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DIRITTI & ROVESCI Sito d'informazione Comparto Difesa e Sicurezza
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Scrivi *obbligatorio
IN QUESTA PAGNA |
MOBILITA' INTERCOMPARTIMENTALE
QUESTA NON E' UNA REPLICA MA SOLO L'ESPOSIZIONE FINALE DELLA MIA POSIZIONE IN MODO TALE CHE I LETTORI POSSANO TRARRE LE LORO CONCLUSIONI SENZA DOVER AGGIUNGERE ALTRE PAROLE. La sentenza del CdS del 2002, a proposito di "reformatio in peius", non aggiunge nulla a quanto successivamente avvenuto. Questa significa solo che i colleghi possono fare ricorso, ma com'è noto le sei sezioni del cds sono giuridicamente indipendenti, quindi puo' accadere che se un ipotetico soggetto fa ricorso alla sesta sezione vince, se lo fa alla quarta perde, ricordo che non è estendibile una sentenza a tutti ma vale solo per l'interessato. il mio articolo precedente faceva riferimento ad una mobilità collettiva con vari risvolti economici e sicuramente più complessi di quanto abbiamo considerato e vissuto fin ora. Peraltro, la Finanziaria del 2009 e il conseguente collegato al lavoro e la Riforma Brunetta hanno individuato le nuove modalità di mobilità collettiva che si distinguono da quelle individuali. Per fare una cosa seria occorrerebbe incastrare l'attività normativa successiva al 2009 fino alla data odierna al Patto per la Stabilità. Nell'ambito della Mobilità Intercompartimentale, può essere utile dare un'occhiata agli artt.33, 48 e 49 del D.lgs. n.150, ottobre 2009. Il Decreto in se è molto criptico occorre contestualizzarlo con il 165/2001 laddove inserisce importanti distinzioni. E' PROPRIO DI QUESTI GIORNI una Sentenza della Corte dei Conti Regione Toscana che nell'ambito della Mobilità attraverso l'interscambio evidenzia i vincoli del Patto di Stabilità, ovvero, le spese, i vincoli di esercizio del personale non possono assolutamente essere elusi. Aggiungo, nel diritto del lavoro l'espressione "obbligo di repechage" rimanda ad una elaborazione giurisprudenziale ormai consolidata in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ovvero quello determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa (art. 3 della legge 15 luglio 1966 n. 604). In materia, la giurisprudenza della Corte di cassazione afferma infatti che l'onere della prova gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 5 della legge n. 604/66 relativamente alla esistenza di un giustificato motivo oggettivo di licenziamento si estende altresì alla dimostrazione di non poter ragionevolmente (senza che ciò comporti rilevanti modifiche organizzative comportanti ampliamenti di organico o innovazioni strutturali: Cass. 7/1/05 n. 239, pres. Senese, est. D'Angelo; 30/8/00 n. 11427, pres. Ianniruberto, est. Vidiri) utilizzare il dipendente interessato in altre mansioni equivalenti o, in mancanza anche in mansioni deteriori, col limite del rispetto della dignità del lavoratore (cfr., tra le molte, Cass. 19/8/04 n. 16305, pres. Mattone, est. Balletti). Come se non bastasse, proprio ieri i sindacati hanno promosso uno sciopero sull'ultimo baluardo a salvaguardia di licenziamenti facili attraverso l'abolizione dell'art.18. La paura di una flessibilità indiscriminata senza la salvaguardia sociale dei lavoratori è un dato di fatto. Nei paesi europei che adottano tali prerogative il welfare è ben altra cosa di quello nostrano. Questo è quanto vige attualmente spero di aver fugato ogni dubbio o quanto meno di aver dato degli spunti che possano permettere ai più di farsi un opinione propria. Quando si parla di Esuberi la questione è molto complessa, tanto più che le dimensioni del fenomeno sono di grosse proporzioni. La situazione di oggi appare quanto mai unica nella storia della Repubblica, occorrono idee e determinazione senza prrecedenti. distinti saluti DOTTOR SORRENTINO MICHELE |
![]() SORRENTINO MICHELE Delegato COIR A.M |
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UN FARO ACCESO SUI DIRITTI (SUPPLEMENTO ARTICOLO PRECEDENTE) DOPO L'ARTICOLO "GARANTI E GARANTITI", TANTI COLLEGHI HANNO COMINCIATO A PREOCCUPARSI DEI POSSIBILI RISVOLTI LEGATI AL NUOVO MODELLO DI DIFESA, ALLA MOBILITA' ED ESODO DEL PERSONALE. PRENDO SPUNTO DA UNA DOMANDA DI UN COLLEGA PER PRECISARE ALCUNI ASPETTI. APPARE EVIDENTE CHE I PIU' SONO DISTRATTI DA IMPEGNI FACCENDE VARIE E SITUAZIONI COMPLICATE TANTO DA SOTTOVALUTARE LO SCENARIO ATTUALE E NON ACCORGERSI DI QUANTO E' GIA' ACCADUTO CON LA LEGGE SI STABILITA'. PER SOPPERIRE A QUESTA NECESSITA' CI SONO I RAPPRESENTANTI SEMPRE ATTENTI E VIGILI COME UN COSTANTE FARO ACCESO SUI DIRITTI . AL FINE DI ARRIVARE ANCHE AI PIU' SCETTICI ED IGNARI DELLA MANOVRA TROVO DOVEROSO DARE DELLE ULTERIORI INDICAZIONI IN MERITO. L'ART. 4 COMMA 96 DELLE LEGGE DI STABILITA' N.183/2011 E' MOLTO CHIARO NELLO SPIEGARE COME AVVERRANNO I PASSAGGI AD ALTRE AMMINISTRAZIONI ANCHE IN TERMINI DI RETRIBUZIONI. QUESTO E' SOLO UN PICCOLO INCISO TESO CHIARIRE ULTERIORMENTE LA QUESTIONE TANTO IMPORTANTE. VI RINGRAZIO PER L'ATTENZIONE CHE MI RIVOLGETE CONTINUATE A SCRIVERMI SARO' FELICE CHIARIRE OGNI VOSTRO DUBBIO. DOTTOR MICHELE SORRENTINO
