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28.3.2012 LUCA TARTAGLIONE Delegato CoCeR EI MOBBING NELLE FORZE ARMATE, ESISTE O NON ESISTE? COCER SE CI SEI BATTI UN COLPO: "..Tra i
tanti argomenti mai affrontati seriamente dal COCER Interforze
sicuramente il MOBBING ha un posto d’onore.
E’ difficile stabilire il
confine tra disciplina ed abuso, spesso e volentieri per evitare di
affrontare la questione si gioca sui distinguo e sofismi
giuridici. |
LUCA TARTAGLIONE |
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INCONTRO COCER CON IL MINISTRO DELLA DIFESA AMIRAGLIO DI PAOLA Roma,16 febbraio 2012 (Sala Diaz) incontro Ministro Di Paola con COCER Interforze circa le linee di indirizzo per la revisione dello strumento militare: deludente incontro, nessuna informazione utile dall'unica fonte possibile. Spero abbia compreso il Ministro che oggi più che mai il confronto con il COCER è ineludibile e che urge una informazione capillare a tutto il personale sino all'ultimo militare. Quando un Ministro parla di scelte del Governo come di un qualcosa indipendente dalla sua volontà resto interdetto! Il Ministro della Difesa non è un Capo di SMD, siede nel Consiglio dei Ministri e deve essere il primo "sindacalista" per il personale dipendente dal suo dicastero e, se occorre, battere i pugni sul tavolo. il Ministro si è rifatto a quanto da lui esposto alle Commissioni congiunte Difesa di Senato e Camera, Mercoledì 15 febbraio alle ore 8,15, sulle linee di indirizzo per la revisione dello strumento militare, non ha aggiunto una parola di più. Ho motivo di credere che questo incontro con il COCER sia frutto di intercessioni e non di una reale volontà politica del Ministro di incontrare un Consiglio i cui delegati, presi singolarmente, non hanno nemmeno la facoltà di interloquire con il proprio Capo di forza armata. Peraltro, nel Gruppo di lavoro del Ministero della Difesa per il "Transito dei militari presso altre Amministrazioni dello Stato", direttamente collegato al Nuovo Modello di Difesa, non è stato presente il COCER e su questo punto occorre una comune riflessione. Mentre i Sindacati del Ministero della Difesa per il personale Civile e delle Forze di Polizia hanno partecipato agli incontri preparatori, per quanto riguarda i Rappresentanti COCER non sono stati invitati. Per la precisione, l'esito del documento del Gruppo di Lavoro, dopo quasi un mese è stato portato a conoscenza del COCER con la richiesta di esprimere un parere. Resto del parere, che le cose così non possono andare avanti, la posta messa in gioco è alta e tutta sulle spalle del personale. Inevitabilmente, il Nuovo Modello di Difesa porterà rivoluzioni e cambiamenti epocali è giusto che il personale sappia tutta la verità senza rimandi o nascondimenti. Ai sensi delle libertà costituzionali Luca Tartaglione |
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15.1.2012
Delegato COCER EI
LUCA TARTAGLIONE
TUTELA DEL DELEGATO - Relazione per il Capo di Stato Maggiore Esercito. Si tratta di una Relazione che pone l’accento su tre questioni fondamentali: Tutela del Delegato, Tribunali Militari (costi da ridurre), esigenza di un Sindacato Associazione. Tanti sono i Delegati COCER, COIR, COBAR che a vario titolo sono stati oggetto di Sanzioni, abbassamenti di note, trasferimenti., ecc. In mezzo a tanta caciara per cercare gli sprechi, ridimensionare programmi e personale, non si dice una parola sui Tribunali Militari. In tempi di crisi come questi è più che mai evidente la loro ridondanza, aboliti in quasi tutti i paesi del mondo in Italia ancora resistono tenacemente. Si sente parlare di tagli ai programmi di difesa, alla struttura del personale, ma, dei Tribunali Militari non si dice una parola. Ciò premesso, la conclusione è evidente occorre superare la Rappresentanza (costosa e plastica) quanto prima, soprattutto in vista delle prossime evenienze in materia di Esubero del Personale, ristrutturazione degli enti, revisione sistema pensionistico. |
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Oggi si è svolto
l’incontro tra il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e la sezione
Esercito del CoCeR.
