BLOCCO dei CONTRATTI, la Consulta si è pronunciata, PONZIO PILATO non avrebbe potuto fare di meglio.  

Siamo alle solite, è inutile sperare di cambiare in meglio, nel nostro paese non esiste la possibilità di crescere, tutto si conclude a "tarallucci e vino".  La Corte Costituzionale si è pronunciata affermando che il Blocco dei Contratti della PA dura da troppo tempo, 6 anni. Da Berlusconi a Monti, da Letta e Renzi la norma si è protratta tra una Finanziaria e l'altra in barba a 3 milioni e 300 mila lavoratori nel Pubblico Impiego. 

Dopo una serie di Ricorsi sulla legittimità costituzionale del blocco degli automatismi stipendiali che hanno visto la meglio Magistrati, Dirigenti (Indennità di Posizione e Perequativa) nonchè i pensionati e la loro Indicizzazione, qualcuno sperava che la stessa sorte sarebbe toccata anche ai comuni dipendenti statali ed invece dovrà ricredersi. La Corte ha deciso di evitare un buco di 35 miliardi per lo Stato attraverso un distinguo tra passato e futuro. Per il passato gli emolumenti non percepiti cadono nel dimenticatoio, per il futuro il Blocco è anticostituzionale, pazzesco! Qual è il discrimine temporale tra dentro e fuori la Costituzione? Se il Sindacato non avesse fatto il Ricorso, o l'avesse fatto prima o addirittura il Tribunale si fosse espresso prima o dopo di oggi, i termni del blocco/sblocco sarebbero gli  stessi?  Ponzio Pilato non avrebbe potuto fare di meglio. La certezza del diritto è piegata, ha la forma dell'acqua a secondo del contenitore assume la forma. I partiti fanno da sfondo, divisi tra chi grida allo scandalo e chi si è preoccupato di evidenziare l'eventuale buco economico che si sarebbe creato nelle fievoli casse dello stato, un colpo di grazia.  

I Sindacati alla notizia gridano alla vittoria, invitano il Governo ad aprire la trattativa per i rinnovi contrattuali. Chi conosce queste dinamiche sa benissimo che potrebbero passare altri due, tre anni  senza trovare un accordo e chiudere la partita. Se Renzi fino ad oggi si è dimostrato decisionista fino ad evitare alcun confronto con i Sindacati, da domani avrà tutto l'interesse a prendersela comoda. E' evidente che questa decisione della Consulta è la "foglia di fico" di una confusione totale, lascia l'amaro in bocca, non si capisce a che santo votarsi per trovare giustizia. 

Eppure uno spiraglio di luce si può vedere, tocca spostarsi in altri lidi, in paesi più seri. La questione va portata a Bruxelles evidenziando tutta la discontinuità giurisprudenziale che si è accavallata in questi anni. Differenti giudizi per differenti categorie di lavoratori. Una PETIZIONE POPOLARE EUROPEA potrebbe essere di aiuto, andare oltre le contraddizioni nostrane.  Lo stato si è preoccupato di fare cassa andando poco per il sottile. Ahinoi, sulle spalle dei suoi dipendenti. 

A chi non vuole l'Europa ricordo quanti esempi dello stesso tenore possiamo conteggiare. Non dimentichiamo che ci sono tanti lavoratori (Comparto Difesa e Sicurezza) che attendono l'ATTIVAZIONE dei FONDI PENSIONE nonostante siano passati 20 anni, noostante Sentenze che intimano le Amministrazioni, le Rappresentanze e la Funzione Pubblica ad attivare le procedure per l'apertura dei tavoli di concertazione. Tutti attendiamo appassionatamente, aspettiamo con fiducia sprazzi di giustizia.

Ferdinando Chinè

25.6.2015