INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Pubblicato il 22 settembre 2015, nella seduta n. 509

SENATORE LORENZO BATTISTA
BATTISTA -  Ai Ministri della difesa, dell'economia e delle finanze, dell'interno e delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che: 

la legge 8 agosto 1995, n. 335, recante la «Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare», ha sancito il cambiamento dei trattamenti previdenziali con il passaggio dal periodo di calcolo retributivo a quello contributivo;

successivamente, la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all'articolo 26, comma 20, ha previsto l'istituzione di forme pensionistiche integrative per il personale del comparto sicurezza e difesa, attraverso procedure di negoziazione e di concertazione;

il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, e successive modificazioni, all'articolo 24, comma 18, ha previsto di adottare, «con regolamento da emanare entro il 31 ottobre 2012», «le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività nonché dei rispettivi ordinamenti»;

ad oggi, la previdenza complementare nel comparto sicurezza e difesa rappresenta uno dei tanti nodi insoluti in quanto il personale delle forze armate rientra fra quei dipendenti pubblici che non sono stati coinvolti dal processo di privatizzazione del pubblico impiego e i cui rapporti di lavoro, sulla scorta del decreto legislativo n. 165 del 2001, rimangono regolati dai rispettivi ordinamenti (ex art. 3, comma 1);

considerato che:

con le sentenze 21 marzo 2013, n. 2907/2013 e n. 2908/2013 pronunciate dalla sezione I bis del TAR per il Lazio, i ricorrenti, militari delle forze armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, hanno ottenuto il riconoscimento dell'obbligo per le amministrazioni resistenti di concludere, mediante l'emanazione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo relativo all'introduzione della previdenza complementare;

al fine dell'esecuzione delle sentenze lo stesso TAR del Lazio ha nominato un commissario ad acta, al quale veniva riconosciuto «soltanto un onere minimo indispensabile che è quello di attivare i procedimenti negoziali interessando allo scopo le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative ed i Consigli Centrali di Rappresentanza, senza tralasciare di diffidare il Ministro della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione ad avviare le procedure di concertazione/contrattazione per l'intero Comparto Difesa e Sicurezza»;

tenuto conto che:

il fondo pensione complementare "Sirio", destinato ai dipendenti dei Ministeri, della Presidenza del Consiglio dei ministri, degli enti pubblici non economici, delle università, delle agenzie fiscali, dell'ENAC e del CNEL, è destinato solamente al personale civile, quindi rappresenta, a giudizio dell'interrogante, un danno economico alle forze armate e alle forze di polizia ad ordinamento militare;

ad oggi, all'interrogante non risulta alcuna iniziativa intrapresa dagli organi competenti al fine di risolvere questa annosa vicenda che si ripercuote negativamente sul trattamento economico previdenziale di quanti a breve andranno in pensione con il sistema contributivo,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, siano a conoscenza del vulnus normativo descritto;

se e quali siano i tempi, nonché le modalità attuative, per una soluzione chiara e definitiva in tema di previdenza complementare del comparto sicurezza e difesa.

DIRETTAMENTE DAL SITO DEL SENATO 


*********

Lettera Commissario ad Acta

MINISTERO DELLA DIFESA

DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE

IL VICE DIRETTORE GENERALE E COMMISSARIO AD ACTA

Indirizzo Postale: Via dell’Esercito, 186 - 00143 ROMA

Posta elettronica: persomil@persomil.difesa.it

OGGETTO: Attivazione di forme pensionistiche complementari nel Comparto Difesa e Sicurezza.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Bis, ha nominato lo scrivente <<Commissario ad acta>> per l’esecuzione delle sentenze 21 marzo 2013, n. 2907/2013 (su ricorso per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 09186/2011 del 23 novembre 2011) e n. 2908/2013 (su ricorso per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 09187/2011 del 23 novembre 2011), con le quali i ricorrenti, tutti militari delle Forze Armate compresa l’Arma dei Carabinieri, hanno ottenuto il riconoscimento dell’obbligo per le Amministrazioni resistenti (Funzione Pubblica e Difesa) di concludere, mediante l’emanazione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo relativo all’introduzione della previdenza complementare.

