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 AUDIZIONE DEL COCER-GDF ALLE COMMISSIONI DIFESA RIUNITE: ECCO I PUNTI CHE ABBIAMO SOLLEVATO PARTENDO DAL DOCUMENTO CONCLUSIVO DE L’AQUILA

di Maurizio Dori


Il 30 luglio 2008 il Cocer della Guardia di Finanza ha svolto un’audizione presso le Commissioni Difesa del Senato e della Camera dei Deputati.
Il presidente Minervini ha fatto innanzitutto presente che quanto esposto non rappresenta una posizione personale bensì l'espressione della maggioranza dell'Organismo e che non si sarebbe tornati sui contenuti del decreto 112 in quanto già ampiamente discussi nel corso di precedenti interventi.
Minervini ha invece illustrato i contenuti del documento conclusivo dell’assise generale dei delegati della Rappresentanza Militare del Corpo tenutasi a L’Aquila e a Roma il 22 al 24 gennaio 2008.
In particolare, ha evidenziato che quell'assemblea in tema di riforma della rappresentanza militare ha auspicato, all’unanimità, che i nuovi organismi debbano essere esterni e autonomi rispetto alla Amministrazione, attraverso la separazione, nell’interesse del personale ma anche dell’efficienza del Corpo, tra linea di comando e organo di tutela del personale e in grado di contrattare a livello nazionale come ai livelli territoriali. Inoltre, la rappresentanza dovrà essere capace di tutelare concretamente il personale sia sul piano collettivo sia su quello individuale, attivando procedure di conciliazione e di arbitrato che permettano di limitare il ricorso al contenzioso in sede giudiziaria.
Il generale Minervini ha poi rappresentato l’anomalia della collocazione del Cocer della Guardia di Finanza in quello Interforze. Infatti, il Corpo, pur con l’orgoglio della sua militarità, nella quale individua un valore aggiunto, e pur nella condivisione dei valori fondamentali in cui credono gli appartenenti alle Forze Armate (lealtà, solidarietà, fedeltà alle istituzioni), è chiaramente diversa per formazione, cultura, obiettivi e aspettative. Inoltre, i finanzieri dipendono dal ministro dell’Economia e delle Finanze e v’è quindi un'ulteriore, obiettiva difficoltà ad avere quali interlocutori per le loro problematiche il Capo di Stato Maggiore della Difesa ed il Ministro della Difesa.
Per questi motivi, è stato raccomandato ai parlamentari una particolare sensibilità ed attenzione sulla (per noi denegata) ipotesi di un transito dei marescialli in esubero dalle Forze Armate ai Corpi di Polizia ad ordinamento militare. E ciò non solo per la difficoltà connaturata ad una totale diversa professionalità richiesta ai finanzieri, ma anche per le frizioni e le recriminazioni che l’ipotetico inserimento nelle fila del Corpo provocherebbe, tenuto conto dei vantaggi di carriera che nel tempo i marescialli delle Forze Armate hanno avuto rispetto ai parigrado della Guardia di Finanza.
Terminato l’intervento del generale Minervini, ho ritenuto di dover prendere la parola per porre all’attenzione dei parlamentari alcune considerazioni personali. Tra queste, in primo luogo il rammarico per l’assenza, nei tavoli tecnici presso i vari ministeri, di un rappresentante del Governo sulle materie in discussione. Quindi, una risposta al tenente colonnello CULTRERA, dell’Esercito, che aveva fatto riferimento ai 20 milioni di euro riconosciuti dall’attuale Governo al Corpo della Guardia di Finanza, per precisare che solo le Fiamme Gialle abbiamo l’obbligo di rispondere al ministro dell’Economia e delle Finanze sul raggiungimento degli obiettivi assegnati per la lotta all’evasione fiscale.
Successivamente mi sono rivolto al presidente della Commissione Difesa della Camera, on. CIRIELLI, per sottolineare come gli incarichi demandati ai finanzieri comportino rischi quotidiani per l’espletamento dei servizi tributari, aggravati dalla grave carenza di corsi di aggiornamento professionale, indispensabili come possono confermare il senatore RAMPONI e l’onorevole SPECIALE, già comandanti generali della Guardia di Finanza, per affrontare in modo adeguato novità continue, come quelle contenute ogni anno nelle leggi finanziarie.
Ho espresso poi contrarietà in merito all'ipotesi di estendere ope legis ai volontari delle Forze Armate la qualifica di Agente di PS, attribuita al personale delle Forze di Polizia previa frequenza di un corso non inferiore a 9/12 mesi. Infine, circa la richiesta avanzata dal generale RAGGETTI, presidente del Cocer Carabinieri, di riformare la rappresentanza militare partendo dal testo presentato dal senatore Ramponi, ho osservato che quel testo rappresenta un evidente arretramento rispetto addirittura all’attuale disciplina.
 

MAURIZIO DORI
Delegato Cocer Guardia di Finanza X Mandato

 

 

MAURIZIO DORI

 (Cocer GdF)

 

 

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LETTERA APERTA AI POLITICI

          Nei giorni 22, 23 e 24 gennaio u.s. i delegati dei Consigli di Base, Intermedi e Centrale si sono riuniti in assemblea plenaria per affrontare il tema della rappresentanza militare, materia ancora regolata dalla legge 382/78, nonostante che da molte legislature si ripetano infruttuose iniziative parlamentari per la sua riforma.

          Al termine dei lavori l’assemblea, espressione democratica delle 64.000 persone che compongono la Guardia di Finanza, ha approvato all'unanimità un documento che affronta la problematica in una prospettiva che porti al pieno compimento il processo riformatore dell'organizzazione del Corpo, sviluppatosi con l'emanazione, nel 2001, dei decreti legislativi 68 e 69.

          In particolare, ferma restando la missione istituzionale e l’organizzazione militare stabilite dai citati decreti, i delegati hanno espresso l’avviso che il nuovo assetto normativo accentui la specificità della Guardia di Finanza e rafforzi la necessità che i finanzieri possano individuare chiaramente il loro referente politico nel Ministro dell’Economia e delle Finanze, superando l’arcaico modello che li inserisce impropriamente nel sistema Interforze avente come riferimento il Ministro della Difesa. A tale Autorità, in tempo di pace, non sono attribuite responsabilità in merito all’operatività del Corpo e all’impiego del suo personale.

          L’assemblea, altresì, coerentemente con lo sviluppo dell’ordinamento giuridico del settore pubblico, ha ritenuto indispensabile affrontare il tema della tutela dei diritti con una visione moderna, la quale consenta di perseguire in concreto le finalità di efficienza, efficacia ed economicità che oggi sono richieste anche ad un’organizzazione militare. Per questo, ha segnalato l’urgenza di superare l'ambigua commistione fra ruolo della dirigenza e quello della rappresentanza del personale, che connota il sistema tuttora disciplinato dalla già citata legge 382/78.

