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Sito d'Informazione Comparto Difesa e Sicurezza |
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Scrivi a Salvatore *obbligatorio
IL DOCUMENTO DELLA Guardia di Finanza
ALTRI DOCUMENTI DELLA GDF
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LETTERA APERTA
Egregio
Onorevole, già in
commissione c’è stato il maldestro tentativo di inserire nel
decreto Milleproroghe degli emendamenti per prorogare la
Rappresentanza Militare fino al dicembre 2012.(8.4, 8.5, 8.6). Lei che è
rappresentante nel Parlamento del Popolo, è ben cosciente dei
valori democratici e della partecipazione democratica degli
elettori a scegliersi i propri rappresentanti: ecco perché la
rappresentanza non deve essere prorogata (i delegati sono eletti
non nominati). Il mandato della
rappresentanza militare è già stato prorogato due volte con
scuse fittizie e pretestuose che nulla avevano di reale a favore
dei circa quattrocentomila cittadini in divisa e tanto a favore
del singoli (diciamocelo norme ad personam di cui a palazzo per
altri noti soggetti ne avete fatto una battaglia). Che le proroghe
siano state fittizie è sotto gli occhi di tutti : basta vedere
per cosa sono state chieste e cosa è stato fatto… NULLA! Il motivo di
questa mia mail è ciò che Ella ha dichiarato in Aula alla
Camera: “…
abbiamo visto vari provvedimenti in materia militare. Su questo
mi sento di introdurre la materia della proroga dei Cocer, che è
stata bocciata in Commissione. Noi presenteremo nuovamente un
emendamento, perché crediamo che l'imminente trattativa sui
diritti del personale... Dicevo che ripresenteremo
l'emendamento per la proroga, soltanto fino a fine anno, dei
Cocer, che, peraltro, dovrebbero essere eletti in aprile e
maggio, quindi, di fatto, si tratterebbe di una proroga di poco
più di un semestre, dettata dall'imminenza dell'avvio di
un'importante trattativa in materia di lavoro dei militari e in
materia pensionistica. Quindi, crediamo che sarebbe
opportuno - se, ovviamente, non verrà posta la questione di
fiducia, quindi se vi sarà l'agibilità - provvedere in tal
senso…”
Questa è la mia preoccupazione:
errare humanum est, perseverare autem diabolicum ! E’ certo
onorevole di fare gli interessi del mondo militare?… Lei pensa
che questa sia la volontà della base? Pensa che questi delegati
siano insostituibili? Prima del X
mandato ne sono passati nove e altri ne verranno finchè il
Parlamento non ci darà il sindacato. Molti dei delegati in
carica essendo stati “bravi” sono stati rieletti dalla loro base
elettorale: la Legge che il Parlamento ha scritto dice che si è
rieleggibile una sola volta poi ci si ferma. Il big ben ora dice
STOP. Tutti utili,
nessuno indispensabile. Lei non può
ignorare che un’intera sezione del COCER, quella della Guardia
di Finanza, ha ufficializzato una specifica richiesta la cui
missiva ne è stato destinatario che le allego qualora fosse
andata persa contraria alla proroga! Non mi risulta
che altre Sezioni di Forza Armata hanno fatto una richiesta
ufficiale di proroga (ci mancherebbe altro. In caserma sarebbero
linciati simbolicamente) . Devo pensare
male e immaginare che un sottobosco si sta muovendo per mero
interesse di bottega, cercando di fare azione lobbistica nei
confronti dei Rappresentanti del Popolo Italiano (che
deve ascoltare TUTTO il suo popolo
). Onorevole, se ha
a cuore veramente gli interessi degli uomini in uniforme faccia
la battaglia per farci acquisire veramente i DIRITTI e non si
presti a questi giochini non degni di chi indossa un uniforme.
W l’ITALIA
DEMOCRATICA Salvatore TRINX Delegato Cocer Delegato COIR
Nord-occidentale Delegato Cobar
-Piemonte Sezione Guardia
di Finanza |
(Cocer GdF) |
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NO alla proroga della rappresentanza militare Egregi Deputati,
non so chi stia perorando la causa che ha trovato in Voi i promotori di un ennesima proroga della rappresentanza militare. Siamo alla terza e nulla è successo nelle precedenti proroghe rispetto ai motivi per cui erano state concesse se non privare i cittadini con le stellette dell’unico momento in cui riescono ad esercitare con il libero voto una manifestazione di democrazia di cui VOI dovreste esserne la maggiore espressione e alfieri. Così facendo e sostenendo la proroga, a distanza di oltre due anni dalla scadenza naturale, private ancora una volta i militari di scegliersi democraticamente i loro rappresentanti. Nel marzo scorso, alla seconda proroga, disgustato dalla violenza alla democrazia mi sospesi dalle attività della rappresentanza militare (vi invito a leggere l’allegato) trovando consenso nei miei elettori. Altri delegati di organismi intermedi e di base mi seguirono su questa strada. Circa due mesi fa’ nell’assise di tutta la rappresentanza militare della Guardia di Finanza il Presidente del Cocer Generale di Divisione Domenico Minervini (già in promozione a Corpo d’Armata), dichiarò in assemblea a nome del COCER sezione Guardia di Finanza che non sarebbe stata accettata un ulteriore proroga. Per l’alto senso della democrazia e del rispetto alle funzioni di rappresentanti del Popolo TUTTO rivolgo ai proponenti gli emendamenti l’appello affinché questi vengano ritirati per permettere agli elettori di esercitare fra circa due mesi il loro unico sacrosanto diritto che è rimasto al popolo con le STELLETTE: la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Qualora gli emendamenti non saranno ritirati e saranno accolti , dando la possibilità di questa VIOLENTA PROROGA che ritengo antidemocratica l’unica strada da percorrere sarà ristabilire autonomamente la democrazia mediante le dimissioni. Vi prego per amor di Patria di non avvallare e sostenere in maniera pretestuosa i non pochi sostenitori del G.V.R. del Cocer (gruppo vacanze romane).
SALVATORE TRINX delegato già prorogato due volte del X Mandato dei seguenti Organismi della Rappresentanza Militare della Guardia di Finanza: Cobar Piemonte, Coir Italia Nord-Occidentale, Cocer.