Sent: Thursday, December 01, 2011 10:27 AM
Subject: Messaggio dal tuo sito
Messaggio inviato da Emilio Pierini
(
emilio.pierini@marina.difesa.it ) Legge 183/2011 - Patto si Stabilità - Art.4, co.96. Per il triennio 2012-2014, gli ufficiali fino al grado di tenente colonnello compreso e gradi corrispondenti, e i sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica possono presentare domanda di trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Il trasferimento è condizionato al preventivo parere favorevole del Ministero della difesa e all’accettazione da parte dell’amministrazione di destinazione ed è autorizzato secondo le modalità e nei limiti delle facoltà assunzionali annuali della medesima amministrazione, previsti dalle disposizioni vigenti. Al personale trasferito, che viene inquadrato nell’area funzionale del personale non dirigenziale individuata dall’amministrazione di destinazione sulla base di apposite tabelle di equiparazione approvate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, si applica il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto nei contratti collettivi per il personale non dirigente vigenti nel comparto dell’amministrazione di destinazione. Alla data di assunzione in servizio presso l’amministrazione di destinazione, il militare è collocato in congedo nella posizione della riserva. |
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Militari...Garanti non Garantiti Si sta facendo
strada tra l’opinione pubblica l’idea che i militari siano dei
privilegiati, invece vi dico senza spendere troppe parole che i
privilegiati sono i cittadini che possono godere di una DIFESA come
la nostra, con livelli di specializzazione davvero inimmaginabili
molto lontani da quelli che possono trasparire anche agli occhi dei
partecipanti alla mini naja. Quando parlo di
Garanti non Garantiti
intendo dire che se tutti i cittadini possono dormire sonni
tranquilli o semplicemente svolgere le loro attività
imprenditoriali, culturali, di svago e quant’ altro è solo merito
della presenza del COMPARTO DIFESA E SICUREZZA. L’unico ad aver
interpretato questo tipo di pensiero è stato l’ex ministro Arturo
Parisi che ricordava a tutti i cittadini l’indissolubile rapporto
tra lo STATO, le FF.AA. e il VIVERE CIVILE . In ogni modo le
FF.AA. da Garanti stanno diventando grazie anche ad una distorta
informazione una spesa
superflua della società da debellare ma il sillogismo è semplice
senza FF.AA. non esiste lo stato. In una società
moderna o antica, qualunque sia il grado di interferenza e posizione
che si voglia attribuire allo stato, senza i “Garanti” della
vivibilità della vita viene meno il contratto sociale tra lo Stato e
i cittadini. Per
contestualizzare la situazione attuale tanto critica è doveroso
riprendere un pericolosissimo passaggio nella legge di
(in)stabilità, che con le sue misure stringenti inasprisce ancora di
più la già martoriata posizione dei militari. Non dobbiamo
dimenticare il fatto che
quest’ultimi sono soggetti con meno diritti e più doveri, il
rispetto di un ulteriore codice oltre alle leggi dello stato “il codice dell’ordinamento militare” con tutte le sue peculiarità. Ritornando alla
legge di stabilità che prevede come qualunque altro settore del
Pubblico e del Privato: “la
MOBILITA’”. In poche parole,
coloro i quali saranno
ritenuti in esubero possono essere accompagnati all’uscio della
porta (congedati), per due
anni con l’80% dello stipendio
fisso, se hanno raggiunto
la pensione va tutto bene altrimenti non voglio neanche immaginare i
risvolti ulteriori. E’ mai possibile tale accostamento? Un
fuciliere, uno specialista armiere, un elettronico di sistemi
d’arma, un maresciallo delle truppe d’assalto si potrebbe trovare
senza lavoro perché la struttura va ridimensionata!? E se gli anni
per andare in pensione non ci sono a chi, dove e come può offrire la
sua professionalità? Non oso dare una risposta.