          Un innovativo strumento di rappresentatività dei finanzieri dovrebbe, pertanto, essere:

  • esterno e autonomo dall’Amministrazione, assumendo la forma del sindacato, così come regolato per le Forze di polizia ad ordinamento civile, ovvero di un’associazione professionale, democraticamente articolata al suo interno, con garanzia di rappresentanza per tutto il personale;

  • giuridicamente in grado di contrattare sia al primo sia al secondo livello, non disponendosi, altrimenti, tra l’altro, degli strumenti giuridici necessari per corrispondere, in modo condiviso, le risorse destinate a premiare la produttività. Con possibilità, inoltre, di interfacciarsi con le Regioni e gli Enti locali per le materie di loro competenza;

  • capace di tutelare concretamente, sia sul piano collettivo sia su quello individuale, il personale anche attivando procedure di conciliazione e arbitrato per limitare il ricorso al contenzioso giudiziario.

          Ciò posto, in conformità del mandato ricevuto dall'assemblea, considerata l’opportunità di garantire, al pari di quanto avviene per altre categorie di cittadini, i diritti dei finanzieri e l’efficienza dell’Istituzione di cui fanno parte, questo Consiglio Le chiede di valutare la possibilità di assumere un impegno su questo tema e di rendere pubblico l'orientamento del Suo Partito al riguardo.

          Attesa la rilevanza istituzionale della materia, si è provveduto ad attivare analoga iniziativa presso tutte le altre forze politiche.

          Sicuri di un Suo favorevole riscontro, Le porgiamo cordiali saluti.

  27 febbraio 2008

                                            IL COCER

                                                               GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

Documento conclusivo, approvato all'unanimità dai

Delegati COBAR,COIR COCER della GDF 
 


La Guardia di Finanza, in forza delle riforme approvate dal Legislatore fra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo, è in via primaria una forza di polizia specializzata a cui sono affidati delicati compiti per la salvaguardia della legalità economico finanziaria e di concorso nel mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. La sua rimodulata missione la rende coerente rispetto alla ridefinizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel frattempo realizzata.
A tutti i suoi appartenenti è richiesta una sempre più specifica e complessa professionalità. Con orgoglio affermiamo che essa oggi costituisce un patrimonio del Paese e un efficiente strumento per la tutela dei diritti dei suoi cittadini.
Nel corso degli ultimi anni anche altre importanti istituzioni sono state oggetto di profonde riforme. In particolare è stato chiarito il novero delle Forze Armate, che rispondono al Ministro della Difesa, tra le quali non è, e non potrebbe essere altrimenti, ricompresa la Guardia di Finanza.
Il nuovo assetto del Corpo ne accentua la specificità e rinforza la necessità, unanimemente condivisa da quest'assembla, che i Finanzieri possano individuare chiaramente il loro referente politico nel Ministro dell'Economia e delle Finanze, superando una volta per tutte l'arcaico modello che li inserisce impropriamente nel Cocer interforze affiancato al Capo di Stato Maggiore della Difesa e che vede come riferimento il Ministro della Difesa, Autorità alle quali, in tempo di pace, non sono attribuite responsabilità con riguardo all'attività di servizio dispiegata dai suoi appartenenti.
L'improcrastinabile superamento dello strumento di rappresentanza regolato dalla legge 382/78 è anche reso indispensabile dalla sua più volte rilevata incapacità di tutelare effettivamente i diritti e gli interessi degli appartenenti a un moderno Corpo di polizia.

Quest'assemblea unanimemente ritiene, infatti, che uno strumento moderno di tutela debba essere:

· esterno e autonomo dall' Amministrazione, realizzando, nell'interesse dei finanzieri e dell'efficienza della stessa Guardia di Finanza, la separazione fra la linea di comando e l'organo di tutela del personale;

· giuridicamente in grado di contrattare, sia al primo sia al secondo livello. In quest'ambito, anche alla luce dell'evoluzione dell'assetto dello Stato, va ricompresa la possibilità di interfacciarsi con le Regioni e gli enti locali per le materie di loro competenza;

· capace di tutelare concretamente, sia sul piano collettivo sia su quello individuale, il personale anche attivando procedure di conciliazione e di arbitrato che permettano di limitare il ricorso al contenzioso in sede giudiziaria.

In questa prospettiva l'assemblea esprime il suo deciso dissenso sul nuovo assetto della rappresentanza militare delineato dal testo unificato messo a punto dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato, ritenendolo inidoneo a sciogliere, tra l'altro, i nodi di fondo innanzi delineati.

Si richiede quindi al Parlamento, e alle forze politiche che lo compongono, di voler affrontare la tematica con una visione innovativa e moderna, capace di corrispondere alle aspettative dei finanzieri e di far crescere il sistema di tutela fino a renderlo coerente rispetto ai migliori standard europei.

Quest'assemblea ritiene che la soluzione vada individuata nell'estensione anche ai finanzieri del modello sindacale già previsto per le Forze di polizia a ordinamento civile o nella costituzione di un'associazione professionale autonoma ed esterna all'amministrazione, democraticamente articolata, che permetta il conseguimento di un analogo livello di tutela dei diritti collettivi e individuali.

In questa prospettiva l'assemblea conferisce mandato al Cocer ad adoperarsi presso i competenti organi parlamentari per verificare quali forze politiche che li compongono sono disponibili a sostenere tali soluzioni.

Il Cocer riferirà costantemente agli organi confluenti l'esito della sua attività ed entro la fine del corrente anno, se non possibile prima, li attiverà per le iniziative che saranno ritenute più idonee al conseguimento degli obiettivi prefissati.

L'assise sin da subito chiede al Cocer, quale gesto di "dissenso politico", di non riconoscersi più nel Cocer interforze, in quanto sede inidonea a veicolare la risoluzione delle problematiche del personale rappresentato

 

 
 
 

ROMA, MANIFESTAZIONE 1 DICEMBRE 2007      

 