Cell.:3292605366
RICHIESTA RITIRO EMENDAMENTI CHE PROROGANO
PER LA TERZA VOLTA LA RAPPRESENTANZA MILITARE ART 8
"MILLEPROROGHE" ( emendamenti 8.4 8.5 e 8.6) |
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25.10.2011 COCER GUARDIA DI FINANZA: SI E' CONCLUSA ALL'AQUILA L'ASSISE PLENARIA CON I DELEGATI COBAR, COIR, COCER. IL DOCUMENTO FINALE CON LE CONCLUSIONI. Oltre a ribadire la necessità di superare l'attuale dipendenza dallo Stato Maggiore Difesa a favore di quella naturale per compiti ed impieghi sotto il Ministero dell'Economia, i Delegati della GDF evidenziano la necessità di un Organismo esterno, autonomo per la tutela dei militari. La Rappresentanza Militare anacronistica nel Ruolo, nella società, nei meccanismi non è assolutamente idonea a rappresentare, garantire il benessere giuridico, amministrativo, sociale dei militari. I Delegati in sessione congiunta chiedono al COCER GDF di non partecipare agli incontri Interforze e di non riconoscersi in detto organismo (come dire meglio soli che mali accompagnati). |
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L'Italia s'è desta! Afa o non afa …
non al mare, ma a votare! Referendum 11 e 12
giugno: i miei 4 SI
L’acqua oggi comincia a scarseggiare «e fa gola a chi va in cerca di profitti; più che una guerra dell’acqua, si deve, dunque, parlare di rapina dell’acqua, ma i beni comuni devono restare fuori dalle logiche di mercato» Sono le parole di don Luigi Ciotti, il sacerdote che mi ha sposato e che ha battezzato i miei figli. Come non dargli retta?L’indignazione dovrebbe salire alle stelle per come il potere politico/economico cerca di far passare in silenzio i referendum, al fine di invalidare i quesiti popolari per mancato raggiungimento del quorum. Non permettiamo a questo ciarpame che ha in mano il Paese, di ipotecare il futuro dei nostri figli. Privatizzare l’acqua? Il bene più prezioso, l’oro azzurro limpido della nostra vita in mano ai privati, alle multinazionali? Non sia mai. Le guerre future, non sono io che lo dico, se ci saranno, avranno per oggetto il controllo dell’acqua. Già, acqua da conquistare, difendere, far morti…E soldi. I filantropi dell’acqua privatizzata la regaleranno con le regole del libero mercato. Acqua come petrolio. A barili. Chi ha i soldi si disseta e vive. Chi non li ha, muore. E’ il mercato!Se oggi scegli così, domani crepi. Io voterò i due Sì nei referendum sull’acqua pubblica affinché questo non accada! Stop
alle centrali e al referendum: con 301 voti favorevoli, Dopo la moratoria approvata (che, di fatto, ha cercato di privare il cittadino di esprimersi), da poco è arrivata la decisione della Corte di Cassazione che ha restituito il diritto di voto ai cittadini ., potranno esprimersi contro la norma/imbroglio confezionata ad arte dal governo. Visto che il cittadino non è stato privato di tale diritto è certo che voterò SI per dire no al nucleare. Farsi imbavagliare dalle lobby, è farsi tarpare la possibilità di scegliere. Io non delego. Io rischio. Mi esprimo. E gioco la partita. Perchè un uomo deve fare così.
Infine, il
quesito che riguarda il legittimo impedimento per Presidente del
Consiglio e ministri a comparire in un'udienza penale. Questa norma
già
Proprio per il rispetto che nutro nelle Leggi e nella norma
fondamentale su cui poggiano le radici di questo paese che tra
l’altro all’art. 3 Cost. recita che “tutti i cittadini sono uguali
dinanzi alla legge …… ” e art. 25 Cost. “nessuno può essere distolto
dal giudice naturale precostituito per legge” …….
Voterò SI affinché sia affermato definitivamente il principio
che nel nostro Paese nessuno è al di sopra delle Leggi,
né Mr B. - che se fosse un cittadino normale sarebbe
già stato più volte punito nelle aule di giustizia – né chi
verrà dopo di lui. Perché io
di mr B. non ne voglio più vedere in questo Paese. Il mio
Paese.
Salvatore TRINX
Cittadino italiano
indignato!
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BANDO di CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DI 58 ALLOGGI AD EDILIZIA CONVENZIONATA
il 30 marzo di due anni fa' il mio intervento alle jene dava una scossa per sbloccare gli alloggi in stato di abbandono destinati alle forze di polizia (58). Ora finalmente la battaglia solitaria del Cobar torino della finanza, senza concorso dei sindacati di polizia o altri cobar di polizia a status militare (spiace dirlo) mai mollando la presa, ha scritto la parola fine. Allego l'articolo della stampa che riporta la notizia. Inoltre, allego il link della Prefettura con il bando per l'assegnazione degli alloggi: Confido nella sensibilità per diffondere la notizia al fine di portare a conoscenza dei colleghi la possibilità di poter partecipare al bando. Rappresentanze e Sindacati sono fatti di uomini "volere è potere".
il delegato prorogato Torino 01.04.2011 salvatore trinx |
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Un uccellino, che non è un canarino, ci ha detto…. che per quanto riguarda i tagli stipendiali tutto è già stato sistemato o, per meglio dire, che tutto era già stato deciso a suo tempo. Infatti già da molti mesi è stato deciso dal Ministro della Difesa Crosetto (che per chi non lo sapesse non è La Russa) e dal Presidente del Consiglio Tremonti (che è quello a cui non tornano i conti), col benestare del presidente del CoCer Interforze e del Vice Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (che poi sono la stessa persona), che anche le somme accantonate da quest’anno per il riordino delle carriere finiranno per coprire tutti i tagli…forse. Ma questo, come canta l’uccellino, lo sapevano tutti ed i sindacati di polizia comunque hanno fatto il loro mestiere a suon di comunicati e manifestazioni, anche perché’ siamo sempre in periodo di tesseramento e anche loro non è che devono essere mangiapane a tradimento. E lo sapevano pure gli altri delegati CoCeR anche se non erano Generali: infatti perfino un Luogotenente dei Carabinieri lo sapeva, anche se tutti lo chiamano Ammiraglio; l’unico che non lo sapeva era purtroppo Berlusconi. Ma poi, grazie al CoCeR Carabinieri sempre pronto a dare suggerimenti utili, il premier ha avuto, come il suo solito, il “culo” di trovare già pronta la soluzione chiavi in mano, senza mettere mano al portafoglio. Insomma, l’uccellino canterino, che prevede proprio tutto, dice che alla fine tutti, il Generale Rossi, i carabinieri, alcuni sindacati (ma non tutti perché’ ci sono sempre i tesseramenti da fare) saranno contenti di aver trovato al Governo palese la soluzione che aveva già preso il Governo occulto, che poi era quella decisa dagli Stati Maggiori i quali son riusciti a salvarsi da una mazzata che stavolta sarebbe toccata anche loro. Saranno contenti perfino i CoCeR che potranno dire di essere stati ascoltati, anche se in realtà nessuno gli ha mai chiesto niente. E quindi anche il personale sarà per forza contento di vedere che oltre ai 700 milioni per il riordino, scippati l’anno scorso, quest’anno altri 119 saranno sacrificati sull’altare della specificità’ e per salvare anche i dirigenti che col riordino non avevano nulla che spartire. L’uccellino alla fine ci ha spiegato che, per chi non l’avesse ancora capito, che cotanta generosità viene fatta coi soldi nostri. Poi è volato via, cantando che lui è solo l’oracolo. Ma già domani mattina vedremo le prime decisioni e giovedì le finali. SALVATORE TRINX SIMONE SANSONI |
