SU LIBERTA' SINDACALI E D'ESPRESSIONE BENE INIZIATIVE FI, MEGLIO TARDI CHE MAI. Roma, 17 feb – “Benvengano le iniziative sulle libertà sindacali e di espressione nelle Forze Armate e di Polizia come quella che domani avrà luogo per iniziativa di alcuni esponenti di Forza Italia perché finalmente oggi sembrano aver preso coscienza del problema anche quei parlamentari che in passato sono sempre stati i più sordi agli appelli che ogni giorno i deputati e senatori Radicali portavano nelle aule parlamentari. Vorrei ricordare a Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, ma soprattutto a Elio Vito, capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa alla Camera, che per affrontare il problema dei “diritti negati ai cittadini in divisa” con cognizione di causa gli basterebbe solo leggere le centinaia di interrogazioni che i radicali presentarono nella precedente legislatura a partire dal 2009, molte rimaste senza risposta da quelli che erano i loro ministri della difesa e dell'interno o le centinaia di emendamenti e ordini del giorno tesi a favorire la crescita democratica della compagine militare che hanno sempre ricevuto il loro voto contrario. Inoltre, mi sembra del tutto inopportuno mischiare la condivisibilissima battaglia che in questi giorni sta portando avanti il Segretario Generale del SAP, Gianni Tonelli, con la questione che ha riguardato alcuni delegati del Cocer sottoposti a provvedimenti disciplinari dal loro corpo d'appartenenza perché a differenza di Tonelli, che è forte di un ampio consenso della sua base, i secondi, oltre ad essere un peso improduttivo in termini di tutele per i militari, non mi sembra siano mai intervenuti per difendere quei militari che in questi anni si sono venuti a trovare nelle medesime condizioni ricevendo inoltre pesanti sanzioni disciplinari o addirittura il trasferimento della sede di servizio. La questione riguardante il controllo di Facebook e degli altri social da parte delle autorità militari non è una novità ma forse agli esponenti di Forza italia la cosa è sfuggita non avendo coinvolto fino ad oggi nessun delegato Cocer loro amico ma dei semplici soldati. Infine vorrei comprendere – e lo chiedo al deputato Elio Vito – come si possa parlare di diritti e di democrazia quando egli stesso ha firmato e contribuito a far approvare un emendamento che prorogando il mandato dei Cocer ha privato del diritto di voto, e quindi di espressione, 350mila tra militari, carabinieri e finanzieri.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (PDM)