I DELEGATI DEL COCER DORI, LEOTTA, TRINX, SCINO, DE MATTEIS, TAVERNA, ZACCARIA D’ALESSANDRO E TISCI HANNO ESPRESSAMENTE DECISO DI NON PARLARE DIRETTAMENTE E DI DELEGARE AD ALTRI LA LETTURA DEL DOCUMENTO PER FAR EMERGERE, CON FORZA, LA NEGAZIONE DEI DIRITTI COSTITUZIONALI CHE LIMITANO, ANCORA OGGI, LA LIBERA PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONI COME QUESTA, DEMOCRATICAMENTE ORGANIZZATE E RICONOSCIUTE QUALE DIRITTO DI OGNI CITTADINO.
I MILITARI SONO CITTADINI A LIBERTA’ LIMITATA!
CON QUESTI PRESUPPOSTI APPARE ANCOR PIU’ AVVILENTE CHE ANCHE IN TALI OCCASIONI NON POSSONO PACIFICAMENTE E CON LIBERA ESPRESSIONE DEL PENSIERO TUTELARE I PROPRI DIRITTI E QUELLI DI MIGLIAIA DI FINANZIERI CHE RAPPRESENTANO, COSI’ COME STANNO FACENDO I COLLEGHI SINDACALISTI DELLE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO CIVILE.
APPARE SINGOLARE CHE NELL’ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELL’EUROPA UNITA, LA CLASSE POLITICA ITALIANA CONTINUI CIECAMENTE AD IGNORARE L’ESIGENZA DI DOVER RICONOSCERE, ANCHE A COLORO CHE SONO CHIAMATI A GARANTIRE LA SICUREZZA DELLO STATO E DELLA COLLETTIVITA’ IL DIRITTO AD AVERE UN PROPRIO SINDACATO, COSI’ COME AVVIENE NEGLI ALTRI PAESI DELL’UNIONE.
A FRONTE DI CIO’ RIGETTANO IL TESTO UNIFICATO IN ITINERE AL SENATO SULLA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE CHE RISULTA INVOLUTIVO ATTESO CHE GLI ORGANISMI CONTINUEREBBERO AD ESSERE INTERNI ALL’ISTITUZIONE E QUINDI PRIVI DI EFFETTIVA AUTONOMIA RAPPRESENTATIVA.
FANNO APPELLO, PERTANTO, ACCHE’ VENGA SOSTENUTA LA PETIZIONE POPOLARE CHE APPOGGIA IL DDL.1821 CHE RICONOSCE AI MILITARI IL DIRITTO DI ASSOCIARSI IN SINDACATO.
IL PARLAMENTO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’.
IL GOVERNO SI FACCIA ALTRESI CARICO DELLA RICHIESTA DI SEPARARE IL COMPARTO SICUREZZA DA QUELLO DELLA DIFESA
LE GRAVI DISATTENZIONI, DA MOLTO TEMPO, RISERVATE AGLI OPERATORI DELLA SICUREZZA HANNO GENERATO UN PROFONDO SENSO DI MALCONTENTO ED INSODDISFAZIONE TRA TUTTO IL PERSONALE DEL CORPO.
I DELEGATI DENUNCIANO, CON FORZA:
• IL MANCATO APPOSTAMENTO DI FONDI PER RIEMPIRE DI CONTENUTI IL “PATTO PER LA SICUREZZA”, GARANTITO E SOTTOSCRITTO A LUGLIO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, HA RESO INACCETTABILI GLI AUMENTI CONTRATTUALI CHE NON HANNO NEANCHE RISTORATO GLI EFFETTI DELL’INFLAZIONE PROGRAMMATA;
• UNA FINANZIARIA CHE NON STANZIA I NECESSARI FONDI PER IL RINNOVO CONTRATTUALE PER IL BIENNIO ECONOMICO 2008/2009, PER IL RIORDINO DELLE CARRIERE FINALIZZATO A DISCIPLINARE E VALORIZZARE COMPITI E FUNZIONI DEGLI OPERATORI DELLA SICUREZZA E PER LA SPECIFICITA’ DELLE FORZE DI POLIZIA E DELLE FORZE ARMATE;
• LA SCELTA DEL GOVERNO DI RIVEDERE, CON IL PROTOCOLLO SUL WELFARE, I LIMITI DI ETA’ PER L’ACCESSO ALLA PENSIONE SENZA COINVOLGERE I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI DEL COMPARTO SENZA TENER CONTO INOLTRE DELLA SPECIFICITA’ CHE LA PRECEDENTE RIFORMA AVEVA VOLUTAMENTE SALVAGUARDATO.
• CHE LE PENSIONI, A SEGUITO DELLA RIVISITAZIONE DEI COEFFICIENTI DI CALCOLO, SUBIRANNO UNA DECURTAZIONE OSCILLANTE TRA IL 6% E IL 9%.
I CONTINUI TAGLI OPERATI IN FINANZIARIA, DAI GOVERNI CHE SI SONO SUCCEDUTI, ALLE RISORSE SULLE SPESE DI FUNZIONAMENTO CREA ENORMI DIFFICOLTA’ ALL’OPERATO DEI FINANZIERI.
I FINANZIERI SONO UNA GRANDE RISORSA PER IL PAESE E LA LOTTA CHE CONDUCONO ALL’EVASIONE FISCALE ED AL SOMMERSO, LE SOMME VERBALIZZATE SE INTROITATE SONO PARI A MANOVRE FINANZIARIE (QUEST ANN0 SOLO NEI CONFRONTI DI UNA NOTA SOCIETA’ E STATO ELEVATO UN VERBALE PARI A CIRCA OTTO MILIARDI DI EURO) .
MAGGIOR ATTENZIONE E PARI DIGNITA’ NEL DICASTERO DELL’ECONOMIA E’ IL MINIMO CHE SI CHIEDE AL MINISTRO.
A QUESTE CONDIZIONI IL PAESE DEVE SAPERE CHE PER NOI RISULTA DIFFICILE GARANTIRE AI CITTADINI LA SICUREZZA E LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE
IL GOVERNO, IL PARLAMENTO DICA CON I FATTI SE LA SICUREZZA E LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE E’ O NON E’ UNA PRIORITA’?

ROMA, 1 DICEMBR
E 2007


 

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Consiglio Centrale di Rappresentanza
Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633
 

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633

 

 

D  E  L  I  B  E  R  A    N.  01/62/10°

 

 

OGGETTO:  Petizione popolare a sostegno del Disegno di Legge n. 1821 presentato al Senato della Repubblica per il sindacato ai militari.

 

 

I  L    C  O  C  E  R

 

 

PREMESSO                che:

-        i delegati di questo Organismo hanno chiesto, con forza in tutte le sedi istituzionali, che anche ai militari debbano essere riconosciuti ed estesi i diritti fondamentali della nostra Carta Costituzionale;

 

-        il testo unificato del D.D.L. sulla Riforma della Rappresentanza Militare, approvato dal gruppo ristretto istituito presso la Commissione Difesa del Senato della Repubblica è stato rigettato da questo COCER con propria delibera n. 01/59/10°. Esso, infatti, non farebbe altro che far regredire e comprimere ulteriormente i diritti acquisiti sia per i rappresentati che per i rappresentanti;

 

TENUTO CONTO        che gli undici delegati componenti il COCER della Guardia di Finanza rigettano l’istituto rappresentativo interno all’Amministrazione (9 delegati per la costituzione di sindacati militari, 2 delegati per una associazione professionale esterna con diritti sindacali);

 

EVIDENZIANDO           che quanto chiede il COCER della Guardia di Finanza non è unica voce nel deserto e che altri organi paritetici di altre Organizzazioni militari ai vari livelli così come altri Organismi confluenti del Corpo sono concordi nel proseguire sulla strada intrapresa;

 

A  T  T  E  S  O            che tali istanze non sono state vane e che parlamentari della Repubblica le hanno fatte proprie traducendole nel Disegno di Legge n. 1821 presentato al Senato della Repubblica;

 

RILEVATO                   che per dare forza a tale lodevole iniziativa (che deve andare fuori dagli schieramenti politici di appartenenza) vi è in atto una sottoscrizione popolare a sostegno del Disegno di Legge in parola;

 

RITENENDO                che i delegati di questo Organismo non si debbano sottrarre al loro “credo” e devono dare un segnale forte al personale rappresentato, alla coscienza dei cittadini tutti e dei rappresentanti del popolo italiano affinché anche i militari diventino a pieno titolo cittadini di questa Repubblica,

