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DIRITTI & ROVESCI Sito d'informazione Comparto Difesa e Sicurezza
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IN QUESTA PAGNA |
IL “PORCELLUM” DELL’INDENNITA’ DI COMANDO
E’ ancora una volta che, con profondo sconcerto i delegati del cocer
Pitzianti e Tarallo, hanno dovuto prendere atto dell’ennesimo
provvedimento assurdo, ingiustificato e discriminatorio col quale
sono stati assegnati dal Governo € 490.000,00, al netto degli oneri
riflessi, per la cosiddetta indennità di comando. Ciò nonostante il parere contrario a suo tempo
espresso dal Co.Ce.R. CC con delibera nr. 691 del 14/07/2011 allo
schema di decreto interministeriale che proponeva l’attribuzione
dell’indennità in argomento ai soli comandanti di tenenza/stazione
con forza pari o superiore a 17 unità.
Un’indennità questa, destinata, in linea di principio, a riconoscere
tangibilmente la gravosità dell’impegno e dell’onere derivanti
dall’azione di coordinamento e direzione dei reparti dell’Arma, ma
che, tuttavia, si è voluto, invece, corrispondere in maniera
incomprensibile, ad una sola, ben distinta quanto circoscritta
fascia di comandanti. Un provvedimento che riguarda SOLTANTO 53
ufficiali di grado compreso tra sottotenente e tenente, nonché 439
marescialli di grado compreso tra maresciallo ordinario e
luogotenente, ricoprenti incarico di comandante di tenenza o
stazione con forza organica pari o superiore a 17 unità. L’aspetto,
però, più incomprensibile è che si è voluto prendere come parametro
di riferimento per l’attribuzione la titolarità di incarico di
comando con funzioni e responsabilità corrispondenti a quelle dei
comandanti di unità navali. Un’assegnazione così assurda nei criteri di
attribuzione, quanto ridicola nello stanziamento messo a
disposizione, che non farà altro che creare ancora maggiore
malcontento tra quel personale investito di responsabilità di
comando, soventi maggiori a quelle previste dal decreto, che si vede
penalizzato in ragione di un’incomprensibile parametrazione che non
considera minimamente quella che è la peculiare quanto atipica
strutturazione ordinativa dell’Arma, ma che, invece, si rifà, udite,
udite, a quella Marina e alla sua elementare unità di base.
Se proprio si doveva per forza sfruttare
quest’assegnazione, sarebbe forse stato il caso di prendere in esame
altri criteri o, quantomeno, destinarla ai comandanti di quelle
stazioni e tenenze ubicate in zone disagiate, quale giusto
riconoscimento di un’attività aggravata anche da altri fattori oltre
a quelli propri del comando, ma anche a titolo di incentivo per
colmare le numerose vacanze organiche che affliggono simili realtà.
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![]() ANTONIO TARALLO Delegato COCER CC |
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UNA TANTUM -diamo i numeri- Tra considerazioni dubbi, incertezze e proposte A cura del delegato Co.Ce.R. Brig. Antonio Tarallo Nel marzo scorso il Governo ha emanato il famoso provvedimento ribattezzato come “decreto una tantum”. L’obiettivo e l’ambizione del decreto era quello di tentare di sanare i problemi derivanti dall’applicazione della manovra di stabilizzazione economica. Essa, infatti, bloccava di fatto e per tre anni il tetto salariale interrompendo il pagamento di Assegno di Funzione; Omogeneizzazione Stipendiale ed Incremento Parametrale connesso all’anzianità di servizio (+ 8 o + 10 anni nel grado); Classi e Scatti. Nel mese di maggio scorso il provvedimento è stato convertito in Legge ed oggi, al fine di poter retribuire il dovuto agli aventi diritto ed, al fine di regolamentarne gli stanziamenti per forza armata/Forza di Polizia occorre un D.P.C.M. (Decreto Presidente Consiglio Ministri). Una riunione informativa con i Cocer tenutasi presso S.M.D. ha dato la possibilità di conoscere in anteprima il contenuto del D.P.C.M. che, peraltro, dovrà passare al vaglio del M.E.F., del Dipartimento della Funzione Pubblica e della Presidenza del Consiglio Ministri. Propongo una valutazione dei meriti e degli effetti di tale provvedimento nel caso venisse approvato senza modifiche. Valutazioni Positive: 1) Riconoscimento effetti pensionistici ; 2) Copertura totale anche se per il solo anno 2011. Valutazioni Negative: 1) Introduzione della misura di adeguamento annuale della retribuzione dei dirigenti commisurata alla vacanza contrattuale del restante personale (0,75%); 2) Mancato assoggettamento dell’emolumento ai fini della buonuscita; 3) Copertura economica parziale per gli anni 2012 e 2013 ma con possibilità di reperire fondi da risparmi sulle missioni di pace o da somme da prelevare dal Fondo Unico Giustizia. Dopo aver elencato i passaggi positivi e negativi diventa d’uopo dare anche qualche numero per far capire meglio la portata del D.P.C.M. .