Sempre
nell’ambito della Mobilità, per
i più fortunati, si parla anche di passaggi ad altre
amministrazioni, ma percependo lo stipendio dell’amministrazione
ricevente, ciò significa che le variazioni sugli stipendi possono
essere negative anche di diverse centinaia di euro. La gente non ha
la percezione di quello che sta accadendo perché crede che tutto ciò
che ho scritto sia inverosimile quasi come fosse la trama del film ”independence
day” Le FF.AA. ormai
partecipano a molte operazioni tipo “strade sicure” piuttosto che
“strade pulite”, stiamo arrivando al punto che l’OSSATURA DELLO STATO (FF.AA.) deve giustificare la propria
esistenza/presenza. Ovviamente siamo i primi a dare supporto in
tutte le situazioni di emergenza però da cui ad avere un senso solo
in circostanze limite credo sia sbagliato, credo che il nostro
lavoro debba avvenire nell’ombra a garanzia dello stato. Le nostre
professionalità devono quanto più rimanere sconosciute, isolate,
curate e difese dall’accorpamento al congedo.
In ogni modo
restiamo fiduciosi nel fatto che lo Stato si ricordi di noi!
Dottor Michele Sorrentino |
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UN DIRITTO DA ESTENDERE!!! PROPRIO IERI NELLO SFOGLIARE DELLE LEGGI MI SONO IMBATTUTO IN UNA PARTICOLARITA' CHE FORSE POTREBBE ESTENDERE UN DIRITTO. RICORDO CHE ESTENDERE, OTTENERE E DIFENDERE I DIRITTI E'LA BASE DELLA MIA POLICY. NELLA FATTISPECIE LA LEGGE CHE MI è SALTATA ALL'OCCHIO è LA N°93 DEL 10 LUGLIO 2009 :"MODIFICA DELL'ART.6 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 FEBBRAIO 2001, N°82, IN MATERIA DI ARRUOLAMENTO DEI CONGIUNTI DI APPARTENETI ALLE FORZE ARMATE VITTIME DEL DOVERE." L'ART. 6 VIENE MODIFICATO INSERENDO LA FRASE "AD ECCEZIONE DEL LIMITE DI ALTEZZA CHE è STABILITO IN MISURA NON INFERIORE A METRI 1,50". SICCOME è DI CONOSCENZA COMUNE CHE IL LIMITE INFERIORE DI ALTEZZA PER PARTECIPARE AI CONCORSI DELLE FF.AA. è BEN PIU' ALTO E CONSIDERATO CHE CREDO SIA GIUSTISSIMO TUTELARE I FIGLI DEGLI EROI POTREBBE ESSERE DOPPIAMENTE UTILE RIUSCIRE A DIMOSTRARE CHE TALE DEROGA, ORA A CARATTTERE PARTICOLARE, POTESSE ESSERE ESTESA ANCHE AGLI ALTRI CITTADINI. CITTADINI TENENDO SEMPRE PRESENTE CHE I FIGLI DELLE VITTIME DEL DOVERE CONTINUEREBBERO A MANTENERE IL LORO TITOLO PREFERENZIALE. OSSERVANDO CON ATTENZIONE LA DATA DELLA LEGGE SI EVINCE CHE E' RISALENTE A PIU' DI DUE ANNI FA ED E'QUINDI RAGIONEVOLE SUPPORRE CHE CI SIA QUALCUNO CHE NE ABBIA GIà USUFRUITO TUTTO QUESTO PER PORTARE IL SEGUENTE RAGIONAMENTO. NEL CASO IN CUI FOSSE VERO CHE QUALCHE MILITARE E' ENTRATO NELLE FF.AA. USCUFRUENDO DI QUESTA DEROGA SI POTREBBERO CONTTROLLARE LA NOTE CARATTERISTICHE DELLA PERSONA IN OGGETTO E SE RISULTA EFFETTIVAMENTE VALIDA SI POTREBBE COMINCIARE A PENSARE CHE IL LIMITE INFERIORE PRATICATO ATTUALMENTE AI CONCORSI E' INADEGUATO. |
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VOCI DI CORRIDOIO… PER LA SERIE I TAGLI NON FINISCONO MAI. GIOVANI ALLA FINESTRA Siamo in attesa dell'ennesima Manovra Finanziaria, voci di corridoio si alternano e mettono il panico tra i colleghi. Non si sa più a cosa attingere e cosa attaccare, anzi, meglio ancora cosa agguantare e spolpare come un cacciatore che cattura la propria preda. Forse si elimineranno i sei scatti, l'ausiliaria, forse lo stipendio sarà bloccato fino al 2016, c'è chi dice che l’orario di lavoro arriverà a 40 ore settimanali e lo stipendio resterà invariato, tutto in forse. Una serie di preoccupazioni, dubbi ed incertezze di un comparto che già soffre di altri problemi atavici. Ci sono giovani che a distanza di 5,7,9 anni di servizio ancora non sanno e non sapranno se passeranno in servizio permanente. Allo stesso tempo i tagli delle Manovre precedenti fanno sentire i loro effetti sempre sulle spalle dei giovani, è il caso delle pulizie e lavori di bassa manovalanza affidati ai graduati, i contratti con le ditte esterne non sono stati confermati. Le interrogazioni parlamentari si fanno strada senza sortire concretamente effetti benefici. Allo stesso tempo, il problema della Previdenza non si vuole o non si può affrontare, il Riordino delle Carriere con un profilo di carriera aperta è accantonato. Le Manovre si susseguono una dietro l'altra ed i giovani restano alla finestra. Allo stesso tempo non si affrontano i problemi di esubero, ruoli e categorie in eccesso a fronte di altri in difetto. E' proprio le categorie che soffrono di organico sono quelle che resteranno con l'amaro in bocca, colleghi che per mancanza di risorse e di tagli non saranno raffermati. Poveri giovani, in attesa di una manovra che porterà speranze per loro e non solo preoccupazioni per gli anziani, non riesco più ad immaginare quanto la realtà possa essere fantasiosa quasi come un film di Dario Argento. M.S. |