Al riguardo, lo scrivente ha chiesto, ai sensi degli artt. 112, comma 5, e 114, comma 7, d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (codice del processo amministrativo), chiarimenti in ordine alle concrete modalità di esecuzione delle citate decisioni di merito sull’attuazione delle forme pensionistiche complementari nel Comparto Difesa e Sicurezza (cfr. foglio n. M_D GMIL 2 VDGV 2013 /0323744/ del 19 novembre 2013, in allegato).

Nell’ambito del giudizio di ottemperanza, con le sentenze n. 02122/2014 e n. 02123/2014, entrambe depositate il 21 febbraio 2014, il TAR per il Lazio, Sezione Prima Bis, ha precisato il contenuto dell’obbligo a provvedere, nel caso di specie, alla luce degli elementi richiamati dallo scrivente (disciplina normativa di settore e orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato che, con sentenza Sez. IV, 22 ottobre 2011, n. 56981, ha giudicato inammissibile analoga questione posta da singoli dipendenti pubblici nel senso di riconoscere la legittimazione in via esclusiva degli Organismi esponenziali di interessi collettivi chiamati a partecipare ai procedimenti negoziali di cui trattasi). Pertanto, il Giudice Amministrativo ha ritenuto, nelle due ultime sentenze, di poter individuare a carico del Commissario ad acta <<soltanto un onere minimo indispensabile che è quello di attivare i procedimenti negoziali interessando allo scopo le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative ed i Consigli Centrali di Rappresentanza, senza tralasciare di diffidare il Ministro della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione ad avviare le procedure di concertazione/contrattazione per l’intero Comparto Difesa e Sicurezza>>.

In esecuzione del predetto disposto del Giudice Amministrativo, lo scrivente Commissario ad acta porta formalmente a conoscenza dei Consigli Centrali di Rappresentanza delle Forze Armate e delle Forze di Polizia a ordinamento militare l’esito dei ricorsi giurisdizionali in argomento. Ciò affinché codesti Organismi possano tenerne conto nel sollecitare l’avvio delle procedure di “concertazione” di cui al d.lgs. 12 maggio 1995, n. 195, e all’art. 26, comma 20, l. 23 dicembre 1998, n. 448, in vista dell’introduzione delle forme pensionistiche complementari per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza, ai sensi dell’art. 3, d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124 (norma reiterata dall’art. 3, comma 2, d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252).

Brig. Gen. C.C .r.n. Roberto SVERNICO LA

 *****

Sentenza TAR

CLAMOROSA DECISIONE DEL TAR LAZIO SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOMINATO UN COMMISSARIO DEL MINISTERO DELLA DIFESA PER CONCLUDERE ENTRO POCHI MESI IL PROCEDIMENTO RELATIVO ALLE FORZE ARMATE

N. 02907/2013 REG.PROV.COLL.

N. 09990/2012 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 9990 del 2012, proposto da: 


**********; 

contro

Ministero della Difesa, Ministero della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Dipartimento della Funzione Pubblica, n.c.; 

per la declaratoria

dell’obbligo di concludere il procedimento amministrativo preordinato all'attivazione della cosiddetta "previdenza complementare"- esecuzione giudicato (sentenza n.9186/2011 del T.A.R. per il Lazio - sezione prima bis)

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 30 gennaio 2013 il dott. Domenico Landi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con atto notificato il 23 novembre 2012, depositato nei termini, i Sig.ri ************* e gli altri ricorrenti indicati nell’epigrafe del ricorso hanno proposto ricorso ex articolo 112 e seguenti del cod. proc. amm. per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 9186/2011 pronunciata da questa Sezione nella Camera di Consiglio del 5 ottobre 2011.

Va osservato che con tale sentenza veniva dichiarato l’obbligo per le Amministrazioni resistenti di concludere il procedimento amministrativo concernente la costituzione di forme pensionistiche complementari così come previsto dalle vigenti normative in materia pensionistica entro il termine di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della sentenza stessa, ovvero dalla sua notifica, se anteriore.

Considerato che la suddetta sentenza non è stata eseguita, per cui i ricorrenti hanno proposto il presente ricorso per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla stessa pronuncia.

Le Amministrazioni intimate si sono costituite in giudizio.

Alla Camera di Consiglio del 30 gennaio 2013 la causa è passata in decisione.