Arma Carabinieri
Per l’anno 2011 abbiamo un totale di 27.811 persone interessate per un costo di circa 23.000.000 di euro; Per l’anno 2012 abbiamo un totale di 51.549 persone interessate per un costo di circa 67.500.000 di euro; Per l’anno 2013 abbiamo un totale di 77.259 persone interessate per un costo di circa 110.000.000 di euro. Il D.P.C.M. secondo alcune stime potrebbe essere firmato e reso esecutivo per il mese di ottobre e, di conseguenza, gli aventi diritto che nel 2011 matureranno uno dei suddetti requisiti dovranno aspettare la fine dell’anno per ricevere il dovuto. Per il 2012 e 2013 fermi restando coloro che hanno maturato il diritto nel 2011, occorre lavorare per trovare le giuste soluzioni che, se non saranno recuperate dal fondo unico giustizia o da provvedimento governativo, causeranno una palese riduzione del pagamento delle indennità in questione per gli aventi diritto di questi anni. Situazioni paradossali che si possono evidenziare: 1) nel 2011 abbiamo 10.302 carabinieri interessati all’assegno di funzione per un costo di 9.600.000 euro; nel 2012 questi diventano 20.875 per un costo di 27.000.000 di euro per arrivare nel 2013 a 32.313 per un costo complessivo di 44.000.000 di euro. Di contro, il Trattamento Dirigenziale che potrebbe in un certo qual modo collocarsi come alternativa all’assegno di funzione, porta i seguenti numeri: nel 2011 abbiamo 421 dirigenti interessati per un costo 1.700.000 euro; nel 2012 questi diventano 865 per un costo di 6.000.000 di euro per finire con il 2013 dove abbiamo sempre 865 soggetti interessati per un costo di 10.000.000 di euro. Ergo in tre anni abbiamo 63. 490 Direttivi/non direttivi per una spesa totale di 80.600.000 di euro contro 2.151 omogeneizzati/Dirigenti per una spesa totale di 17.700.000 di euro. 2) Incremento Istat del ruolo Dirigenti che nel 2011 porta una spesa di 895.000 euro, nel 2012 di 900.000 per finire con il 2013 a 910.000 euro per un totale di 5.112 dirigenti interessati. Non si capisce il perché la vacanza contrattuale dei Direttivi/non Direttivi rientra in altri capitoli di spesa mentre quella dei Dirigenti deve essere assorbita dal citato D.P.C.M. 3) Ultimo paragone lo si può fare tra Anzianità nella qualifica (scatto parametrale +8 / + 10) con Classi e scatti del ruolo Dirigenti. Nel primo caso troviamo una spesa complessiva di 24.500.000 euro per 30.329 soggetti interessati contro una spesa 7.700.000 euro per 3.230 soggetti interessati. Conclusioni: Laddove negli anni 2012 e 2013 non si riescano a reperire i fondi necessari per sanare il gap, sarebbe opportuno, se non obbligatorio, evitare ulteriori tagli al ruolo direttivi/non direttivi poiché in una analisi di percentuali i Dirigenti vantano un dieci ad uno a loro vantaggio. Pertanto sarebbe auspicabile che per gli anni in questione vengano esclusi dal D.P.C.M. gli incrementi istat dei Dirigenti (già peraltro previsti nella attuale manovra economica in discussione) e venga ridotto dal 50% a salire il trattamento dirigenziale nonché quello di classi e scatti. Sarebbe altresì opportuno bloccare gli avanzamenti di grado di tutti i Dirigenti Generali per evitare la creazione delle maggiori diseguaglianze. Tale ipotesi seppur penalizzante verso il ruolo Dirigenti, nasce dalla considerazione che la maggior parte dei fondi utilizzati sono stati reperiti dagli stanziamenti previsti per il riordino carriere dei Direttivi/non Direttivi. Alternativa che potrebbe risolvere il problema potrebbe essere il reperimento delle risorse attraverso un provvedimento governativo da emendare in finanziaria che per gli anni 2012 e 2013 darebbe la possibilità ai comparti difesa e sicurezza di utilizzare il proprio 8x1000 (oggi devoluto ad altri) per recuperare le risorse necessarie. Roma, li 08 luglio 2011 |