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PAURE FONDATE e GIOVANI SENZA FUTURO Detesto dirlo ma le mie preoccupazioni erano fondate, la legge 27/2011 sta per essere promulgata senza le promesse e gli emendamenti tanto attesi. Doppia sconfitta dei giovani frutto di una politica che da più importanza al presente che al futuro. Nel mio precedente articolo ho evidenziato quanta parte della popolazione di militari si avvantaggia della manovra (pochi). Oggi accendo un altro campanello d'allarme:"i soldi bastano per tutti gli aventi diritto?” Siamo sicuri che i conteggi fatti alla virgola saranno gli stessi di quelli fatti per giustificare il cambio di destinazione dei soldi accantonati per il Riordino delle Carriere? Nell’aria cominciano ad aleggiare dubbi che possano bastare. Se per assurdo non fossero sufficienti quale dei provvedimenti verrà preferito tra avanzamenti dei graduati, assegni di funzione, omogeneizzazione stipendiale e quant'altro? Si sente molto parlare di assegno "UNA TANTUM", in luogo del blocco triennale, senza ulteriori chiarimenti, colgo l'occasione per spiegare che questa operazione interessa solo coloro i quali maturano gli “automatismi stipendiali” (promozione, assegno funzione, omogeneizzazione, ecc.) nei prossimi tre anni e non per tutto il personale come alcuni pensano. E’ stato erroneamente inteso da molti che il disegno di legge 27/2011 storni in modo “una tantum” le risorse provenienti dal “Riordino” per tutto il personale. Non è così. Gli emendamenti proposti per aggiustare la portata dell’emolumento “una tantum”, che non prevedono la “quota previdenziale”, hanno fatto una brutta fine. In Commissione Bilancio, il cosiddetto “assegno perequativo”, in sostituzione dell’”assegno una tantum”, non è passato. I costi strutturali negli anni avvenire sembrerebbero consigliare di non appesantire e variare il Decreto Legge in approvazione. E ci risiamo. I soldi del Riordino, accantonati per il personale NON DIRETTIVO sono stati utilizzati per ripianare il blocco di tutti, anche i Dirigenti e il personale anziano che si assorbono il grosso delle risorse. Ora, per coloro che sono con il sistema previdenziale RETRIBUTIVO la quota sulla pensione incide pochissimo per non dire nulla, viceversa, per il collega giovane che matura l’Assegno di Funzione a 17 anni, l’assetto pensionistico con il sistema “CONTRIBUTIVO” cambia molto senza la quota parte in pensione. Ergo, la mancata conversione dell’emolumento “una tantum” in “assegno perequativo” fa un’enorme differenza a scapito del giovane. Doppia fregatura, niente “Riordino” e niente quota pensione per i giovani (ufficiali, sottufficiali e volontari)! Un altro effetto collaterale di questa amara pillola lo subiscono, neanche a dirlo, gli appartenenti alla categoria TRUPPA che avendo finito la ferma quadriennale si trovano nel momento transitorio in attesa di passare in S.P.E. In tale momento questi ultimi dovrebbero percepire lo stipendio del servizio permanente come era già stato ottenuto dai corsi precedenti ed invece continuano a subire le svantaggiosissime condizioni del volontario in ferma prefissata . Dovete sapere che tali volontari durante la ferma di minimo 5 anni non percepiscono la tredicesima e tolto il primo anno dove non si ha proprio diritto agli straordinari ma si ha il dovere di farli per gli anni successivi per ogni ora eccedente l'orario di servizio vengono maturati venti minuti . Tutto ciò spiega il motivo per il quale resto sconcertato quando sento parlare persone che ci ritengono dei privilegiati. 12.05.2011 Michele Sorrentino |