Il ricorso si appalesa fondato e va, pertanto, accolto così come specificato in dispositivo.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, ordina al Ministero della Difesa ed al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione in persona dei rispettivi Ministri pro-tempore, di dare esatta e completa esecuzione a quanto statuito con la sentenza n. 9186/2011 di questa Sezione entro il termine di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notifica, se anteriore.

In caso di persistente inottemperanza nel termine sopraindicato, il Collegio nomina fin d’ora Commissario “ad acta” nella persona del Direttore Generale del personale del Ministero della Difesa, o un suo delegato, affinchà© nell’ulteriore termine di 180 giorni ponga in essere tutti gli opportuni provvedimenti per l’esecuzione della sopracitata sentenza.

Condanna il Ministero della Difesa, in persona del Ministro pro-tempore, al pagamento delle spese

del presente giudizio che liquida in complessivi Euro 1.500,00 (millecinquecento).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità  amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 30 gennaio 2013

 

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N. 09186/2011 REG.PROV.COLL.

N. 06992/2011 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6992 del 2011, proposto da: ****************; 

contro

Ministero della Difesa, Ministero della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione - Dip Funzione Pubblica, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; 

per l'annullamento

del silenzio rifiuto sulla richiesta di attivare forme pensionistiche complementari - ricorso ex art 117 cpa

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa e del Ministero della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione - Dip Funzione Pubblica;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 ottobre 2011 il dott. Domenico Landi e udito per i ricorrenti l’Avv. ***********;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Con atto notificato il 19 luglio 2011, depositato nei termini, il Sig. ************ e gli altri ricorrenti indicati in epigrafe, militari delle Forze Armate, hanno proposto gravame per far accertare e dichiarare l’obbligo delle Amministrazioni intimate a concludere, mediante l’adozione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo relativo alla instaurazione della pensione complementare, in quanto titolari di un interesse qualificato, e ciò in ossequio a quanto previsto, in materia, dal combinato disposto degli articoli 67 del D.P.R. n. 254/99, 74 della legge n. 388/2000 ed 1 della legge n. 243/2000.

I ricorrenti fanno presente di aver notificato in data 21 maggio 2010, al Ministero della Difesa ed al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione – Dipartimento della Funzione Pubblica, atto di intimazione e messa in mora a concludere il suddetto procedimento entro il termini di 180 giorni dalla notifica del suddetto atto.

Persistendo l’inerzia delle Amministrazioni intimate, i ricorrenti hanno proposto il presente ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 del codice del processo amministrativo affinchè questo Tribunale accerti e dichiari l’obbligo delle suddette Amministrazioni di concludere, mediante l’adozione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo di cui è causa.

Le Amministrazioni intimate si sono formalmente costituite in giudizio a mezzo dell’Avvocatura Generale dello Stato.

Alla Camera di Consiglio del 5 ottobre 2011 la causa è passata in decisione.

Il ricorso si appalesa fondato.

Premesso che i ricorrenti, tutti militari (con varie qualifiche) appartenenti alle Forze Armate, hanno proposto ricorso contro il silenzio serbato dalle resistenti Amministrazioni sulle loro istanze rivolte a sollecitare la conclusione del procedimento amministrativo concernente la costituzione di forme pensionistiche complementari così come previsto dalle vigenti normative in materia pensionistica, va evidenziato come detta previdenza integrativa debba realizzarsi attraverso una complessa procedura destinata a concludersi con provvedimento autoritativo, con la conseguenza che i soggetti interessati a tale pensione possono vantare soltanto un interesse legittimo, consistente nella pretesa affinchè l’Amministrazione eserciti il proprio potere in proposito.

Essendo quindi titolari di una posizione giuridica legittimante i ricorrenti hanno esperito il rimedio previsto dagli art. 31 e 117 del codice del processo amministrativo per sentirsi dichiarare l’obbligo delle Amministrazioni intimate di concludere, mediante l’emanazione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo di cui sopra.

Va, inoltre, precisato come nella fattispecie sussista l’obbligo per le Amministrazioni resistenti di provvedere sulle istanze dei ricorrenti atteso che tale obbligo discende direttamente dalla legge la quale ha individuato le modalità  di attivazione della procedura rivolta a dare concreta attuazione della “previdenza complementare” per il personale del comparto Sicurezza – Difesa.

Conclusivamente il ricorso va accolto, con la conseguente dichiarazione dell’obbligo per le resistenti Amministrazioni di concludere il procedimento amministrativo di cui è causa nel termine, che si ritiene congruo di indicare, di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notifica, se anteriore.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi indicati in motivazione.