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1 LA COSA GIUSTA Cari amici, il giornale della mia città, La Stampa, nel gennaio 2007 riportava la toccante storia dell’appuntato Martin Cristian, di cui molti conoscono le vicissitudini (e chi non è informato può leggere la sua storia su www.ficiesse.it ). Martin è persona sensibile, legge e riporta nel forum del citato sito, la rubrica del Buongiorno di Massimo Gramellini (La Stampa di qualche giorno fa’) che incita a fare la cosa giusta. L’avevo letta anch’io . La mia strada si incrocia ancora una volta con quella di Martin, una strana coincidenza che mi ha dato il colpo di grazia. Svegliati, mi son detto che fai: sei Salvatore Trinx quello degli anni ’90 additato come rivoluzionario dalla Gerarchia e non solo, oppure hai subito anche tu una metamorfosi intellettuale e stai diventando un conservatore? La risposta è che non sono più né il rivoluzionario degli anni ’90 né il conservatore dell’ultima ora. Sono solo un uomo maturo che porta in se’ l’entusiasmo del trentenne e la maturità dei miei 51 anni oggi: nient’altro. Le idee sono sempre le stesse e purtroppo gli interlocutori politici e sindacali sono i medesimi. Il disinteresse totale verso gli uomini IN DIVISA sono ciò che la storia ricorderà e di cui questa pseudo classe politica dovrà assumersene le responsabilità Torniamo a Gramellini e al suo articolo: "Esiste davvero. E’ una voce dentro di noi. Più forte dell’ignavia, della paura e persino del cinismo. Usa parole diverse, ma ripete sempre la stessa frase: fai la cosa giusta."" E narra la storia di un ex vigile in pensione che ogni giorno regola lo sciame degli alunni all’uscita della scuola fino a quando una macchina –squalo non rallenta e punta su un bambino, l’ex vigile Antonio non ha tempo di pensare o di sentire; balza addosso al bambino e lo spinge via. È colpito lui e catapultato verso il cielo, ricadendo sull’asfalto venti metri più in là. Dal Veneto del vigile alla Calabria in una scuola di Catanzaro, Gramellini ci narra della classe che rifiuta di andare in gita perché la Preside vieta a un compagno di classe disabile di partecipare, anzi di più ordina ai suoi 2 compagni di tacergli la data del viaggio. Tutto inizia con un bimbo che dice: se non va lui, allora non vado nemmeno io. E a ruota tutta la classe dice No. Gramellini termina dicendo "e adesso andiamo pure a leggere gli articoli che parlano di sangue , miserie e intrighi ". Quella voce esiste. Basta volerla ascoltare. Torno a me , al delegato Cocer, Coir , Cobar (prorogato) che, volendo ascoltare quella voce, si mette in discussione e prende la decisione di non partecipare più ai lavori della rappresentanza militare. Io Salvatore Trinx non parteciperò. E dico questo in quanto non più espressione dell’elettorato che mi ha votato, bensì investito di tale funzione da un atto d’imperio, sia pure tradotto in una Legge del Parlamento. Che la Rappresentanza sia agonizzante è noto a tutti. Che per molti, come chi scrive, sia stato solo lo strumento per legittimare, con l’investitura della base, l’idea della democratizzazione e della sindacalizzazione è un fatto anche questo indiscutibile. Ma non avrei mai immaginato che a decretare il fallimento della Rappresentanza sarebbero stati certi suoi rappresentanti i quali, per cecità politica, per mera ingordigia, inseguendo piccoli privilegi e perorando proroghe e contro proroghe, in ciò ricevendo l’avallo degli stati maggiori e della classe politica, sono riuscito a fare Harakiri. Io non voglio entrare in polemica con nessuno. Ma affermo il mio diritto di esprimermi, augurandomi condivisione. Chiedo rispetto per le mie idee come io rispetterò l’altrui pensiero. E dunque. I valori democratici sono parte integrante del mio DNA e sono racchiusi in quella carta Costituzionale su cui ho giurato Fedeltà. Il seme della democrazia per le stellette italiane è racchiuso nell’articolo 52 della 3 Costituzione che dice: le Forze Armate s’informano allo spirito democratico della Repubblica. Tale seme per il suo rango non può essere scalfito da chicchessia finché la Costituzione sarà questa.Gli elettori della Rappresentanza, quando si sono espressi, hanno dato mandato agli eletti per quattro anni. Non un giorno in più né uno in meno e non c’è ragione o motivazione che tenga. Ma pensate forse che le Camere possano cambiare la durata del proprio mandato? Articolo 60 della Costituzione: mai, salvo che in caso di guerra. Prorogare la Rappresentanza di fatto è stato un arbitrio commesso nell’unico spazio di democrazia che hanno gli uomini con le stellette. E’ stata imbavagliata la Libertà di essere cittadini di questa Res pubblica. E perché? A motivo di un contratto pessimo (a cui ho espresso voto contrario assieme a un solo altro delegato) del riordino delle carriere(sono riusciti a scippare gli oltre settecento milioni accantonati) e di una riforma della rappresentanza militare (proposte tutte ante 1978). Tutti argomenti facenti parte del libro dei sogni. Se i rappresentanti sono stati bravi o no, tutti lo sanno. Se questi rappresentanti sono i migliori, non è dato sapere visto che tutti siamo utili, nessuno è indispensabile. Se questi rappresentanti debbano restare, sarà la coscienza dei singoli a dirlo affinché si faccia LA COSA GIUSTA. L’elettore ci ha investito, l’elettore è l’unico giudice del nostro operato. Ora è il momento della mia scelta …. Se il sogno si tramuta in realtà, daremmo tutti assieme uno schiaffo di democrazia dimettendoci in massa e rimettendo il mandato. Visto che siamo in Prorogatio già da oltre sette mesi, non mi risulta che ci si strappi i capelli sulle dimissioni. Al massimo si fa’ il consuntivo su 4quanto si è fatto e come lo si è fatto, per giustificare il proprio operato e per motivare le ragioni della permanenza. Dimissioni? Rispondo subito di no! Non perché non ne senta il dovere, ma per la semplice ragione che avrebbero senso solo se TUTTI i delegati lo facessero e nessuno potesse subentrare al mio posto. Allora direte: parlo bene e razzolo male. Perché, dopo che ho scritto così, continuo imperterrito a forfetizzare il mio mandato? Vi rispondo che per affermare la mia idea (che se anche fosse minoritaria, non è detto che sia sbagliata) l’unica arma che mi rimane oggi è di non partecipare più ai lavori assembleari degli organismi di cui faccio parte rimanendo al mio reparto. Se comandato, essendo l’attività della rappresentanza militare attività di servizio a tutti gli effetti, allora, avvalendomi delle facoltà concessomi dai regolamenti, non entrerò nell’aula per partecipare ai lavori assembleari per esprimere il mio voto. Chi si sente legittimato nonostante tutto, presenzi pure ai lavori e garantisca il numero legale. Se negli organi collegiali di cui faccio parte ci sarà sintonia di pensiero, riusciremo almeno a inficiare l’operato di persone che come me non sono più "delegati dei colleghi", ma sono espressione degli stati maggiori che hanno sostenuto e legittimato un abuso. Al di là di tutto, per me ci sono dei valori irrinunciabili: stare bene con la coscienza, trasmettendo questi valori ai miei figli, cosi che loro possano guardarmi negli occhi con orgoglio. Ritenendo di aver fatto la cosa giusta e non volendo avvalermi dell’appellativo di Delegato Prorogato, da subito mi autosospendo dalle attività assembleari con la consegna diretta della presente al cobar e al coir e cocer alla prima riunione utile cui presenzierò.