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UNA LACRIMA SUL VISO "torte ed ospiti..." Tempo fa, avevo lanciato un campanello di
allarme relativo all’utilizzo dei
fondi per il Riordino della Carriere accantonati per i “NON
DIRIGENTI E NON DIRETTIVI”. In modo non condivisibile sono stati
dirottati verso altri lidi prima 770 milioni ed ora 115 Milioni di
euro con il
Decreto Legge n.27, del 26/03/2011
“misure urgenti per la corresponsione assegni una tantum per
appartenenti FF.AA..”, meglio noto come il "Salva blocchi
automatismi stipendiali". In attesa che sia convertito in Legge,
tanti pensieri mi vengono alla testa, prima di gioire e
dire brava alla Rappresentanza e alla politica vorrei fare
una piccola riflessione. Ancora una volta una lacrima ha rigato li mio viso forse per le aspettative deluse, forse perchè sto cominciando a prendere consapevolezza che il riordino e la contestuale apertura della carriera per titoli e merito non ci sarà mai. Ho paura che la meritocrazia, quella vera, non si ha intenzione di portarla a termine, una sorta di inerzia, malizia, opportunismi, non giocano a favore per un ammodernamento dello strumento militare. Dal 1995 ad oggi si è cambiata la concezione di attività lavorativa del militare portandola da un minimo di anni lavorativi per poter accedere alla pensione di 19 anni, sei mesi e un giorno ad almeno 35/36 anni lavorativi effettivi. I Decreti Legislativi attuativi della Legge Delega (L.216/92) sul Riordino delle Carriere , del “96, 2001 (D.lvo 82/2001) e 2004 (D.lvo 186/2004) non hanno tenuto conto di questo aspetto ed hanno chiuso la carriera professionale lavorativa nel Ruolo dei Graduati e Sergenti dopo solo 16 anni. Per carità, in una logica di 20 anni di carriera lavorativa avrebbe avuto un senso ma con 20 anni ancora da fare vale ancora questo ragionamento? Dal 2003 sono stati accantonati risorse per fare questo Riordino e Riallineamento delle Carriere, come mai non si è proceduto in questa direzione, almeno per questi Ruoli? La risposta non la conosco, so solo che come mi raccontavano i film un tavolo delle trattative è un tavolo con una torta nel mezzo dove il soggetto più forte una volta prende la fetta più grande di quello debole e un’altra volta il soggetto debole prende una parte più piccola di quello forte ma scusatemi l’ironia comunque è partecipare. In questi anni, giovani e ruoli bassi non hanno preso nulla, l’unica aspettativa di apertura di Carriera è stata bruciata. Per non parlare dei Fondi Pensione, altra chimera che i poveretti capiranno quando oramai sarà tardi il danno subito. Nella fattispecie D.L. 27/2011, immagino una scenetta del genere, un mio amico che mi invita a cena :”ciao Michele tu che sei così buono perché la torta non la porti tu? Detto fatto mi presento con la torta, ma essendo tanti gli invitati, quando il mio amico taglia l’ultimo pezzetto di torta, passandolo ad un ospite, mi guarda e mi dice: “Michè non te la prendere, prima gli ospiti, io e te la prossima volta ci mangiamo mezza torta”. AZZ!, a saperlo ne avrei portate due! Dopo averla scelta, comperata, assaporata con la mente e con l'acquolina in bocca non assaggio neanche un candito, queste sono le motivazioni del mio essere amareggiato. La tristezza per il dirottamento delle risorse dei “non direttivi” altrove. Per altro, senza un contro bilanciamento ed una garanzia per il futuro. Probabilmente, domani un'altra torta verrà mangiata e sempre gli stessi resteranno a guardare. Sicuramente 115 milioni di euro non bastano a coprire il riordino per tutti e probabilmente neanche per i graduati ma con 200 mil si potrebbe fare, per quest’ultimi quindi la mia posizione è : perché non facciamo una pianificazione per tutte le categorie ex ante e cominciamo da subito con il riordino dei Graduati, poi i Sergenti e Marescialli in attesa dello stanziamento dei fondi per gli altri? Prima che sia convertito in Legge il Decreto 27/2011 occorre predisporre una Legge Delega di Riordino e Riallineamento, altrimenti la mancata conversione non sarà un grande torto, visto che la torta non c’è più. Per rispondere ai graduati e non che con questa manovra si vedono garantire Promozioni e l’Assegno di Funzione a 17/27/32 