SALVATE IL SOLDATO MIRKO

movimento militari democratici.JPGE' da un po' di tempo che non prendo carte e penna, probabilmente a qualcuno ha fatto piacere,  ma tanti altri mi invitano a scrivere per  dare spazio a ragionamenti alternativi.  Ho lasciato il campo poichè annoiato dal dibattito asfittico e avvitato su se stesso. Niente di nuovo,          tutto è fermo a dieci anni fa, per non dire venti.

La cosa che mi ha fatto rompere il ghiaccio è l'assurdità per una "sanzione disciplinare" per i          "capelli lunghi", data ad un Delegato Cocer (!?), è pazzesco sentire una cosa simile. Non ho capito se si tratta di una questione di principio tanto del Delegato quanto del suo sanzionatore, il classico "..vediamo chi la vince..", un formalismo fine a se stesso, o più semplicemente un avvertimento "..non ti allargare, ti possiamo colpire quando e come vogliamo..", un classico di altri ambiti.

Le modalità con cui avviene questa pantomima sono surreali, mi stupisce come Girolamo (detto Mirko) abbia accettato gli avvenimenti senza una reazione istintiva degna di un carattere fiero, senza malizie e furbizie da due soldi. Tutto si può dire di Girolamo Foti, è una testa dura, esuberante, esagerato, tragicomico, impulsivo, istintivo, approssimativo però sempre dalla parte degli oppressi, degli ultimi, pronto a fare una battaglia in avanguardia senza preoccupazioni. Per essere così ci vuole più cuore che cervello, più passione che interessi. Sappiamo benissimo i suoi colleghi più razionali che collezionano elogi, carriere folgoranti, trasferimenti nei posti migliori, cavalierati, pacche sulle spalle, parsimoniosi accumulatori di forfettaria.

Non è un caso che gli abbiano sanzionato tre giorni di "consegna semplice" per "capelli lunghi", come un giovincello ai primi mesi di "naya" che non ha capito come va il mondo, con spregio per il suo Ruolo, la sua età, del suo essere uomo pubblico. Ebbene, se questo è stato un tentativo per umiliare la persona non è riuscito, qui si è solo umiliato ancora una volta il DELEGATO COCER, il RUOLO. Addirittura gli si vieta per TRE giorni di adempiere alle Sue attività istituzionali, magari per incontri in Commissioni parlamentari, con i colleghi del Cocer Interforse. La domanda nasce spontanea è legittimo ed opportuno questo divieto? Si può configurare come una "Limitazione del Mandato", a sua volta un comportamento sanzionabile? Chi paga la "Missione" a Roma se questa è fattibile per metà? Soprattutto, c'è un danno di immagine alla persona, al Delegato per lo sputtanamento pubblico? Non si poteva proprio fare a meno di sanzionarlo nel pieno delle sue attività?

Oltre agli interrogativi citati, il fatto in se nasconde due problematiche di ordine etico militare irrisolte. La prima questione, può un "Superiore Militare" (nella fattispecie un Capitano) mettere agli arresti domiciliari, limitare la libertà di movimento di un sottoposto senza un equo processo e per conto del Giudice naturale? Soprattutto, in Europa esiste qualche ordinamento militare in cui è possibile, senza un contraddittorio difensivo, senza un giudice terzo, questa facoltà di carcerazione "sic et simpliciter"? Durante l'arresto domiciliare le ore di permanenza nel sedime militare sono da considerarsi straordinario, reperibilità, servizio attivo? L'esercito di leva - la naya  è finita,  non si possono trattare quarantenni come dei ragazzini da educare a scapaccioni, in spregio delle garanzie costituzionali di libertà, difesa e terzietà del giudicante assicurati a tutti i cittadini.

Secondo aspetto, sui "capelli lunghi". Ricordo che quando eravamo alle scuole militari, si giustificava la necessità dei capelli corti con una serie di ragioni prettamente operative. I capelli corti garantiscono una messa in posizione e aderenza facciale più facile e sicura della Maschera NBC, con i capelli corti si evitava la proliferazione e il contagio dei pidocchi, nel combattimento corpo a corpo evitano una presa e il  bloccaggio, con i capelli corti è possibile lavorare negli spazi più stretti senza impigliarsi. In altre parole, in quell'accezione di militare incondizionatamente , idoneo ed operativo sempre e comunque era garantito anche dalla lunghezza dei capelli. Con l'esercito professionale, l'inserimento delle donne questa architrave è letteralmente caduta. Le donne, non si capisce per quale deroga, possono portare i "capelli lunghi" raccolti all'indietro. Ergo, le ragioni operative sembrano superate, sostituite da un valore estetico arbitrario e suscettibile di variazioni. Il "militare" non è più un "ente umano univoco" ma può avere almeno due declinazioni, al maschile e al femminile. Ci sono tagli di capelli al maschile e al femminile, bagni per uomini e per donne, stanze, vestiario, incarichi e chi più ne ha più ne metta. Sembra una questione di lana caprina, ma non è così, poichè si crea una profonda sperequazione tra due persone che hanno la stessa lunghezza di capelli, uno è sanzionato e l'altra no, uno fa carriera e l'altro "carcerato". In evidente violazione di un principio di eguaglianza tra persone. Per fare un parallelo più concreto, è come la recente Sentenza che ha condannato il Ministero della difesa e dei trasporti (100 mila euro risarcimento) per aver sospeso la patente ad un militare di leva perchè  gay, ovvero affetto da "disturbo di identità sessuale".  Così hanno scritto i giudici "..le preferenze sessuali non influiscono in alcun modo sulla capacità del soggetto di condurre con sicurezza veicoli a motori..".  La comparazione è tra dati oggettivi, non aleatori, sul senso del buon gusto e del decoro astrattamente delineato. Il militare deve tornare ad avere un'unica declinazione, tanto è vero che nella Polizia la questione capelli è superata da una vita.

