DIRITTI & ROVESCI

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Dirittie & Rovesci - Nei Diritti ci sono anche i  Rovesci - GIAMPAOLO VIETRI delegato COCER MM

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A seguito della pubblicazione sul quotidiano La Repubblica, nel numero del 30 luglio u.s., dei dati forniti dalla Ragioneria Generale 2006 circa le retribuzioni dei dipendenti pubblici, si rende necessaria una disamina degli stessi che restando evasa dalla fonte ufficiale che li ha divulgati fa apparire tali compensi più che lauti, proprio mentre gli statali vengono additati come “fannulloni” e sugli stessi si fa economia. Va così precisato che tutti i dati riportati, inquadrati in uno schema che li suddivide in stipendio, straordinari-indennità e retribuzione complessiva, si riferiscono ad importi lordi e non al netto in busta paga, che in virtù della consistente pressione fiscale sono notevolmente ridimensionati.

Prendendo in esame, ad esempio, le retribuzioni del personale delle Forze Armate a cui appartengo, alle somme pubblicate vanno applicate il 38% di Irpef nonché le ritenute assistenziali e previdenziali. Già ciò aiuterebbe ad una nuova interpretazione circa le condizioni degli appartenenti alle F.F.A.A. che a differenza degli altri dipendenti dei comparti pubblici, trascorrono per la propria specificità lunghi periodi lontani dai nuclei familiari.

Ma non basta. Va osservato che non viene effettuata alcuna distinzione tra il personale dirigente e quello non direttivo e s’intuisce che le cifre riportate rappresentano una media, probabilmente ottenuta spalmando le risorse della Difesa destinate agli stipendi sulla totalità degli appartenenti alla stessa amministrazione. Di fatto, però, le retribuzioni del personale non direttivo sono ben al di sotto di quelle divulgate. Si pensi che la voce apparsa, relativa al solo stipendio, è sovrastimata di 5.000 euro rispetto a quanto realmente percepisce un maresciallo di 1^ classe con 29 anni di servizio; tale forbice è ulteriormente accentuata (tabella in allegato) per il personale con una minore anzianità di servizio, o dei ruoli sott’ordinati, che rappresentano la stragrande maggioranza dell’organico del personale. A riguardo, invece, della colonna che attribuisce una somma di 10.895 euro l’anno procapite per lavoro straordinario va evidenziato che, per le Forze Armate, tale compenso è in larga parte assorbito, facendo le dovute proporzioni, dal personale direttivo ed in minor misura distribuito tra la truppa e, comunque, la retribuzione dell’ora di lavoro straordinario, per i lavoratori del comparto, è  notevolmente sottopagata rispetto l’ora ordinaria di lavoro. La retribuzione complessiva riportata, quindi, di 35.621 euro, grazie alle osservazioni qui esplicitate, non è per nulla vicina a quanto il personale di truppa e sottufficiale portano a casa ed, anzi, proprio per la scarsità della busta paga, le famiglie dei militari rinunciano, o si attardano, a mettere alla luce un secondo figlio. Nessuno dice, inoltre, che tali retribuzioni sono notevolmente al di sotto rispetto a quelle dei colleghi europei, in rapporto al potere d’acquisto, nonostante il sempre più importante ruolo di cooperazione svolto dalle nostre Forze Armate in campo internazionale; senza contare, infine, l’ormai consolidata prassi dei Governi di rinnovare i contratti ben oltre la data di scadenza degli stessi. Presunte consistenze retributive non possono, comunque, in alcun modo giustificare azioni tese all’eliminazione di salvaguardie sociali che, fino ad oggi, hanno tutelato il lavoratore durante i periodi di malattia e che incidono sulle condizioni di vita delle famiglie.