 

AFFINCHÈ                   ci si uniformi agli altri stati europei che da tempo ai militari riconoscono il diritto ad avere il sindacato;

 

 

D  E  L  I  B  E  R  A

 

 

di:

-           condividere i contenuti dell’iniziativa di cui all’oggetto;

 

-           rivolgere un appello alla società civile, al mondo sindacale e della cultura a sostenere i diritti dei militari;

 

-           rivolgere a tutti i parlamentari di questa Repubblica la richiesta di condividere il contenuto e lo spirito del Disegno di Legge sottoscrivendolo e/o intraprendendo analoghe iniziative fuori da preconcetti e schieramenti di appartenenza secondo propria coscienza e convinzione sui diritti dell’uomo militare;

 

-           sensibilizzare la classe politica, affinché, in alternativa alla Rappresentanza Militare, valuti altresì la possibilità di prendere in considerazione anche la costituzione di Associazioni professionali esterne all’Amministrazione nella misura in cui ciò può essere la chiave di volta per creare il più ampio consenso a livello parlamentare,

 

-           chiedere al Comandante Generale di inoltrare la presente delibera al Signor Ministro dell’Economia e delle Finanze e alle Commissioni Parlamentari competenti.

 

 

La presente delibera, approvata a maggioranza (9 votanti – favorevoli 7, contrari 1, astenuti 1) in data 21 novembre 2007, viene inviata a stralcio verbale.

 

 

 

 

            IL SEGRETARIO                             IL PRESIDENTE DEL COCER   

 (Lgt. Maurizio Dori)                             (Gen.D. Domenico Minervini)

 

 
 
 


D E L I B E R A N. 01/59/10°

OGGETTO: Riforma della Rappresentanza Militare.


 


I L C O C E R


PREMESSO che questo Organismo ha posto a base della propria attività la piena conquista dei diritti per le donne e gli uomini in uniforme a status militare con il riconoscimento dei fondamentali elementi sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana (artt. 3 - 39 e 52);

L E T T O il testo unificato del D.D.L. sulla riforma della rappresentanza militare, approvato il 27 settembre u.s. dal Comitato ristretto istituito presso la Commissione Difesa del Senato della Repubblica;

CONSIDERATO che questo Organismo ha espresso parere negativo al DDL in parola, in quanto ritiene che la soluzione prospettata ripropone una forma di tutela strutturata all’interno dell’Amministrazione e, quindi, si pone in modo radicalmente antitetico rispetto alla posizione da tempo assunta, assolutamente distante da quanto auspicato;

RITENUTO che qualora il D.D.L. in parola fosse approvato con l'attuale stesura, farebbe regredire l'istituto rappresentativo comprimendo, altresì, i diritti dei delegati degli Organismi Intermedi e di Base fino a far ritornare alle origini storiche (vgs. divulgazione dei deliberati mediante affissione in bacheca…… nell'era di internet !!);

RILEVATO altresì, che nel testo proposto il ruolo di parte sociale è puramente formale e vuoto di contenuti e che lo stesso va verosibilmente nella direzione della ricostituzione dei c.d. "sindacati gialli" vietati dalla legge;

PRESO ATTO che il COCER Carabinieri con propria delibera n. 123 del verbale 37/10 ritiene che il D.D.L. recepisce in pieno le linee guida della rappresentanza formulata dalla propria Sezione ed interessa il proprio Comandante Generale di farsi promotore, a livello politico, delle iniziative necessarie affinché la riforma possa avere un iter parlamentare veloce e definitivo;

RITENUTO che in un consesso democratico tutte le opinioni vanno rispettate a condizione che non ledano gli altrui diritti e, nel caso specifico, gli interessi di questa Sezione in ragione del personale rappresentato (altrimenti….. separiamoci senza rancore);

A T T E S O che questo Organismo non accetterà prevaricazioni alcuna per difendere la dignità dei lavoratori della Guardia di Finanza e di qualsiasi altro militare che ritenga che la strada giusta da percorrere sia la "sindacalizzazione";

FACENDO appello ancora una volta al Parlamento affinché non resti sordo alla nostra istanza e raccolga questo grido di allarme che rivendica con forza e con ragione i giusti diritti;

SOTTOLINEANDO che la forza della ragione non ci farà demordere dalla strada intrapresa,
 


D E L I B E R A



di inviare la presente al Comandante Generale affinché la inoltri al Ministro della Difesa, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, ai Presidenti delle Commissioni Difesa del Senato e della Camera.


La presente delibera, approvata all’unanimità (7 votanti) in data 31 ott. 07, viene inviata a stralcio verbale.



 

IL SEGRETARIO         IL PRESIDENTE VICARIO
(Lgt. Salvatore Trinx)                (Lgt Maurizio Dori) 

 

 

 
 
 

 Comando Generale della Guardia di Finanza

CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA

 


Oggetto: Osservazioni in merito alla bozza DDL di riforma .R.M. predisposta dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato.

La riforma dello strumento di rappresentanza nell'ordinamento militare costituisce il punto nevralgico del mandato del X Consiglio Centrale di Rappresentanza della Guardia di Finanza.

Attesa, pertanto, la distanza dell'articolato predisposto dal Comitato ristretto della Commissione Difesa del Senato rispetto all'impostazione che questo Consiglio ha auspicato, si esprime parere negativo alla bozza di riforma, per le osservazioni di seguito riportate.

La soluzione prospettata ripropone una forma di tutela strutturata all'interno dell'Amministrazione e, quindi, si pone in modo radicalmente antitetico rispetto alla posizione da tempo assunta da questo Consiglio. Esso ha sostenuto, a suo tempo, , invece, la costituzione di un organismo esterno che abbia i fondamentali caratteri del pluralismo, dell'autonomia giuridica, organizzativa ed economica, nell'ottica di pervenire ad un reale bilanciamento fra l'esigenza di contemperare i diritti soggettivi e gli interessi legittimi dei cittadini militari con la peculiarità dell'ordinamento in cui operano.

Tale fondamentale nodo non è certamente sciolto dalla previsione dell'articolo 5, comma 9, il quale rimanda addirittura ad una successiva e non meglio definita "procedura di negoziazione" tra le rappresentanze ed i Ministri competenti, la fissazione dei criteri e delle modalità per la loro autonomia economica e gestionale stabilite dal d.d.l..

Al di là della considerazione circa l'inadeguatezza della previsione in esame, è di tutta evidenza che questo aspetto non può essere demandato alla negoziazione tra la R.M. e le Amministrazioni, ma deve essere necessariamente disciplinato dalla legge, costituendo il punto centrale sul quale dovrebbe basarsi ogni ipotesi di riforma.

Non è ben specificata, inoltre, il concetto di capacità negoziale dell'Organismo centrale sui tavoli della Funzione Pubblica. Infatti, quand'anche si dovesse giungere ad ottenere una vera e propria capacità di contrattazione, già nei fatti esercitata dai Co.Ce.R., essa rimarrebbe comunque priva di reale significato se non accompagnata dalla capacità di vigilanza sull'applicazione del contratto.

