DIRITTI & ROVESCI

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Dirittie & Rovesci - Nei Diritti ci sono anche i  Rovesci - PRESIDENTE COCER AM - GUIDO BOTTACHIARI

 

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15.3.12 INTERVISTA A  PRESIDENTE DEL COCER AM. Nuovo Modello di Difesa, gestione degli Esuberi, Mobilità, Decreto di armonizzazione pensionistica

 

GUIDO BOTTACHIARI

 (COCER AM)

 

6.3.2012 GUIDO BOTTACCHIARI e FERDINANDO CHINE'. ESUBERI, MOBILITA' e SPECIFICITA' TRADITA. TEMPO DI SINDACATO. "In questi giorni un sacco di telefonate ed e-mail sono giunte al cocer da parte di impauriti colleghi preoccupati del documento “bozza” sulla “Razionalizzazione e revisione dello strumento militare – il personale”, ....Vediamo invece cosa propone la Difesa: estendere ai militari la norma sulla mobilità del personale civile. Si suggerisce una MOBILITA’ COME AVVIENE PER I DIPENDENTI PUBBLICI.."



NUOVO MODELLO DI DIFESA. ESUBERI  E MOBILITA 
15.12.2011 Presidente CoCeR AM. "L'AGNELLO SACRIFICALE ed il TACCHINO". "..a distanza  di poco meno di 10 anni monta l’urgenza, determinata in gran parte da esigenze finanziarie, di una rivisitazione in chiave riduttiva del citato modello..." Una interessante analisi sul Nuovo Modello di Difesa, un riassunto di questi ultimi anni in cui ogni attore interessato ad intervenire non ha avuto lungimiranza, coraggio e trasparenza. Ora si cerca di correre ai ripari, di trovare le ragioni di una nuova esistenza, in attesa che ciò si determina la paura che la ricaduta sarà sulla componente umana c'è tutta. NUOVO MODELLO DI DIFESA
 
 
 5.10.2011 BOTTACCHIARI GUIDO PRESIDENTE COCER AM: DIRITTI A RISCHIO


DIRITTI E RIFORME

15.9.2011
GUIDO BOTTACCHIARI PRESIDENTE COCER AM: MANOVRA FINANZIARIA, CHIACCHIERE E DISTINTIVO. Una riflessione "a bocce ferme" sulla politica di questi ultimi tempi, dalle promesse alle aspettative, dai tradimenti alle amarezze.
MANOVRA FINANZIARIA
 


 29.09.2010 GUIDO BOTTACCHIARI PRESIDENTE COCER AM "Contratto 2008-09, replica al Ministro Brunetta"

"..Come i più informati sapranno, il Co.Ce.R. A.M. non ha firmato il contratto in argomento e successivamente ha reso formalmente noto, come da norma peraltro mai prima utilizzata, i motivi del proprio dissenso a cui il Ministro Brunetta ha prontamente replicato..."

23.09.2010 CONTRATTO 2008-09 - FUNZIONE PUBBLICA RISPONDE AL COCER AM, IN ATTUAZIONE DEL DLGS 195/95, ART.7, IN MERITO ALLE OSSERVAZIONI DEL COCER AERONAUTICA.

22.09.2010 COCER AM OSSERVAZIONI AL CONTRATTO 2008-09 AI SENSI DEL DLGS. 195/95, Art.7.


CONTRATTO
 

 15.09.2010  "Riforme o involuzioni democratiche?
"...Sembra in atto quindi un articolato disegno di “restaurazione” secondo una visione ottocentesca del mondo militare, un  “progetto isolazionista” di questo da quello civile , sicuramente fuori dal tempo e lontano dai principi della Carta Costituzionale, dalle pronunce del Parlamento Europeo e dell’OSCCE nonchè lontanissimo da quel “diritto vivente o materiale” che viene spesso richiamato per altre questioni ma mai per quelle attinenti ai militari
.."

NUOVO CODICE DELL'ORDINAMENTO
 

20.05.2010
"LIBERTA FONDAMENTALI MILITARI, (scadono 8/10/2010)". UNA IMPORTANTE RIFLESSIONE sul NUOVO CODICE DELL'ORDINAMENTO MILITARE GIA' PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE A MARZO ED IN VIGORE AD OTTOBRE PER TUTTI I MILITARI. "..Ora attendiamo, come sempre con fiducia incrollabile,una rettifica da parte del Governo di tali astruse ed illegittime norme al fine di evitare che il sospetto di un “Progetto Isolazionista “ del mondo militare dalla   società  rimanga solo un cattivo pensiero..."


NUOVO CODICE DELL'ORDINAMENTO
 

 

  12.05.09 INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL COCER AM T.COL. GUIDO BOTTACCHIARI AL CONVEGNO SUI DIRITTI DEI MILITARI

INTERVENTO VIDEO AL CONVEGNO SUI DIRITTI DEI MILITARI

 

Soddisfazione, insoddisfazione o provocazione?

PER LA VERSIONE STAMPATA

 Libere riflessioni sul Contratto Integrativo al DPR 171/2007 per il personale militare (Normativo 2006/09 e Biennio economico 2006/07).

A cura del T.Col. Guido BOTTACCHIARI*

 

Ho osservato e riflettuto a lungo prima di decidere se intervenire nel dibattito accesosi a seguito della firma del contratto integrativo in argomento.

Si, ho osservato e riflettuto.

Tentato alla risposta dalle critiche, non molte per la verità e spesso palesemente false come più avanti spiegherò, ma soprattutto colpito dall’umore pessimo che serpeggia nei blog ed evidenziato particolarmente dai giovani ufficiali, sottufficiali e dal personale di truppa, che ci rimproverano di esserci occupati poco e malamente di loro.

Tornerò più volte su questo ultimo punto cercando di spiegare ai giovani che proprio così non è. Ora analizziamo il contratto integrativo. Per farlo è necessario però spiegare di cosa si tratta e soprattutto con quali risorse lo abbiamo affrontato.

Integrativo! A qualcosa, come ben si può desumere dal significato della parola. Integrativo economico e normativo, al DPR 171/2007 che conteneva di fatto solo i miglioramenti economici nel biennio 2006/2007 e non anche, su espressa richiesta del governo pro-tempore, gli aspetti normativi per consentire di chiudere in fretta l’accordo nel luglio 2007.

Allora, integrativo economico al DPR 171/2007 (integrativo significa anche più risorse e quindi più euro in busta paga per noi rispetto alla generalità dei dipendenti pubblici) ma anche normativo 2006/09 per il rinvio sopra spiegato.