Torino, 7 marzo 2011 Salvatore Trinx |
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9.02.2011 COCER G.D.F. DELIBERA: RICHIESTA URGENTE CON IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE. Disattese tute le promesse, gli ordini del giorno del Governo. Uno stillicidio continuo di speranze che si accavallano da quasi un anno. |
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22.7.2010 COCER GDF RESOCONTO SULLA MANOVRA FINANZIARIA AL 21.07.2010 |
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GENERALE ROSSI, FACCIA UN PASSO INDIETRO, NON SIA PARAFULMINE DI
SCELTE SCELLERATE - di Salvatore Trinx
I generali devono fare i generali. Chi è dirigente non può essere parte e
controparte. I generali sono dirigenti. Non sono
contrattualizzati. E riescono a essere parte e controparte. Beati
loro.
Sono l’ultimo dei moicani. La mia non è una lotta di classe, è una
fotografia sconosciuta ai più che sviluppo per i non addetti ai
lavori. Il generale Rossi è tutto ciò: è generale di corpo d'armata
dell'Esercito, presidente del Cocer interforze, comandante della
Capitale. Era quel signore che apriva la sfilata della festa della
Repubblica. Basta questo per farsi un'idea su chi è chi deve
tutelare, in qualità di "capo in testa", gli interessi degli uomini
in divisa e stellette.
La sezione Cocer Guardia di Finanza già da tempo, e non da sola, denuncia
l'inutilità del Cocer interforze. Leggi assurde hanno coniugato con
un vincolo d'indissolubilità unioni tra entità così diverse tra
loro, tra le stesse Forze Armate nonché con la Guardia di Finanza.
Le unioni forzate e formalizzate non per libera scelta ma imposte da altri
non possono di certo garantire un quieto vivere e una vita armoniosa
fondata su basi solide. La rappresentanza militare vive su
palafitte. I paletti di sostegno marci dal tempo e stanno
sprofondando. Quando questa separazione avverrà, non avendo
caratteristiche religiose, non vi sarà né peccato né scomunica.
Che c’entra Rossi con tutto questo? C’entra. Eccome se c’entra!
Anche popoli che parlano lingue differenti dialogano tra loro quando
l'interesse è comune. Oggi è comune. Dovrebbe essere comune. Diritti
compressi, limitazioni e privazioni sono all'ordine del giorno, sono
in procinto di essere alleggeriti i portafogli di tutti.
Appartenenti al Comparto difesa e sicurezza in primis.
E il nostro condottiero che fa? Fa il Generale.Il Generale, tutti lo
sappiamo, comanda eserciti, studia tattiche di guerra, strategie,
attacchi, contrattacchi. Fa le guerre. Ma le fa in nome dello Stato.
Quando questa sua esperienza la deve tramutare da strategia di
attacco in difesa - e a difesa - dei diritti del personale si
accorge che non può farlo. E non può farlo perché sarebbe come
sparare “fuoco amico” su uomini che in quel momento sono lo Stato.
Lo Stato di cui lui è interprete ed espressione.
Il generale Rossi è persona ammodo. Persona simpatica e intelligente. Ma
questo non lo può trasformare nell’interprete dei problemi del
personale contrattualizzato. Né ha le caratteristiche, a parere di
chi scrive, di poterlo rappresentare. Essere presidente del Cocer è
altra cosa che essere “il generale” presidente del Cocer. Generale
di corpo d'armata. Comandante della Capitale. Presidente del Cocer
interforze. Dirigente non contrattualizzato. Ci sta un pizzico di
conflitto di interesse? Ci sta o no, anche se in Italia nessuno si
scandalizza più?
La manovra finanziara ci sta stroncando tutti. La più alta ingiustizia mai
perpetrata da un governo nei confronti delle Forze dell'ordine e
delle Forze armate si sta consumando. E la guida della
rappresentanza militare che strategia ha in serbo per contrastare il
"fuoco amico"? Pensa che possa bastare una blanda conferenza stampa
per contrastare tutto ciò?
Prendere tempo non è bene. Sparare a salve ancor meno. Un generale di corpo
d’armata qualsiasi scelta faccia sa che ne va del proprio futuro. A
tal livello nomine e incarichi sono prerogative del governo che
chiede atti di rispetto e fedeltà. Come si può conciliare tutto ciò
senza urtare la sensibilità politica, andando a favore del
personale?
La truppa si lamenta, aumentate la paga ai generali. Non regge più. Anche la
truppa si incazza. Generale Rossi, lei è una persona per bene.
Faccia un passo indietro. Non sia parafulmine di scelte scellerate a
discapito della dignità dei SERVI (specificità) dello STATO.
SALVATORE TRINX |
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IL COCER GDF ADERISCE ALLE MANIFESTAZIONI DEI SINDACATI DI POLIZIA
CONTRO LA MANOVRA E RICHIEDE UN INCONTRO URGENTE CON TREMONTI
martedì 29 giugno 2010
Roma, 29 giugno 2010
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1 8.6.2010
COCER GDF
COMUNICATO STAMPA INIZIATIVE IN ORDINE ALLA MANOVRA
COMANDO GENERALE DELLA
GUARDIA DI FINANZA
COMUNICATO AI COLLEGHI
In particolare hanno evidenziato che il Comparto Sicurezza/Difesa
viene ad essere colpito in maniera fortemente sperequata dalla
manovra finanziaria.
- vengono bloccati gli effetti economici delle promozioni, creando
disparità di trattamento a parità di grado e funzioni svolte, nonché
penalizzazioni nelle retribuzioni che possono raggiungere anche il
20% delle stesse, mentre redditi ben più alti vengono toccati in
modo meno significativo (es. un dirigente con 160 mila euro di
reddito annuo, subisce una riduzione del 2,5%, per altro senza
ricadute sul piano previdenziale)
- viene rideterminato il metodo di calcolo della liquidazione senza
contestualmente procedere ad attivare la previdenza complementare;
- 700 milioni di euro accantonati per riordinare le carriere del
personale del comparto vengono destinati a copertura della manovra;
- viene abolito il compenso di missione all’estero per cui tutte le
attività operative, ad esclusione delle missioni di pace, dovranno
avvenire senza tale retribuzione.
Successivamente questo Organismo, unitamente alle altre Sezioni
COCER ed in sintonia ai Sindacati delle Forze di Polizia, ha fatto
pervenire ai Parlamentari delle Commissioni investite a trattare la
materia gli emendamenti correttivi della manovra (Allegato n. 2), in
quanto ritenuta misura ingiusta e di dubbia costituzionalità
Allo stato attuale tutti i parlamentari hanno manifestato attenzione
alle richiesta avanzate dalle rappresentanze militari e/o OO.SS..
Anche se vige scetticismo, questo COCER è obbligato ad attendere il
giorno 18 c.m, termine ultimo per l’esame degli emendamenti in
parola, per avere una visione d’insieme complessiva e trarne
unitamente ai COBAR e COIR tutti le dovute conclusioni.
In assenza di significativi interventi correttivi, non potranno che
essere avviate concrete forme di protesta che, nel rispetto del
dettato normativo, esprimeranno il profondo malumore del personale
rispetto al provvedimento con un’azione che auspichiamo unitaria e
condivisa da parte di tutto il personale.
IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA
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26.05.2010 MANOVRA FINANZIARIA, "CORNUTI E MAZZIATI". COBAR PIEMONTE GUARDIA DI FINANZA "..IL GOVERNO HA ANNUNCIATO UNA MANOVRA AGGIUNTIVA DI OLTRE 27 MILIARDI DI EURO CHE CONTEMPLA ANCHE IL BLOCCO DEI RINNOVI CONTRATTUALI DEL PUBBLICO IMPIEGO PER I PROSSIMI ANNI.. |
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AUDIZIONE IN COMMISSIONE DIFESA SENATA: INDAGINE CONOSCITIVA SULLA
CONDIZIONE MILITARE. - TESTO DEL DOCUMENTATO CONSEGNATO IN COMMISSIONE - IL DOCUMENTO AUDIO DEGLI INTERVENTI IN COMMISSIONE |
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La
delegazione della guardia di finanza era composta da:
Col. Bruno BARTOLONI;
Lgt Francesco LEOTTA; Lgt.
Salvatore TRINX; App. Ippazio DE MATTEIS;
App. Enrico ZACCARIA
PAGINA DEL RIORDINO DELLE CARRIERE |
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28.09.09
Guardia di
Finanza: requisiti per il diritto a
pensione e modalità di attribuzione delle voci di natura
pensionabile (Inpdap, Circolare
18.9.2009 n. 18). Subentro nella gestione delle
attività pensionistiche del personale appartenente al Corpo
della Guardia di Finanza – Trasmissione dati giuridici ed
economici mediante modello PA04 anche ai fini dell’indennità di
buonuscita.
Documenti:
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LETTERA APERTA AI POLITICI Nei giorni 22, 23 e 24 gennaio u.s. i delegati dei Consigli di Base, Intermedi e Centrale si sono riuniti in assemblea plenaria per affrontare il tema della rappresentanza militare, materia ancora regolata dalla legge 382/78, nonostante che da molte legislature si ripetano infruttuose iniziative parlamentari per la sua riforma. Al termine dei lavori l’assemblea, espressione democratica delle 64.000 persone che compongono la Guardia di Finanza, ha approvato all'unanimità un documento che affronta la problematica in una prospettiva che porti al pieno compimento il processo riformatore dell'organizzazione del Corpo, sviluppatosi con l'emanazione, nel 2001, dei decreti legislativi 68 e 69. In particolare, ferma restando la missione istituzionale e l’organizzazione militare stabilite dai citati decreti, i delegati hanno espresso l’avviso che il nuovo assetto normativo accentui la specificità della Guardia di Finanza e rafforzi la necessità che i finanzieri possano individuare chiaramente il loro referente politico nel Ministro dell’Economia e delle Finanze, superando l’arcaico modello che li inserisce impropriamente nel sistema Interforze avente come riferimento il Ministro della Difesa. A tale Autorità, in tempo di pace, non sono attribuite responsabilità in merito all’operatività del Corpo e all’impiego del suo personale. L’assemblea, altresì, coerentemente con lo sviluppo dell’ordinamento giuridico del settore pubblico, ha ritenuto indispensabile affrontare il tema della tutela dei diritti con una visione moderna, la quale consenta di perseguire in concreto le finalità di efficienza, efficacia ed economicità che oggi sono richieste anche ad un’organizzazione militare. Per questo, ha segnalato l’urgenza di superare l'ambigua commistione fra ruolo della dirigenza e quello della rappresentanza del personale, che connota il sistema tuttora disciplinato dalla già citata legge 382/78. Un innovativo strumento di rappresentatività dei finanzieri dovrebbe, pertanto, essere:
Ciò posto, in conformità del mandato ricevuto dall'assemblea, considerata l’opportunità di garantire, al pari di quanto avviene per altre categorie di cittadini, i diritti dei finanzieri e l’efficienza dell’Istituzione di cui fanno parte, questo Consiglio Le chiede di valutare la possibilità di assumere un impegno su questo tema e di rendere pubblico l'orientamento del Suo Partito al riguardo. Attesa la rilevanza istituzionale della materia, si è provveduto ad attivare analoga iniziativa presso tutte le altre forze politiche. Sicuri di un Suo favorevole riscontro, Le porgiamo cordiali saluti. 27 febbraio 2008 IL COCER GUARDIA DI FINANZA |
Altri articoli sulla
Rappresentanza
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Documento conclusivo, approvato all'unanimità dai
Delegati COBAR,COIR COCER della GDF
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ROMA, MANIFESTAZIONE 1 DICEMBRE 2007
I DELEGATI DEL COCER DORI, LEOTTA, TRINX,
SCINO, DE MATTEIS, TAVERNA, ZACCARIA D’ALESSANDRO E TISCI
HANNO ESPRESSAMENTE DECISO DI NON PARLARE DIRETTAMENTE E DI
DELEGARE AD ALTRI LA LETTURA DEL DOCUMENTO PER FAR EMERGERE,
CON FORZA, LA NEGAZIONE DEI DIRITTI COSTITUZIONALI CHE
LIMITANO, ANCORA OGGI, LA LIBERA PARTECIPAZIONE A
MANIFESTAZIONI COME QUESTA, DEMOCRATICAMENTE ORGANIZZATE E
RICONOSCIUTE QUALE DIRITTO DI OGNI CITTADINO.
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COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA Consiglio Centrale di Rappresentanza Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633
D E L I B E R A N. 01/62/10°
OGGETTO: Petizione popolare a sostegno del Disegno di Legge n. 1821 presentato al Senato della Repubblica per il sindacato ai militari.
I L C O C E R
PREMESSO che: - i delegati di questo Organismo hanno chiesto, con forza in tutte le sedi istituzionali, che anche ai militari debbano essere riconosciuti ed estesi i diritti fondamentali della nostra Carta Costituzionale;
- il testo unificato del D.D.L. sulla Riforma della Rappresentanza Militare, approvato dal gruppo ristretto istituito presso la Commissione Difesa del Senato della Repubblica è stato rigettato da questo COCER con propria delibera n. 01/59/10°. Esso, infatti, non farebbe altro che far regredire e comprimere ulteriormente i diritti acquisiti sia per i rappresentati che per i rappresentanti;
TENUTO CONTO che gli undici delegati componenti il COCER della Guardia di Finanza rigettano l’istituto rappresentativo interno all’Amministrazione (9 delegati per la costituzione di sindacati militari, 2 delegati per una associazione professionale esterna con diritti sindacali);
EVIDENZIANDO che quanto chiede il COCER della Guardia di Finanza non è unica voce nel deserto e che altri organi paritetici di altre Organizzazioni militari ai vari livelli così come altri Organismi confluenti del Corpo sono concordi nel proseguire sulla strada intrapresa;
A T T E S O che tali istanze non sono state vane e che parlamentari della Repubblica le hanno fatte proprie traducendole nel Disegno di Legge n. 1821 presentato al Senato della Repubblica;
RILEVATO che per dare forza a tale lodevole iniziativa (che deve andare fuori dagli schieramenti politici di appartenenza) vi è in atto una sottoscrizione popolare a sostegno del Disegno di Legge in parola;
RITENENDO che i delegati di questo Organismo non si debbano sottrarre al loro “credo” e devono dare un segnale forte al personale rappresentato, alla coscienza dei cittadini tutti e dei rappresentanti del popolo italiano affinché anche i militari diventino a pieno titolo cittadini di questa Repubblica,
AFFINCHÈ ci si uniformi agli altri stati europei che da tempo ai militari riconoscono il diritto ad avere il sindacato;
D E L I B E R A
di: - condividere i contenuti dell’iniziativa di cui all’oggetto;
- rivolgere un appello alla società civile, al mondo sindacale e della cultura a sostenere i diritti dei militari;
- rivolgere a tutti i parlamentari di questa Repubblica la richiesta di condividere il contenuto e lo spirito del Disegno di Legge sottoscrivendolo e/o intraprendendo analoghe iniziative fuori da preconcetti e schieramenti di appartenenza secondo propria coscienza e convinzione sui diritti dell’uomo militare;
- sensibilizzare la classe politica, affinché, in alternativa alla Rappresentanza Militare, valuti altresì la possibilità di prendere in considerazione anche la costituzione di Associazioni professionali esterne all’Amministrazione nella misura in cui ciò può essere la chiave di volta per creare il più ampio consenso a livello parlamentare,
- chiedere al Comandante Generale di inoltrare la presente delibera al Signor Ministro dell’Economia e delle Finanze e alle Commissioni Parlamentari competenti.
