sono già da tempo riconosciuti e salvaguardati dalle rispettive legislazioni.

La proposta di cambiamento deve andare nella direzione di garantire sostanzialmente la contrattazione e la difesa degli interessi collettivi ed individuali dei Finanzieri (tutela rispetto ai trasferimenti, organizzazione del lavoro, turnazioni, etc), come avviene già per i colleghi della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria in Italia, delle Forze Armate in genere in molti Paesi europei, senza che questo abbia scardinato l’organizzazione ed il funzionamento dell’apparato militare. La soluzione è il Sindacato .

Rispetto a tale richiesta Rifondazione e Lei in particolare come ritiene di agire nella richiesta dei riconoscimenti dei diritti sanciti dalla carta costituzionale al cittadino con le stellette circa la creazione del sindacato per i militari?

Onorevole Giordano lo sa che vi è una circolare dell’allora Ministro Martino che vieta addirittura la costituzione di una qualsiasi tipo di associazione se queste sono promosse da militari anche con altre persone che non indossano la divisa e che nonostante più richieste formulate dalla sezione cocer guardia di finanza in molte sedi istituzionali il Ministro Parisi non l’ha ancora abrogata?

Signor segretario agirà politicamente per far abolire tale obbrobrio?

 

 

              Salvatore Trinx

Delegato Cocer Guardia di Finanza