Personalmente ho compreso da parte del Capo di Stato Maggiore una volontà di ascoltarmi anche se successivamente sono stato anche informato che tale audizione non è prevista dalle norme vigenti. Ovviamente questo, oltre a saperlo, mi era stato pure confermato dal silenzio da parte del Presidente CoCeR EI su di una mia precisa istanza di conferimento con l’autorità affiancata depositata 1 mese fa al verbale del COCER Esercito. Non ho di fatto avuto altre possibilità di riprendere la parola. Quelle che seguono sono le parole che avrei voluto rivolgere al Capo di Stato Maggiore, che spero mi riceva e che, ad ogni buon conto, riporto di seguito:
LETTERA AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO
Signor Capo di Stato Maggiore dell’Esercito,
se davvero, così come sono convinto, Lei giunge a questo prestigioso
incarico per cristallina meritocrazia avulsa dall’anzianità di grado,
ascolti questo modestissimo delegato CoCeR.
Signor Generale, chi le parla è un delegato che dopo 4 anni di un
logorante ed estenuante procedimento penale ha avuto giustizia dalla
Corte Militare di Appello che ha confermato come l’esercizio del diritto
costituzionalmente tutelato di manifestare liberamente il proprio
pensiero (art. 21 Cost.) è riconosciuto a tutti i militari, e questo per
aver reagito, a detta della Corte, da delegato a difesa della Linea di
Comando dell’Esercito Italiano ma che di contro, la stessa Linea di
Comando ha ritenuto di dovermi sanzionare disciplinarmente per
effetto di un giudicato penale ed in funzione del mio mandato
CoCeR.
Signor Generale, questo organismo di Rappresentanza, oggi al suo
cospetto, è inutile e disfunzionale alle aspettative di tutela del
personale militare laddove nemmeno la tutela per gli stessi delegati
risulta efficacemente esercitata.
Questo è un COCER che a percezione personale risulta oltremodo ingessato
anche per effetto di una possibile conflittualità di attribuzioni del
Presidente di Sezione ancorché non preclusa dalle norme vigenti e su
questo punto occorre una riflessione.
Infine, ma non meno importante, per quanto di Sua autorevole competenza
non faccia gravare
sull’attuale Rappresentanza Militare quella responsabilità
“politico-istituzionale” di assumere la valenza di parte sociale o
comunque di rappresentanza dei lavoratori-militari, senza che vengano
riconosciute tutte le garanzie che accompagnano la pienezza
dell'espletamento del mandato dei Delegati. Altresì, spero si faccia
garante di
una
tutela effettiva del delegato (Cobar, Coir, Cocer) e delle sue
prerogative assicurando strumenti idonei a garantire piena libertà
d’espressione, di opinione e di esercizio del mandato.
Almeno sino a che la politica non si accorga che l’unica soluzione
possibile per la legittima tutela dei cittadini militari resta quella
del Sindacato.
Con Deferenza - Luca Tartaglione – Delegato Co.Ce.R. (ai sensi dell’
art.21 Cost)
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Altri scritti di |
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ADESSO BASTA! Quando il gioco si fa duro...
Siamo alle solite, il lupo perde il pelo ma non il vizio ed il COCER pare sempre più un copyright di pochi!! Nuovo Governo, vecchie questioni aperte e solite modalità per interpretare il "ruolo di parte sociale". Non pensavo di dover tornare su questo argomento, in questi ultimi anni sono stato troppo preso a difendermi da un'attività di Delegato bersagliata e sotto la lente di ingrandimento. Tranne il primo periodo in cui ho preso a pieno titolo il ruolo del Rappresentante, successivamente ho rallentato le attività poiché trascinato in un turbine di vicende che solo il 15 dicembre 2010, dopo circa 4 anni di un estenuante e logorante procedimento penale di tipo indiziario/testimoniale, tra Palermo Napoli e Roma, la Corte Militare d’Appello ha scritto la parola fine al mio “calvario” giudiziario nato da una questioni di diffamazione a mezzo internet, laddove i Giudici del Tribunale Militare e della Corte Militare di Appello non hanno rilevano violazione di norme amministrative e ne violazione degli impegni assunti con il giuramento, in relazione allo status e al grado rivestito (questioni che per un civile sarebbero state definite da un giudice di pace). In questo contesto, in questi quattro anni in tante
occasioni avrei voluto dire qualcosa, fare delle distinzioni, chiarire
alcune importanti posizioni e non l’ho fatto (probabilmente sbagliando)
per amore del quieto vivere e della famiglia. Allo stesso tempo avevo la
speranza e la convinzione che il CoCeR cui appartengo avrebbe potuto
fare il meglio per i colleghi e per la tutela di quegli stessi diritti
negati che di fatto mi relegavano ad ignobile imputato. Roma 5.12.2011 Luca Tartaglione (*) |
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“Quanto manca alla vetta ? " ;" Tu sali e non pensarci! ">>
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