Le risorse, anch’esse integrative, vengono previste dal governo Prodi con la Legge Finanziaria per il 2008 per un importo pari a € 200 milioni, vincolate però in via principale alla risoluzione della vicenda  del buono pasto dei militari e dei “poliziotti”, inferiore per valore di circa 3 euro rispetto al resto dei dipendenti pubblici e per adeguare lo straordinario dei cd. “contrattualizzati” (per capirci da Aviere Capo a T. Col. non omogeneizzato), fermo e non più rivalutato da 5 anni. Quindi 200 milioni, in parte vincolati, cui si sommano ulteriori 80 milioni già previsti dalla Finanziaria 2007. Totale 280 milioni di € lordi a disposizione per circa 450.000 lavoratori in uniforme (quando parliamo di risorse lorde per il rinnovo contrattuale dobbiamo sempre considerare che alle stesse va detratto il 38% circa per ritenute previdenziali, assistenziali e IRAP a carico sia del datore di lavoro che del dipendente).

Queste somme aggiuntive sono state concesse al Comparto Difesa e Sicurezza per la c.d. “specificità dei lavoratori con le stellette ed in “uniforme”. Poche? Tante? Giuste? Quelle sono! Ed è stato faticosissimo ottenerle da parte dei COCER e dei Sindacati di Polizia, perché non vengono concesse come atto di liberalità dal Governo! Si contrattano lungamente e duramente, con scioperi (chi può) e/o con atteggiamenti di dissenso più o meno forte, specie nei periodi di crisi finanziaria ed economica come quelli dei tempi nostri.

Alla luce di quanto sopra esposto è chiaro che per formarsi un’idea dei benefici contrattuali (economici e normativi) raggiunti in queste tornate contrattuali non si può non considerare come un tutt’uno il DPR n. 171/2007 ed il contratto integrativo (economico e normativo) appena siglato.


 

 

INNANZITUTTO LE CIFRE.

Per il contratto DPR 171/2007 il governo Prodi “apposta” 986 milioni di €, per quello integrativo 280 milioni di €, per un totale di 1 miliardo e 266 milioni di €. lordi. Per questo si parla (il governo in carica oggi in particolare) di incrementi medi retribuitivi nel biennio 2006/07 pari a € 160 lordi, di cui 123 € derivati dagli aumenti di cui al DPR 171/2007 e 36 € derivanti dall’integrativo appena siglato.

Certo, le medie non sono sempre veritiere (Trilussa docet) e talora  possono essere assolutamente fuorvianti. In particolare credo abbia molto disturbato la “comunicazione politica” ad uso propagandistico rispetto alla cifra totale che avremmo percepito come incremento contrattuale senza aver detto “tutta la verità niente altro che la verità”. In realtà chi si vanta oggi (Governo Berlusconi), di avere distribuito tali risorse non dice poi chi (Governo Prodi) realmente le ha previste nelle Leggi Finanziarie e che tali cifre lorde finiscono per solo il 60% come netto in busta paga. Ora però proviamo a vedere come sono state spese tali somme.

 

ANALISI DEL DPR 171/2007. PARTE ECONOMICA.

Con il DPR 171/2007 si è ottenuto un incremento nel trattamento economico fisso di 123 € medi mensili lordi pro-capite tra parametri ed importo aggiuntivo pensionabile, aumento pari ad oltre il 90% delle risorse finanziarie disponibili mentre in passato le quote per tale trattamento economico si attestavano tra il 50 e 60%.

Ergo più risorse certe, sul fisso (e quindi pensionabili) per tutti, anche per i giovani.

 

Con le restanti risorse gli interventi sono caduti su varie voci del trattamento economico cd. variabile. Di particolare interesse per il personale dell’Aeronautica Militare:

 

·  Viene rideterminata l’indennità operativa di campagna che passa dal 115% al 120% del valore della base.

·  Viene istituita l’Indennità Operativa supplementare per i brevettati incursori delle Forze Speciali (120,00 euro lordi mensili).

·  Viene adeguato il C.F.G. ed esteso al personale volontario in ferma quadriennale (della serie non concordiamo sull’istituto ma, impossibilitati a cancellarlo, meglio riempirlo di contenuti).

·  Trattamento di missione: eliminazione del limite dei 240 giorni continuativi nei corsi ad altre modifiche. Innalzamento a 110 Euro della forfettaria. Istituzione di una mezza forfettaria di 50 Euro se in una missione continuativa forfettaria si superino le 24 ore per periodi non inferiori a 12 ore. Previsione di una “mini forfettaria” di circa € 30,00 complessivi (mix + maggiorazione di 17€) per il personale accasermato vitto ed alloggio.

 

Portiamo finalmente a casa, come i Carabinieri e la GdF che lo hanno da quasi un decennio, il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali (FEI), con risorse contrattuali di circa 8 milioni di euro per il 2007 (una tantum) e di circa 16,5 milioni di Euro per il 2008, (quota strutturale) a cui si potranno aggiungere a cura di S.M.D. risorse derivanti da risparmi di spesa, economie, ma soprattutto, dei fondi (tra il 10 e il 25%), provenienti dal Compenso Forfettario di Impiego (CFI).

Per la precisione la riduzione del CFI per il 2008 già decretata dal Capo di SMD è pari € 16.213.647,00 e per il 2009 è stato proposto al Capo di SMD la riduzione del CFI per un importo di 32.427.294,00. In soldoni le risorse per il FEI dagli 8 milioni scarsi del 2007 passano nel 2009, con l’intervento previsto anche nel contratto integrativo, ad oltre 70 milioni di euro (salvo aumenti), ovvero 9 volte l’importo iniziale!! In forma strutturale e non episodica. Quindi ciascuno, anche chi asserisce di non avere nulla da questo contratto e da quello integrativo (ma come si fa!) o di avere avuto poco faccia due conti rispetto alla quota recentemente percepita per il FEI 2007 (in media 70 € lordi in periferia e 100€ lordi al centro) e vedrà cosa viene fuori a regime. Aggiungo sull’argomento:

-  soldi veri, nuovi, per tutti o quasi, che fanno montante contributivo pensionistico, ed ai più giovani dico: (ma avete raffrontato la gerarchizzazione adottata nel FEI rispetto ai parametri? Fatelo!!);

-  i Carabinieri hanno raggiunto i nostri volumi finanziari in tre contratti, noi in uno (risposta a chi non ha ancora capito la portata e l’importanza della scelta del FEI).