La rappresentatività degli Organismi non viene in alcun modo valorizzata rispetto al passato in quanto non vi sono innovative previsioni normative che valorizzino il mandato dei delegati attraverso:

- la presentazione di liste elettorali;

- l'elezione dei delegati dei Consigli intermedi e centrali da parte di tutta la base elettorale;

- l'introduzione di strumenti per manifestare forme di dissenso nei confronti dell'operato dei delegati o anche di interi Consigli ritenuti non aderenti al mandato conferito sulla base di programmi elettorali.

Non è stata assolutamente valorizzata la competenza degli organismi intermedi e di base che rappresentano la vera anima ed la sostanziale struttura di funzionamento dell'istituto della rappresentanza.

Quest'ultima, inoltre, nelle materie di competenza, continua ad operare esclusivamente attraverso la proposizione di istanze, proposte e pareri mentre si sarebbe dovuto delineare un quadro equilibrato che avesse previsto la possibilità di applicare, a seconda delle materie, taluni dei seguenti istituti, peraltro già previsti dalle norme che regolano il rapporto di lavoro nel pubblico impiego o delle rappresentanze militari degli altri Paesi europei:

- la consultazione obbligatoria. Deve essere espletata non solo in relazione ai disegni di legge (come già previsto), ma anche su altre materie che prevedono accordi siglati fra le parti sociali;

- l'informazione obbligatoria. L'amministrazione deve dare congrua informazione sugli atti relativi al rapporto di lavoro, sia in modo preventivo che successivo (ampliando le previsioni contenute nell'art. 6 della bozza);

- l'osservazione. Deve essere prevista la possibilità di monitoraggio da parte del Co.Ce.R. sulle problematiche di maggior rilievo, da svolgersi anche mediante commissioni paritetiche, con la possibilità, quindi, di richiedere all'Amministrazione dati e notizie su fenomeni di interesse specifico;

- la co-determinazione. Deve essere prevista nei casi prefissati e, laddove esiste un disaccordo tra l'Organismo e l'Amministrazione, ci deve essere la possibilità di affidare la soluzione ad un terzo (es. Autorità ministeriale) prima di adire, successivamente, il Giudice;

- la conciliazione. Essa è indispensabile per evitare il costante ricorso da parte del personale rappresentato al Giudice, anche per questioni che potrebbero essere risolte con un accordo tra le parti.

Non può non evidenziarsi, infine, la mancanza di una previsione normativa che attesti la diversità del Corpo della Guardia di Finanza rispetto alle Forze Armate.

Oltre che nell'appartenenza al Dicastero dell'Economia, è di tutta evidenza una diversa formazione, cultura, aspettative, obiettivi degli appartenenti alla Guardia di Finanza. Tutto ciò avrebbe dovuto portare a prevedere una forma di autonomia del Co.Ce.R della Guardia di Finanza, rispetto a quello Interforze.



Roma, 17 ottobre 2007



IL CONSIGLIO CENTRALE DI RAPPRESENTANZA DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

 

DELIBERA    N.   01/56/10°

  

OGGETTO:          Attività propositiva della Rappresentanza Militare. Indizione di una seduta plenaria.

  

I  L    C  O  C  E  R

  

PREMESSO che continuano a pervenire da parte di militari del Corpo e dai Consigli Intermedi e di Base della Rappresentanza sollecitazioni per un incontro congiunto tra tutti i delegati della rappresentanza militare in ordine alle sottoelencate problematiche:

riforma della legge 382/78;

rinnovo del contratto di lavoro;

 

CONSIDERATO      che durante l'incontro con il Comandante Generale svoltosi in data 10 ottobre u.s. si è avuto un assenso di massima all'effettuazione di tale incontro;

 

TENUTO CONTO          che tali tematiche sono di primaria importanza per il personale del Corpo;

 

RILEVATA          la necessità di avere sulle stesse un confronto propositivo con personalità estranee al Corpo, al fine di addivenire in tempi rapidi alla loro definizione,

  

D   E   L   I   B   E   R   A

 

 

 di chiedere al Comandante Generale di autorizzare lo svolgimento di un incontro con la partecipazione di tutti i Consigli di Base, Intermedi e di personalità del Parlamento, del Governo, della Magistratura e delle Istituzioni, alla presenza dei vertici del Corpo, da tenersi nella seconda metà del mese di novembre p.v. alla sede di Roma.

 La presente delibera, approvata all'unanimità (9 votanti) in data 11 ottobre 2007, viene inviata a stralcio verbale.

 

giovedì 11 ottobre 2007

 

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma –

Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633

 

COMUNICATO STAMPA DEL COCER GDF: GOVERNO INADEMPIENTE, IN FINANZIARIA MENO DELLA META' DELLE RISORSE PROMESSE E NULLA PER IL RIORDINO, NON SOTTOSCRIVEREMO IL PATTO PER LA SICUREZZA
 

Cocer Guardia di Finanza
COMUNICATO STAMPA
 


Lo scorso mese di luglio, con la firma a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Prof. Romano Prodi, si portava a compimento l’accordo contrattuale per il quadriennio normativo 2006/2009 ed il biennio economico 2006/2007 per il comparto sicurezza-difesa.
Il contratto, esiguo nelle risorse economiche, era valorizzato da un documento di pre-intesa “Linee guida del Patto per la Sicurezza”, definito dalle rappresentanze militari e sindacali il “vero punto di forza dell’accordo”.
Infatti, per la prima volta, un Governo si impegnava ad esaminare in forma organica diverse problematiche, da anni irrisolte, che nell’ambito del comparto sicurezza-difesa rappresentano le maggiori distonie tra i vari Corpi e Forze di polizia e tra queste ed il restante comparto pubblico.
Purtroppo, a distanza di circa due mesi da quella data, il COCER della Guardia di Finanza, come le altre Rappresentanza Militari e Organizzazioni Sindacali, deve prendere atto che le Autorità politiche non hanno mantenuto gli impegni assunti.
Eppure, al fine di ottenere un segnale tangibile sulla solidità della pre-intesa, le Rappresentanze Militari e sindacali si erano limitate a richiedere lo stanziamento di 200 milioni di euro, per la specificità del comparto e circa 120 mln di euro sul riordino delle carriere, ad incremento delle somme già stanziate.
Così non è stato!
Infatti, nel D.D.L. Finanziaria 2008 sono stati appostati soltanto 150 mln di euro, tra l’altro, finalizzati nella quasi totalità ad interventi dovuti in materia di buoni pasto ed all’adeguamento delle tariffe orarie del lavoro straordinario (ad oggi sottopagate rispetto al lavoro ordinario); provvedimenti che per giustizia ed equità devono essere garantiti a prescindere dalle richieste sindacali.
Inoltre, mancano all’appello le risorse per il rinnovo del contratto economico relativo al biennio 2008/2009.
Questo quadro d'assieme, non certo edificante, è ancor più aggravato da una situazione di sofferenza economica del Corpo della Guardia di Finanza che si trova ogni giorno a dover far fronte alle esigenze operative con carenti stanziamenti economici relativi al normale funzionamento.
Si ritiene che in queste condizioni sarà molto difficile svolgere una incisiva lotta all'evasione fiscale e, quindi, garantire una maggiore sicurezza economico-finanziaria.
Qualora le richieste formalizzate non saranno soddisfatte, solidali con le manifestazioni indette dal personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile (precluse al personale militare), non sottoscriveremo il Patto e denunceremo la grave inadempienza del Governo.