![]() ANTONIO TARALLO Delegato COCER CC |
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Differenze economiche a confronto Sempre più spesso mi vengono posti quesiti in merito alle differenzazioni economiche che ci sono tra i Carabinieri, la Polizia e le altre Forze Armate. Il presupposto che ognuno di noi legga solo quello che gli fa più comodo e che il detto “l’erba del vicino è sempre più verde”, fa si che molte volte parliamo senza conoscere bene la reale situazione di differenza tra i vari Corpi di Polizia arrivando erroneamente alla percezione che gli altri guadagnino di più! Ciò premesso, cercherò - sperando di sbagliare il meno possibile - di spiegare le principali differenze di trattamento e poi, ognuno tragga le proprie conclusioni. Innanzitutto bisogna premettere che, per quanto attiene gli aumenti stipendiali e le indennità accessorie (straordinari, servizi esterni, notturni etc), esse sono uguali per tutti e vengono definite mediante D.P.R. (Decreto Presidente Repubblica). Non mi soffermo molto sulle Forze Armate, forse unici a doversi lamentare perché il principale confronto generalmente lo si propone tra Carabinieri e Polizia. Sempre nello stesso D.P.R. vengono stanziate delle somme destinate al Fondo Efficienza Servizi Istituzionali (F.E.S.I), da noi meglio conosciuto come Premio di Produzione. Solo su queste somme ogni Forza di Polizia o Forza Armata decide concordando con il suo Organismo Sindacale o Rappresentanza Militare le destinazioni delle somme. In buona sostanza, la differenza è insita nella distribuzione delle ultime somme citate e, in modo specifico, avviene nel seguente modo: Forze Armate – lo chiamano F.E.S.I. e - senza entrare in tanti automatismi - fondamentalmente distribuisce ad un Caporal Maggiore (662 euro), ad un Sergente (677 euro), un Maresciallo (681 euro) ad un Tenente (743 euro). Tutte le misure sono da considerarsi al lordo da ogni ritenuta. Le somme rimanenti vengono ridistribuite seguendo dei criteri non meglio definiti (almeno per le mie conoscenze) Nelle Forze Armate fanno una ulteriore distinzione tra chi presta nelle strutture di vertice con sede a Roma e chi presta servizio nel resto d’Italia. p.s. gli esempi citati sono gli emolumenti previsti per il personale in servizio presso le strutture di vertice. Polizia di Stato – lo chiama A.N.Q. (Accordo Nazionale Quadro). I sindacati hanno deciso di dare una somma base a tutti e, se non sbaglio, si tratta di circa 750 euro lorde uguali per tutti ed in aggiunta a questa cifra con le rimanenti somme hanno ritenuto necessario implementare alcune indennità contrattuali (reperibilità 10 euro in più a turno; notturni dai 2,50 del 1800/2400 ai 5,00 del 0000/0600 a turno; il cambio turno con 5,00 euro, ovviamente tutte al lordo) etc.. Devo anche precisare che la reperibilità non può essere percepita da coloro che svolgono servizi in turnazione e che i cambi turno possono essere corrisposti nel massimo di uno a settimana. L’accordo quadro, però, non prevede solo la distribuzione dei soldi ma anche una rivisitazione delle norme in generale, ad esempio si parla di esonero dai servizi notturni da parte del personale che ha superato i 50 anni di età ed i 30 di servizio, ovviamente sempre su richiesta degli interessati e previa possibilità ed autorizzazione dell’ufficio o del dirigente. Carabinieri – lo chiamano Premio di Produzione e viene pagato nel mese di giugno di ogni anno. Da come è stato strutturato si può parlare di una sorta di 14^ mensilità. Il Premio viene così distribuito: Carabiniere (1020 euro); Vice Brigadiere (1080 euro); Maresciallo (1105 