sarebbe equo che anche loro facciano un’assunzione di responsabilità sociale. Premettendo che è giustissimo pagarli in quanto diritto acquisito ma se bisogna fare una scelta strategica sono sicuramente una minoranza andando dal 10% dell’ AM al 35% dei carabinieri passando per tutti gli altri soggetti interessati facendo una media siamo poco del 30% del personale. Inoltre, il personale sanato per l’Assegno a 27 e 32 è lo stesso che probabilmente non avrà problemi con il sistema pensionistico perché ancora in regime Retributivo o Misto, non se la passano poi così male. Per non parlare dei Dirigenti che sono gli ospiti del banchetto con torta. Quindi per finire, se bisogna implementare una manovra bisogna farla per i più perché è indubbio che l’indennità corrisposta dall’assegno funzionale è ampiamente compensata dall’aumento di un grado nell’immediato e di una carriera futura. Strappare, rimandare a data indefinita un ipotetico Riordino non giova a nessuno, soprattutto a colleghi la cui permanenza minima in forza armata non è inferiore a dieci anni.
11.04.2011 MICHELE SORRENTINO |
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RIORIDNO DELLE CARRIERE: ANALISI COSTI-BENEFICI UNIFICAZIONE |
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RIORDINO DELLE CARRIERE, UNIFICAZIONE Cari colleghi , prendendo spunto dalle osservazioni di alcuni mi sento in dovere di chiarire la mia posizione in merito all'unificazione, l'osmosi di fondi e il riordino. Temi caldi che hanno portato ad enormi discussioni da tempo ma come ha detto qualcuno a problemi complessi corrispondo soluzioni complesse. Ormai sono passati ben 16 anni dalla famosa legge spartiacque 196/95 e ben 8 dallo stanziamento dei fondi per il riordino e nulla è stato fatto, quindi credo sia arrivato il momento di fare proposte concrete. I fondi chiarisco ulteriormente sono destinanti ai NON DIRETTIVI e NON DIRIGENTI ex-art3 L350/03 al punto 153. Per non dirigente si intende quella parte di personale della popolazione degli ufficiali che non beneficia dell' omogeneizzazione . Detto questo appare evidente che qualsiasi proposta che tenda a distribiure i fondi a pioggia debba escludere quelli che non ne hanno diritto per legge e non per decisione arbitraria quale sarebbe una diffusione indifferenziata. il riordino non è stato effettuato perché diverse forze si sono scontrate, al fine di snellire il processo chiedo a tutti voi se non sarebbe giusto a questo punto usare i circa 120 milioni per sanare "quei figli di nessuno" che sono stati bistrattati dalla 196/95 questo comporterebbe un enorme vantaggio per tutti. Certo gli anziani degli altri gradi potrebbero avanzare delle obiezioni ma credo che questo non sia reale confidando nella consapevolezza che dovrebbero avere di quanto hanno ottenuto negli anni (molto più dei giovani). Visto che le persone nella "terra di mezzo", personale arruolato con un profilo di carriera e successivamente modificato con enormi sperequazioni, ex 958/86 e Marescialli, è molto probabile se non certo che i soldi sono molti più dei necessari, quindi i restanti li accantonerei aspettando quelli degli anni successivi perseguendo un obiettivo alla volta, questo perché credo che ormai non è più il tempo di fare populismo o problemi concettuali e di avarizia che hanno solo bloccato tutto e tutti. Questo cosa comporta? Si libera la via all'unificazione perché a quel punto tutti avremmo interesse a spingere in tal senso. Questo perché data l'idea governativa di uniformare la difesa al pubblico impiego e considerato che i disegni di legge in parlamento hanno a fattor comune la distinzione in tre ruoli esecutivo ,direttivo,dirigenziale alla stregua delle categorie C1,C2,C3 già esistenti nelle altre amministrazioni. Quindi dando per assodato quanto detto spero che si cominci a prendere consapevolezza della realtà senza aspettare che gli altri decidano per noi senza mostrare lungimiranza. Solo perchè legati a parole che non portano benefici. Non dimentichiamo che le risorse che si intende dirottare per lo "sblocco degli automatismi stipendiali" erano destinati per una parte di personale, i non direttivi, estendere e spalmare a tutti appare una forzatura maliziosa. Seguirà un articolo con un analisi costi-benefici dell'unificazione. Cordiali saluti M.S. |