La presente delibera, approvata a maggioranza (9 votanti – favorevoli 7, contrari 1, astenuti 1) in data 21 novembre 2007, viene inviata a stralcio verbale.
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE DEL COCER (Lgt. Maurizio Dori) (Gen.D. Domenico Minervini)
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IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE VICARIO
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Comando Generale della
Guardia di Finanza
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COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA Consiglio Centrale di Rappresentanza
DELIBERA N. 01/56/10°
OGGETTO: Attività propositiva della Rappresentanza Militare. Indizione di una seduta plenaria.
I L C O C E R
PREMESSO che continuano a pervenire da parte di militari del Corpo e dai Consigli Intermedi e di Base della Rappresentanza sollecitazioni per un incontro congiunto tra tutti i delegati della rappresentanza militare in ordine alle sottoelencate problematiche: riforma della legge 382/78; rinnovo del contratto di lavoro;
CONSIDERATO che durante l'incontro con il Comandante Generale svoltosi in data 10 ottobre u.s. si è avuto un assenso di massima all'effettuazione di tale incontro;
TENUTO CONTO che tali tematiche sono di primaria importanza per il personale del Corpo;
RILEVATA la necessità di avere sulle stesse un confronto propositivo con personalità estranee al Corpo, al fine di addivenire in tempi rapidi alla loro definizione,
D E L I B E R A
di chiedere al Comandante Generale di autorizzare lo svolgimento di un incontro con la partecipazione di tutti i Consigli di Base, Intermedi e di personalità del Parlamento, del Governo, della Magistratura e delle Istituzioni, alla presenza dei vertici del Corpo, da tenersi nella seconda metà del mese di novembre p.v. alla sede di Roma. La presente delibera, approvata all'unanimità (9 votanti) in data 11 ottobre 2007, viene inviata a stralcio verbale.
giovedì 11 ottobre 2007
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COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA Consiglio Centrale di Rappresentanza Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633
COMUNICATO STAMPA DEL COCER GDF:
GOVERNO INADEMPIENTE, IN FINANZIARIA MENO
DELLA META' DELLE RISORSE PROMESSE E NULLA PER IL RIORDINO,
NON SOTTOSCRIVEREMO IL PATTO PER LA SICUREZZA
Cocer Guardia di Finanza
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In uno stato normale l’articolo 39 della Costituzione, il diritto all’organizzazione sindacale sarebbe il simulacro della democrazia. In una democrazia matura il potere civile deve controllare il potere militare. Una classe politica con un forte rigore e senso civico farebbe uno più uno e direbbe che, se sono vere le prime due considerazioni, allora i militari, ancor prima di essere servitori dello Stato, sono semplici cittadini. Ma non è così: purtroppo! Oggi, - ieri per chi legge- presso la Sala Rossa della festa dell’Unità di Modena si è svolto, alle ore 17.30 circa, alla presenza di almeno 100 persone, un dibattito tra gli organi della rappresentanza interforze (COCER), il segretario confederale CGIL Paolo Nerozzi, il sottosegretario all’Economia con delega alle Finanze Paolo Cento, la senatrice Lidia Brisca Menapace, e il Deputato Antonio Rugghia. Il quesito, ormai decennale, è la rappresentanza sindacale delle forze di polizie militarmente organizzate, che ancor prima di essere un problema ristretto al “comparto” delle forze dell’ordine, è un problema di democrazia. Il rappresentante FICIESSE, Carlo Germi, che per l’occasione interpreta anche il ruolo di moderatore, ha ribadito con precisione e con grande fervore la necessità della nascita di un sindacato interno alle forze di polizia militare e l’urgenza di ratificare il D.D.L presentato a luglio in Commissione Difesa per la riforma della rappresentanza militare con relative norme sul diritto di associazione del personale delle Forze armate e delega al Governo in materia di contrattazione collettiva. “L’importante” - dice Germi- “è che il governo ci dica se dobbiamo continuare a sperare in questa risoluzione di legge o, come nella passata legislatura, se dobbiamo smetterla di farci false illusioni”. Per maggior chiarezza interviene Paolo Nerozzi (segretario confederale CGIL), il quale tiene a precisare quanto l’Italia sia socialmente indietro rispetto ai paesi europei che hanno già da molti anni sindacati di rappresentanza per gli organi militari e che la legge, se sarà attuata, non dovrà essere priva di 2 punti fondamentali: 1) L’allargamento della partecipazione al voto per la nomina dei rappresentanti, oggi fortemente limitata; 2) il principio di elettività: una testa un voto. La parte politica, personificata dal Verde Paolo Cento, risponde asserendo che è nell’intenzioni del Governo non venir meno a tale risoluzione, ma che l’iter legislativo non si preannuncia per niente facile. La Commissione Difesa, come sottolinea la senatrice Menapace (membro della commissione stessa), ha una rappresentanza spaccata, in quanto delegata a 12 esponenti del centro destra e 12 esponenti del centro sinistra, con a capo il senatore Sergio de Gregorio che fa sostanzialmente il bello e il cattivo tempo e ogni volta che bisogna far passare una proposta di legge, invisa al centro destra, si crea un impasse politico-legislativo difficilmente sormontabile. “Ciononostante” - ribadisce la senatrice- “è di indubbia l’importanza la creazione di un organo di rappresentanza concertativo che possa rendere più democratico lo Stato” Il deputato Ds-Ulivo e membro della Commissione Difesa, Rugghia, ha il non facile compito di districarsi nelle copiose domande, richieste e rimproveri da parte di alcuni delegati Cocer- Coir- Cobar come Maurizio Dori, il quale porta alla luce che a Roma, il prossimo mercoledì, rappresentanti delle forze dell’ordine insieme a esponenti di AN si riuniranno in via ufficiale senza dover chieder alcuna autorizzazione. Inoltre aggiunge, rivolgendosi ai parlamentari presenti, che gli uomini sono stanchi di vedere tanta attenzione quando si muore in servizio avendo di contro scarsa attenzione e solidarietà nella battaglia quotidiana dei diritti. Daniele Tisci recrimina l’impossibilità di riunirsi in sindacato delle forze militari, mentre alla polizia (legge 121 del 1981) tale diritto è già riconosciuto ormai da anni. Molti finanzieri, inoltre, chiedono il superamento della vecchia legge 382 del ‘78, ormai annosa e incapace di sopperire all’esigenza di democrazia all’interno delle forze armate. Rugghia risponde, in concerto a quanto detto precedentemente dal senatore Paolo Cento e della senatrice Menapace, che il problema non dovrà essere sindacato si, sindacato no, ma che bisognerà cercare di far compiere al mondo militare un processo evolutivo verso la democratizzazione, divenendo in tal modo parte sociale e concertativa.