Ho legato questi due argomenti per tratteggiare l'assoluta incongruenza tra il mondo militare di ieri e quello di oggi nel contesto civile. Una differenza incolmabile tra le origini e l'evoluzione sociale dei diritti e doveri delle persone. Il Regolamento Disciplina Militare (DPR 545/86) confluito nel COM (DGLS 66/2010) "è vecchio come il cucco". Non è più adeguato all'evoluzione normativa sociale, tanto più alla Costituzione Europea.  Il Delegato della L.382/78 non aveva il Ruolo di Concertazione, non sedeva al tavolo con i Sindacati, non andava in borghese alle riunioni, non emetteva i Comunicati Stampa, non rilasciava interviste, andava in trasmissioni TV, Radio, Siti Web.

Probabilmente, a tanti è sfuggito questo scorrere del tempo lungo una linea evolutiva che amplia le libertà, non le sopprime. Chi fa finta di niente, volta lo sguardo dall'altra parte ed ostacola il cammino, prima o poi la storia lo deriderà.

A proposito di storia, dopo questo ennesimo triste fatto non ho rimorsi di smentita ad affermare che questo è il peggior Mandato nella Rappresentanza Militare dal 1981 ad oggi. Ovviamente, fatte salve singole personalità a cui  riconosco intelligenza ed esperienza, meno il coraggio. La mia è una critica alla coralità, all'insieme delle attività ed atti prodotti. E' stato quello che avrebbe potuto dare di più e che ha fatto di meno. Si potrebbe fare un resoconto in termini di quantità, qualità, opportunità, tutte le peggiori contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti. Incapacità di sostenere una causa comune,  mancanza di condivisione delle decisioni con i colleghi (mai riunione plenarie), non sono stati in grado di inserirsi in quella linea sottile evolutiva che si passa dal peggio a un pochino meglio. Siamo tornati all'epoca della pietra, delle punizioni per i capelli lunghi, sono convinto che questo sia il primo caso assoluto nella storia della rappresentanza. Per altro, il Delegato Cocer piuttosto che punirlo si è preferito accontentarlo con un trasferimento, attribuirgli un elogio, un cavalierato, un avanzamento fulmineo, l'arruolamento del figlio,  insomma l'altra faccia della Sanzione, la premiazione. Prima di arrivare alla punizione per un Delegato Coir, Cocer ci sarebbero stati cinquanta avvertimenti e dall'altra parte difficilmente ci si intestardiva, ci si tagliava i capelli per amore del quieto vivere. Anche perchè, le occasioni importanti per prendere punizioni non mancavano durante il Mandato. Nell'XI Mandato si ha l'impressione che tutto il male del mondo sia Mirko, brutto sporco e cattivo fa fare brutta figura ad un Cocer che brilla per perbenismo, moderazione e razionalità. Questo è il primo Mandato nella storia che manca di fatti eclatanti, Delegati perseguiti per cose grosse, dichiarazioni forti, comportamenti scriteriati, tutti belli e bravi, basta vedere i selfie. Mirko è il brutto anatroccolo era ora che qualcuno prendesse provvedimenti, stecca in questo Mandato.

Ho accompagnato la mia riflessione da una foto storica di un libro "Sotto le stellette", racconta i fatti del Movimento Militari Democratici" nato negli anni "70. Le loro proteste restano una icona, in piazza, in divisa, con i capelli lunghi e basettoni, hanno detto basta a quell'idea di militare che non aveva nulla a che vedere con il contesto sociale. Sono stati congedati, trasferiti, sospesi dal servizio, non certo per i capelli lunghi e basette, grazie a loro abbiamo avuto una "Legge dei Principi", il primo alito di DIGNITA' e DEMOCRAZIA. Grazie ai Ricorsi, agli avvocati, ai Giudici naturali i colleghi sono rientrati in servizio, risarciti i danni

Oggi i Delegati si mettono in posa per i selfie, in giacca e cravatta, con sorrisi splendenti vicino al vip, politico di turno. Capisco che siamo nell'epoca dell'immagine, ma una parola sui diritti, in difesa dei ruoli più bassi, dello stesso collega Delegato Cocer Foti, no? Forse stona, non va bene, rompe il clima conviviale artatamente creato. Eppure, in questo Mandato non c'era da inventarsi nulla, una serie di Sentenze hanno detto anche per nome e conto del Cocer basta copiare. "Fondi Pensione", risarcimento danni per uranio, amianto, vaccini, blocchi stipendiali, per non parlare della più recente Sentenza della CEDU sul diritto di sindacalizzazione. Capisco che innovare è difficile, il coraggio se non c'è non te lo puoi far venire, ma copiare e incollare no, si può fare.

BUONI SELFIE A TUTTI.

22/4/2015

Ferdinando Chinè