euro); Tenente (1237 euro). Poi abbiamo delle altre categorie come gli Operatori di Centrale (1476 euro), G.I.S. (1876 euro); Comandanti Stazione (1776 euro) Comandanti Compagnie e Reparti Territoriali (2476 euro) Comandanti Norm, N.O. e N.C. ( 1476 euro). Ovviamente preciso che tutte le somme citate sono al lordo da ogni ritenuta. Fermo restando che ognuno valuta e decide in relazione alle sue peculiarità, resta solo da valutare se è meglio una distribuzione a pioggia come quella nostra o una distribuzione più mirata sul servizio come quella della Polizia. Certo che i circa 400 euro di differenza iniziale il poliziotto li può recuperare dopo aver fatto almeno 40 reperibilità oppure dopo 80 notti!! E al contempo diventa difficile se non impossibile per un Operatore di Centrale della Polizia raggiungere e superare il suo collega dell’Arma dei Carabinieri. Sulle varie norme interne che regolano la vita lavorativa ognuno ha fatto delle scelte di campo. I sindacati hanno cercato di tutelare l’anzianità di servizio cercando di regolamentare i turni notturni. Il Cocer Carabinieri invece ha puntato sulle famiglie con i ricongiungimenti , ottenendo, ad oggi, un discreto riscontro positivo con oltre il 40% di domande accolte. Una cosa è certa che a prescindere dalle valutazioni personali, il premio di produzione è un emolumento finanziato ed avendo anche un carattere storicizzato almeno per il 90% delle somme, non corre il rischio di tagli o di non essere pagato. Un ultima differenza e questa sicuramente a vantaggio di Noi militari e l’avere la facoltà di essere collocati in ausiliaria, prerogativa propria dei militari, che difendiamo sempre a denti stretti a causa delle persistenti proteste di alcuni sindacati e dei continui tentativi del M.E.F. per togliercela. In conclusione queste sono le principali differenze economiche che intercorrono tra i vari Corpi di Polizia (civile e militare) e, sperando di aver dato un contributo di pensiero positivo vi auguro una buona riflessione ed un cordiale saluto. Brig. Antonio Tarallo – delegato Co.Ce.R. Carabinieri. |
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COMMISSIONE BILANCIO CAMERA ESAME DEL dl 27/2011 – ASSEGNI UNA TANTUM O ASSEGNI PEREQUATIVI INDIVIDUALI ? In data 19 Aprile u.s. la commissione bilancio della camera ha esaminato il decreto teso a salvaguardare i c.d. assegni di funzione, avanzamenti di grado e tutte quelle indennità che dovevano essere bloccate a causa dell’applicazione dell’art. 9 comma 1 e 21 del D.L.78/2010. Cosa è accaduto? Come sempre provo ad esporvi in modo succinto il mio pensiero. Premetto che si tratta di una valutazione personale, per cui, come tale potrebbe essere sbagliata ma, in fondo, come diceva sempre Andreotti, “A PENSARE MALE SI FA PECCATO MA NON SI SBAGLIA MAI ”! . Il relatore alla Camera propone alle commissioni competenti di sostituire la dicitura UNA TANTUM con ASSEGNO PEREQUATIVO INDIVIDUALE al fine di garantire maggiori e migliori effetti al decreto, in considerazione del fatto che si trattava di un atto voluto per salvaguardare i diritti acquisiti delle forze dell’ordine, ovvero per dare maggiore vis ad un preciso impegno del Presidente Berlusconi con il Cocer Carabinieri. La differenza tra una tantum ed assegno perequativo individuale sta nel fatto che il secondo ha anche una valenza pensionistica/previdenziale mentre il primo potrebbe avere solo una valenza fiscale. Le commissioni interessate ad eccezione della Commissione Bilancio hanno dato parere favorevole. Nella Commissione Bilancio invece, il M.E.F., attraverso il suo sottosegretario On. Casero ha cercato ed ha convinto -a mio avviso - i deputati di maggioranza presenti nella