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ATTENZIONE A FARE PROPOSTE CHE DIVIDONO, EVITIAMO LA GUERRA TRA POVERI
Cari amici e colleghi,
in questi giorni di trepida attesa sulle risultanze finali della Manovra finanziaria si levano in giro proposte fantasiose all’insegna della cosiddetta critica costruttiva accompagnata da una "sana" proposta contro il blocco degli automatismi stipendiali. Si legge in una nota stampa che il cocer carabinieri suggerisce a Berlusconi e Governo di risolverlo attraverso i soldi recuperati dal Riordino delle carriere (119 milioni di euro). Immediatamente, controcanto di questa proposta, si levano i sindacati di polizia ed avvertono, attenzione a fare la guerra dei poveri non giova a nessuno e non si diventa primi della classe. Ovvero, prendere le risorse destinate per alcuni e dirottarli per altri non è una soluzione equilibrata e degna di un organismo che deve pensare a tutto il personale e non solo per alcuni. D’altra parte, se si dovesse introdurre il principio dell’autotassazione diventerebbe un gioco al massacro, un circolo vizioso, si aprirebbero spiragli di intervento in tutte le direzioni contro altre situazioni ritenute per altri meno prioritarie. Ad esempio, si potrebbe parlare di reperire le risorse tra i percettori della Supercampagna in luogo delle promozioni, oppure l’ausiliaria e i sei scatti in alternativa dell’aggregazione, straordinario, cfi e cosi’ via. Questa pratica discutibile, del dirottamento risorse da una parte all’altra, è già stata utilizzata in occasione del Contratto 2006-07, nelle detrazioni per i giorni di malattia, praticamente con i soldi del Contratto ci si è fatti carico di ripianare quella spesa non ampiamente contestata. E’ giusto ricordare e ripetere all’infinito e se è il caso fino alla nausea, che il RIORDINO delle CARRIERE, è nato e finanziato per il personale NON DIRETTIVO in attesa che si aggiungessero risorse anche per la dirigenza. Unito al Riordino c’è il problema del RIALLINEAMENTO, che riguarda Marescialli e gli ARRUOLATI con la LEGGE 958/86, Sergenti e Graduati, anch’esso finanziato con la stessa legge Finanziaria L.350/03 (art.3). Non dimentichiamo che il personale sotto i 14 anni di servizio, dall’inizio del Decimo Mandato non ha preso un euro e si è visto sfumare l’unica speranza di un Riordino della Carriera, di un miglioramento e di una prospettiva di carriera futura. Ricordo a me stesso che la Categoria dei Volontari, attualmente graduati, esaurisce la propria spinta propulsiva di carriera entro il 16esimo anno di vita lavorativa, ne restano 20 in cui non si apre uno spiraglio, una porta per dare senso e dignità al proprio lavoro. Tanti di noi, nel corso degli anni si Diplomano, si laureano, cercano di migliorarsi, perché spegnere l’entusiasmo costruttivo ed inerente ai dettami dalla forza armata di tale personale? In questo Mandato, ad osservare i Contratti firmati, diciamo che c’è stata molta attenzione per gli anziani (ad esempio assegno funzione 32 anni). Purtroppo, ci sono state poche proposte per i giovani. Per quanto sia condivisibile l’attenzione a supporto della questione nominale truppa/graduati ritengo altrettanto importante prendere una posizione dura e diretta a dire no al dirottamento delle risorse. Sono favorevole all’innalzamento di una bandiera in favore della proposta del riordino dei ruoli, pensando ad una rivisitazione, unificazione dei Sergenti e Graduati, una sanatoria per gli arruolati della L.958/86, e l’apertura e lo sbocco per gli altri Ruoli attraverso concorsi a titoli ed esami. Mi dispiace che mentre i colleghi carabinieri (anziani) fanno proposte singolari, sicuramente in buona fede, ma con una visione miope della gravità di tale scelta per risolvere il blocco degli automatismi stipendiali, attraverso il dirottamento delle risorse di 116 milioni destinati al Riordino delle Carriere e credo si dovrebbe levare una voce tendente a mostrare molta il nostro disappunto . Trovo che gli unici a dire qualcosa sono i Sindacati di polizia, gli unici che gridano no alla guerra dei poveri.