Roma, 3 ottobre 2007


IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA
Mercoledì 3 ottobre 2007

 

 
 

SINDACATO SI, SINDACATO NO

In uno stato normale l’articolo 39 della Costituzione, il diritto all’organizzazione sindacale sarebbe il simulacro della democrazia.

In una democrazia matura il potere civile deve controllare il potere militare.

Una classe politica con un forte rigore e senso civico farebbe uno più uno e direbbe che, se sono vere le prime due considerazioni, allora i militari, ancor prima di essere servitori dello Stato, sono semplici cittadini.

Ma non è così: purtroppo!

Oggi, - ieri per chi legge- presso la Sala Rossa della festa dell’Unità di Modena si è svolto, alle ore 17.30 circa, alla presenza di almeno 100 persone, un dibattito tra gli organi della rappresentanza interforze (COCER), il segretario confederale CGIL Paolo Nerozzi, il sottosegretario all’Economia con delega alle Finanze Paolo Cento, la  senatrice Lidia Brisca Menapace, e il Deputato Antonio Rugghia. Il quesito, ormai decennale, è la rappresentanza sindacale delle forze di polizie militarmente organizzate, che ancor prima di essere un problema ristretto al “comparto” delle forze dell’ordine, è un problema di democrazia.

Il rappresentante FICIESSE, Carlo Germi, che per l’occasione interpreta anche il ruolo di moderatore, ha ribadito con precisione e con grande fervore la necessità della nascita di un sindacato interno alle forze di polizia militare e l’urgenza di ratificare il D.D.L presentato a luglio  in Commissione Difesa  per la riforma della rappresentanza militare con relative norme sul diritto di associazione del personale delle Forze armate e delega al Governo in materia di contrattazione collettiva.

“L’importante” - dice Germi- “è che il governo ci dica se dobbiamo continuare a sperare in questa risoluzione di legge o, come nella passata legislatura, se dobbiamo smetterla di farci false illusioni”.  Per maggior chiarezza interviene Paolo Nerozzi (segretario confederale CGIL), il quale tiene a precisare quanto l’Italia sia socialmente indietro rispetto ai paesi europei che hanno già da molti anni sindacati di rappresentanza  per gli organi militari e  che la legge, se sarà attuata, non dovrà essere priva di 2 punti fondamentali: 1) L’allargamento della partecipazione al voto per la nomina dei rappresentanti, oggi fortemente limitata; 2) il principio di elettività: una testa un voto.

La  parte politica, personificata dal Verde Paolo Cento, risponde asserendo che è nell’intenzioni del Governo non venir meno a tale risoluzione, ma che l’iter legislativo non si preannuncia per niente facile. La Commissione Difesa, come sottolinea la senatrice Menapace (membro della commissione stessa), ha una rappresentanza spaccata, in quanto delegata a 12 esponenti del centro destra e 12 esponenti del centro sinistra, con a capo il senatore Sergio de Gregorio che fa sostanzialmente il bello e il cattivo tempo e ogni volta che bisogna far passare una proposta di legge, invisa al centro destra, si crea un impasse politico-legislativo difficilmente sormontabile. “Ciononostante” - ribadisce la senatrice- “è di indubbia l’importanza la creazione di un organo di rappresentanza concertativo che possa rendere più democratico lo Stato

Il deputato Ds-Ulivo e membro della Commissione Difesa, Rugghia, ha il non facile compito di districarsi nelle copiose domande, richieste e rimproveri da parte di alcuni delegati Cocer- Coir- Cobar come Maurizio Dori, il quale porta alla luce che a Roma, il prossimo mercoledì, rappresentanti delle forze dell’ordine insieme a esponenti di AN si riuniranno in via ufficiale senza dover chieder alcuna autorizzazione. Inoltre aggiunge, rivolgendosi ai parlamentari presenti, che gli uomini sono stanchi di vedere tanta attenzione quando si muore in servizio avendo di contro scarsa attenzione e solidarietà nella battaglia quotidiana dei diritti. Daniele Tisci recrimina  l’impossibilità di riunirsi in sindacato delle forze militari, mentre alla polizia (legge 121 del 1981) tale diritto è già riconosciuto ormai da anni. Molti finanzieri, inoltre, chiedono il superamento della vecchia legge 382 del ‘78, ormai  annosa e incapace di sopperire all’esigenza di democrazia all’interno delle forze armate. Rugghia risponde, in concerto a quanto detto precedentemente dal senatore Paolo Cento e della senatrice Menapace,  che il problema non dovrà essere sindacato si, sindacato no, ma che bisognerà cercare di far compiere al mondo militare un processo evolutivo verso la democratizzazione, divenendo in tal modo parte sociale e concertativa.

 

L’articolo 52 della costituzione afferma: ……L’ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

 

Cosa si aspetta?

        Giuseppe Dori   

 

 
 

 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

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COMUNICATO STAMPA

 Incontro Palazzo Chigi - Roma 12 luglio 2007

 Introduzione politica

 

Il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy per il recupero di risorse al fine di ridurre il rapporto tra debito e PIL (francese 65% - italiano 107%) ha detto chiaramente all’Europa come procederà per il risanamento.

 In particolare è questo il motivo della citazione, tre punti fondamentali ci riguardano da vicino:

  • Accorpamento dei servizi di sicurezza;

  • Accorpamento delle agenzie fiscali;

  • Rivisitazione delle strutture giudiziarie attraverso la riduzione di tribunali periferici.

 Fatti e analogie identiche a quelli italiani.

 Come non trovarci d’accordo sulle soluzioni indicate se é da anni che chiediamo di agire in tale direzione?

 Il Governo, il nostro Governo, vuole sciogliere queste contraddizioni che in Italia sono più accentuate?

 La Guardia di Finanza è stanca di porgere l’altra guancia, è stanca di essere schiaffeggiata continuamente, a turno dalla Difesa, dagli Interni, e dai Finanziari.

 

Il Corpo non può essere l’arlecchino servo di molti padroni e gli si dà l’alibi di poter dire quando viene chiamato di essere sempre impegnato in altro settore.

 

Si vuole far diventare finalmente la Guardia di Finanza la Polizia economica/finanziaria del paese? Oppure la strategia in atto è quella di portarci al collasso sottraendoci quotidianamente compiti e specificità?

 

Nell’ultima audizione presso la Commissione Finanze del Senato della Repubblica il Viceministro On. VISCO, allora con delega per il Corpo, espresse plauso alla Guardia di Finanza per aver tagliato i costi fissi di funzionamento e dall’altro ribadì l’imperativo di una maggiore specializzazione del personale in modo da migliorare l’assolvimento dei compiti di polizia tributaria.

 

Ci domandiamo: con i tagli come si può specializzare ulteriormente il personale?