L’articolo 52 della costituzione afferma: ……L’ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
Cosa si aspetta? Giuseppe Dori Tel. 338-7240461
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COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA Consiglio Centrale di Rappresentanza Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633
COMUNICATO STAMPA Incontro Palazzo Chigi - Roma 12 luglio 2007 Introduzione politica
Il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy per il recupero di risorse al fine di ridurre il rapporto tra debito e PIL (francese 65% - italiano 107%) ha detto chiaramente all’Europa come procederà per il risanamento. In particolare è questo il motivo della citazione, tre punti fondamentali ci riguardano da vicino:
Fatti e analogie identiche a quelli italiani. Come non trovarci d’accordo sulle soluzioni indicate se é da anni che chiediamo di agire in tale direzione? Il Governo, il nostro Governo, vuole sciogliere queste contraddizioni che in Italia sono più accentuate? La Guardia di Finanza è stanca di porgere l’altra guancia, è stanca di essere schiaffeggiata continuamente, a turno dalla Difesa, dagli Interni, e dai Finanziari.
Il Corpo non può essere l’arlecchino servo di molti padroni e gli si dà l’alibi di poter dire quando viene chiamato di essere sempre impegnato in altro settore.
Si vuole far diventare finalmente la Guardia di Finanza la Polizia economica/finanziaria del paese? Oppure la strategia in atto è quella di portarci al collasso sottraendoci quotidianamente compiti e specificità?
Nell’ultima audizione presso la Commissione Finanze del Senato della Repubblica il Viceministro On. VISCO, allora con delega per il Corpo, espresse plauso alla Guardia di Finanza per aver tagliato i costi fissi di funzionamento e dall’altro ribadì l’imperativo di una maggiore specializzazione del personale in modo da migliorare l’assolvimento dei compiti di polizia tributaria.
Ci domandiamo: con i tagli come si può specializzare ulteriormente il personale?
Il 5 luglio u.s. a Genova il Direttore delle Agenzie a dieci anni dalla nascita, nella sua relazione ha illustrato le “condizioni” indispensabili affinché possa realizzare il piano strategico triennale.
I numeri: assunzione di 3000 laureati e per rimpiazzare le 3100 uscite è previsto il turn-over di 2100 unità di cui 500 a fine anno.
È evidente la disparità di trattamento in cui versa il Corpo per effetto dei tagli di risorse.
Fuoriuscite di personale senza che sia garantito il turn-over. Reparti d’istruzione che sono cattedrali nel deserto.
A fronte di ciò noi rappresentanti del personale, oltre a denunciare i fatti, abbiamo le armi spuntate, limitate dall’inadeguatezza delle norme che disciplinano la Rappresentanza Militare.
Ci preme citare perciò un altro Presidente europeo – Josè Luis Rodriguez ZAPATERO - che come atto nel settore della sicurezza ha ricondotto la Guardia Civil nell’alveo del Ministero dell’Interno e dietro istanze forti del personale ha avuto il coraggio di percorrere la strada del riconoscimento dei diritti. Infatti è in procinto di dare a tale istituzione un associazione professionale sul modello dell’associazione nazionale magistrati.
Il Governo italiano avrà il coraggio di fare analoghe scelte?
Quando il Governo vorrà ricondurre la Guardia di Finanza nell’alveo del Ministero dell’Economia e delle Finanze?
Sono maturi i tempi per il riconoscimento effettivo dei diritti? Con il tavolo delle trattative aperte ci aspettiamo un segnale da parte dell’autorità governativa.
Entrando nei punti specifici il COCER ritiene di dover condizionare la sottoscrizione del contratto alle seguenti pregiudiziali: · sindacalizzazione del Corpo; · stanziamento di ulteriori risorse, oltre a quelle già disponibili per il rinnovo, per provvedere all'aggiornamento del costo orario dello straordinario (attualmente tale costo è inferiore a quello dell'ora del lavoro ordinario); · assegnazione e attribuzione della gestione di tali risorse alle singole amministrazioni (attualmente, per il comparto sicurezza, è gestito tutto dal Ministero degli Interni); · corresponsione di tutte le ore di straordinario svolte dal personale che se tagliate, come avviene attualmente, incidono, tra l'altro, negativamente ed in modo significativo sul trattamento previdenziale; · emanazione di una circolare, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, attuativa-esplicativa del contratto, per tutte le amministrazioni del comparto sicurezza.
Roma, 11 luglio 2007
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COMUNICATO STAMPA IL CONTRATTO: UNA RISORSA?
Ieri 04 luglio 2007 si è tenuto il terzo incontro con il Dipartimento della Funzione Pubblica per le trattative per il rinnovo contrattuale (Biennio Economico 2006/07 e Quadriennio Normativo 2006/09).
La parte tecnico-politica ha portato sul tavolo le seguenti tematiche:
· l’aggiornamento della tariffa oraria dello straordinario; · presentazione di un articolato normativo sulla diramazione delle circolari attuative dei contratti da parte delle amministrazioni.
Per quanto riguarda il capitolo straordinari a fronte di un drenaggio di circa 27 milioni di euro, il prospetto riportava un incremento per le categorie più disagiate ovvero 13000 finanzieri circa di 0,08 centesimi di aumento. Constatato che la suddetta platea di militari accede al pagamento di una media di 10 ore mensili, questo incremento avrebbe una ricaduta di circa 0,80 centesimi lordi al mese.
La Sezione COCER Guardia di Finanza senza abbandonare, "per il momento", il tavolo delle trattative ha posto delle pregiudiziali che si sostanziano in:
· stanziamento di ulteriori risorse, oltre a quelle già disponibili per il rinnovo, per provvedere all'aggiornamento del costo orario dello straordinario (attualmente tale costo è inferiore a quello dell'ora del lavoro ordinario); · assegnazione e attribuzione della gestione di tali risorse alle singole amministrazioni (attualmente, per il Comparto Sicurezza, è gestito tutto dal Ministero degli Interni); · corresponsione di tutte le ore di straordinario svolte dal personale che se tagliate, come avviene attualmente, incidono, tra l'altro, negativamente ed in modo significativo sul trattamento previdenziale; · emanazione di una circolare, da parte della Funzione Pubblica, attuativa-esplicativa del contratto, per tutte le amministrazioni del Comparto Sicurezza; · elaborazione di prospetti che riportino l’attuale ricaduta del contratto sia sul trattamento stipendiale, sia sulla parte accessoria;
La Sezione Guardia di Finanza ha chiuso i lavori dando la disponibilità ad altri incontri solo alla completa soluzione delle suddette pregiudiziali. Fondamentale, altresì, sarà l'incontro con gli esponenti del Governo che dovrebbe avvenire il 10 luglio p.v..