commissione che, passando la linea dell’assegno perequativo, i soldi non sarebbero bastati per garantire il dovuto e che, di fatto, le forze di polizia sarebbero state completamente escluse dai sacrifici dettati dal D.l. 78/2010, almeno per quanto riguardava l’art 9 comma 1 e 21. Paradossalmente in nostro soccorso è arrivata l’opposizione che, in commissione bilancio, ha evidenziato che il provvedimento - essendo un atto Governativo - può essere dibattuto e scandagliato dalla minoranza con opportune valutazioni ma non certamente può essere modificato dalla maggioranza, per giunta, attraverso il suo sottosegretario. Il M.E.F., a mio avviso, non avendo digerito l’accordo tra il Cocer Carabinieri ed il Presidente Berlusconi sta tentando la sua ultima e inefficace carta per mettere un po’ di zizzania sul provvedimento. Ovviamente il Cocer è molto attento e segue con attenzione l’evolversi della situazione e, come al solito, farà sia giuste valutazioni che una serie di interventi prima della votazione del provvedimento alla Camera al fine di garantire sempre il meglio ai carabinieri. Roma, 30 aprile 2011 Brig. Antonio Tarallo, delegato Co.Ce.R. CC. 29..04.2011 |
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Un Satrapo del Co.Ce.R Carabinieri Egregi colleghi, sono il Brigadiere Antonio Tarallo delegato Co.Ce.R. dell’ Arma dei Carabinieri. Il mio intervento nasce dalle tante parole scritte sui vari siti che, da sempre, osteggiano la Rappresentanza Militare in favore del sindacato. Orbene, confidando nella correttezza dell’amico Chinè che, con assoluta certezza, pubblicherà questo mio intervento, provo a scrivere il perché dell’iniziativa del Cocer Carabinieri. Innanzitutto facciamo un passo indietro ed arriviamo al mese di marzo dello scorso anno dove ci fu una riunione, voluta dal siulp alla quale partecipammo tutti. In quell’occasione, dicemmo che sarebbe stato opportuno utilizzare i soldi non storicizzati del riordino per darli a pioggia a tutto il personale (circa 1000 euro nette a testa), atteso che Tremonti ce li avrebbe tolti in finanziaria. Ebbene la maggior parte dei presenti si oppose e ci accusarono di non volere il riordino. Alla fine però - per la felicità di Tremonti - i soldi ci furono tolti ed ognuno di noi, con esclusione dei sindacalisti, perse circa 1000 euro nette. E per il riordino niente di fatto! Successivamente abbiamo visto animarsi varie proteste, portate in essere in modi diversi, ma quella che faceva più effetto sicuramente era quella sindacale che, dal mese di luglio, ha perpetuato uno stato di agitazione che non ha certo prodotto considerevoli risultati. Mi permetto di aggiungere che, questo stato di agitazione, ha portato tanta attenzione sul comparto al punto da far intervenire il M.E.F. per negarci ogni possibile soluzione. L’ultima in ordine di tempo la Ragioneria dello Stato che ha espresso parere negativo sui contenuti del D.P.C.M. relativo agli 80 + 80 milioni già stanziati. Fatta questa breve analisi, vengo al problema dell’art 9 comma 1 e 21 odierno ed alla nostra soluzione per risolverlo. Abbiamo visto che fino ad oggi la protesta sindacale non ha sortito gli effetti sperati! Sappiamo che il Ministro Tremonti nella sua bozza di finanziaria 2011 ha già ricompreso i 120 milioni stanziati per il riordino! Sappiamo che il Presidente Berlusconi ha detto che sono aperti ad ogni possibile soluzione, partendo dal presupposto che il Governo non ha soldi da stanziare! Sappiamo che una tassazione delle tredicesime non risolverebbe il problema! Sappiamo che 120 milioni di euro sono pochi per il riordino che tutti vogliono. Tanto è vero che nel 2006 solo il sap portava avanti il famoso riordino di sei articoli che scontentava i non direttivi accontentando, di fatto, solo i dirigenti (andate a leggerlo per verificare)! Ma sappiamo anche che l’unica possibilità che abbiamo per sanare i problemi del tetto salariale è l’utilizzo dei soldi del riordino, che Tremonti altrimenti ci toglierà con la prossima finanziaria. Allora mi chiedo e vi chiedo: 1) ma è meglio che questi soldi fino al 2013 li utilizziamo per risolvere i nostri problemi economici oppure come dice il sap e qualcun altro è meglio non utilizzarli e di conseguenza farli prendere a Tremonti? 