 

Il 5 luglio u.s. a Genova il Direttore delle Agenzie a dieci anni dalla nascita, nella sua relazione ha illustrato le “condizioni” indispensabili affinché possa realizzare il piano strategico triennale.

 

I numeri: assunzione di 3000 laureati e per rimpiazzare le 3100 uscite è previsto il turn-over di 2100 unità di cui 500 a fine anno.

 

È evidente la disparità di trattamento in cui versa il Corpo per effetto dei tagli di risorse.

 

Fuoriuscite di personale senza che sia garantito il turn-over. Reparti d’istruzione che sono cattedrali nel deserto.

 

A fronte di ciò noi rappresentanti del personale, oltre a denunciare i fatti, abbiamo le armi spuntate, limitate dall’inadeguatezza delle norme che disciplinano la Rappresentanza Militare.

 

Ci preme citare perciò un altro Presidente europeo – Josè Luis Rodriguez ZAPATERO - che come atto nel settore della sicurezza ha ricondotto la Guardia Civil nell’alveo del Ministero dell’Interno e dietro istanze forti del personale ha avuto il coraggio di percorrere la strada del riconoscimento dei diritti. Infatti è in procinto di dare a tale istituzione un associazione professionale sul modello dell’associazione nazionale magistrati.

 

Il Governo italiano avrà il coraggio di fare analoghe scelte?

 

Quando il Governo vorrà ricondurre la Guardia di Finanza nell’alveo del Ministero dell’Economia e delle Finanze?

 

Sono maturi i tempi per il riconoscimento effettivo dei diritti?

 Con il tavolo delle trattative aperte ci aspettiamo un segnale da parte dell’autorità governativa.

 

Entrando nei punti specifici il COCER ritiene di dover condizionare la sottoscrizione del contratto alle seguenti pregiudiziali:

·             sindacalizzazione del Corpo;

·           stanziamento di ulteriori risorse, oltre a quelle già disponibili per il rinnovo, per provvedere all'aggiornamento del costo orario dello straordinario (attualmente tale costo è inferiore a quello dell'ora del lavoro ordinario);

·           assegnazione e attribuzione della gestione di tali risorse alle singole amministrazioni (attualmente, per il comparto sicurezza, è gestito tutto dal Ministero degli Interni);

·           corresponsione di tutte le ore di straordinario svolte dal personale che se tagliate, come avviene attualmente, incidono, tra l'altro, negativamente ed in modo significativo sul trattamento previdenziale;

·           emanazione di una circolare, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, attuativa-esplicativa del contratto, per tutte le amministrazioni del comparto sicurezza.

 

 

Roma, 11 luglio 2007

 

 
 
 

 

COMUNICATO STAMPA

IL CONTRATTO: UNA RISORSA?

 

Ieri 04 luglio 2007 si è tenuto il terzo incontro con il Dipartimento della Funzione Pubblica per le trattative per il rinnovo contrattuale (Biennio Economico 2006/07 e Quadriennio Normativo 2006/09).

 

La parte tecnico-politica ha portato sul tavolo le seguenti tematiche:

 

·           l’aggiornamento della tariffa oraria dello straordinario;

·           presentazione di un articolato normativo sulla diramazione delle circolari attuative dei contratti da parte delle amministrazioni.

 

Per quanto riguarda il capitolo straordinari a fronte di un drenaggio di circa 27 milioni di euro, il prospetto riportava un incremento per le categorie più disagiate ovvero 13000 finanzieri circa di 0,08 centesimi di aumento. Constatato che la suddetta platea di militari accede al pagamento di una media di 10 ore mensili, questo incremento avrebbe una ricaduta di circa 0,80 centesimi lordi al mese.

 

La Sezione COCER Guardia di Finanza senza abbandonare, "per il momento", il tavolo delle trattative ha posto delle pregiudiziali che si sostanziano in:

 

·           stanziamento di ulteriori risorse, oltre a quelle già disponibili per il rinnovo, per provvedere all'aggiornamento del costo orario dello straordinario (attualmente tale costo è inferiore a quello dell'ora del lavoro ordinario);

·           assegnazione e attribuzione della gestione di tali risorse alle singole amministrazioni (attualmente, per il Comparto Sicurezza, è gestito tutto dal Ministero degli Interni);

·           corresponsione di tutte le ore di straordinario svolte dal personale che se tagliate, come avviene attualmente, incidono, tra l'altro, negativamente ed in modo significativo sul trattamento previdenziale;

·           emanazione di una circolare, da parte della Funzione Pubblica, attuativa-esplicativa del contratto, per tutte le amministrazioni del Comparto Sicurezza;

·           elaborazione di prospetti che riportino l’attuale ricaduta del contratto sia sul trattamento stipendiale, sia sulla parte accessoria;

 

La Sezione Guardia di Finanza ha chiuso i lavori dando la disponibilità ad altri incontri solo alla completa soluzione delle suddette pregiudiziali.

 Fondamentale, altresì, sarà l'incontro con gli esponenti del Governo che dovrebbe avvenire il 10 luglio p.v..

 

In tale sede, questo COCER condizionerà la firma del contratto allo scioglimento dei seguenti nodi:

 

·           riformulazione dell'attuale sistema di Rappresentanza, che allo stato priva il personale di una effettiva tutela, condizionandola alla richiesta di sindacalizzazione e non al mero riconoscimento del ruolo negoziale;

·           chiara distinzione e separazione del Comparto Sicurezza da quello della Difesa.

 

 

            Roma, 05 luglio 2007

                                                        IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

 
COMUNICATO STAMPA
ROMA, 22 MAGGIO 2007

BASTA POLEMICHE

 In data odierna un organo di informazione ha pubblicato la deposizione resa dal Comandante Generale all'Autorità Giudiziaria di Milano con riguardo all'avvio, lo scorso anno, dei procedimenti di trasferimento dei vertici del Corpo in Lombardia. Sono così diventati di pubblico dominio i dettagli di una vicenda che all'epoca creò preoccupazione in tutti coloro che vedono nel corretto rispetto delle procedure la garanzia dell'imparzialità di un Corpo come quello della Guardia di Finanza, chiamato ad operare per il mantenimento della legalità in ambiti delicati quali quelli finanziario ed economico.

Peraltro, la pubblicazione di quest'atto giudiziario in un momento nel quale la vicenda appariva superata, considerato che tali trasferimenti non sono avvenuti e, a quanto a conoscenza di quest'Organismo, nessuna formale imputazione è stata mossa dall'Autorità Giudiziaria a chicchessia, rischia di trascinare nuovamente l’Istituzione e coloro che vi lavorano al centro di una polemica politica assolutamente inaccettabile.

Se l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto di indagare, è sua facoltà, attendiamo gli esiti. Ma utilizzare i fatti per fini di bassa speculazione politica e tentare di determinare una crisi nei rapporti tra la Guardia di Finanza e il Vice-Ministro è inaccettabile.

