Emilio Ammiraglia Presidente ASDP 2005-2016

Caro Emilio,

“..ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò..”.

In qualunque posto ti trovi sono convinto che mi ascolterai e darai un segnale, un tuo contributo. Così eri e così sei. Sempre disponibile, pronto ad ascoltare qualunque bisogno di aiuto, in salita o discesa dalle tue corse in bicicletta rispondevi alle chiamate anche solo per dire “..ti richiamo, ora non posso..”.

Ci siamo conosciuti a fine anni ottanta in occasione dell’elezioni del VI Mandato della Rappresentanza Militare. Ti candidavi al Coir ma non venivi eletto, per passare il turno ci volevano i soliti accordi, combine, inciuci, cose che tu hai sempre preferito tenere alla larga. Quel Mandato fu un GRANDE MANDATO, pieno di personalità di spessore, colleghi da poco rientrati dal congedo o sospesi dal servizio per aver semplicemente manifestato le proprie idee, oggi di dominio pubblico. Alberto Tuzzi, Mario Auricchio, Tonino Fiengo, Sessa Vittorio, Zagra Michele, Nunzio Isoni, Vincenzo Moccia dai trascorsi burrascosi con l’amministrazione, additati come i peggiori criminali solo per aver pensato che la condizione militare andava migliorata al pari dei restanti cittadini italiani ed europei. Questa è stata la loro grande colpa, chiedere DIGNITA’ per la PERSONA, per il PROPRIO LAVORO. E’ dalla notte dei tempi che alzare la testa per questi motivi si compie reato di lesa maestà, perseguibile con il massimo della pena.

Ebbene, in quel Mandato storico ci furono le dimissioni della maggior parte dei Delegati della 1° Regione Aerea da cui nacque nel 1992 l’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso, meglio nota come Assodipro. Il resto è storia conosciuta. Assodpro è stata la prima Associazione tra militari e civili, nonostante la denuncia dell’amministrazione, l’appello al TAR e al CdS abbiamo fatto scuola, aperto le porte ad altre Associazioni, al web, ai siti, ai forum, ai social network. Dal 2005 sei stato il Presidente ed io ho avuto l’onore di essere insieme ad Alberto il tuo Vice, hai saputo dare una nuova spinta, in un momento delicato tra giovani e vecchie generazioni. Fino ad arrivare nel 2012 quando hai pensato che il Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo avrebbe potuto dare la scvolta. Oggi siamo in attesa della conclusione di un percorso partito da lontano, dal Movimento Democratico dei Sottufficiali, da quelle sospensioni dell’impiego, congedamento di colleghi a cui tutti dobbiamo un ringraziamento.

Con la Tua dipartita ne approfitto per un ringraziamento pubblico di tutti i partecipanti alla causa. Approfitto per chiederti di salutare amici che ci hanno lasciato come MARIO AURICCHIO e CARLO di CARLO determinati e piacevoli compagni di avventura. Sono convinto che questa storia vada recuperata, raccontata alle giovani generazioni ricordano a tutti che “pane e diritti” non li regala nessuno e non sono mai acquisiti per sempre, basta poco per perderli.

C’è sempre bisogno di persone come Te, disponibili, rigorose, lungimiranti, sensibili, pronte a rimetterci perché la DIGNITA’ UMANA non ha prezzo.

Caro Emilio, attendiamo l’anno e il giorno che verrà, nel frattempo spero che questa piacevole distrazione sia stata utile per mantenere vivo il Tuo ricordo e di quelli a cui tanto dobbiamo.

Novara, 8 Novembre 2015

Ferdinando Chinè