2) Conoscete la proposta alternativa dei Sindacati e delle altre Rappresentanze Militari, partendo da quanto affermato dal Presidente Berlusconi (niente soldi da destinare ai vari comparti)? Il Cocer Carabinieri, non ha un cilindro magico per risolvere i problemi ma, quanto meno, ha avanzato una proposta ponderata che prende in considerazione sia la posizione del governo, che quella di tutti gli appartenenti all’Arma. Giusta o sbagliata che sia è pur sempre una proposta, e sono certo che - se provate ad analizzare la situazione con più raziocinio e meno faziosità, vi renderete conto che è l’unico modo possibile per risolvere il problema. Per ultimo una parola sulla proroga ed una considerazione sui delegati che hanno firmato il documento di comitato “articolo 52” Sono tra quelli che era ed è favorevole alla proroga perché essendo un brigadiere, oggi unico rappresentante a livello interforze, non volevo permettere un'altra elezione con il nostro ruolo che viene puntualmente sovrastato da quello dei marescialli (vds quanti brigadieri nei vari Cocer nei tre mandati precedenti). Per me, arrivare in tempi brevi ad una norma che inserisca anche il ruolo dei brigadieri, non può che portare ad anticipare anche le elezioni. Mentre a quei delegati che hanno firmato il documento perché sono contrari la proroga chiedo un sussulto di onestà intellettuale da formalizzarsi con la dimissione dalla rappresentanza. Questo sarebbe un gesto che vi farebbe onore altrimenti dimostrate di aver firmato solo perché volevate tirarvi fuori dalla polemica che ne sarebbe scaturita e perché, in fondo, sapevate che la vostra mozione non avrebbe portato a nulla!
Cordialmente Brig Tarallo Antonio
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Alcuni delegati della Rappresentanza
militare tra cui il sottoscritto, per tranquillizzare i propri
rappresentati hanno deciso di produrre uno
scritto rivolto
esclusivamente ai colleghi Carabinieri.
Lo facciamo per dir loro che
tutto il frastuono creato da alcuni sindacati e da qualche pseudo
paladino dei militari, aveva si un briciolo di verità ma anche che -
senza troppi allarmismi – la situazione, almeno per quanto riguarda
noi carabinieri, era più che risolvibile. La convinzione giusta o
sbagliata è personale ed ognuno deve, quindi, assumersi la piena
responsabilità del suo diritto di parola!
Inutile dirvi che questo ha scatenato
l’ira del Coisp, uno dei più piccoli sindacati di polizia
che fa della protesta il suo cavallo di battaglia per cercare
consensi.
L’attacco quindi al Cocer carabinieri
era, di fatto, inevitabile come era inevitabile l’appoggio di tutti
quei siti talmente democratici al punto di pubblicare solo piccoli
brandelli o estratti di reali situazioni … Sicuramente seguirà la
solita interrogazione parlamentare per il solo fatto che il Cocer
ragiona e parla fuori dal coro, così come parlava e ragionava fuori
dal coro quando diceva tutti di stare attenti che ci avrebbero tolto
i soldi del riordino e chiedeva di utilizzarli in favore del
personale. Anche in quella occasione non fu ascoltato e tutti adesso
conoscono la fine che hanno fatto parte di quei fondi.