In tale sede, questo COCER condizionerà la firma del contratto allo scioglimento dei seguenti nodi:
· riformulazione dell'attuale sistema di Rappresentanza, che allo stato priva il personale di una effettiva tutela, condizionandola alla richiesta di sindacalizzazione e non al mero riconoscimento del ruolo negoziale; · chiara distinzione e separazione del Comparto Sicurezza da quello della Difesa.
Roma, 05 luglio 2007 IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA
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In data odierna un organo di informazione ha pubblicato la deposizione resa dal Comandante Generale all'Autorità Giudiziaria di Milano con riguardo all'avvio, lo scorso anno, dei procedimenti di trasferimento dei vertici del Corpo in Lombardia. Sono così diventati di pubblico dominio i dettagli di una vicenda che all'epoca creò preoccupazione in tutti coloro che vedono nel corretto rispetto delle procedure la garanzia dell'imparzialità di un Corpo come quello della Guardia di Finanza, chiamato ad operare per il mantenimento della legalità in ambiti delicati quali quelli finanziario ed economico. Peraltro, la pubblicazione di quest'atto giudiziario in un momento nel quale la vicenda appariva superata, considerato che tali trasferimenti non sono avvenuti e, a quanto a conoscenza di quest'Organismo, nessuna formale imputazione è stata mossa dall'Autorità Giudiziaria a chicchessia, rischia di trascinare nuovamente l’Istituzione e coloro che vi lavorano al centro di una polemica politica assolutamente inaccettabile. Se l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto di indagare, è sua facoltà, attendiamo gli esiti. Ma utilizzare i fatti per fini di bassa speculazione politica e tentare di determinare una crisi nei rapporti tra la Guardia di Finanza e il Vice-Ministro è inaccettabile. I problemi sono ben altri, e sono stati da tempo rappresentati da questo COCER:
Chiediamo con fiducia al Vice Ministro Visco e al Comandante Generale di lavorare e risolvere i vari problemi. Noi faremo la nostra parte, confrontandoci anche duramente, se necessario, ma all’interno di un contesto di lealtà all’Istituzione. Se vogliamo veramente combattere l’illegalità economica e l’evasione fiscale chiediamo a gran voce strumenti e mezzi idonei. Non si può più pensare di ottenere grandi risultati solo con il sacrificio e senso del dovere del personale. Roma, 22 maggio 2007
IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA
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COMANDO GENERALE DELLA
GUARDIA DI FINANZA
Tel 06/44222631 – Fax
06/44222633
Roma, 20 aprile 2007
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Lettera inviata all'Onorevole Giordano
PROPOSTA PER UNA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE
Una svolta del sistema di rappresentanza è particolarmente sentita dal personale del Corpo della Guardia di Finanza , al fine di addivenire ad una soluzione ai cronici problemi di rappresentatività che assillano la condizione del lavoratore in divisa. In Parlamento sono all’esame delle Commissioni Difesa di Camera e Senato alcune proposte di legge che certo non vanno nella direzione, auspicabile, di dare pieni diritti al cittadino finanziere,lavoratore in divisa uguale a tutti i lavoratori di questa Repubblica e la linea minimalistica che si intravede nei disegni di legge presentati di certo non vanno nella direzione di ristabilire l’equilibrio a favore degli uomini con le stellette come sancito dalla nostra carta costituzionale .La legge 11 luglio 1978, n. 382, da alcuni definita rivoluzionaria rispetto alle condizioni di allora da molti altri avvertita come un frutto di compromesso , mostra oramai tutti i suoi limiti. Da più di un decennio questa inadeguatezza è avvertita, ma le soluzioni prospettate sono state per lo più, nel migliore dei casi, contraddittorie, se non addirittura regressive rispetto alla condizione giuridica esistente. Con la nota Sentenza del 1999, la Corte costituzionale, in merito alla legittimità costituzionale dell’articolo 8 della detta legge n. 382 del 1978, aveva dichiarato non incostituzionale il divieto per i militari di costituire associazioni professionali o sindacali. Tuttavia, la Consulta precisava nella sentenza come dovesse essere il legislatore a definire la disciplina associativa per i militari. L’insoddisfazione degli appartenenti al Corpo verso questo istituto di rappresentanza è generale, avendo riscontrato che esso non garantisce una reale tutela del personale, sia dal punto di vista collettivo sia del singolo appartenente: infatti i meccanismi e le funzioni attribuite alla Rappresentanza militare non sono, a questo punto, adeguate ai progressi culturali, organizzativi e sociali che hanno investito il Corpo. A fronte di ciò il personale vive quotidianamente la rilevante differenza di condizione e di rappresentanza esterna che contraddistingue nel nostro Paese le Forze di Polizia . ad ordinamento civile rispetto a quelle militarmente ordinate, come appunto la Guardia di Finanza. Cittadini che svolgono il medesimo servizio di polizia, in molteplici circostanza anche in stretta collaborazione tra di loro, vivono diverse condizioni personali facendo tastare direttamente le conseguenze di due diversi sistemi di rappresentanza, che si ripercuotono negativamente, nella gran parte dei casi, sugli appartenenti al Corpo, con differenziazione di diritti, di tutela e di trattamento economico. La Rappresentanza militare, così concepita, è un istituto che ormai giunto al termine ma cosa più grave che come si prospetta è un istituto morto ancora prima di nascere! Negli ultimi anni si è assistito alla proliferazione di associazioni che a vario titolo si propongono di difendere gli interessi del personale, andando a colmare, di fatto, il vuoto che le carenze della Rappresentanza ha palesato proprio sul terreno per il quale era stata ideata cioè la tutela del militare. I tempi sono maturi per la svolta, per garantire ai Finanzieri di ogni ordine e grado i diritti fondamentali già di per sé sanciti dalla nostra Carta Costituzionale; diritti che in gran parte dei Paesi dell’Unione Europea sono già da tempo riconosciuti e salvaguardati dalle rispettive legislazioni. La proposta di cambiamento deve andare nella direzione di garantire sostanzialmente la contrattazione e la difesa degli interessi collettivi ed individuali dei Finanzieri (tutela rispetto ai trasferimenti, organizzazione del lavoro, turnazioni, etc), come avviene già per i colleghi della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria in Italia, delle Forze Armate in genere in molti Paesi europei, senza che questo abbia scardinato l’organizzazione ed il funzionamento dell’apparato militare. La soluzione è il Sindacato . Rispetto a tale richiesta Rifondazione e Lei in particolare come ritiene di agire nella richiesta dei riconoscimenti dei diritti sanciti dalla carta costituzionale al cittadino con le stellette circa la creazione del sindacato per i militari? Onorevole Giordano lo sa che vi è una circolare dell’allora Ministro Martino che vieta addirittura la costituzione di una qualsiasi tipo di associazione se queste sono promosse da militari anche con altre persone che non indossano la divisa e che nonostante più richieste formulate dalla sezione cocer guardia di finanza in molte sedi istituzionali il Ministro Parisi non l’ha ancora abrogata? Signor segretario agirà politicamente per far abolire tale obbrobrio?
Salvatore Trinx Delegato Cocer Guardia di Finanza
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