Condanna le resistenti Amministrazioni al pagamento, in favore dei ricorrenti, delle spese del presente giudizio che liquida in complessivi Euro 2.000,00 (duemila).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità  amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 ottobre 2011

 

 

 

PERCHE' NON E' STATA AVVIATA LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER LE FORZE DI POLIZIA? LA MINISTRA FORNERO RISPONDE AI RADICALI

domenica 29 luglio 2012

 

PERCHE' NON E' STATA AVVIATA LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER LE FORZE DI POLIZIA? LA MINISTRA FORNERO RISPONDE AI RADICALI


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14669
presentata da
MAURIZIO TURCO 
lunedì 30 gennaio 2012, seduta n.578

MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - 
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

- Per sapere - premesso che: 


la legge 8 agosto 1995, n. 335 recante la «Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare», ha sancito un cambiamento dei trattamenti previdenziali con il passaggio dal periodo di calcolo retributivo a quello contributivo; 


il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia arruolato dal 1o gennaio 1996, nonchà© quello che alla data del 31 dicembre 1995 non poteva vantare un'anzianità  retributiva pari o superiore a 18 anni, ha subito sensibili conseguenze previdenziali dalla riforma suddetta; 

la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all'articolo 26, comma 20 - similmente a quanto avvenuto per altri comparti - ha previsto l'istituzione di forme pensionistiche integrative per il personale del comparto sicurezza-difesa, attraverso procedure di negoziazione e di concertazione; 

il problema in argomento, a distanza di circa diciassette anni, non è stato ancora risolto con conseguenze difficilmente giustificabili rispetto ad altri comparti; 


il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 all'articolo 24, comma 18, ha previsto di adottare, «con regolamento da emanare entro il 30 giugno 2012», «le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarità  ed esigenze dei settori di attività  nonchè dei rispettivi ordinamenti»-: 


se il Ministro interrogato non ritenga necessario e urgente adottare iniziative normative volte a prevedere anche l'istituzione di forme pensionistiche integrative per i lavoratori del comparto sicurezza-difesa. (4-14669
Atto Camera

 

 

Allegato “E”

Risposta scritta pubblicata giovedì 19 luglio 2012 
nell'allegato B della seduta n. 669 
All'Interrogazione 4-14669 presentata da 
MAURIZIO TURCO

Risposta. - Con riferimento all'interrogazione meglio in esame, con cui si chiede quali iniziative normative si intendano adottare in merito all'istituzione di forme pensionistiche integrative per i lavoratori del comparto sicurezza-difesa, si rappresenta quanto segue. 
In via preliminare si osserva che la normativa relativa alle fonti istitutive delle forme pensionistiche complementari - specificamente destinate ai pubblici dipendenti - è prevista dall'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme pensionistiche complementari). 
In particolare, per il personale del pubblico impiego cosiddetto contrattualizzato, di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, - nel cui ambito rientra anche il personale militare e le Forze di polizia di Stato - le forme pensionistiche complementari possono essere istituite secondo le norme dei rispettivi ordinamenti ovvero, in mancanza, mediante accordi tra i dipendenti stessi promossi da loro associazioni. 
L'articolo 26, comma 20, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo) prevede inoltre che, per il personale delle Forze di polizia, anche ad ordinamento militare, e delle Forze armate - esclusi i dirigenti civili e militari, il personale e gli ausiliari di leva -, l'istituzione di forme pensionistiche complementari è realizzata mediante le procedure di negoziazione e di concertazione previste dal decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195 «Attuazione dell'articolo 2 della legge 12 maggio 1995, n. 216, in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego delle Forze di polizia e delle Forze armate). Tali procedure prevedono una concertazione tra varie amministrazioni ed i rappresentanti del Consiglio centrale di Rappresentanza (COCER), mentre l'iniziativa del procedimento per la concertazione spetta al Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Dette procedure si concludono con l'emanazione di appositi decreti del Presidente della Repubblica. 
L'articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 254 (recepimento dell'accordo sindacale per le Forze di polizia ad ordinamento civile e del provvedimento di concertazione delle Forze di polizia ad ordinamento militare relativi al quadriennio normativo 1998-2001 ed al biennio economico 1998-1999) ha precisato altresì che le procedure di negoziazione e di concertazione attivate ai sensi del citato articolo 26, comma 20, della legge n. 448 del 1998 provvedono a definire:

a)    la costituzione di uno o più fondi nazionali pensione complementare per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, ai sensi del decreto legislativo n. 124 del 1993 (disciplina delle forme pensionistiche complementari, a norma dell'articolo 3, comma 1, lettera v), della legge 23 ottobre 1992, n. 421), della legge n. 33 del 1995 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare), della legge n. 449 del 1997 (misure per la stabilizzazione della finanza pubblica) e successive modificazioni ed integrazioni, anche verificando la possibilità  di unificarlo con analoghi fondi istituiti ai sensi delle normative richiamate per i lavoratori del pubblico impiego;

b)    la misura percentuale della quota di contribuzione a carico delle amministrazioni e di quella dovuta dal lavoratore, nonchà© la retribuzione utile alla determinazione delle quote stesse; 
c) le modalità  di trasformazione della buonuscita in trattamento di fine rapporto, le voci retributive utili per gli accantonamenti del trattamento di fine rapporto, nonchà© la quota di trattamento di fine rapporto da destinare a previdenza complementare. Poichà© le predette procedure negoziali e concertative non hanno ancora definito le modalità  di finanziamento della previdenza complementare, anche mediante la destinazione del Tfr dei dipendenti del comparto in parola, lo stesso Trattamento di fine rapporto (che, al momento, ancora non esiste per queste categorie) non è disponibile per il finanziamento delle forme pensionistiche complementari. 
Con riferimento alla possibilità  di passare dal Tfs (indennità  di buonuscita) al Tfr da parte del personale dei comparti difesa e sicurezza, si evidenzia che, ai sensi dell'articolo 26, comma 20, della legge 23 dicembre 1998 n. 448, le citate procedure concertative e negoziali devono provvedere non solo all'istituzione delle forme pensionistiche complementari, ma anche alla disciplina del trattamento di fine rapporto. 
Pertanto, i dipendenti dei comparti difesa e sicurezza continuano a rimanere in regime Tfs fintantochà© le citate procedure, ovvero altre norme di legge, non prevedano il passaggio dal Tfs al Tfr (ivi comprese le modalità  di trasformazione del Tfs in Tfr). 
Si ricorda che queste modalità  sono state definite dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 dicembre 1999 (di recepimento dei contenuti dell'accordo quadro Aran sindacati del 29 luglio 1999) con riguardo esclusivamente al personale pubblico cui si applica l'articolo 2, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001 (vale a dire il personale cosiddetto «contrattualizzato»).

Tenuto conto del quadro di regole attualmente vigente, un dipendente appartenente ai comparti difesa e sicurezza: 

non può optare per la trasformazione del Tfs in Tfr all'atto dell'adesione ad una forma pensionistica complementare, perchà© questa facoltà  non è stata introdotta dalle procedure concertative e negoziali di cui al decreto legislativo n. 195 del 1995 ed alle quali la legge ha demandato il compito di istituire le forme pensionistiche complementari su base collettiva e di disciplinare l'estensione del Tfr;

non può aderire ad una forma pensionistica complementare su base collettiva, perchà© non è stata ancora istituita; 

può aderire invece ad una qualsiasi forma pensionistica individuale ai sensi degli articoli 9, 9-bis e 9-ter del decreto legislativo n. 124 del 1993 con la sola contribuzione a proprio carico e senza la contribuzione a carico del datore di lavoro (prevista solo per le forme collettive ancora da costituire), e senza poter destinare ad un'eventuale forma pensionistica individuale il proprio Tfr, non solo perchà© mancano le fonti istitutive (che ne devono disciplinare la destinazione a questo scopo), ma anche perchà© è ancora assente la disciplina che regola il passaggio dal Tfs al Tfr. 

àˆ opportuno infine precisare che dalle informazioni fornite dalla Commissione di vigilanza sui Fondi pensione, è emerso che allo stato attuale, nessuna forma pensionistica complementare risulta essere stata istituita ai sensi delle sopra indicate previsioni normative, nà© risultano iscritte all'albo della medesima commissione di vigilanza forme pensionistiche riferite ai lavoratori del settore Forze armate e di polizia. 

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Elsa Fornero.