Roma, 28.02.2011 Michele Sorrentino |
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PREVIDENZA, QUALE FUTURO PER I GIOVANI?
Nel mentre si dibatte sulla questione nominale graduati SI, graduati NO, nuova o vecchia denominazione, tante questioni restano in sospeso, esiste una che più di tutte le altre tocca i giovani. Graduati, Volontari, Sergenti, Marescialli ed ufficiali: la previdenza! Non vi dico niente di nuovo, sono anni che si parla di sanare la questione PREVIDENZA per coloro che sono passati o arruolati con il sistema Contributivo in luogo di quello Retributivo, ma nulla di concreto è stato fatto. Tante promesse, disegni di legge, non hanno cambiato nulla. Non sono stati attivati i fondi pensione, non sono stati dati incentivi contrattuali ai giovani e non si prevede nel breve-medio tempo una soluzione. La Manovra Finanziaria ha fissato il calendario di tutte le attività da un anno a questa parte, risucchiando come un vortice ogni problematica. Tutti corrono ai ripari, comunicati stampa, proposte strampalate, arrivando a pensare il taglio delle tredicesime per sanare "tassazioni" sorte dal cielo. È vero che il “blocco degli automatismi stipendiali”(assegno funzionale e omogeneizzazione) ha reso il problema imminente per tanta parte di personale (circa il 30%), però è altrettanto vero che per coloro che hanno una vita militare al di sotto dei 14 anni la questione è buia completamente. Buia per la carriera e ancor di più per la previdenza. Nel Contratto 2006/07, Coda Contrattuale e Contratto 2008/09 per questa fascia di giovani non è stato dato un euro. Atteso che la politica non si sta muovendo, in questa occasione vorrei fare un passaggio su una tematica tutta interna all’amministrazione: le casse militari. Da tempo si parla dell’unificazione delle casse, recentemente è stato approvato un decreto che ne unifica il consiglio di amministrazione (uff.li-sott.ufficiali). Probabilmente ciò sarà utile per ridurre i costi e trovare delle regole comuni. Gli unici a non avere una cassa sono i graduati. Nel discutere di un’ eventuale costituzione si incorre in una serie di problematiche e paure. Considerata la sofferenza attuale o imminente delle altre casse, a ragion veduta si teme che i fondi dei graduati possano sanare le posizioni degli altri. In effetti gli arruolamenti oceanici degli anni passati, da un certo punto in avanti sono stati interrotti, con grave pregiudizio per coloro che si appresteranno ad andare in pensione. A tal riguardo mi sto chiedendo e vi invito a riflettere se non sarebbe più opportuno chiedere una unificazione orizzontale delle casse delle ff.aa.(es:graduati esercito, aeronautica e marina) e non verticale che provoca tanti timori? Sicuramente, il primo vantaggio è un'enorme riduzione dei costi, allo stesso tempo la liquidità a disposizione crescerebbe grandemente aumentando le possibilità di investimento. Forse sarebbe l’inizio di una visione più completa e socialmente utile del benessere del personale, considerando che nel fare una valutazione prospettica delle pensioni lo scenario è davvero raccapricciante. E' evidente che la situazione è complicata, di certo la stagnazione non aiuta, aspettare per altri anni aumenta il vuoto contributivo e i danni per i giovani a cui nessuno sembra voler pensare. Mi riservo di fare una valutazione tecnica. Nel frattempo è mia intenzione carpire il parere dei colleghi al fine di fare proposte che siano costruttive realistiche ed in linea con la volontà popolare.
MICHELE SORRENTINO 19.02.2011 |
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PROROGA, NON GIOVA A NESSUNO
- PAOLO ERASMO Lettera aperta a tutti i delegati della Rappresentanza Militare: NO ALLA PROROGA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE |
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