  Giampaolo Vietri

CO.CE.R Marina Militare

GIAMPAOLO VIETRI

 (cocer MM)

 

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          INTERVENTO “AMIANTO”


L’attività del X mandato della Rappresentanza Militare ha purtroppo subito un brusco freno freno, dovuto alla caduta del Governo, rispetto a quelle tematiche che attendevano risposte dalla politica attraverso risorse finanziarie ed atti legislativi che per voci ufficiali dello stesso Governo uscente sarebbero arrivate con certezza. Tra questi problemi, che si trascinano ormai da anni, ed al quale il COCER ha voluto per dovere morale dare priorità assoluta, vi è quello delle patologie contratte in servizio, per il personale della Marina Militare la dolente questione amianto.
A più riprese la Rappresentanza ha sperato si potessero riuscire ad ottenere i doverosi riconoscimenti per le famiglie delle oltre 400 vittime e che questi venissero commemorati al pari di tutte le vittime del dovere al servizio della Patria.
Dalla presentazione, da parte del Governo, del D.P.E.F. 2008 di fronte alle organizzazioni sindacali ed alle Rappresentanze del Comparto Difesa e Sicurezza apprendevamo che tali riconoscimenti rientravano tra le quattro priorità per il Comparto. Non sembrò vero, in un documento di programmazione contenente linee così generali, di quella che sarebbe stata la futura manovra finanziaria, trovare un riferimento così mirato e specifico, annunciato per voce dell’allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Iniziammo a sperare davvero e concentrammo i nostri sforzi in tal senso in tutti i momenti istituzionali nei quali fummo coinvolti.
Si arrivo così alla concertazione per il rinnovo del contratto economico 2006/2007 e normativo 2006/2009 per i quali, viste le esigue risorse allocate, il Governo propose la sottoscrizione di un Patto per la Sicurezza, un programma pluriennale che al termine del quinquennio governativo avrebbe risolto tutte le problematiche che preoccupavano il personale militare. Furono così scritte le linee guida ed anche qui il tema amianto trovo ospitalità. Nonostante questo la sezione Cocer Marina subordinò la sottoscrizione dello stesso ad ulteriori impegni aprendo nelle ultime ore della fase concertativa, con uno schema di provvedimento ormai non modificabile, una trattativa presso la Funzione Pubblica, isolata dalle altre Rappresentanze, riuscendo ad ottenere un specifico impegno di Governo che recepito a latere del contratto ne diventava parte integrante. Fu cosi che il Governo s’impegnava a ricercare soluzioni immediate per il risarcimento delle vittime dell’asbesto destinando risorse già in finanziaria 2008 e di portare all’approvazione quei disegni di legge già depositati presso le commissioni al fine di riconoscere i benefici previdenziali per il personale militare esposto. Fu così, di fronte a tali promesse, che il Cocer Marina decise di approvare il rinnovo contrattuale, del resto atteso dal personale. La cerimonia della sottoscrizione delle linee guida del Patto e del contratto, con gli annessi impegni, avvenne per la prima volta in forma solenne nella Sala Verde di Palazzo Chigi e ad apporre la firma a quegli impegni fu il Presidente del Consiglio uscente in persona.
Un ulteriore grosso passo in avanti, guardammo alla finanziaria con estrema fiducia e, supportati dallo Stato Maggiore Marina, continuammo con interventi di sensibilizzazione verso le Commissioni Difesa e l’esecutivo di Governo.
Durante la fase d’approvazione della legge Finanziaria 2008 però le promesse vennero meno. L’emendamento per destinare risorse non ebbe possibilità di essere discusso visto l’elevato numero di quelli presentati e finì, come tanti altri, al vaglio del Ministero dell’Economia e delle Finanze che per mancanza di copertura finanziaria lo dichiarò inammissibile e lo escluse dal maxiemendamento portato in votazione in aula.
Un mese più tardi cade il Governo Prodi e con esso gli accordi ratificati nel Patto per la Sicurezza. La delusione fu generale ma abbiamo l’obbligo di ripartire e fare le considerazioni che il caso richiede. Innanzitutto ritengo doveroso ringraziare il Presidente della della IV Commissione della Camera per l’impegno profuso, la sensibilità e serietà che ha dimostrato rispetto all’argomento amianto nonostante abbia ricevuto critiche a riguardo, a mio avviso strumentali su un tema così delicato e sul quale non ci si dovrebbe dividere per appartenenze ideologiche.
In secondo luogo il problema dell’amianto a bordo delle unità navali, e quindi riferito al personale militare nonostante le centinaia di vittime, era completamente sconosciuto all’opinione pubblica ed alla classe politica. Oggi grazie all’esporsi di coraggiosi delegati ed all’attività stessa della Rappresentanza la questione dell’amianto è nota ai più e non appena si introduce l’argomento tutto il mondo politico conosce di cosa si parla, cosa impensabile 4 o 5 anni fa.
Certo magra consolazione ma oggettivamente un passo in avanti.
Infine, mai prima si era sviluppata una sinergia così forte in ambito Forza Armata e una concreta unità d’intenti tra lo Stato Maggiore M.M. ed il suo Organismo Centrale di Rappresentanza.
In quest’ottica il Cocer ha chiesto, con propria delibera, che le vittime venissero ricordate ogni qual volta ci fosse occasione.
È così che il 28 aprile u.s., in occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto, per la prima volta sulle navi della Marina, tutti gli equipaggi si sono fermati per ricordare i propri colleghi scomparsi.
Un momento di raccoglimento nel quale il C.S.M.M. ha inteso rivolgere un particolare pensiero al personale in quiescenza ed in servizio che ha sofferto e soffre per le patologie correlate all’amianto, volendo esprimere altresì un pensiero di vicinanza e solidarietà ai familiari che hanno condiviso e condividono le loro sofferenze.
Messaggio doveroso, al quale tutti noi ci uniamo soprattutto in virtù di quei forti sentimenti di solidarietà e fratellanza che, nel personale della Marina, l’esperienza della vita di bordo accresce notevolmente.
Con questo spirito restiamo consapevoli dei prossimi impegni che ci attendono, assicurando il massimo sforzo al fine di far riconoscere al più presto i risarcimenti e benefici dovuti. Questi interventi risarcitori non dovranno però restare fini a se stessi , o rappresentare una pietra sul passato per dimenticare, ma dovranno concorrere a dare un senso al sacrificio di queste vite affinché le vittime dell’asbesto siano riconosciute come caduti per la Patria, al pari di tutti gli altri deceduti in servizio.

 

Giampaolo Vietri
Delegato CO.CE.R. M.M.

 

 

 
 
 

Esodo Marescialli:  Giampaolo rassicura il personale

 La questione “esodo dei Marescialli” appartenenti alle Forze Armate introdotta con  le “Misure straordinarie in tema di mobilità del personale delle pubbliche amministrazioni” nella legge finanziaria 2008 ha creato inevitabilmente forti preoccupazioni nel personale, il quale giustamente si rivolge agli organismi  Rappresentanza interpellandola quotidianamente in merito. La norma risulta effettivamente poco chiara e questo non può che far sollevare perplessità e quesiti, temendo che si giunga ad un esodo forzato. Innanzitutto  non si comprende qual’è il destinatario del provvedimento, ovvero se per personale in esubero s’intende coloro che lo sono all’interno del grado di 1° CL (Maresciallo Capo) o il personale più anziano che transitando in altra amministrazione permetterebbe le promozioni dei più giovani. In secondo luogo non si comprende come mai gli emendamenti su tale norma, che prevedevano la volontarietà dell’interessato,  di conoscere a priori le regioni d’impiego, di specificare la conservazione dello stato giuridico e il trattamento economico in godimento presso le Forze armate, non siano stati approvati in fase di discussione. In aggiunta alle legittime richieste di delucidazioni che ci giungono su quanto espresso, i colleghi si spingono oltre interrogandosi, ed interrogandoci, su cosa avverrà in termini d’impiego, incarichi da ricoprire e mansioni da svolgere. Al momento le  modalità con cui questo esodo dovrà concretizzarsi sono ancora da definire, di certo però la Rappresentanza sta continuando a monitorizzare ed intervenire sulla questione, così come avvenuto in commissione Difesa ed all’ultimo incontro con il C.S.M.M.. La stessa sicuramente dovrà essere interpellata, in ambito Interforze, attraverso un audizione durante il processo decisionale, nel quale avrà modo ancora una volta di rimarcare quanto già ampiamente sostenuto. Nel frattempo però, anche attraverso contatti informali sull’argomento, sembra di percepire la volontà dello Stato Maggiore, almeno in ambito Marina, di tutelare il personale destinando a tale transito esclusivamente coloro che intenderanno fornire la propria disponibilità. Questa possibilità risulterebbe così vantaggiosa per coloro i quali, per motivi privati, gradirebbero il trasferimento presso un altra sede di servizio o rientrare nei propri luoghi d’origine. In attesa quindi di un incontro tra le Amministrazioni che inizi a regolamentare il tutto ritenevo utile fornire queste informazioni poiché si è notato presso le basi in periferia un eccessivo allarmismo, inutile per il momento. Rassicurando tutti ribadisco che non appena ci saranno notizie, aggiornamenti, o comunicazioni fondate sull’argomento la Rappresentanza le estenderà a tutto il personale, attraverso i mezzi di comunicazione più tempestivi.