I problemi sono ben altri, e sono stati da tempo rappresentati da questo COCER:

  • il contratto di lavoro è scaduto ormai da quasi due anni ed al personale non vengono riconosciuti gli incentivi;
  • le finanziarie degli ultimi anni hanno apportato notevoli tagli per il funzionamento tanto che assistiamo, da tempo, al paradosso di doverci autotassare o utilizzare i nostri mezzi personali per lavorare e aggiornarci. Al Senato e alla Camera giacciono ordini del giorno, accolti dal Governo, che lo impegnano a stanziare risorse per garantire l’azione della Guardia di Finanza a contrasto dell’illegalità e dell’evasione fiscale, messa a rischio dall’inadeguatezza delle risorse a bilancio;
  • sussiste un divario consistente fra le risorse a disposizione della Guardia di Finanza e quelle delle altre Forze di Polizia, per cui è stato costituito un apposito tavolo tecnico in sede interministeriale per eliminarlo.

Chiediamo con fiducia al Vice Ministro Visco e al Comandante Generale di lavorare e risolvere i vari problemi. Noi faremo la nostra parte, confrontandoci anche duramente, se necessario, ma all’interno di un contesto di lealtà all’Istituzione.

Se vogliamo veramente combattere l’illegalità economica e l’evasione fiscale chiediamo a gran voce strumenti e mezzi idonei.

Non si può più pensare di ottenere grandi risultati solo con il sacrificio e senso del dovere del personale.

 Roma, 22 maggio 2007

 

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

COMUNICATO STAMPA
ROMA, 17 MAGGIO 2007

 

 

ONOREVOLE VISCO, BASTA!

RISPETTO E DIGNITÀ PER I FINANZIERI

 

 

 

Il massimo consesso della Rappresentanza della Guardia di Finanza chiede rispetto e dignità per poter lavorare.

 

lo chiede innanzitutto all'On. Vincenzo VISCO, in funzione della delega governativa conferitagli che mette il Corpo alle Sue dipendenze.

 

L'istituzione Guardia di Finanza ha bisogno di serenità per svolgere il proprio lavoro e degli strumenti necessari per farlo nel modo migliore.

 

Ai proclami devono seguire i fatti, altrimenti siamo nella demagogia.

 

Non si può prima dire che la Guardia di Finanza è centrale nella lotta all'evasione e poi si tagliano in modo incisivo le risorse per il suo funzionamento.

 

Il Signor Vice Ministro, nel corso dell'ultima audizione presso la Commissione finanze del Senato, da un lato plaude alla Guardia di Finanza per aver tagliato i costi fissi, dall'altro chiede maggiore specializzazione del personale impiegato in modo da migliorare l'assolvimento dei compiti di Polizia Tributaria.

 

Si chiede ai Finanzieri militari sangue e sudore e si apprende che i finanziari (dipendenti civili dell'ammnistrazione finanziaria) trovano nell'On. VISCO il proprio paladino. Egli, infatti, oltre ad elargire soltanto a loro il premio per la lotta all'evasione fiscale, a proposito delle "sue figlie predilette" dice:

 

"dato il valore strategico complessivo dell'Amministrazione finanziaria sul complesso del comparto pubblico, andrebbe fatta una riflessione sulla possibilità di escludere le agenzie da eventuali riduzioni"

 

É da tempo che sentiamo da più parti dichiarazioni contraddittorie sulla Guardia di Finanza.

 

Improvvisamente, poi, il Signor Vice Ministro torna sul tema della smilitarizzazione, dichiarandosi "nettamente contrario a ipotesi di smilitarizzazione, anche tenendo conto che la Guardia di Finanza non è né una forza militare, né una forza di polizia in senso tecnico"

 

ce lo vuol dire il Signor Vice Ministro che cosa siamo, Visto che il COCER ha già pubblicamente ed in modo chiarissimo rivendicato la paternità nel dicastero dell'economia?

 

Se militarità vuol dire negazione dei diritti, il COCER respinge al mittente tale affermazione.

 

Militari e civili devono avere gli stessi diritti. Siamo consapevoli che lo status di militare soffre della compressione di essi, ma ciò non deve assolutamente significare annullamento degli stessi con la conseguente offesa della dignità.

 

Ai finanzieri tutti ed alla Rappresentanza, in particolare COBAR e COIR, rivolgiamo un appello:

 

la strada che stiamo percorrendo è lunga, tortuosa e difficile. Non lasciamoci dividere. Stringetevi attorno al COCER e sosteneteci su qualsiasi iniziativa futura intraprenderemo.

 

Stiamo lavorando per un solo interesse: quello del personale e dell'amata Guardia di Finanza.

 

 

Roma, 17 maggio 2007

 

 

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA

 

 
 
 

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
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COMUNICATO STAMPA
ROMA, 20 Aprile 2007


COCER GUARDIA DI FINANZA: IL GOVERNO SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ DI FRONTE ALLE ISTANZE DI SINDACALIZZAZIONE DEI MILITARI.
Che i tempi siano maturi per la sindacalizzazione dei militari italiani è un dato certo, i delegati della rappresentanza militare con senso delle istituzioni e con grande senso di responsabilità lo sostengono con la forza delle idee e della maturità dei propri appartenenti.
È il nostro mondo fatto di uomini con le stellette che ha raggiungo questa convinzione dopo anni di decantazione sperimentale della rappresentanza militare.
Se tale istituto era uno strumento per metterci alla prova ha avuto si un gran risultato quello di permettere a noi di crescere e di formarci cosi da testare in prima persone la sua inutilità e la sua inefficienza.
Dal 1978 data della nascita dei COCER, COIR e COBAR sono passati quasi 30 anni, troppi per privare ancora i militari dei diritti costituzionalmente garantiti.
Sindacato militare vuol dire solo riconoscere ed affermare che anche il popolo in divisa fa parte della grande famiglia dei cittadini dello Stato Italiano.
Gran bell'esempio viene dai colleghi della rappresentanza militare dell’Aeronautica Militare che riuniti in assemblea nazionale a Loreto con la presenza di 203 delegati ha approvato il documento che chiede la sindacalizzazione dell’Arma azzurra.
Ben 194 delegati hanno votato a favore, 4 contrari e 5 astenuti un plebiscito che riempie i cuori dei delegati COCER della Guardia di Finanza di gioia e che dicono ai colleghi dell’aviazione "uniti assieme a noi sulla strada della sindacalizzazione".
La forza dei numeri e delle richieste democratiche dei militari, come emerge da istanze provenienti anche da delegati e organismi di rappresentanza delle altre Forze Armate, non può essere ignorata dalla classe politica che con i fatti deve rispondere alla voce che si sta alzando sempre più forte dalle caserme: SINDACATO.
Per il Governo è giunto il momento di dare una risposta.
Maggioranza ed opposizione facciano la loro parte.
Non ci si aspetti da noi gesta eclatanti per essere ascoltati, niente piazze, niente passeggiate spontanee sotto Palazzo Chigi, presso la Camera o il Senato. Niente scioperi della mensa, ne scioperi della fame ma la libertà della parola per rivendicare ciò che ci spetta.
La politica è espressione del popolo, anche il cittadino militare è popolo, non stia distante da noi e soprattutto non ascolti solo i salotti buoni degli “STATI MAGGIORI”.

Roma, 20 aprile 2007

IL COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA