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Dirittie & Rovesci - Nei Diritti ci sono anche i  Rovesci - Michele Fornicola Delegato COIR CC

MICHELE FORNICOLA Delegato COCER CC

 

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IN QUESTA PAGNA

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21.2.12 MICHELE FORNICOLA  CONTENIMENTO DELLA SPESA NEI CAPITOLI DELLE MISSIONI, RIMBORSO DEL BIGLIETTO TRENO DI SECONDA CLASSE.
TEMPI DURI, LA DISCESA VERSO I SACRIFICI è INARRESTABILE, DA TUTTE LE PARTI SI CERCANO LE MODALITA' DI RISPARMIARE E TIRARE LA CINGHIA (Ahinoi, sempre sulle spalle delle stesse persone!)
 
  3.2.12  PENSIONI IN ETA' PIU' AVANZATA? Attenzione va rivisto il servizio
PENSIONI 
 
 6.12.2011   - LETTERA AL MINISTRO DELLA DIFESA AMMIRAGLIO DI PAOLA. "UNA RIFLESSIONE SULLA RAPPRESENTANZA MILITARE, UNO STRUMENTO PRIVO DEL GIUSTO RICONOSCIMENTO DI PARTE SOCIALE.
RAPPRESENTANZA MILITARE
 

3.11.2011    Delegato COCER CC, COMUNICATO STAMPA - Si è svolta oggi a Milano la riunione del Consiglio Intermedio Carabinieri Pastrengo con i CoBaR delle Legioni Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta a Milano.

  "..raccomandazione del Consiglio d’Europa in data 19 settembre 2001 (2001/10E) con cui si statuisce, sostanzialmente, che le organizzazioni di polizia, nell’assolvimento dei compiti di polizia nella società civile, debbano essere poste sotto la responsabilità di autorità civili.."

RESOCONTO RIUNIONE COIR
 
 11.05.2011 MICHELE FORNICOLA e GIANNI PITZIANTI - "Banca dati ore". Una novità che viene dal passato, ottimizzare le ore di straordinario per accantonarle nel tempo.

BANCA DATI ORE
 

DICHIARAZIONE DI VOTO CONTRARIO DECRETO F.E.S.I

 

Dichiarazione di voto contrario del delegato Michele Fornicola da inserire, come parte integrante, nel verbale dell’odierna riunione del COCER in merito alle motivazioni che, sommariamente, ho illustrato all’assemblea in merito alla bozza di decreto ministeriale per la corresponsione dell’efficienza dei servizi istituzionali dell’anno 2010.

 La bozza del documento che ci apprestiamo a concertare confermerebbe, in buona sostanza, una “politica” nella distribuzione delle risorse che tende a mettere tutti sullo stesso livello.

Non voglio, oggi, mettere in discussione tale decisione declinando aspetti che riguardano, per esempio, anche “i criteri per l’assegnazione dello straordinario” e che meriterebbe comunque una seria riflessione, ma, sollevare un’obiezione a proposito della mancata possibilità di cogliere quest’occasione per innovare, migliorandolo, un documento che potrebbe diventare strumento di analisi.

Per questi motivi non entrerò nel merito delle somme destinate e della loro quantificazione. Cercherò semplicemente di prendere lo spunto di indennità esistenti per spiegare le innovazioni che, a mio parere, sono diventate indispensabili.

Come accade per l’indennità di reperibilità credo sia necessario attribuire analoga indennità anche al personale non reperibile che, per sopravvenute esigenze sia chiamato ad intervenire in servizio. Fermo restando il diritto al compenso per lavoro straordinario qualora la prestazione sia resa oltre l’orario di servizio ed il diritto all’eventuale recupero del giorno di riposo.

Tale innovazione, in questo momento, si rende ancora più necessaria ed utile alla “Rappresentanza Militare” per poter misurare il grado di “benessere del personale” specialmente nei reparti territoriali dei minori livelli ordinativi e con particolare riferimento alle unità elementari.

Anche nel caso si trattasse di una somma puramente simbolica, il calcolo a livello nazionale delle indennità attribuite potrebbe servire a dimostrare quante volte i militari in servizio alla Stazione carabinieri e/o comunque i militari in servizio presso i reparti dei minori livelli ordinativi siano stati chiamati a svolgere servizio, magari spezzando il turno, a causa delle previste esigenze non altrimenti fronteggiabili che dovrebbero giustificare il previsto “carattere di eccezionalità” ma che diversamente, a causa della  carenza organica, si è praticamente trasformato in una consuetudine.

 I militari delle Stazioni Carabinieri, sempre al centro dell’attenzione negli interventi dei vertici Istituzionali per la sua importanza, a mio parere non avrebbe trovato soddisfazione adeguata, ad esempio, in occasione del pagamento delle ore straordinarie dell’anno precedente (quelle relative all’eccedenza del monte ore mensile non potute segnalare nell’E.F.2010)

Sarebbe possibile dedurre che alcuni soggetti possano aver segnalato le ore a fine anno in totale difformità a quanto previsto, e cioè senza aver presentato istanza di recupero ore entro il 15 di ottobre e senza quindi averne ricevuto il diniego. Solamente chi aveva la possibilità, avrebbe  fatto recuperare le ore ai sottoposti e, diversamente, ha chiesto per se il pagamento di numerose ore anche se il reddito 2010 faceva intendere un tetto massimo per gli anni 2011-2012 e 2013.

Un voto contrario auspicando, in futuro, che le decisioni concertate da questo COCER,  si possano proiettare in maniera maggiormente positiva sugli interessi dei singoli carabinieri in servizio presso le unità elementari che verrebbero penalizzati più di altri sul piano professionale e inevitabilmente patiscono anche in termini di esigenze personali e famigliari.

FONDO EFFICIENZA SERVIZI ISTITUZIONALI
 

Di seguito le agenzie battute oggi dopo l’intervento alla Camera del Ministro dell’Interno Maroni ad un question time.

 

Le agenzie non riportano tutto l’intervento del ministro che ha esordito ammettendo le penalizzazioni già subite del comparto difesa/sicurezza facendo un preciso cenno anche al riordino delle carriere ed ai soldi già sottratti (790 milioni di euro).

In questo contesto ho pensato che i soldi promessi, il Governo li avrebbe trovati da altri capitoli senza toccare l’accantonamento dei 119 milioni previsto proprio per il riordino delle carriere.

Pare che siano rimasti solamente Siap, Silp-Cgil, Coisp, Anfp, Uil Penitenziari, Fp-Cgil, Uil-Pa e Confsal a battersi per il riordino delle carriere che è una battaglia per la dignità degli operatori di tutta la Pubblica Sicurezza.

Una battaglia politica che, a mio parere non è di destra o di sinistra. Una battaglia che, a mio parere, deve essere combattuta anche contro i nostri vertici istituzionali.

SAP e SIULP non sembra vogliano prendere posizione su questo. Il COCER CC ha chiesto addirittura al Presidente del Consiglio di prendere i soldi proprio da quello specifico accantonamento. (senza sentire la propria base).

Io rimango convinto che la dignità non ha prezzo e che continuando a cedere di fronte a situazioni di emergenza “artatamente creata” non ripresentiamo veramente “la base”.

I sindacati e le rappresentanze militari sono bravi a convincere che è stata fatta la cosa giusta. Scusatemi ma non credo che sia la cosa giusta e mi sembrava giusto DIRLO.

18.03.2011

Michele Fornicola

 

SICUREZZA: MARONI, A PROSSIMO CDM 79 MLN PER PS-FORZE ARMATE (2)


(ANSA) - ROMA, 16 MAR - Al centro del problema, ha spiegato
Maroni, ''c'e' l'esigenza di dare la necessaria valorizzazione economica a comparti che hanno acquisito negli anni una forte dignita' dal punto di vista giuridico, non sempre accompagnata dal dovuto riconoscimento economico. Su questa realta' – ha aggiunto - e' arrivata poi a incidere in maniera significativa la manovra finanziaria estiva dello scorso anno che, pur prevedendo una clausola speciale di salvaguardia per alcuni aspetti del trattamento economico, non e' risultata sufficiente a corrispondere alle aspettative degli operatori''.


''La sicurezza dei cittadini - ha proseguito il ministro – e una priorita' dell'agenda del Governo. A polizia, forze armate e vigili del fuoco che si stanno spendendo con straordinari risultati anche nelle emergenze, non possiamo non riconoscere un migliore trattamento economico. Su questo fronte - ha
sottolineato - mi sono impegnato piu' volte negli incontri con i sindacati, perche' la specificita' del comparto sicurezza vedesse un concreto riconoscimento''.


''A sostegno del comparto - ha ricordato - sono state gia' prese misure concrete con la manovra finanziaria dello scorso anno, in cui e' stato previsto uno stanziamento di 80 milioni di euro per gli anni 2011 e 2012. Pochi giorni fa, con il ministro della Difesa La russa ho disposto l'invio alla presidenza del Consiglio di un provvedimento d'urgenza che prevede nuove misure da portare nel prossimo Consiglio dei ministri: ci sara' uno stanziamento di ulteriori 79 milioni per il 2011 destinati al
finanziamento di misure perequative''. I contenuti del provvedimento, ha concluso, ''sono quelli che il premier ha anticipato lunedi' scorso ai rappresentanti delle forze dell'ordine che sono andati a fargli visita ad Arcore''.
(ANSA).

 

 
 

MICHELE VS ANTONIO

 

Vorrei condividere alcune osservazioni in merito all’intervento dell’amico Tarallo semplicemente rilevando, a mio parere, incongruenze ed incoerenza rispetto ad alcune posizioni anche del passato ma anche perché da Lui stimolato (attraverso il sito Diritti e Rovesci) in quanto non “firmatario” ma più semplicemente sostenitore del principio contenuto nel documento “articolo 52”.

Una doverosa risposta alla “provocazione” in merito:

- al “sussulto di onestà intellettuale da formalizzarsi con la dimissione dalla rappresentanza”;

- al gesto (dimissioni) che mi farebbe onore altrimenti dovrei dimostrare non ho capito bene cosa ?

Non posso credere che Tu desideri una Rappresentanza Militare ancora meno “rappresentativa” visto che sono sempre più, in Italia, i delegati decaduti o dimessi per vari motivi. Ogni volta che un delegato si dimette o decade ne sale uno meno rappresentativo e, Tu lo sai bene visto che sei “subentrato” al COCER CC.

Certamente un delegato “ripescato” e meno rappresentativo e, se prorogato, a mio

avviso è anche meno legittimato e, forse, più “comodo da gestire”.

Ma non è certamente questo il Tuo pensiero e vengo subito al punto:

Nella parte in cui rivendichi la Tua posizione a favore della proroga della Rapp. Mil.

perché, (scrivi) essendo un brigadiere, oggi unico rappresentante a livello interforze, non volevo permettere un'altra elezione con un ruolo che viene puntualmente sovrastato da quello dei marescialli.

Caro Antonio,

sono circa 10 anni che sei in carica e, credimi, se non ci sei riuscito fino ad oggi mi sembra difficile credere che ci riuscirai durante il secondo anno di proroga.

Vorrei ricordare insieme a Te quanto segue e correggimi se sbaglio.

Al termine dell’ottavo mandato, se non ricordo male, eri fra i promotori di un vincente

ricorso contro la proroga dell’ottavo mandato contribuendo ad impedire ad un altro “brigadiere” di rimanere prorogato in carica al CoCeR/CC un’altro anno.

Un ricorso vinto in quanto, sostanzialmente, si basava anche su queste Tue convinzioni: violazione del principio di imparzialità e perché pareva ispirata “la proroga” a favoritismi nei confronti di determinati soggetti a scapito di altri.

Determinazione che non avrebbe perseguito l’interesse pubblico, bensì l’interesse degli organi di rappresentanza scaduti che vedevano ingiustificatamente prorogato il proprio mandato nel momento in cui – essendo stata avviata la contrattazione collettiva - massima è la rilevanza del loro ruolo.

Il sussulto di onestà intellettuale avrebbe dovuto importi le formali dimissioni dalla Rappresentanza già in occasione della prima di due proroghe ottenute già nel “IX mandato ma prendo atto della Tua diversa posizione e delle giustificazioni che non sarò certo o a giudicare. Una cosa è certa: La vigente normativa avrebbe consentito, magari, ad un’altro “brigadiere” di candidarsi per il COCER Carabinieri già l’anno scorso.

Concludo con una massima che mi piace rileggere, di tanto in tanto, fra i miei appunti:

Non solo la morale, ma anche il buonsenso non possono essere utilizzati come un ventaglio che si apre e si chiude a piacimento, a seconda delle situazioni; principi morali e convinzioni profonde hanno bisogno di coerenza.

In merito alla strategia del COCER e dei Sindacati di Polizia, penso che certamente

riceverai commenti più qualificati dei miei.

 

Un caro saluto

Michele Fornicola

 
 
13.10.2010  Delegato COIR CC, durante l'incontro COCER COIR Carabinieri svolto a Roma in queste ore (dal 12 al 14 Ottobre),  fa una analisi dei problemi in sospeso: Specificità e rinnovo del contratto, Nuovo Codice Ordinamento Militare, Alloggi, Straordinario, Riforma Rappresentanza Militare. MICHELE FORNICOLA
 

 19.05.2010 Resoconto della prima giornata di incontro tra Cocer, Cobar Piemonte e Coir Pastrengo.
RINNOVO DEL CONTRATTO, NIENTE DI NUOVO: "..numerosi cobar hanno già espresso l'opinione di non andare a firmare.." 
CONTRATTO
 

RINNOVO DEL CONTRATTO, CI SONO NOVITA'?

Come sapete il Governo si trova in difficoltà perché deve gestire una situazione che non si è mai verificata prima. Le forze di polizia sono in attesa dell’approvazione di BEN DUE CONTRATTI SONO SCADUTI.

Certamente sarà difficile giustificare tale situazione difronte la pubblica opinione e difronte i diretti interessati. In qualche occasione si è cercato addirittura di “dare la colpa ai sindacati”. Niente di piu' falso!

Il Governo in più occasioni si è impegnato a risolvere i problemi VERI sul tavolo che si trascinano da troppi anni:

Riordino carriere - Riforma previdenziale (pensioni) - Per non parlare della riforma della rappresentanza militare.

Corre voce che nelle prossime ore i sindacati di polizia hanno organizzato un incontro di TUTTE le rappresentanze per fare il punto della situazione auspicando, al termine, l’assunzione di una posizione forte in quanto condivisa.

L’incontro dovrebbe avvenire a Roma nella Sede del SIULP che è il sindacato maggiormente rappresentativo nella Polizia di Stato e sono invitati anche i COCER CC e GdF.

Fatta eccezione per una o due sigle sindacali meno rappresentative, la stragrande maggioranza dei sindacati affermano la loro contrarietà a firmare alcun contratto se prima il Governo non da risposte adeguate (soldi veri) sui suddetti temi.

Il COCER Carabinieri ci ha già provato nel mese di ottobre 2009 a firmare senza neanche sentire la propria base elettorale COIRCOBAR.

La ferma determinazione dei sindacati di Polizia ha convinto il Ministro Maroni responsabile del dicastero dell’Interno a sospendere TUTTO.

Conseguentemente Brunetta non ha più convocato le OOSS e quindi abbiamo scampato il pericolo che il COCER Carabinieri firmasse un contratto discutibile senza se e senza ma.

Qualche giorno dopo il COCER/CC ha chiamato a Roma delagazioni dei COIR confluenti per sentirli in ordine al rinnovo del contratto. Inutile dire che la stragrande maggioranza dei delegati COIR si sono espressi analogamente ai sindacati di Polizia. Un risultato che, mi sembra di aver capito, ha sorpreso il COCER.

Passa qualche mese ed ora, da fonti ritenute autorevoli del COCER / CC, pare siano ancora intenzionati a sostenere la necessità di firmare il contratto. Ancora una volta senza se e

senza ma.

Ma, allora a cosa sarebbe servita la manifestazione di Roma ???? A cosa sarebbe servito aspettare tanti mesi se poi non si porta a casa nessun risultato, lo ripeto, già “promesso” dal Governo ???

Come si dice in questi casi “oltre al danno la beffa” !!!!

E qui i più maligni ci vedono un interesse personale di alcuni delegati che vorrebbero, in cambio, continuare a fare i delegati per sempre. !!!?

 Michele Fornicola

CONTRATTO
 

Rinnovo del contratto. Andare all'incontro oppure no ?

 

Durante l'Assise dei comitati di presidenza dei CoIR ed il CoCer CC è stato dibattuto anche il tema del contratto.

Una parte significativa dei delegati hanno sostenuto la necessità di seguire una strategia analoga a quella dei sindacati di Polizia che non si sono presentati al tavolo della concertazione.

Poichè sembrava incerto sull'esito del confronto, il segretario del CoCeR/CC ha messo ai voti la necessità di presentarsi al tavolo della concertazione  oppure no.

Un'ampia maggioranza dei delegati dei CoIR ha votato CONTRARIO all'ipotesi di andare alla concertazione promuovendo, implicitamente, la "Politica dei sindacati di Polizia"

Secondo me, comunque, il CoCeR andrà lo stesso al tavolo e firmerà. I motivi li conoscete. Basta leggere le ie ultime mail.

 

Auguri

CONTRATTO
 


 
 20.09.09 MICHELE FORNICOLA LETTERA aperta al Presidente e Vice Presidente del COCER CC in merito alla CONCERTAZIONE aperta in questi giorni e all'audizione in Commissione Difesa sulla riforma della rappresentanza.
 

PAGINA DEDICATA AL RIORDINO

 

Gentile redazione Diritti e Rovesci,

 

Nel congratularmi per l’ottimo servizio di informazione che ci regalate vorrei rivolgermi a Voi per questo motivo:

Ho letto con interesse i vari interventi sul “riordino delle carriere”. Le analisi descritte sono in parte condivisibili tuttavia i riflessi che questo argomento avrà sui temi che riguardano la sicurezza sono talmente importanti che mi sembra doveroso elencare alcuni aspetti che mi sembrano trascurati ed offrire quindi un diverso punto di vista.

Personalmente, non sono convito che le proposte di legge ad oggi presentate siano sbilanciate favorevolmente verso le prospettive di carriera dei nuovi ruoli direttivi e dirigenziali delle FF.PP. e delle FF.AA.. Credo, più semplicemente, che i “poteri forti” al Ministero della Difesa siano riusciti ad incanalare l’interesse verso “gli altri”. Da sempre impegnati, “i generali”, per conservare sostanzialmente inalterata una normativa che da troppi anni garantisce loro “status” e privilegi.

E’ vero che le OO.SS. della Polizia dello Stato sono sempre molto attente quando si tratta di contrattare su questioni di un certo rilievo ma, in questo caso, credo che sia comunque necessario garantirsi un margine di dubbio.

Scartate quindi le rappresentanze militari (COCER-COIR-COBAR) che da sempre ricalcano sostanzialmente i progetti del “palazzo” bisogna addentrarsi nella materia “riordino delle carriere” facendo un’analisi che si basi sulla logica.

Una Legge, in teoria e per logica, dovrebbe essere coerente nel suo impianto con i fini che si prefigge il legislatore.

In un momento in cui la parola “meritocrazia” si sente pronunciare da più parti credo che anche per i militari sia giunto il momento di affrontare seriamente un problema che oggi investe un “esercito professionale” senza più l’alibi della “leva” .

Il binomio, la parola chiave dunque dovrebbe essere “meritocrazia-carriera”. Una parola che non si può più disgiungere ma che dovrebbe diventare l’obiettivo di riferimento; il traguardo ideale.

Se una Legge deve essere fatta per il riordino delle carriere dovrà necessariamente essere una Legge di riordino “TOTALE” che parta cioè dal soldato semplice fino al generale comandante.

Solamente in questo caso sarà possibile, credo, sperare che l’obiettivo sia raggiunto ovvero possa essere centrato.

Al contrario, se ancora con la scusa delle risorse (dei soldi che mancano) consentiremo che venga approvata una legge “in due tempi” ovvero due Leggi collegate, ebbene sono convinto che l’obiettivo non potrà essere ragguinto ed i nostri vertici militari avranno ancora una volta vinto la loro battaglia mantenendo indenni i loro privilegi. La “meritocrazia” rimarrà ancora staccata dalla parola “carriera” per molti anni ed i due termini continueranno ad essere oggetto di interpretazione esclusiva dei nostri generali.

Dovremmo quindi impegnarci, secondo il mio personale convincimento, affinchè “meritocrazia” e “carriera” vengano legate da un trattino indissolubile all’interno di “UNA” Legge di riordino delle carriere che valorizzi concretamente le risorse umane.

 

Perché dietro ogni divisa, innanzitutto, c’è un uomo  o una donna

 

Michele Fornicola

 

 

 

 
 

Qualche giorno fa ho inviato a numerosissimi colleghi delegati di tutt’Italia il documento che questo COCER ha approntato con le richieste consegnate in Sede di concertazione per il rinnovo del contratto.

Sono moltissimi, vorrei dire troppi i colleghi delagati che mi hanno ringraziato per la novità.

A mio parere, questo è un’altro segnale preoccupante che dimostrerebbe come il CoCeR abbia scelto di mantenere la distanza con gran parte della propria base elettorale. Un controproducente isolamento contestato da quasi tutti i CoBaR ed i CoIR d’Italia. Anche in questo caso, ritengo che tale atteggiamento possa essere letto in diversi modi. Non posso nascondere il mio sospetto che in quel documento non ci sia nulla di significativamente interessante. Diversamente, si potrebbe anche pensare alla recondita ambizione di poter ottenere qualche vantaggio inconfessabile che potrebbe essere positivo più per l’Istituzione che per il personale che Le appartiene.

L’immagine oleografica impietosamente riproposta recentemente nei siti internet specializzati a proposito dei “polli di Renzo” come figura che si vorrebbe adattare ai delegati CoCeR non mi convince in pieno. Credo che anche per i CoIR, particolarmente quelli che hanno la loro Sede “fuori dal Lazio” questa figura potrebbe, a volte, essere presa in considerazione.

Nel CoIR Pastrengo, ad esempio, qualche giorno fa ho avuto modo di confermare, fra l’altro, il mio dissenso all’autorizzazione del Comandante dell’Unità Intermedia di autorizzare solamente una calibrata delegazione ad effettuare gli incontri con il personale nelle Sedi esterne. Sono ancora convito che questa strategica decisione ha agevolato una frattura interna all’Assemblea che non ha saputo, o voluto reagire e ne ha limitato, di fatto, la sua piena funzionalità e rappresentatività.
Ho personalmente auspicato, anche da parte del presidente, un autorevole intervento finalizzato a redimere le incomprensioni partendo, ad esempio, dal pieno riconoscimento dei componenti del comitato di presidenza e conseguentemente la legittimazione da parte dell’Assemblea.

Anche nel CoIR V.Veneto, recentemente, si sono verificate gravi divergenze con il presidente al punto di dover deliberare la sfiducia nei suoi confronti con relativa richiesta di dimissioni. Sembra che i delegati, non si sentano più tutelati dallo stesso, anzi. Una situazione degenerata al punto che, neanche i delegati del CoCeR intervenuti, sono riusciti a porvi rimedio. Un epilogo drammatico, quello vissuto dai delegati del CoIR V. Veneto, che sarebbero stati costretti addirittura ad interrompere le proprie attività a danno anche dei CoBaR confluenti che ora, sono totalmente isolati dal proprio CoCeR.

Davvero pensate che sia una coincidenza che i CoIR del nord Italia siano in grave difficoltà ? Davvero non vorrei pensare che questa fosse la strategia dei nostri vertici per neutralizzare la volontà di una radicale riforma della rappresentanza dei militari in un’area geografica che, più delle altre ha sofferto e denunciato le molte incongruenze del nostro sistema e le gravi disattenzioni a proposito del “benessere del personale”.

Questo CoCeR, ha dimostrato ampiamente di non essere credibile e autorevole.
Un CoCeR che già durante le irregolari operazioni di voto si è dimostrato illegittimo a vantaggio della Regione Lazio.
Un CoCeR la cui esistenza è tollerata dal Comandante Generale al quale si è rivolto, per primo il CoBaR Lombardia, per trovare un rimedio che gli consenta di operare nella piena legittimità.
 


SOLUZIONI PROPOSTE
 


Da anni, durante i miei incontri con i delegati del CoCeR, propongo comunque di ricercare nuove soluzioni che consentano di stabilire un filo diretto con i propri CoBaR. Partendo innanzitutto dalla necessità di creare pari condizioni ed opportunità almeno per tutti i delegati CoIR.
La particolare struttura decentrata dell’Arma prevede la collocazione, a Roma, del CoIR Podgora; Palidoro; e Scuole. Anche il CoIR Ogaden, gode comunque di una buona posizione geografica che gli consente agevoli collegamenti con il CoCeR.

Vi sono anche i delegati degli undici CoBaR nel Lazio: Il CoBaR del Rep. Auton. del Comando Generale; della Scuola Ufficiali; della Brigata Scuole App. e CC; della Scuola All. CC; del Reggimento a Cavallo; del Rgpt Aeromobili; del Rep. Cdo Palidoro; del Battaglione Mobile Lazio; del Rgt. Corazzieri; del Gruppo CC Aut. SME e del CoBaR Lazio. Godono tutti di ottime opportunità e collegamenti sia con il CoCeR. sia con “l’Ufficio per i rapporti con la Rappresentanza Militare” unico in Italia deputato, fra l’altro, ad interagire con i delegati per fornire risposte e chiarimenti ai vari quesiti.
Segnali ancora troppo timidi si sono registrati in questa direzione.
Presso il CoIR Vittorio Veneto, ad esempio, a causa dell’assenza di delegati CoCeR, è stato eccezionalmente autorizzato, a turno, un delegato a poter incontrare i colleghi del CoCeR a Roma proprio nell’ottica di una maggiore interazione che, il Comandante Generale, ha riconosciuto necessaria per un miglior funzionamento della Rappresentanza Militare;
Ci sono anche altri Co.Ba.R., penso alla Sicilia, ove alcuni delegati molto attivi sono stati autorizzati a recarsi a Roma, in gruppo di lavoro, per svolgere le attività di raccordo e sostegno ritenute utili dai propri organismi della R.M. anche fuori dall’area di riferimento.
E’ giunta l’ora di rompere gli indugi e mostrare il necessario senso di responsabilità verso tutti i colleghi d’Italia. In quest’ottica, il contrbuto che può giungere dai CoIR, potrebbe aiutare a ridurre il danno e le distanze riducendo gli effetti della grave frattura con la propria base elettorale.

Nonostante un preciso Ordine del Giorno, in questa riunione si è consentito di parlare di tutto, anche del rinnovo del contratto.
Non è questo il modo corretto di comportarsi. Non sono certamente i comitati di presidenza che si possono far carico di illustrare le istanze della propria base. Non potete continuare ad ingannare gli oltre 100.000 carabinieri di tutt’Italia. Quest’Assise doveva essere fatta con tutti i CoIR prima di consegnare il documento alla Funzione Pubblica e qui mi rivolgo alla categoria “c”, quella degli appuntati e carabinieri: Su quali basi è possibile sostenere la necessità di ottenere una proroga di questo mandato ?
Lasciatemi concludere con un significativo commento di Trasimaco
“ Il giusto altro non è che l'utile del più forte ”



Delegato nel Comitato di Presidenza
Co. I. R. / CC Pastrengo
Michele F o r n i c o l a

 

 
 

Lettera aperta all’amico
Ferdinando Chinè

 

Leggo e veicolo la LETTERA dell’amico delegato COCER/AM Ferdinando Chinè ove racconta, in sostanza, la dinamica degli eventi che hanno portato il COCER Interforze a NON potersi esprimere sul caso “Comellini”.
Il fatto che nessun collega delegato del COCER Carabinieri fosse presente per garantire il numero legale certamente, ormai, non mi sorprende più.
Devo comunque ringraziare l’amico Ferdinando per i suoi sforzi. Per aver cercato di attivare, rianimando la Rappresentanza Militare sui temi fondamentali che sono oggetto di “battaglia” da parte (da ultimo) di un Maresciallo dell’Aeronautica Militare.
Devo tuttavia essere franco con l’amico Chinè nel momento che, mi è sembrato, cerca comprensibilmente di “salvare capra e cavolo”.
Caro Ferdinando, ti stimo ma il paragone manzoniano di Renzo che conduce i polli al fatale destino con la testa in giù mi sembra, invece, più che azzeccato.
Non è a caso che ho scelto di inserire la suddetta immagine (trovata in internet) con le significative parole sulla missione di qualunque “SOLDATO”
Penso, fino a prova del contrario, che i delegati della rappresentanza militare rimangono comunque MILITARI. Senza SE e senza MA.
Democrazia è un termine che NON si può disgiungere da trasparenza.

Ed allora:

Come mai le delibere non vengono pubblicate in internet ? (come fa la GdF)
Come mai, di fatto non è possibile avere contezza di quanto fanno o NON fanno i delegati ?
Come mai, di fatto, non è possibile avere contezza di come votano o NON votano i delegati ?
Come mai, di fatto, non è possibile avere contezza di come pensano o NON pensano i delegati ?

I verbali delle assemblee, oltre ad essere previsti, non credo siano riservati o segreti al punto di essere trattati (quasi) come tali.

Le risposte le conosci meglio di me.

Con stima
Delegato CoBaR/CoIR 20.01.09
Michele Fornicola

Sulla vicenda Comellini tutta la storia

 

 
   
05.12.08 MICHELE FORNICOLA ANALIZZA TRE DELIBERE SU ANNOSE QUESTIONI, SIGNIFICATIVE LE CONCLUSIONI.....  
 
26.10.08 MICHELE FORNICOLA, COIR CARABINIERI all'incontro con il COCER e i COIR confluenti presenta un personale documento "critico ma con i piedi per terra".

di seguito il Documento del COCER Carabinieri incontra i COIR E redige un Documento: Problematiche derivanti dalla Legge sui Parametri - Risorse Contrattuali precedenti ed attuali - Riflessioni finali. Sembra cogliersi una "SPECIFICITA'" più "gravosa e professionale" del restante Comparto Difesa, può essere o si tratta di maliziosa interpretazione?

 
 

17.10.08 MICHELE FORNICOLA, COIR CARABINIERI, autore di DUE LETTERE significative:

 
 

Per Leggere la risposta di Alessandro Rumore

 

 

RUMORE PENSIERO SILENZIO ASSORDANTE

 

 All’amico    Alessandro  RUMORE

 

Caro Alessandro,

…ti scrivo queste poche righe a seguito di un’interessante colloquio sul tema della rappresentanza militare che ho avuto con il comune amico Luca Comellini che è il responsabile del Dipartimento per le Forze armate della Democrazia Cristiana (facente parte della coalizione di governo) nonché  il promotore della petizione Senato n. 15 - unico atto idoneo a contrastare il pdl 161 (Ramponi).

 

Sull’argomento vorrei rivolgerti le mie riflessioni affinché queste possano esserti utili nel rivedere alcune tue posizioni che, al momento, a mio avviso, rischierebbero di allontanarti maggiormente dalla realtà attuale.

 

Dopo la famosa assise generale a Roma e, dopo aver letto e confrontato le delibere dei CoIR e dei CoBaR confluenti, mi sono fatto anche un’idea personale del COCER/CC.

Al contrario, non sono riuscito a farmi un’idea precisa di tutti i delegati del COCER/CC. Infatti, dal momento della propaganda elettorale (prima delle elezioni), ad oggi, non si trova molto materiale su cui poter ragionare.

Da diverso tempo sto veicolando informazioni relative alla nostra attività ai colleghi che me ne fanno richiesta. Anche tu, come la maggior parte dei colleghi del CoCeR, apprezzi la mia attività infatti, sei stato uno dei primi ad essere inserito nella mail-list.

A distanza di molti mesi posso quindi osservare che le informazioni vanno sempre nella stessa direzione DAL BASSO VERSO L’ALTO. Non potrai negare, infatti, che dalla tua casella di posta elettronica NON giungono informazioni (almeno al sottoscritto).

Non te ne faccio una colpa, quasi certamente il tempo a disposizione di un delegato COCER è di molto inferiore a quello di un delegato COIR tuttavia ritengo sia paradossale che un delegato COCER non riesca a mantenere un rapporto sinergico, privo di quelle scriminanti che finiscono con il distaccarlo dalla realtà, almeno con i delegati COIR.

A dire il vero non sei l’unico quindi non te ne faccio una colpa. Cerco solamente di capire per contribuire a risolvere l’eventuale problema.

Come sai, sono fermamente convinto che il COCER non gode di una delega "in bianco" tale da stravolgere quegli stessi principi democratici che afferma di voler tutelare  facendosi promotore di iniziative contrarie al volere della base elettorale.

Anche tu, quindi, nell'esprimere il parere dovrai necessariamente considerare le forti aspettative di minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono garantiti dalla Costituzione. Aspettative che potranno essere soddisfatte grazie a valutazioni più aderenti all'evoluzione ed al nuovo contesto sociale rispecchiando quei principi di garanzia e di pluralismo già richiamati dalla Comunità Europea nel quadro di una maggiore integrazione.

Convinzioni di cui non faccio mistero e che conoscono tutti.

Per questi motivi, francamente, non riesco a trovare coerenza nelle tue convinzioni e nelle tue dichiarazioni.

Come può, un delegato del CoCeR che sostiene essere un “professionista” abbracciare ORA la tesi della “rappresentanza militare” quando egli stesso ha fatto parte ed ha combattuto per rivendicare il diritto all’associazionismo ?

Le numerose delibere dei CoBaR e dei CoIR (primo fra tutti il Palidoro), espongono fatti concreti ed auspicano sempre la medesima soluzione dimostrando coerenza e lucida analisi del contesto in cui si opera.

Cito di proposito il CoIR Palidoro perché è stato l’unico Organismo Intermedio ad avere deliberato solamente DOPO aver raccolto le mozioni di categoria di tutti i CoBaR confluenti. La sintesi, quindi, risulta essere la chiara ed inequivocabile espressione della base. Cosa che non ha fatto nessun’altro CoBaR e CoIR e, anche il CoCeR CC, non ha fatto ancora.

In più occasioni mi hai detto che la tua posizione talvolta è isolata anche all’interno del CoCeR.

Vero che l’Organismo della Rappresentanza Militare si esprime nella sua collegialità ma questo non significa che ciascun delegato non possa avere le proprie idee ed il coraggio di esprimerle e difenderle soprattutto quando si toccano i diritti fondamentali garantiti dalla COSTITUZIONE. Questo vale sia quando ti trovi nell’Assemblea CoCeR, sia quando ti trovi nell’Assemblea del tuo CoBaR Sicilia.

Talvolta non condivido le tue idee ma questo non vuol dire che non le rispetto. Come credo tu debba rispettare le idee di ciascun delegato.

Correggimi se sbaglio, mi sembra davvero inaccettabile la tua analisi che avresti riferito in merito al voto dei delegati CoBaR che confluiscono al CoIR Palidoro.  Avresti affermato che neanche la metà di quei delegati sapesse cosa significasse la parola Sindacato.

Per fortuna la riforma della Rappresentanza Militare non dipenderà dal mio e dal tuo pensiero. Ciascuno deve essere consapevole della propria posizione all’interno del SISTEMA. Un sistema all’interno del quale vengono prese in considerazione, anche se marginalmente, le posizioni della Rappresentanza Militare della Guardia di Finanza dell’Esercito; dell’Aeronatutica; della Marina. Senza dimenticare l’evoluzione storica di chi ci ha preceduto.

All’interno del comparto difesa e sicurezza tutti i CoCeR si sono espressi in maniera chiara e netta sul tema della riforma della Rappresentanza militare. Il CoCeR CC, vive la sua posizione di minoranza come un valore. Ma l’inerzia, l’eccesso di prudenza, a mio parere, non può mai essere considerato un valore. Non si possono avere le idee confuse su argomenti così rilevanti per il benessere del personale.

Caro Alessandro,

i tuoi accenti fatalisti a proposito del “periodo storico attuale” non mi convincono. Non si può aspettare sperando che qualche cosa possa cambiare, specialmente per quanto riguarda l’associazionismo. Mi dai l’impressione di appartenere alla categoria dei qualunquisti. Dovresti, al contrario, avere il coraggio delle tue idee. In qualunque tempo ed in qualunque Sede. Quando si parla di valori e di diritti fondamentali non si dovrebbero avere incertezze.

Come sempre ti saluto con la massima cordialità.

M i c h e l e     F o r n i c o l a

 

 

PS

. . . . non pubblicare sul tuo sito una eventuale risposta senza pubblicare anche questa lettera. Sarebbe un’errore.

. . . non criticare altri siti Internet se non riesci a dare l’esempio pubblicando anche tu i documenti non favorevoli.

 

 

 
 
 

LETTERA APERTA
 

Signor Generale C.A. Gianfrancesco SIAZZU
Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

 

OGGETTO: Assise della Rappresentanza Militare a Roma.


nella Sua lettera datata 03/08/2006 avente per oggetto DEONTOLOGIA PROFESSIONALE – EQUILIBRIO E SERENITA’ NELLE ATTIVITA’ ISTITUZIONALI scriveva:
“sovente l’assenza di un animo sereno è determinata da insoddisfazioni che nascono da motivi futili e comunque risolvibili con confronti pacati e leali.
Ed è in questi momenti e circostanze che subentra la capacità dell’esercizio del comando da parte di chi ne ha la responsabilità, di saper discernere cioè sulla rilevanza di taluni problemi e quindi risolverli con la dovuta pacatezza ed equilibrio.
In sostanza un governo del personale sereno deve essere preoccupazione di chi è al comando di unità e reparti anche ai minori livelli: esercizio questo di alta responsabilità da svolgere con equilibrio e serenità in primo luogo e sostanziato dall’esempio, non dimenticando mai che dietro ogni Carabiniere c’è prima di tutto un uomo.”
Le parole, del tutto condivisibili, tradivano tuttavia una minore consapevolezza del fatto che “…..ormai, da parte di alcuni comandanti”, si era “persa quella capacità di percepire ed intuire situazioni di disagio….” come Lei, Signor Generale, ha puntualmente sottolineato nella lettera datata 16/11/2006 all’indomani dell’Assise tenuta a Roma con la Rappresentanza Militare.
E’ doveroso, inoltre, ricordare che sono numerosi gli interventi dei comandanti generali che si sono succeduti sul tema “governo del personale”. Interventi diretti, in particolare, al ruolo degli ufficiali che Lei stesso ha “indirizzati ad una costante, concreta e generosa ricerca di ogni possibile soluzione ai problemi rappresentati” , e la cui “responsabile disponibilità rifiuti sterili logiche burocratiche”. (lettera del 04 marzo 208).
Non solo,
Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, nel corso di un incontro (marzo 2005) con il CoCeR Interforze, ha percepito un certo stato di disagio dei delegati, dichiaratamente riferibile alla carenza di un giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza e, in particolare, degli Organismi di base ed intermedi, da parte dei comandi a vari livelli.
Anche allora, il Comandante Generale Gen. C.A. Luciano Gottardo dopo aver sottolineato il ruolo di cooperazione interna alle Forze Armate della Rappresentanza Militare, ne ha esaltato la sua componente preziosa per gestire i reparti in un clima di fiducia, serenità e condivisione delle problematiche.
Tale Istituto, infatti, deve essere inequivocabilmente considerato dai Comandanti di ogni livello come una risorsa concreta particolarmente idonea a veicolare le istanze collettive della compagine militare.
In tale ottica il Generale C.A. Luciano Gottardo ha invitato i Comandanti delle Unità di base ed intermedie, in un clima di reciproco rispetto delle delicate funzioni ricoperte; a confermare il loro impegno nel valorizzare, in ogni circostanza, le componenti della Rappresentanza Militare, favorendo il dialogo con i Consigli, rispettando i tempi di risposta alle delibere e superando eventuali difficoltà che possano rallentare il regolare funzionamento degli Organismi
Dopo aver citato solamente alcuni degli ultimi autorevoli e significatifi interventi ritengo che dovrebbe essere interesse e preoccupazione di chi è al comando verificare, nel tempo, anche le proprie capacità nell’esercizio del comando.
Proprio per questi motivi:
􀀹 in un clima di reciproco rispetto delle delicate funzioni ricoperte;
􀀹 per rispondere alla carenza di un giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza (CoBaR – CoIR);
credo sia necessario verificare, insieme alla Rapprsentanza Militare particolarmente idonea a veicolare le istanze collettive della compagine militare:
􀀹 la riacquistata capacità di percepire ed intuire situazioni di disagio
􀀹 la piena attuazione degli indirizzi ad una costante, concreta e generosa ricerca di ogni possibile soluzione ai problemi rappresentati
attraverso un’’Assise a Roma della Rappresentanza Militare, in nome di quell’esercizio di alta responsabilità di un comandante. Occasione unica per misurare il grado di serenità nelle unità e nei reparti anche ai minori livelli
Soprattutto affinché, in futuro, nessun comandante debba registrare un’altra giornata amara come quella che Lei, Sigor Generale, ha già vissuto durante l’ultima assise della Rappresentanza Militare nell’ormai lontano 2006.
Rispettosamente
Delegato Co.Ba.R/Co.I.R.
Michele Fornicola

 

 
 
  Autori di un interessante magazine, il “COIR Podgora New's ”, i colleghi delegati mettono l’accento sulle problematiche affrontate in modo da rispondere ai quesiti più diversi che interessano l’attualità del momento. Il numero di febbraio, fra le altre cose, riporta una interessante intervista rilasciata dal delegato Giuseppe La Fortuna che è anche il segretario del nostro Cocer.
Certamente non possiedo la sua decennale esperienza nella rappresentanza militare, ma non posso tuttavia privarmi del piacere di svolgere alcune osservazioni su alcuni aspetti inquietanti che emergono dall’intervista.
L'Arma, tradizionalmente, si dovrebbe distinguere per essere, ed apparire, equidistante dalle varie posizioni politiche. I tempi cambiano - per fortuna - e la naturale evoluzione che ciò comporta, ad esempio la nuova Legge di riordino dell’Arma, - che prevede tra l’altro la nomina del Comandante Generale scelto tra i ranghi dei Carabinieri - ha concesso nuovi spazi a ciascuno per intraprendere iniziative ed interpretare le posizioni più favorevoli al comune interesse Istituzionale ricercando quelle più vicine alle proprie idee.
Credo che sia naturale assistere ad un cambiamento dei rapporti fra “la politica” ed i singoli delegati di ogni livello. Ciascuno a titolo personale ma ognuno per il comune fine di migliorare il “benessere del personale”.
Penso che l'incontro fra il candidato premier Silvio Berlusconi ed il segretario del Cocer Giuseppe La Fortuna debba essere inserito in questo contesto ma, a beneficio di coloro che non conoscono il collega delegato, ritengo doveroso fare alcune significative osservazioni:
Recentemente ci siamo occupati a lungo del “La Fortuna Pensiero” aprendo una rubrica-dibattito che ha riscosso un ottimo successo in termini di partecipazione. Un caro collega Giuseppe La Fortuna che, come la maggioranza del nostro Cocer. ritiene di rappresentare legittimamente e fedelmente la sua base anche se, con delibera approvata dal Cobar. Lombardia, ne è stato sospeso il giudizio di legittimità. Infatti l’attuale composizione del Cocer. sarebbe stata falsata dall’inosservanza di alcune regole che hanno ottenuto un ingiusto vantaggio ai delegati della categoria “C” proprio del Coir. Podgora, quello di provenienza del La Fortuna..
Ma questo non è tutto,
Dopo aver collezionato un numero sempre maggiore di delibere di sfiducia e di forte critica per le proprie posizioni dai Cobar. e dai Coir. confluenti finanche dai Cocer della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica Militare il nostro Cocer., avulso dalla realtà che lo circonda, continua imperterrito a ritenere (come ha affermato il Vice Presidente Colonnello Azzaro) che “in realtà tale spaccatura sia molto minore rispetto a quello che è apparso all'esterno, anche perché diversi Cobar e Coir confluenti, dopo il tour di incontri con il Consiglio centrale, hanno rivisto le loro posizioni critiche accedendo sostanzialmente alle posizioni assunte dai delegati nazionali.”

Il principale motivo di disaccordo fra la base e la rappresentanza centrale rimane la riforma della rappresentanza militare. Le incerte posizioni assunte dai nostri delegati del Cocer. fanno a cazzotti con la storia personale di alcuni di essi. Vi sono alcuni, oltre l’amico La Fortuna, che hanno vissuto l’esperienza democratica di impegno nelle associazioni e forse, proprio per la loro esperienza “non positiva” hanno legittimamente cambiato idea. Forse per motivi diversi. Ma come si può non pensare che talvolta ci potrebbero essere anche motivazioni di tipo politico alla base di questi comportamenti?.

Sappiamo che vi sono alcuni autorevoli esponenti politici nettamente contrari ad una riforma della rappresentanza militare di tipo “pluralista”, e sappiamo anche come le numerose raccomandazioni di segno contrario pervenute dal Consiglio europeo non hanno minimamente intaccato il loro convincimento.

Quello che non riesco a capire è come facciano questi parlamentari a discutere di politica di integrazione europea se poi continuano ad ostinarsi nel non voler riconoscere pari dignità ai servitori dello Stato anche in Italia.

Di questo mi sarebbe piaciuto che si fosse parlato durante l’incontro con il candidato premier.

Partendo dai propri convincimenti, in maniera chiara ed inequivocabile, ciascun candidato alle prossime elezioni potrà ottenere il consenso necessario per essere votato.

Per questo motivo credo che l'incontro con il candidato premier Silvio Berlusconi debba essere ascritto ad una informale occasione di dialogo e scambio di vedute. Al contrario ci si potrebbe legittimamente sentire preoccupati per i suoi contenuti.

Intendiamoci, è importante e giusto anche chiedere maggiore attenzione verso i problemi economici che affliggono i colleghi. Ma, figuriamoci se una personalità politica, di qualsiasi schieramento sia, possa rispondere picche ai problemi sollevati specialmente in campagna elettorale. A tal proposito vorrei invitare il lettore a fare un esercizio semplice semplice: provate a sostituire il nome di Silvio Berlusconi e mettere quello del candidato più improbabile. Il risultato non cambia.

Ma torniamo all’intervista dell’amico delegato Giuseppe La Fortuna: Quello che a mio parere si può contestare è questo:

In base a quale discutibile criterio ha deciso di mettere sul piatto quelli che secondo il suo personale parere sono i problemi dei carabinieri ?

Forse pensa davvero che i problemi scaturiti dal mancato riconoscimento del ruolo di parte sociale dei Cocer sia così marginale ?

Forse è così....?!

Ma se è così non c'è nulla di nuovo sotto il sole.
La sua posizione all'interno del nostro Cocer è coerente.
E' per questo che prevedo un numero sempre maggiore di Cobar che decideranno di sfiduciale il nostro Cocer ormai isolato a difendere solo i propri privilegi.

Per fortuna il nostro Comandante Generale ha le idee più chiare nel merito e, infatti, all’inaugurazione dell’anno accademico non ha dimenticato di sollecitare una nuova legge per la riforma della rappresentanza militare. Non perde occasione per auspicare anche l’approvazione del nuovo codice penale militare di pace.

È grazie al nostro Comandante Generale ed al Coir. Pastrengo se i carabinieri delle stazioni non sono più costretti a svolgere un orario di lavoro superiore ai propri colleghi di altri reparti. Certamente non grazie all’amico collega delegato Giuseppe La Fortuna.
DELEGATO COIR CC MICHELE FORNICOLA