 

Giampaolo Vietri

Delegato CO.CE.R. M. M.

giampaolovietri@libero.it

 
 
 

Marinai di Taranto:

anche per quest'anno senza spiaggia e senza mare


Si confidava in una maggiore sensibilità e, invece, anche quest’anno si ripete il problema, riguardante gli Organi di Protezione Sociale della Marina (O.P.S. cioè spiagge, sale convegno, circoli ecc..), In essi, infatti, permangono gli annosi problemi per i Sottufficiali e militari Volontari in servizio permanente. Fin dal 2003, infatti, la Rappresentanza Militare ai vari livelli, ha più volte rilevato l'evidente disparità di trattamento fra gli Ufficiali e Sottufficiali, e ancor peggio per Volontari in servizio permanente, per ciò che riguardava gli O.P.S. ed in particolare per le spiagge di Taranto. La contraddizione che si nota, è che così facendo si dà alla protezione sociale un valore esclusivamente economico e di casta e non invece quel valore aggiunto del sociale e spirito di corpo a chi meno ne ha bisogno.
La situazione nella sede di Taranto è quella che si ripete da molte le stagioni. Gli Ufficiali sono giustamente dotati di una spiaggia bella, ordinata, ben mantenuta e con tutti i comfort. I dipendenti civili della difesa hanno tre O.P.S. di cui 2 spiagge. I Sottufficiali hanno solo una spiaggia fornita di una discreta pineta, ma nel complesso carente in quanto dotata di spazi ridottissimi anche perchè, la spiaggetta adiacente fu “regalata” oltre dieci anni fà, allo stabilimento dei dipendenti civili della difesa per allargare i loro spazi e perché l’attuale spiaggia è formata da grosse pietre che spesso sono causa di distorsioni specialmente alle persone anziane che desiderano entrare in acqua. Infine la situazione dei Volontari in Servizio Permanente è che non hanno nulla a riguardo.
Il controsenso, come si evince, è data proprio dal fatto che, la categoria di lavoratori più numerosa in città, ha una spiaggia e un’aria di ricezione insufficiente, la cui cura per renderla accogliente è devoluta alla buona volontà dei colleghi (che và ben oltre il proprio dovere) per non parlare di sedie, tavoli, ombrelloni ecc.. Inoltre, i più bassi in grado, e quindi con lo stipendio più basso, non hanno nulla. La rappresentanza militare con insistenza si è proposta costruttivamente chiedendo il recupero della spiaggetta adiacente che originariamente era dei Sottufficiali, offrendo così l'accesso ai Volontari e perché no, anche ai militari delle altre FF.AA.. Ciò avrebbe anche contribuito ad eliminare le separazioni dei “soli Ufficiali”, dei “soli sottufficiali” e dei “soli Volontari” ecc., che ai giorni d'oggi appaiono anacronistiche, e conformarsi invece, con le direttive del Capo di Stato Maggiore Difesa (SMD-G-023) che prevede, viceversa, l'accorpamento di questi organismi al fine di risparmiare risorse economiche ed umane. I dipendenti civili, a loro volta nella circostanza, avrebbero maggiori risorse per migliorare la loro area balneare di Saint Bon sotto l’aspetto qualitativo e di ampiezza.
Gli O.P.S., come è noto, sono molto importanti per i militari in quanto, a fronte di risorse economiche stipendiali sempre più ridotte, in considerazione della vita sacrificata svolta in particolare dal personale di bordo e di coloro che sono “fuori sede” per motivi di servizio, assolvo un servizio sociale di tutela e protezione per le famiglie che gli Enti locali non sarebbero in grado di assolvere, ma soprattutto servono a rinsaldare rapporti e sentimenti solidali tanto preziosi per l’operatività della Forza Armata.
Purtroppo anche quest'anno nonostante le rassicurazioni dei Comandi locali nulla è cambiato. Pur in presenza di problemi legati alla disponibilità di risorse il fatto che le stesse vengano gestite con priorità diverse da quelle individuate dalla Rappresentanza Militare fa sì che col tempo possano determinarsi momenti di sfiducia verso i vertici responsabili.
Non sono questioni marginali, quelli sociali, infatti, meritano la stessa attenzione di quelli contrattuali, di carriere, ecc. che al Governo, al Parlamento e nelle varie sedi Istituzionali la Rappresentanza Militare propone per il bene del personale. Dall'attenzione alle questioni della vita quotidiana anche e soprattutto da parte dei vertici, si misura il livello di dignità attribuito al personale e si riconoscono i sacrifici che lo status di “militare al servizio della nazione” comporta.
02.07.07

Antonello Ciavarelli - antonellociavarelli@libero.it
Giampaolo Vietri – giampaolovietri@libero.it
Delegati Co.Ce.R.

 

 

 
 
 

Specialità Marinare...

In previsione della futura concertazione per il contratto di lavoro 2006-2009 arrivano agli Organi di Rappresentanza numerosi spunti di riflessione sia per ciò che concerne la parte economica che per quella normativa. Pur vedendo favorevolmente una destinazione delle risorse allocate quanto più possibili sulle voci fisse e continuative, quale ad es. il punto Parametrale, le quali concretamente assicurano un incremento a tutti nel tempo dello stipendio e comunque importante definire sin da subito dei criteri per definire il futuro delle risorse restanti. Bisognerebbe quindi classificare le specificità, prima ancora che per il livello di specializzazione che esse richiedono, in base al disagio e le difficoltà di vita che comportano all’uomo militare.

Per ciò che attiene la specificità della MARINA MILITARE in riferimento a quanto espresso non può essere comparata con nessun altra.

Oltre infatti all’elevato livello di specializzazione, che l’impiego sulle unità navali richiede, il personale è sottoposto ad un notevole carico di ore lavorative già durante le normali attività in porto ed a ritmi di guardia sostenuti durante le giornate di navigazione, nelle quali vanno comunque ritagliati spazi per poter assicurare tutte le attività di cui necessita una comunità navigante, quale il rassetto e la pulizia della stessa. La logistica poi costringe il marinaio a sacrificare la propria privacy a spazi ristretti, in locali collettivi ed ancora ad operare spesso con avverse condizioni meteo marine. Il sacrificio sostenuto dal nucleo familiare non viene poi considerato né ripagato in alcun modo. Esso infatti avverte sulla propria pelle l’assenza del familiare anche per lunghi periodi e purtroppo anche in periodi di festa o in concomitanza di eventi lieti, quali la nascita di un figlio. Per queste ragioni i delegati del CO.CE.R. Marina intendono far sentire queste motivazioni con maggiore pathos e visibilità nella fase di concertazione poiché qualora vi sia spazio, o si disegni un progetto per la rideterminazione delle indennità operative, quella dell’imbarco dovrà avere priorità numero Uno. A sostegno di tale posizione, nella recente delibera avente per oggetto “Concertazione, tutela della specificità della Forza Armata Marina”, il CO.I.R. di CINCNAV Area Sud, rappresentante di tutte le unità navali ed i reparti operativi della Marina, ha fatto suo quanto fin ora espresso. Nel deliberato si è infatti investito di responsabilità il CO.CE.R. Marina al fine di considerare e valorizzare nella prossima concertazione tutti gli aspetti economici e normativi, affinché qualora vi fosse capienza per intervenire sulle indennità operative lo stesso dovrà adoperarsi perché venga riconosciuto, anche economicamente, il giusto valore della specificità della Forza Armata. Nel contempo vi è l’invito al Comandante in Capo della Squadra Navale, ed alle superiori autorità, di continuare a rappresentare nelle sedi dovute le difficoltà che la scelta di vita di bordo comporta, affinché abbia una concreta visibilità e si sviluppi, nell’interesse di tutti, la giusta sinergia tra lo Stato Maggiore e gli Organi di Rappresentanza. A questo dovere la nostra Rappresentanza non verrà mai meno.

Giampaolo VIETRI    

Delegato CO.CE.R M.M.