Le risorse così formate saranno devolute per attribuire compensi volti a:

 

·  fronteggiare particolari situazioni di servizio;

·  incentivare il personale nelle attività di funzionamento;

·  incentivare la produttività collettiva per migliorare i servizi resi.

 

Tornerò sul FEI appresso per indicare ulteriori importanti novità.

 

Sul versante normativo, rinviato su espressa richiesta da parte del governo al successivo provvedimento integrativo sono state introdotte, poche ma crediamo importanti, norme di favore, per la licenza ordinaria, (godimento entro l’anno successivo a richiesta motivata del lavoratore) per quella straordinaria, per l’aspettativa, per quella straordinaria per congedo parentale e del diritto allo studio oltre a norme per la tutela della maternità/paternità.

 

ANALISI DEL CONTRATTO INTEGRATIVO AL DPR 171/2007. PARTE ECONOMICA.

Il testo del provvedimento per gli aspetti di carattere economico, prevede:

 

-   retrodatazione al 1° febbraio 2007 degli incrementi stipendiali di cui all’art. 2 comma 3 del D.P.R. n. 171/2007 (somme gia percepite in virtù di un apposito intervento legislativo del governo pro–tempore nella finanziaria 2008).

 

-   Retrodatazione al 1° febbraio 2007 delle misure dell’importo aggiuntivo pensionabile di cui all’art. 4 comma 1 del D.P.R. n. 171/2007 (somme da percepire “una tantum” c.a. 50 €. lordi pro-capite).

 

-   Il fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, di cui all’art. 5 del D.P.R. n. 171/2007,è incrementato delle seguenti risorse economiche annue:

 

·  per l’anno 2007, euro 15.073,00 milioni non strutturali (senza effetto di trascinamento negli anni successivi);

·  per l’anno 2008, euro 53.413,00 milioni non strutturali (senza effetto di trascinamento negli anni successivi).

Quindi sommando circa 68,5 milioni di € di arretrati una “tantum” per FEI 2007 e 2008 (se il 2007 era pari a meno di 8 milioni ….ciascuno può farsi i calcoli).

 

·  per l’anno 2009, euro 21.519,00 milioni strutturali (con effetto di trascinamento negli anni successivi). In totale ad oggi quindi oltre 70 milioni di euro strutturali sul fondo. Oltre ciò due modifiche normative non di poco conto: riduzione del CFI a vantaggio del FEI per una quota annuale non inferiore al 20% delle risorse del primo a decorrere dal 2009 e per gli anni successivi ed infine un ruolo attivo della Rappresentanza Militare nella definizione dei criteri di ripartizione delle somme del Fondo ai sensi della normativa vigente al momento della ripartizione. Quindi ruolo attivo (ad onor del vero gia esercitato grazie alla lungimiranza dell’attuale Capo di SMD) e non più solo formale della Rappresentanza. Rappresentanza non solo quella centrale….nulla di nuovo? Quando il fondo assumerà la sua veste definitiva e magari sarà in quota parte destinato ai Comandanti in periferia per incentivare il personale nelle attività di funzionamento………. allora ancora nulla di nuovo?

 

-   incremento delle misure orarie lorde del compenso per lavoro straordinario (incremento medio di euro 1,50) con decorrenza dal 1° dicembre 2008, (erano ferme da cinque anni!!)

-   Incremento dell’importo del buono pasto (da euro 4,65 ad euro 7,00) con decorrenza dal 1° dicembre 2009, (idem come sopra)

 

-   Incremento dell’assegno funzionale per il ruolo truppa al compimento di 29 anni di servizio di euro 781,00 annui lordi con decorrenza dal 1° dicembre 2008.

 

-   Attribuzione dell’assegno funzionale, nelle misure attualmente previste al compimento di 29 anni di servizio, compresa la rimodulazione di cui sopra per la Truppa, al compimento di 27 anni di servizio con decorrenza dal 1° dicembre 2008.

 

-   Attribuzione di una nuova fascia di assegno funzionale al compimento di 32 anni di servizio, con importo maggiorato del 15% rispetto al valore corrisposto a 27 anni di servizio con decorrenza dal 1° dicembre 2008.

 

Per l’intervento realizzato sulle fasce dell’assegno funzionale credo sia opportuno fare qualche precisazione e chiarire i contorni, per cosi dire, strategici dell’operazione. Tutti sanno che uno dei problemi più sentiti, in conseguenza delle nuove leggi di avanzamento fortemente meritocratiche, e’, per gli ufficiali e per i marescialli il blocco delle carriere in gradi non apicali e per il personale truppa e sergente l’esaurimento del percorso di carriera già a metà della vita lavorativa. Tutto ciò comporta oltre ad un certo grado di frustrazione anche un danno economico non di poco conto. Non potendo nel contratto intervenire per lenire gli effetti delle leggi di avanzamento abbiamo cercato almeno di contenere i danni di natura economica. L’idea, per la cui realizzazione ci vorrà tempo, risorse ed accordi politici e sindacali, e’ quella di delineare per il personale dei Ruoli Marescialli / sergenti e truppa una carriera amministrativa a fianco di quella gerarchica utilizzando le fasce funzionali e l’importo aggiuntivo pensionabile (per gli ufficiali il discorso e’ diverso e va’ realizzato nel riordino dei ruoli attraverso il completamento del percorso di valorizzazione dirigenziale). Nel primo caso (assegno funzionale) prevedendo ogni cinque anni una fascia, ora ce ne sono tre a 17/27/32 anni, il nostro progetto è farne altre due a 12 e 22 anni, inoltre utilizzando l’importo aggiuntivo pensionabile per creare ulteriori progressioni economiche all’interno delle stesse, determinando quel “dinamismo economico temporale” compensativo della professionalità maturata. E’ chiaro che con le scarse risorse che avevamo al momento, non si poteva che intervenire istituendo la fascia più alta (32 anni) ove il numero dei percettori non e’ elevatissimo, abbassando altresì (da 29 a 27 anni) la seconda fascia e risolvendo al contempo una iniquità rispetto al ruolo truppa troppo penalizzato nel valore economico della stessa. Ora e’ evidente che tale intervento, se non inquadrato nel progetto appena delineato, sembra penalizzare i giovani che non hanno immediati benefici economici ma solo in una prospettiva troppo distante.

Lo sviluppo però di una carriera stipendiale equilibrata, nel modo sommariamente illustrato, garantirà proprio chi, come i giovani, ha bisogno (per il sistema pensionistico contributivo) di una costante ma equilibrata progressione economica retributiva.

Abbiamo quindi solo iniziato un percorso che va necessariamente sostenuto.

 

indennità di impiego operativo ed altre indennità di particolare interesse del personale dell’ A.M.:

 

·  L’indennità operativa di campagna per gli enti centrali, territoriali e per quelli delle scuole è stata aumentata dal 120% al 125% a decorrere dal 1° gennaio 2009 (totale + 10% in un solo contratto);

·  viene istituita una nuova fascia dell’indennità operativa di base spettante ai Sergenti con più di dieci anni di servizio, di importo pari a quello previsto per il Sergente Maggiore a decorrere dal 1° gennaio 2009;

·  rivalutazione delle misure controllo dello spazio aereo di 1° e 2° livello, rispettivamente, nel 155% e 165% dell’operativa di base a decorrere dal 1° gennaio 2009. Resta ferma, purtroppo, la misura prevista per il 3° livello pari al 185% della base;

·  sono state rideterminate le misure dell’indennità di rischio per operatori subacquei;

·  è stato previsto che le indennità operative fondamentali in godimento vengano mantenute anche in caso di assenza per malattia superiore al 15° giorno, ove tale malattia venga riconosciuta dipendente da causa di servizio;

·  l’indennità corrisposta al personale chiamato a prestare servizio nei giorni destinati al riposo settimanale o nei festivi passa da 5€ a 8€;

 

 

trattamento di missione:

·  al personale inviato in missione sono rimborsate le spese per il biglietto di 1^ classe oltre che per il trasporto ferroviario anche per quello marittimo nonché, in alternativa al pernottamento fuori sede, le spese per il vagone letto a comparto singolo o per la cabina;

·  le spese di viaggio anticipate al personale chiamato a comparire quale indagato o imputato per fatti inerenti al servizio dinanzi alla magistratura ordinaria, militare o contabile, nonché a commissioni di disciplina o d’inchiesta sono soggette a ripetizione anche in caso di condanna per colpa grave nel giudizio per responsabilità amministrativo-contabile;

·  il rimborso previsto per il personale inviato in missione che, pur avendone titolo, non abbia potuto consumare i pasti per motivi di servizio è corrisposto nella misura di un pasto dopo otto ore e di due pasti dopo dodici ore di missione, a prescindere dagli orari destinati alla consumazione degli stessi;

·  per missioni superiori a 24 ore, nel giorno di termine della missione il personale ha titolo al rimborso del pasto, dietro presentazione della relativa documentazione, a condizione che siano state effettuate almeno 5 ore di servizio fuori sede e purché il pasto ricada negli orari destinati alla consumazione dello stesso;

·  il trattamento di missione forfettario è preventivamente autorizzato nei confronti del personale che ne faccia richiesta. Resta escluso dal trattamento forfetario il personale inviato in missione con vitto ed alloggio (aggregazione completa) fornito gratuitamente dall’Amministrazione;

·  ove la sede di missione coincida con la località di abituale dimora e sia richiesto per esigenze di servizio di iniziare la missione dalla sede di servizio, compete il rimborso documentato delle spese di vitto, nonché la diaria di missione.

 

Inoltre sono state introdotte due norme di semplificazione dalla burocrazia imperante nell’ottica di garantire una migliore qualità della vita:

·  la sede di partenza e/o di arrivo può essere considerata, su richiesta dell’interessato, la località di abituale dimora o altra località, semprechè più conveniente per l’Amministrazione;

·  il visto di arrivo e quello di partenza del personale inviato in missione sono attestati con dichiarazione dell’interessato sul foglio di viaggio.

 

trattamento economico di trasferimento:

·  il diritto alle indennità e ai rimborsi relativi al trasferimento della famiglia, del mobilio e delle masserizie decorre dalla data di notifica all’interessato del provvedimento di trasferimento;

·  il personale trasferito d’autorità può optare per una sola volta , al termine del primo anno di percezione del canone mensile, per l’indennità mensile pari a trenta diarie di missione ridotta del 30% per i dodici mesi successivi;

 

 

compenso forfetario di guardia:

·  dal 1° gennaio 2009 l’importo del compenso forfetario di guardia è stato incrementato di 2 euro;

·  tra i servizi armati e non (si badi bene sempre di durata pari o superiori alle 24 ore – art. 9, comma 3 del DPR 394/2003 norma base del CFG non modificata) che danno titolo alla percezione del CFG sono ricomprese anche tutte le attività che esulano comunque dalle normali attribuzioni derivanti dal proprio incarico per il cui espletamento non sono richieste specifiche professionalità da parte del personale. A chi svolge i predetti servizi deve comunque essere assicurata, in via prioritaria, la concessione del recupero compensativo nella misura pari alla durata del servizio prestato, oltre al recupero della festività o della giornata non lavorativa qualora il servizio venga effettuato nelle predette giornate.(Per il CFG valgono le considerazioni già espresse prima sull’argomento).


 

 

ANALISI CONTRATTO INTEGRATIVO AL DPR 171/2007. PARTE NORMATIVA

 

orario di lavoro:

il personale inviato in missione, qualora il servizio si protragga per almeno tre ore oltre le 24:00, ha diritto ad un intervallo per recupero psico-fisico non inferiore a dodici ore;

 

licenze straordinarie e aspettativa:

il personale in aspettativa per infermità in attesa della pronuncia per la dipendenza da causa di servizio continua a percepire in misura intera gli emolumenti fissi e continuativi fino alla predetta pronuncia. In caso di mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio sono recuperate la metà delle somme corrisposte oltre il dodicesimo mese di aspettativa e per intero quelle corrisposte oltre il diciottesimo mese, (dall’entrata in vigore del decreto).

 

terapie salvavita:

a decorrere dal 1° ottobre 2008 i giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital in caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita nonché i giorni di assenza dovuti alle citate terapie salvavita, debitamente documentati dal A.S.L., sono esclusi dal computo dei giorni di aspettativa per infermità e di licenza straordinaria.

 

tutela delle lavoratrici madri:

●  il personale con situazioni monoparentali, compreso il genitore unico affidatario, può chiedere di essere esonerato dal servizio notturno fino al compimento del dodicesimo anno di età del figlio convivente;

●   ai lavoratori padri con figli fino al dodicesimo anno di età vincitori di concorso interno è estesa la facoltà, già riconosciuta alle lavoratrici madri, di frequentare il corso di formazione presso la scuola più vicina al luogo di residenza.

 

 

diritto allo studio:

●   in caso di sovrapposizione degli esami, le quattro giornate lavorative immediatamente precedenti la data dell’esame concesse al personale per la preparazione di ciascun esame possono essere sommate;

●   la disciplina del diritto allo studio si applica anche ai corsi organizzati presso le Aziende Sanitarie Locali;

●   i giorni eventualmente necessari per raggiungere la località sede di corsi per il conseguimento del diploma di scuola secondaria di secondo grado, corsi universitari o post-universitari e per il rientro in sede sono riconosciuti, nell’ambito delle 150 ore annue previste per il diritto allo studio (conteggiati in ragione di 6 ore per ogni giorno impiegato), anche qualora nella località sede di servizio siano attivati corsi analoghi.

 

asili nido:

sono state assegnate ulteriori risorse per il rimborso parziale delle rette relative alle spese sostenute dai dipendenti per i figli a carico.(€ 288.000,00 una tantum per il 2009 oltre a somme pari ad € 53.515,00 annui in forma strutturale).

 

tutela legale:

Per le spese legali da sostenere in caso di giudizio di responsabilità civile e amministrativa può essere anticipato un importo di 2.500 euro, salvo rivalsa ove il procedimento si concluda con l’accertamento della responsabilità del dipendente a titolo di dolo.

 

commissione paritetica:

è stata istituita una Commissione paritetica composta in pari numero da rappresentanti dell’Amministrazione e di ciascuna sezione del COCER, da istituire entro tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, con il compito di fornire un parere, non vincolante, qualora insorgano contrasti interpretativi di rilevanza generale sull’applicazione delle materie regolare dai provvedimenti di concertazione. L’istituzione di tale Commissione mutuata dagli strumenti sindacali già in uso, credo sia una positiva innovazione nella considerazione che tale strumento, potrà in futuro evitare o far diminuire l’insorgere di contenzioso tra il personale e l’Amministrazione.

 

Questo è il portato economico-normativo raggiunto in sede concertativa. Su questo ci si giudichi. Mi preme però ricordare in conclusione dell’analisi che non solo quello che è stato scritto è importante ma anche quello che poteva e non è stato scritto. Mi spiego meglio.

Tra le proposte di SMD, vi era la richiesta di “abrogazione” dell’orario di lavoro per il personale frequentatore di corsi, proposta rispedita al mittente dai Cocer. Inoltre ricordo che grazie al lavoro dei Sindacati e dei Cocer anche le norme sulla malattia del famigerato “D.L. 112/2008 Brunetta” sono state tamponate per il 2008 (con risorse contrattuali) e dal 2009 saranno, per impegno assunto dallo stesso Ministro, ininfluenti per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza.

 

Nel corso della concertazione integrativa si è poi addivenuti ad un accordo tra la Funzione Pubblica, i Dicasteri interessati e le cd. “Parti sociali” acché alcune problematiche di dubbia o di difficoltosa interpretazione relativamente a contratti già in vigore fossero sottoposte ad un parere del ministero dell’Economia e delle Finanze per una definitiva interpretazione. Sulla scorta di ciò SMD sta inoltrando una serie di quesiti nei confronti del MEF volti alla risoluzione di problematiche e contrasti interpretativi già esistenti. In particolare essi riguardano:

 

-  la corresponsione dell’indennità 6,00 euro per i viaggi effettuati nell’arco notturno in vagone letto o cuccetta;

 

-  la definizione dei percettori dell’indennità supplementare giornaliera ex art. 9, comma 2 legge n. 78/83 (i militari in servizio presso Reparti incursori, subacquei, aerosoccorritori, ma privi di brevetto);

 

-   la possibilità per il personale che rientra dall’estero del trasferimento dei mobili e masserizie dal domicilio eletto in campo nazionale dal nucleo familiare alla nuova sede di servizio.

 

Infine su altri argomenti SMD ha garantito, su sollecitazione dei COCER e con valutazioni concordate, di promuovere presso Segredifesa norme da recepire in circolari di prossima emanazione, in particolare:

 

in tema di orario di lavoro:

 

a)   norma proposta:

al personale inviato in servizio fuori sede impiegato, a prescindere dal regime autorizzato, oltre la durata del turno giornaliero comprensivo del tempo occorrente ai viaggi le ore  eccedenti il turno giornaliero non retribuite ai sensi dell' art. 7 comma 5 del D.P.R. 163/2002 si conteggiano come utili al completamento dell' orario settimanale di servizio.

 

razionale:

ferme restando le ore di lavoro settimanale previste, la norma è tesa ad assicurare al personale inviato in servizio fuori sede, la computabilità delle ore impiegate per i viaggi (oltre l'orario del "turno") ai fini del compimento del normale orario settimanale.

 

b)    norma proposta:

al personale impiegato in attuazione all'art. 3 legge 29 marzo 2001 n. 86, in giornata festiva deve essere comunque garantito il recupero della festività, tranne nel caso in cui tale personale non abbia fruito precedentemente della giornata festiva spettante.


 

 

razionale:

la norma in esame tende a garantire il recupero delle festività nel caso di impiego per il quale sia previsto il compenso forfetario di impiego. Inoltre si intende rendere più flessibile l'orario di lavoro.

 

c)     norma proposta:

fatte salve le esigenze operative, anche su proposta della Rappresentanza Militare, i Comandanti di Corpo, possono modificare l'articolazione dell'orario di base anticipando o posticipando l'inizio ed il termine dell'attività lavorativa per un massimo di 60 minuti.

 

d)    norma proposta:

per comprovate esigenze personali la disposizione di cui sopra si può applicare anche su richiesta dei singoli interessati nel limite massimo di flessibilità di due ore.

 

razionale:

le norme proposte sono volte a rendere più flessibile l’orario di lavoro dei singoli Comandi periferici anche su proposta della R.M., oltre che dai singoli militari nel caso di comprovate esigenze personali.

 

in tema di tutela assicurativa:

per le Forze Armate, la tutela assicurativa dovrebbe essere, sostanzialmente circoscritta alla sola responsabilità civile verso terzi.

In tal senso la norma proposta è volta ad assicurare, "senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, la possibilità di impiegare lo stanziamento di 1 milione di euro per la finalità sopra descritta, circoscrivendo la convenzione della polizza alla sola responsabilità civile verso terzi.

Nel caso di impedimenti si interesserà la Funzione Pubblica ed il MEF per dirimere la questione.

 

Ora avendo, spero, reso più chiaro il quadro economico finanziario di partenza dei due accordi e seppur per grandi linee spiegato le scelte, economiche e di natura normativa, operate dai Sindacati e dai COCER dopo un aperto confronto con la cd. Parte Governativa (Funzione Pubblica + Dicasteri interessati che sono, è bene ricordarlo: Difesa, Interni, Grazia e Giustizia, Agricoltura, Tesoro), si può con cognizione di causa esprimere il proprio assenso o dissenso all’operato del COCER dell’Aeronautica Militare.

Giova però ricordare una cosa: sembrerà sciocco ma se la politica è l’arte del possibile, l’attività sindacale o rappresentativa è l’arte del compromesso possibile e se, come nel caso nostro, gli attori sono tanti, come sopra indicato, la situazione si complica. Difatti ciascuno è portatore di interessi “specifici” e di certo il “datore di lavoro pubblico” non è da meno nel tentativo di massimizzare le risorse alla ricerca della tanto declamata E3 (efficienza, efficacia, economicità) così necessaria alla Pubblica Amministrazione.

Ma si dirà: qual’è in realtà la strategia cui il COCER AM si è richiamato nell’azione rappresentativa?

Quali gli obiettivi dati, quelli raggiunti, quelli mancati e quelli rinviati?

Spero infatti nessuno pensi che, pur non riuscendo ad ottenere il massimo risultato, sia mancata una progettualità equilibrata che tenesse conto delle desiderata di ogni categoria rappresentata ed un’azione determinata volta al raggiungimento degli obiettivi fissati, che ci sono, permangono e non sono il frutto del solo pensiero del COCER dell’A.M..

Infatti a chi evidenzia un mancato coinvolgimento della R.M. dei livelli intermedi e di base sfugge (??) forse che il “progetto contrattuale” (e aggiungerei non solo quello) è stato definito in AM in maniera pubblica e democratica a Loreto nel periodo 16 – 20 aprile 2007 nel corso di una audizione plenaria della rappresentanza in azzurro che ancora rimane nei nostri pensieri per l’alto livello di proposizione, non solo e non tanto su queste materie un po’ aride.

 

Certo insufficiente è stata la comunicazione nel corso dei lavori, che dire inoltre della necessità di un confronto più serrato e stabile con la base, ovvero della mancanza di un sito internet ufficiale ove reperire notizie circa l’attività svolta, e anche ……… Tutto vero!!! Ma è per questo che da anni chiediamo un modello rappresentativo diverso, con autonomia gestionale e patrimoniale, magari sindacale. Ricordo però a tutti che comunque sempre qualcuno, magari eletto con forme più democratiche ma probabilmente con più poteri, sarà lì a decidere per tutti! E’ bene quindi controllare e criticare, chiedere il coinvolgimento ma rendersi conto al contempo della necessità di una crescita complessiva anche nel settore rappresentativo. Che non si verifichi sistematicamente la messa in “discussione” dell’operato di chi ci rappresenta, spesso per motivi che nulla hanno a che vedere con l’azione svolta ed i risultati raggiunti.

Non si supplisce difatti a scarsi poteri rappresentativi, senza autorevolezza o peggio demolendo il COCER di turno! Cerchiamo quindi tra di noi i “migliori” per tale delicata attività ma non ci facciamo incantare dalle sirene populistiche e demagogiche. Direi proviamo a passare “dalla protesta alla proposta” quella realizzabile però! E non sempre è così semplice.

 

Da ultimo una considerazione sullo strumento “Rappresentanza Militare”. Superato? Senza dubbio. Inefficace? Spesso. Inutile? MAI!!!

Posso affermare che pur con tutte le pecche, questo “vecchio modello di utilitaria” ci consente ancora di dire la nostra ovunque: Parlamento, Governo, Istituzioni.

L’importante è che si abbiano da dire cose interessanti, sensate e costruttive.      

Non si urla in certi consessi. Si cerca invece, argomentando, di far cambiare idea agli interlocutori. Non si dice solo: “No! L’è tutto da rifare” bisogna anche spiegare come! Quindi cerchiamo di non essere contro ma pro……..positivi.

La ricerca delle soluzioni attraverso il confronto è una via faticosa ma è l’unica che conosco.

 

*IL PRESIDENTE DEL COCER A.M.

X MANDATO 2006/2010

PER LA VERSIONE STAMPATA

 

 

 

CONTRATTO dpr 171/2007

 

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Disegno di legge del Senatore RAMPONI n. 161 del 29 aprile 2008 (Riforma della Rappresentanza Militare)


IL SENATORE RAMPONI NUOVAMENTE APPRODATO SUI BANCHI DEL SENATO INIZIA SUBITO LA XVI LEGISLATURA PROPONENDO UN PROVVEDIMENTO DI FACCIATA PER IL PERSONALE MILITARE.
INFATTI NON SI PUO’ CHE RIMANERE ALLIBITI NEL LEGGERE IL DISEGNO DI LEGGE IN EPIGRAFE. UNA IPOTESI DI RIORDINO DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE CHE SEMBRA RIPRESO DA UNA FONTE STORICA DALL’ARCHIVIO DELL’EVOLUZIONE DELLA R.M. NEGLI ULTIMI DECENNI. UN VERO CIMELIO D’ARCHEOLOGIA RIFORMATRICE ESSENDO LO STESSO TESTO PRODOTTO NELLA XIV LEGISLATURA E BOCCIATO SONORAMENTE DAL COCER DEL TEMPO.
POSSIBILE CHE IL SENATORE RAMPONI , CHE SI PROFESSA VICINO AL MONDO MILITARE, UN EX GENERALE CHE IN PASSATO HA RICOPERTO PRESTIGIOSE CARICHE DI VERTICE, CHE RICOPRE INCARICHI PARLAMENTARI LEGATI ALLA DIFESA ORMAI DA DIVERSE LEGISLATURE, NON ULTIMA ANCHE QUELLA DI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DIFESA DELLA CAMERA NELLA XIV LEGISLATURA, SIA COSI’ LONTANO DALLA REALTA’ DEL MONDO MILITARE??
EGLI PROPONE UN MODELLO DI RAPPRESENTANZA DEI MILITARI CHE E’ STATO A PIU’ RIPRESE RIGETTATO DAL MONDO DELLA RAPPRESENTANZA STESSA, DAL CORPO SOCIALE (I MILITARI) E PERSINO DA QUALCHE AVVEDUTO STATO MAGGIORE DI FORZA ARMATA. UNA SORTA DI RAPPRESENTANZA RETROGRADA E PREISTORICA FORMATA DA “MINUS HABENS”, CON POTERI E SPAZI LIMITATISSIMI. NOI CHE VOGLIAMO UN RICONOSCIMENTO PIENO DEL “RUOLO SOCIALE” NON POSSIAMO CHE CONTINUARE AD OSTEGGIARE TALE PROPOSTA, IN ATTESA CHE NE VENGANO DI PIU’ CONDIVISIBILI.
PERALTRO NON SAPPIAMO, VISTO IL PRELUDIO, SE INVITARE IL SEN. RAMPONI AD OCCUPARSI DEI PROBLEMI VERI DEI MILITARI CHE AD OGGI RELEGANO DAVVERO IN ULTIMA POSIZIONE TALI PROPOSTE DI RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE. SONO DIFATTI DAVVERO TANTI E DIVERSI I PROBLEMI NELLE FF.AA..
• C’E’ IL GRAVE PROBLEMA DEI PRECARI, FRUTTO DI UN’APPLICAZIONE FRETTOLOSA E DILETTANTESCA DELLA COSI’ DETTA LEGGE SUL PROFESSIONALE, IN PRATICA OGGI LE FF.AA. COMPOSTE DA PROFESSIONISTI, SONO NELLA REALTA’ UNA VERA E PROPRIA FABBRICA DI DISOCCUPATI, DI PRECARI, DI MILITARI IMPIEGATI ANCHE PER OLTRE QUATTRO ANNI E POI LICENZIATI SENZA APPELLO;
• C’E’ IL PROBLEMA DEI RISARCIMENTI AI MILITARI CHE HANNO OPERATO IN AMBIENTI INSALUBRI E IN ZONA D’OPERAZIONI. IN PARTICOLARE I MARINAI CHE SI SONO AMMALATI PER AVER OPERATO SULLE NAVI MILITARI PREGNE DI AMIANTO, CIRCA 500 VITTIME DA RISARCIRE.
• C’E’ L’ANNOSO PROBLEMA DELLA RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA DEI MILITARI, UNA QUESTIONE APERTA ORMAI DALLA META’ DEGLI ANNI ’90 E CHE PER LA CRONICA MANCANZA DI FONDI NON E’ STATA ANCORA DEFINITA.
• ED INFINE NON ULTIMA PER IMPORTANZA E’ L’IMPROCASTINABILE RIFORMA DEL SISTEMA PREVIDENZIALE PER I MILITARI ASSUNTI A PARTIRE DAGLI ANNI ’90 CHE NELLA REALTA’ SONO PRIVI DI UN SISTEMA PENSIONISTICO COMPLEMENTARE.
QUINDI SE IL SENATORE RAMPONI VUOLE DAVVERO LAVORARE PER IL MONDO MILITARE LO FACCIA, MA CON PROPOSTE CONCRETE, NON CON SPOT ELETTORALI PERALTRO FUORI TEMPO E POCO APPETIBILI PER I MILITARI.

Roma 15 maggio 2008
 

I PRESIDENTI DEI COCER
MARINA E AERONAUTICA MILITARE
- C.F. ALESSIO ANSELMI;
- T.COL. GUIDO BOTTACCHIARI

 

 

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ESTRATTO DAL RESOCONTO STENOGRAFICO DELL'AUDIZIONE IN IV COMMISSIONE DIFESA SENATO

IL GIORNO 7 MARZO 2007

 

Signor Presidente, ringrazio anch’io, come hanno fatto i colleghi, per l’estrema sensibilita` mostrata dal mondo politico, in particolare da questa Commissione che, se non erro, e` la terza o quarta volta che ci ascolta e pone attenzione alle problematiche del comparto.

Vorrei iniziare il mio intervento riprendendo la prima audizione che ho fatto in un’Aula parlamentare come presidente del COCER dell’Aeronautica militare, il 18 ottobre del 2006, alla IV Commissione della Camera.

Gia` in quella sede, seppure l’aspetto di una ristrutturazione ulteriore delle Forze armate non era chiarissimo, svolsi un intervento basato su quattro punti.       

Il primo era la richiesta al mondo politico e alle istituzioni di cosa intendessero fare in tema di scelte strategiche per il Paese; e` da lı` infatti che dovrebbe discendere il prosieguo dell’intero discorso. Tutto cio` che e` avvenuto da quel momento sembra legato, infatti, non a scelte strategiche del Paese con riguardo alla politica internazionale e anche alla politica di difesa, bensı` ad un mero numero: quell’uno per cento fatidico oltre il quale il Paese sembra non possa destinare risorse alla Difesa. Torno a rivolgere tale richiesta in una sede cosı` autorevole e importante perche´ e` il punto di partenza. Gli altri punti che avevamo in calendario come decimo mandato del COCER Interforze, che sono stati tratteggiati dai colleghi (a partire dalle varie riforme, dall’esodo o dalle questioni connesse al precariato, alla riforma della Rappresentanza e cosı` via) sono tutti una conseguenza e un passo successivo.

Ci piacerebbe capire, dal momento che siamo all’interno di questo mondo, se c’e` una vera e propria scelta strategica o e` soltanto una questione di bilancio, di numeri e di equilibri finanziari. Se questo progetto e questa scelta strategica ci sono, ci piacerebbe sapere quali sono e se ad esse conseguono delle azioni, delle riduzioni di impegno dello strumento militare oppure se si pensa ad una scelta strategica che guarda all’Europa; la percezione che noi abbiamo e` infatti che si vogliano anticipare i tempi.

Ricordo, a me stesso per primo, che questo tentativo nasce nel 1952; gia` all’epoca dei trattati della Comunita` economica del carbone e dell’acciaio fu fatto un primo tentativo con la Comunita` europea di difesa (CED), che venne vanificato immediatamente.

Chiediamo queste scelte a chi e` deputato a prenderle, quindi al mondo politico. Vediamo soltanto che nelle azioni del Parlamento, in particolare nell’ultima finanziaria, ci sono aspetti che appaiono paradossali; da un lato si stanziano risorse ingenti per l’industria militare, dall’altro si taglia il bilancio della Difesa del 15 per cento per i capitoli relativi alla professionalizzazione. Questo comporta un grave problema per noi che rappresentiamo il personale; e` di questi giorni l’annullamento di molti concorsi o la riduzione dei numeri di molti concorsi per il transito nelle ferme prolungate (da uno a quattro anni), per il transito in servizio permanente, nonche´ il perpetrarsi del blocco per i concorsi; cio` vale per tutte le categorie, ma in particolare per gli ufficiali di complemento o delle ferme prefissate e, in maggior numero, per i volontari.

Parlo da un proscenio privilegiato, quello dell’Aeronautica militare, che in passato e` stata assai attenta e oculata, per cui questa forma di precariato non e` molto preoccupante, anche se esiste. Tuttavia essa e` assolutamente piu` forte nelle altre Forze armate. Per tale motivo abbiamo presentato, su iniziativa della sezione Aeronautica, ma propugnata dai colleghi della Marina e sentita da tutto il COCER, una proposta di legge, che depositiamo presso la Commissione, con cui si vuole chiedere al mondo politico un primo segnale di attenzione verso i nostri precari.

Cio` per un motivo molto semplice, di equita`; eravamo stati tenuti fuori, come Forze armate, da tutte le misure di blocco delle assunzioni perche´ c’era un provvedimento ad hoc, quello relativo alla professionalizzazione, che prevedeva delle risorse. Gia` nella legge finanziaria del 2005, la legge n. 312 del 2004, noi eravamo esclusi dal novero delle amministrazioni a cui si applicava il blocco delle assunzioni e, quindi, per analogia estensiva, anche dal fondo che derogava a questo blocco per specifiche esigenze. Ora, con la recente legge finanziaria, siamo arrivati al paradosso che continuiamo ad essere fuori da questo fondo per le assunzioni connesse a indifferibili esigenze di servizio, previste dalla legge finanziaria del 2005, e siamo fuori, o perlomeno questo e` l’intendimento del Dicastero della difesa, anche dal fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici. Quindi siamo stati beffati due volte; in un primo momento perche´ c’erano risorse allocate che poi man mano sono state tagliate e poi perche´ siamo fuori dai fondi che vanno a stabilizzare i lavoratori precari nel mondo della pubblica amministrazione. Mi sembra, francamente, una situazione paradossale che ci umilia e ci preoccupa e che vorremmo veder risolta rapidamente. Non credo sia possibile chiedere questo a dei volontari. Pertanto, con questa bozza di provvedimento di legge, chiediamo che siano stanziati 50 milioni di risorse nel triennio 2007-2009, poco piu` del taglio della professionalizzazione inferto con l’ultima finanziaria. Non solo e non tanto, magari fosse possibile, per stabilizzare ma quantomeno per riaprire le fasi concorsuali nelle tre Forze armate.

Crediamo che cio` sia il minimo per tentare di dare una prima risoluzione al problema del precariato nelle Forze armate.

Dobbiamo riconoscere al mondo politico che in questo periodo ci ha prestato grande attenzione. Tuttavia, sono passati otto mesi e a tale attenzione non e` seguita un’azione conseguente. Questo lo dobbiamo rimarcare.

Comprendiamo che i tempi non sono ancora maturi, che i processi politici sono lunghi, pero` qualche segnale l’avevamo chiesto in sede di legge finanziaria con il riconoscimento della specificita` in campo economico (e ci e` stato dato solo in maniera molto parziale), ma soprattutto in campo previdenziale. Riteniamo infatti che per la tipologia di attivita` esercitata nelle Forze armate e per la tipicizzazione della carriera militare, che porta a salire nella scala gerarchica, non sia concepibile partire da un certo grado, e conseguentemente da un determinato stipendio, per poi avanzare nella carriera gerarchica fino a un grado piu` elevato, con uno stipendio adeguato, e trovarsi, invece, alla fine della carriera, degradato da un punto di vista economico. Perdonate il parallelo, ma e` come se un senatore, partito come consigliere comunale, successivamente eletto consigliere provinciale e regionale, alla fine della sua carriera politica si vedesse assegnato il gettone di presenza di consigliere provinciale. Non credo sarebbe accettabile, cosı` come non credo che possa essere accettato dal militare che avanza nella carriera gerarchica un trattamento previdenziale che non segua di pari passo la progressione di carriera e, quindi, il trattamento economico.

In conclusione, vorrei affrontare il tema di diritti. Debbo dire che numerosi sono stati i disegni di legge in materia – che ho letto con grande attenzione – sia nella presente che nella precedente legislatura. E` molto importante perche´ significa che il problema suscita l’attenzione dei parlamentari e, quindi, anche l’interesse delle Commissioni. Sono stati istituiti vari gruppi di lavoro e si sono tentate varie soluzioni, ma – soprattutto nella scorsa legislatura – non si e` arrivati ad alcuna conclusione. Credo che sia il momento di comprendere bene, possibilmente tutti insieme, alcuni aspetti: qualcuno ha detto che «gli esami non finiscono mai», ma noi vorremmo che per la Rappresentanza militare avessero termine.

In molte relazioni ai disegni di legge ho letto che i motivi ostativi a un riconoscimento pieno della tutela sociale dei militari sono legati alla struttura gerarchica e alla non completa crescita della Rappresentanza militare.

I piu` anziani ricordano che sovente sono le istituzioni a fare gli uomini e non viceversa. Se non si da` credito alla Rappresentanza militare di rappresentare appieno il proprio personale, liberandola da tutti quei lacci e laccioli che la ostacolano in questo momento e dalle difficolta` che incontra nel confrontarsi e contrattare con la controparte, con i limiti imposti dallo status, non credo che sara` data soddisfazione al mondo militare.

Vi chiedo, quindi, di avere un po’ di coraggio, di non avere timore; se la parola sindacato suscita timore possiamo parlare d’altro. A noi non interessano i nomi, ma i contenuti, cioe` la possibilita` di rappresentare appieno il personale nelle sue specifiche competenze e con il rispetto della gerarchia. Richiediamo uno strumento autonomo, che abbia autonomia giuridica e patrimoniale e che possa sedersi al tavolo e contrattare con l’altra parte.

Illustro una posizione di sezione e chiaramente – ci tengo a precisarlo – non dibattuta compiutamente, ma dal momento che sto parlando in veste di Presidente del COCER Aeronautica sottolineo che non chiediamo un mero restyling della Rappresentanza militare. Meglio sarebbe in questo caso rimanere con lo strumento attuale; non accetteremmo di buon grado una soluzione di questo genere