Ci hanno accusati di incoerenza e,
proprio in ragione di ciò voglio ricordare alcuni passaggi di pura
coerenza del coisp attraverso estratti di comunicati da loro firmati.
Giovedi 17 settembre 2009, il coisp firma un comunicato ove tra l’altro si evidenziava:
Se
nella prossima Legge Finanziaria non saranno previsti adeguati
stanziamenti economici
coerenti con gli impegni formalmente assunti e non si riscontrerà
anche una netta inversione di tendenza anche in ordine alle modalità
e ai tempi di gestione delle risorse disponibili, rimuovendo e
correggendo le situazioni che hanno finora generato una forte ed
ingiustificata penalizzazione verso i poliziotti,
le Organizzazioni Sindacali non sono disposte ad avviare alcun confronto
che veda la presenza dei sindacati di polizia al tavolo negoziale
ed inizieranno, al contrario una inevitabile stagione
conflittuale e di generale mobilitazione della categoria per la
difesa della propria identità e della specificità professionale".
lunedì 28 dicembre 2009
Convocazione tavolo tecnico su risorse contrattuali dove il
coisp non partecipa adducendo i seguenti motivi:
"I
motivi sono tanti e tutti importanti.
Il Governo, dopo i tagli
prodotti con la precedente finanziaria,
non ha rispettato gli impegni assunti e rispetto all'ultima riunione
svoltasi il 16 settembre scorso, sempre per il rinnovo del
contratto, non sono state
apportate sostanziali novità, soprattutto per quel che riguarda
lo stanziamento di risorse economiche sufficienti. Il Governo
continua a limitarsi ad incrementi pari al tasso inflattivo, il 3,2
per cento, che produrrà aumenti di circa 40 euro per Agente, senza
per altro garanzia sugli arretrati. Le risorse economiche aggiuntive
per il biennio economico 2008/2009, disponibili dal primo gennaio
2010 per valorizzare la specificità professionale, sono pari a cento
milioni di euro, pari
alla metà di quella stanziate per il biennio precedente. Il Governo,
inoltre, nonostante gli impegni assunti e le ripetute promesse, non
ha ancora avviato i tavoli della previdenza complementare, tanto che
i giovani appartenenti alle Forze dell'Ordine rischiano di
trascorrere in povertà i loro anni di vecchia, e non è stata
impressa la giusta accelerazione all'iter di approvazione del
riordino delle carriere. Del resto, come riconosciuto anche dal
ministro Maroni, il Governo ha ridotto gli stanziamenti sugli
appositi capitoli di spesa per il lavoro straordinario, con un
taglio di 19 milioni di euro pari al 55 per cento dei servizi di
ordine pubblico, con un taglio del 20.5 per cento del capitolo di
spesa sulle missioni in Italia e all'estero, sulle manutenzioni
degli impianti e degli alloggi collettivi, perfino dell'85 per cento
sugli armamenti e su alcuni beni strumentali per garantire con
efficienza la sicurezza dei cittadini".
Conclusioni a termine incontro Sindacati Maroni, il
coisp firma un comunicato congiunto del cartello:
I
sindacati del 'cartello' hanno evidenziato a Maroni che "allo
stato, non sussistono le
condizioni per la ripresa del confronto negoziale alla Funzione
Pubblica".
Questo, spiega una nota congiunta dei sindacati, "in quanto non sono state date dal Governo risposte concrete sulla
disponibilità complessiva di risorse economiche per finanziare
le quattro priorità che sono state costantemente e continuamente
poste all'attenzione dell'Esecutivo per tutto lo scorso anno:
rinnovo del biennio contrattuale; specificità lavorativa; riordino
complessivo delle carriere; previdenza complementare.
Infine il 'cartello' sindacale "ha ribadito che con queste
condizioni, ed in mancanza di risposte chiare e definite sulla reale
consistenza complessiva di risorse economiche e sui tempi necessari
per l'avvio delle procedure per realizzare il riordino delle
carriere e per gli altri obbiettivi, non sussistono le condizioni
politiche per la partecipazione delle delegazioni sindacali e per la
ripresa delle trattative alla Funzione Pubblica per il rinnovo
contrattuale".
Per non tediare ulteriormente l’attento lettore evito di parlare
delle proteste del coisp in merito alla finanziaria, in quanto note
a tutti per arrivare direttamente al
mese di settembre 2010 dove il coisp a seguito del sottodescritto
intervento della consap (altro sindacato di polizia)
Torna in primo piano il rinnovo del contratto 2008/09
Tutto è nato da un'istanza del Consap che ha
chiesto al Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta
l'apertura immediata delle
trattative accusando il "cartello dei Sindacati di
Polizia" (Siulp, Sap, Siap, Silp, Ugl e Coisp) di
aver finora impedito la chiusura del contratto. Brunetta ha da parte
sua confermato l'atteggiamento ostruzionistico di "alcuni
sindacati". Immediata la replica del Coisp:
"40 euro netti di aumento per un agente e 13 centesimi al giorno
di specificità non vedranno la nostra firma.
CONSAP:
"
Risponde:
COISP: Il Coisp non torna indietro! 40 euro netti di aumento per un agente e 13 centesimi al giorno di specificità non vedranno la nostra firma!! Il Governo preveda altri stanziamenti o benefici fiscali piuttosto che preoccuparsi delle tasche degli evasori. Fa sorridere la posizione di qualche pseudo-sindacato che dopo aver dormito sonni profondi piuttosto che combattere con noi per ottenere maggiori risorse per il contratto di lavoro 2008-2009 e contro una manovra finanziaria che ha umiliato tutti i poliziotti, si svegliano oggi dal profondo letargo e, immemori di aver negato ai propri iscritti una difesa contro un Governo particolarmente attento ad offenderli anche economicamente, afferma che la stragrande maggioranza dei poliziotti è dalla loro parte per firmare un contratto di lavoro che garantisce ad un Agente un incremento di 40 euro netti al mese (poco più di un euro al giorno) e 13 centesimi al giorno per la specificità del lavoro svolto. A breve saremo convocati dal ministro-fantuttone per le trattative del Contratto parte economica 2008-2009?
Ebbene, noi ci saremo, ma
non torniamo indietro sulla nostra decisione!
Il nostro lavoro ed i nostri
morti non valgono 13 centesimi ed un contratto di tal natura non
vedrà la nostra firma! I
nostri iscritti ed i nostri Dirigenti sindacali potranno continuare
a camminare a testa alta! Subiremo un contratto vergognoso se ci
verrà imposto, ma non lo condivideremo con la nostra
sottoscrizione!! Ognuno è libero di portare avanti la propria
attività sindacale come meglio gli aggrada. Nessuno può vietare a
NOI di farlo con coerenza!! Durante le trattative riusciremo a
far notare il nostro dissenso verso una politica che ci umilia e
contestualmente pretende sempre maggiori sacrifici. Faremo delle
richieste precise al Governo: dovranno essere previsti altri
stanziamenti o pregevoli benefici fiscali, si dovrà discutere di
riordino di carriere e dei 770 milioni di euro che il Governo ci ha
rapinato al riguardo, della previdenza complementare, delle
incertezze date dalla manovra finanziaria, delle “dichiarazioni di
impegno” sottoscritte da questo Governo a margine della
sottoscrizione del precedente contratto e mai realizzate, di tanti
diritti che ancora oggi vengono negati ai soli poliziotti. Se
otterremo risposte e certezze alle nostre pretese, potremo firmare
il contratto, ma a quel punto si parlerà di ben altro che 40 euro e
13 centesimi
EVVIVA
IL 16 SETTEMBRE IL COISP
FIRMA IL CONTRATTO (dimenticandosi che
i
suoi morti non valgono 13 centesimi ed un contratto di tal natura
non vedrà la sua firma!
I nostri iscritti ed i nostri
Dirigenti sindacali potranno continuare a camminare a testa alta!)
ODDIO MA
VUOI VEDERE CHE IL CONSAP AVEVA RAGIONE?
POCO POCO ANCHE IL COCER CC
COSI’ GOVERNATIVAMENTE COMPROMESSO AVEVA DIMOSTRATO PIU’
COERENZA DEL COISP?
Brig Antonio Tarallo
delegato Cocer Carabinieri "articolo galeotto"
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